CALCIOPOLI AD OROLOGERIA
Nessuno parla più di giustizia ad orologeria. Quantomeno non oggi, con l'epica semifinale Italia-Germania ancora alle porte. Da domani, fatti i debiti scongiuri, forse il concetto di giustizia ad orologeria tornerà alla ribalta. Le richieste del procuratore federale per lo scandalo di Calciopoli sono infatti arrivate a sette ore dalla partita dell'anno, quella che tutti noi abbiamo vissuto l'11 luglio del 1982 e che aspettiamo sin dalla sconfitta ai rigori col Brasile del 1994. Possibile tanta tempestività? Possibile che i deferimenti siano stati spostati di ventiquattr'ore (aspettando addirittura la chiusura della Borsa) per non turbare la Nazionale in campo con la modesta Repubblica Ceca e oggi il mostro venga sbattuto in prima pagina come se nulla fosse?
Siamo pronti a scommetterlo: la condanna definitiva arriverà sabato pomeriggio, con una finale ancora da giocare.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
martedì, luglio 04, 2006
giovedì, giugno 29, 2006
MELANDRI COME D'ALEMA
A volte la simbiosi non è solo a livello intellettuale. Ci sono persone che la pensano alla stessa identica maniera di altre, al punto da diventarne una fedele copia. Crediamo sia successo anche al ministro Giovanna Melandri, da sempre politicamente vicina a Massimo D'Alema. L'altra sera a "Ballarò" guardavo il ministro parlare e mi sembrava di vedere il presidente diessino muoversi. La Meladri si muove e parla come D'Alema. Fateci caso. E' impressionante: stessa cadenza, stessa gestualità e stessa sagacia nell'affondare le stilettate agli avversari
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
A volte la simbiosi non è solo a livello intellettuale. Ci sono persone che la pensano alla stessa identica maniera di altre, al punto da diventarne una fedele copia. Crediamo sia successo anche al ministro Giovanna Melandri, da sempre politicamente vicina a Massimo D'Alema. L'altra sera a "Ballarò" guardavo il ministro parlare e mi sembrava di vedere il presidente diessino muoversi. La Meladri si muove e parla come D'Alema. Fateci caso. E' impressionante: stessa cadenza, stessa gestualità e stessa sagacia nell'affondare le stilettate agli avversari
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lunedì, giugno 12, 2006

W LA RAI
E' proprio il caso di dirlo. La televisione di Stato fa schifo da qualsiasi lato la si guardi (tg, cultura, spettacoli e intrattenimento) eppure ho scoperto in lei una dote fondamentale: la tempestività. Per quale diavolo di spiegazione tecnologica non lo so e non mi interessa ma le immagini delle dirette di calcio sulla Rai arrivano prima che su Sky. Quindi staserà mi sorbirò le stronzate di nonno-abelardo-Mazzola pur di vedere in tempo reale cosa accade in Italia-Ghana. Voglio essere il primo a gioire per un gol, il primo a 'fanculizzare Totti per un passaggio sbagliato o a dare del bastardo all'arbitro. Voglio essere il primo alla pari di tutti i miei vicini: nessuno ha il diritto-dovere di urlare prima di me. Se non sarò il primo in assoluto sarò almeno alla pari con tutti loro.
Il dubbio che le partite di Sky arrivassero leggermente in ritardo ce l'ho sempre avuto facendo zapping dal canale 206 del 16:9 ma ora ne ho trovato conferma anche online. E del resto la mia bella incazzatura me la son beccata anche ieri sera mentre assistevo - ahimè - alla promozione del Torino in serie A. Una iattura quando qualcuno nel palazzo urlava già MUZZI-GOL per il 2-0 e sul mio monitor c'era ancora crapa-pelata Brevi che batteva l'angolo. Grazie al digitale terreste, grazie al satellite...
Quando è troppo è troppo
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lunedì, maggio 29, 2006

TWO CHINESE BLOGGER
Un po' smaniosi di mettersi virtualmente in mostra, un po' bacati realmente. Al punto di ricordare quella sottospecie di "Giochi senza frontiere" con gli occhi a mandorla portata al successo dalla Gialappa's negli Anni Novanta e passata alla storia come "mai dire banzai". Due ragazzi cinesi stanno spopolando sul Web, facendo dell'ironia l'ingrediente del loro blog. Per farsi quattro ghignate basta cliccare qua e ammettere che il loro slogan non fa una grinza: "Life is short, make fools of yourselves while you can".
Tanto per cominciare guardatevi questo filmato oppure questo.
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giovedì, maggio 11, 2006
MOGGI-OPOLI
Si sono sciolti come neve al sole gli amici di Luciano Moggi. Da una settimana a questa parte tutti i soloni a scrivere "io l'avevo detto che il calcio era truccato", "hanno trovato le prove di quello che si sapeva" e luoghi ancora più comuni. Non uno che si sia prodigato a dire che si tratta di un'inchiesta, un'inchiesta pesantissima ma non di una condanna. Moggi è lo sporco del calcio italiano ma se cade lui e con lui la Juve ad esultare ci sarà molto più di metà Italia calcistica. Chi non ha fede bianconera scenderà in piazza, al grido di "giustizia è fatta" e via di questo passo. Massì, noi gobbi facciamoci un anno di serie B, rinunciamo a tre-quattro scudetti e poi ritorniamo a mischiarci con le anime buone del calcio... Nella fattispecie con l'altra metà del cielo, ossia chi inventava passaporti falsi per tesserare stranieri; chi ha fabbricato fidejussioni ad hoc per potersi iscrivere al campionato a danno di chi ha sempre pagato giocatori e tasse (i "coglioni" d'Italia, li conoscete bene no? ndr); chi ha cambiato le regole degli stranieri in corsa; chi è presidente dell'organismo collegiale di un club e allo stesso tempo di un club di primo piano; chi paga giocatori con fondi esteri; chi ha costruito squadre rubando i soldi ai poveri risparmiatori...
Appunto: l'altra metà del cielo, la mezz'Italia non bianconera.
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Si sono sciolti come neve al sole gli amici di Luciano Moggi. Da una settimana a questa parte tutti i soloni a scrivere "io l'avevo detto che il calcio era truccato", "hanno trovato le prove di quello che si sapeva" e luoghi ancora più comuni. Non uno che si sia prodigato a dire che si tratta di un'inchiesta, un'inchiesta pesantissima ma non di una condanna. Moggi è lo sporco del calcio italiano ma se cade lui e con lui la Juve ad esultare ci sarà molto più di metà Italia calcistica. Chi non ha fede bianconera scenderà in piazza, al grido di "giustizia è fatta" e via di questo passo. Massì, noi gobbi facciamoci un anno di serie B, rinunciamo a tre-quattro scudetti e poi ritorniamo a mischiarci con le anime buone del calcio... Nella fattispecie con l'altra metà del cielo, ossia chi inventava passaporti falsi per tesserare stranieri; chi ha fabbricato fidejussioni ad hoc per potersi iscrivere al campionato a danno di chi ha sempre pagato giocatori e tasse (i "coglioni" d'Italia, li conoscete bene no? ndr); chi ha cambiato le regole degli stranieri in corsa; chi è presidente dell'organismo collegiale di un club e allo stesso tempo di un club di primo piano; chi paga giocatori con fondi esteri; chi ha costruito squadre rubando i soldi ai poveri risparmiatori...
Appunto: l'altra metà del cielo, la mezz'Italia non bianconera.
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giovedì, maggio 04, 2006
MOUSSAOUI, FINALMENTE
Un barlume di luce nel sistema giudiziario americano affamato di morte: Zacarias Moussaoui, il 20esimo attentatore dell'11/9 non è stato condannato a morte. Sconterà il resto della sua vita in cella, la cosa più atroce per chi aspirava a immolarsi in nome di Maometto. Morire dirottando un aereo o sulla sedia elettrica per lui non avrebbe fatto differenza: l'importante era il suo sacrificio per la causa. Ora avrà tutto il tempo per "riflettere". Ha fallito.
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Un barlume di luce nel sistema giudiziario americano affamato di morte: Zacarias Moussaoui, il 20esimo attentatore dell'11/9 non è stato condannato a morte. Sconterà il resto della sua vita in cella, la cosa più atroce per chi aspirava a immolarsi in nome di Maometto. Morire dirottando un aereo o sulla sedia elettrica per lui non avrebbe fatto differenza: l'importante era il suo sacrificio per la causa. Ora avrà tutto il tempo per "riflettere". Ha fallito.
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venerdì, aprile 28, 2006
LA LEGA VOTA ANDREOTTI - E POI DICONO CHE IL MONDO VA A ROTOLI
Ne abbiamo viste tante, per non dire tantissime. In politica sono passati sotto i nostri occhi cose che nessun umano ha mai lontanamente sognato di poter vedere. Prendiamo ad esempio quelle simpatiche canaglie della Lega Nord. "Anti" tutto quando sono nati; i padani si battevano contro Roma ladrona salvo poi metterci le radici, contro qualsiasi politico della Prima Repubblica salvo poi scendere a patti con chiunque; contro il Papa polacco e la Chiesa-istituzione salvo poi piangerne la dipartita del primo e difenderne uno dei leader dopo (leggasi Camillo Ruini,ndr). Fermiamoci qua anche se l'elenco potrebbe essere lunghissimo (basti pensare i patti col Diavolo per mascherare il fallimento economico della Banca della Lega o della Sea gestione lumbard). Il fondo - per ora - è stato toccato questo pomeriggio quando l'ordine di scuderia al Senato è stato lo scontato: VOTARE ANDREOTTI PRESIDENTE.
La LEGA NORD vota GIULIO ANDREOTTI. L'avete capito bene? Delle due l'una: o siamo davanti a un complotto dei komunisti o non abbiamo ancora visto nulla, noi umani
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Ne abbiamo viste tante, per non dire tantissime. In politica sono passati sotto i nostri occhi cose che nessun umano ha mai lontanamente sognato di poter vedere. Prendiamo ad esempio quelle simpatiche canaglie della Lega Nord. "Anti" tutto quando sono nati; i padani si battevano contro Roma ladrona salvo poi metterci le radici, contro qualsiasi politico della Prima Repubblica salvo poi scendere a patti con chiunque; contro il Papa polacco e la Chiesa-istituzione salvo poi piangerne la dipartita del primo e difenderne uno dei leader dopo (leggasi Camillo Ruini,ndr). Fermiamoci qua anche se l'elenco potrebbe essere lunghissimo (basti pensare i patti col Diavolo per mascherare il fallimento economico della Banca della Lega o della Sea gestione lumbard). Il fondo - per ora - è stato toccato questo pomeriggio quando l'ordine di scuderia al Senato è stato lo scontato: VOTARE ANDREOTTI PRESIDENTE.
La LEGA NORD vota GIULIO ANDREOTTI. L'avete capito bene? Delle due l'una: o siamo davanti a un complotto dei komunisti o non abbiamo ancora visto nulla, noi umani
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giovedì, aprile 20, 2006

TREMAGLIATE
A nessuno piace perdere. Ad ancora meno piace perdere quando si era pensata una legge elettorale e un sistema ad hoc per mettere il bastone tra le ruote all'avversario. Leader di questa seconda fetta di italiani è senza ombra di dubbio Mirko Tremaglia, ministro di un ministero inutile e con un unico fine: far votare gli italiani all'estero, possibilmente per le destre. L'unico superstite della Repubblica di Salò ancora in Parlamento ha dato il meglio di sè per organizzare il voto dei connazionali, salvo poi diventare il più grande CommunardoNiccolai della politica italiana. E come i suoi compagni di avventura incapace di accettare la sconfitta. Qualche link per spiegare la parabola di quest'uomo.
3 febbraio 2006
IL MINISTRO TREMAGLIA GARANTISCE LA VALIDITA' DEL VOTO ALL'ESTERO
Dalle pagine del sito del suo dicastero, si legge che "E’ veramente inaudito e, per quanto mi riguarda, molto poco nobile – ha dichiarato il Ministro - che un senatore della Repubblica (Pessina, FI, ndr) tenti ancora una volta di non far votare gli Italiani all’estero, un risultato prestigioso che noi abbiamo invece conquistato con una battaglia di civiltà durata oltre trent’anni."
7 aprile 2006
AFFLUENZA DEL 40% MA CON QUALCHE IRREGOLARITA'
Il nostro repubblichino esulta ma mette le mani avanti, forse più per modestia che per realtà. Tanto cosa cambierà con i voti dall'estero? «Un fatto storico - ripete Tremaglia - per eleggere sei senatori e dodici deputati in condizioni difficilissime. Per la prima volta con un sistema nuovo, quello postale, pieno di difficoltà oggettive, i primi risultati che si avvicinano al 40% di partecipazione al voto vanno considerati eccellenti».
14 aprile 2006
ELEZIONI ALL'ESTERO DA RIFARE
"Le elezioni per gli italiani all'estero devono essere rinnovate e non so quale altro rimedio possa esserci" visto che "228.598 nostri connazionali, cioe' il 10% circa degli aventi diritto, non hanno potuto votare perche' non hannno ricevuto il plico elettorale" . Indovinate chi lo dice?
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domenica, aprile 02, 2006
ADDIO TOMMASO
Niente lieto fine nella vicenda del piccolo Onofri. Tommaso non andava nemmeno cercato: è stato ammazzato subito da "esseri umani" impauriti sino alla follia dal pianto di un piccolo di 18 mesi. Se ne parlerà a lungo come a lungo bisognerà chiedere scusa a Paolo Onofri per aver dubitato della sua buona fede e della sua estraneità alla scomparsa del figlio.
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Niente lieto fine nella vicenda del piccolo Onofri. Tommaso non andava nemmeno cercato: è stato ammazzato subito da "esseri umani" impauriti sino alla follia dal pianto di un piccolo di 18 mesi. Se ne parlerà a lungo come a lungo bisognerà chiedere scusa a Paolo Onofri per aver dubitato della sua buona fede e della sua estraneità alla scomparsa del figlio.
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giovedì, marzo 30, 2006
CIA: NO PERMESSO, NO BLOG
Il grande occhio della Cia non ti molla mai. Nemmeno quando hai finito di servire la Patria e te ne stai nel tuo ranch texano o ai bordi di un campo da golf in Nuova Zelanda a goderti la pensione. Guai se hai qualcosa da dire sui temi più disparati dell'umana conoscenza, dal feng shui all'ultimo disco di Povia. La Cia deve saperlo e, sopratutto autorizzarlo. Un ramo della Cia infatti sta inviando una comunicazione ufficiale a tutti gli ex agenti ricordando la necessaria autorizzazione prima di aprire bocca. O di aprire un blog. Un agente "controcorrente", tale Larry Johnson ha fatto sapere di sentire puzza di censura in quella comunicazione. Guardacaso Johnson ha un blog tutto suo. "E' la prassi - dicono dalla Cia - nessuno si deve stupire se ricordiamo ai nostri agenti ed ex gli impegni che hanno a suo tempo volontariamente assunto". Contenti loro...
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Il grande occhio della Cia non ti molla mai. Nemmeno quando hai finito di servire la Patria e te ne stai nel tuo ranch texano o ai bordi di un campo da golf in Nuova Zelanda a goderti la pensione. Guai se hai qualcosa da dire sui temi più disparati dell'umana conoscenza, dal feng shui all'ultimo disco di Povia. La Cia deve saperlo e, sopratutto autorizzarlo. Un ramo della Cia infatti sta inviando una comunicazione ufficiale a tutti gli ex agenti ricordando la necessaria autorizzazione prima di aprire bocca. O di aprire un blog. Un agente "controcorrente", tale Larry Johnson ha fatto sapere di sentire puzza di censura in quella comunicazione. Guardacaso Johnson ha un blog tutto suo. "E' la prassi - dicono dalla Cia - nessuno si deve stupire se ricordiamo ai nostri agenti ed ex gli impegni che hanno a suo tempo volontariamente assunto". Contenti loro...
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mercoledì, marzo 15, 2006

RENATO ZERO
Il concerto di Renato Zero è ormai diventato un must. Un appuntamento fisso da non perdere appena si sparge la voce della nuova tourneè. E' così ormai da quindici anni a questa parte e credo lo sarà per altrettanti lustri in avanti. Impossibile tentare di spiegare cosa sia un concerto di Zero per chi ascolta la sua musica da anni. Quasi come è impossibile lottare contro i pregiudizi di chi si ferma all'apparenza di un brano o di un travestimento di scena. Renato Zero è quasi un amico senza mai avergli stretto la mano. Eppure ci conosciamo da una vita.
Quest'anno il must si è fatto in due. Doppia tappa dello Zero Movimento: deludente la prima spesa nella vana attesa dei classici. Esaltante la seconda ad Assago quando, consci della scaletta di massima, si apprezza ogni singolo minuto dello show.
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mercoledì, marzo 08, 2006
UNO, DIECI, CENTO MOTIVI PER NON ANDARE IN TV
Prodi non andrà al confronto televisivo. Non lo fa perché la legge sulla par condicio - stranamente definita liberticida da altri lidi solo qualche settimana fa -offre solo al presidente uscente una conferenza stampa finale. La seconda, visto che parlerà anche come leader del suo partito. Il Professore ha tutte le ragioni per chiedere equità e disertare il faccia a faccia. Mancano le regole per il confronto. Manca parità di trattamento. Manca soprattutto il precedente: quelli che oggi si stracciano le vesti in nome della democrazia dov'erano nelle campagne elettorali appena passate quando erano altri a rifiutare il duello tv? Quel giornalista che ha la passione per gli animali da prima pagina (dopo aver ribattezzato Craxi "cinghialone", oggi scrive di Prodi il "coniglio", ndr) ha proprio la memoria corta.
Del resto, perché porgere all'avversario una guancia sempre offesa e sbeffeggiata? E soprattutto perché farlo quando si è in vantaggio?
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Prodi non andrà al confronto televisivo. Non lo fa perché la legge sulla par condicio - stranamente definita liberticida da altri lidi solo qualche settimana fa -offre solo al presidente uscente una conferenza stampa finale. La seconda, visto che parlerà anche come leader del suo partito. Il Professore ha tutte le ragioni per chiedere equità e disertare il faccia a faccia. Mancano le regole per il confronto. Manca parità di trattamento. Manca soprattutto il precedente: quelli che oggi si stracciano le vesti in nome della democrazia dov'erano nelle campagne elettorali appena passate quando erano altri a rifiutare il duello tv? Quel giornalista che ha la passione per gli animali da prima pagina (dopo aver ribattezzato Craxi "cinghialone", oggi scrive di Prodi il "coniglio", ndr) ha proprio la memoria corta.
Del resto, perché porgere all'avversario una guancia sempre offesa e sbeffeggiata? E soprattutto perché farlo quando si è in vantaggio?
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mercoledì, febbraio 01, 2006

DALL'AUSTRALIA ARRIVA YAHOO.7
I navigatori australiani sono usati come "cavie" dell'innovativa home page di Yahoo. La versione 7 appare più light e chiara di quella attuale. Per saperne di più non resta che cliccare sul portale aussie
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martedì, gennaio 31, 2006

I BLOG, PARETE DEL CESSO DI INTERNET
Se riuscissimo a scinderne il lato offensivo, la definizione dei blog data dal tedesco Jean-Remy von Matt sarebbe geniale. Degna di un pubblicitario. E von Matt (il nome è tutto un programma, ndr) è proprio uno di quelli che studia come far vendere di più una carta igienica piuttosto che un'altra. Il nostro, titolare di una delle più importanti agenzie tedesche di pubblicità, è scivolato su una buccia di banana grossa quanto Platinette: ha usato quelle parole per attaccare chi criticava una sua campagna. Von Matt infatti ha scritto una e-mail ai colleghi, un messaggio che avrebbe dovuto restare segreto. Nel difendere dai media e dall'opinione pubblica la campagna "Du Bist Deutschland" (letteralmente "la Germania sei tu"), il tedesco ha scritto: "Cosa diavolo dà a ogni possessore di pc sulla terra il diritto di dire la propria opinione, peraltro non richiesta....?"
Qualcuno ha fatto "inoltra" con quel messaggio e il "povero" von Matt è diventato oggetto di un fuoco incrociato di e-mail dai blogger e dai loro lettori. La sua casella di posta elettronica è stata intasata nel giro di poche ore.
Morale della favola: il pubblicitario ha chiesto pubblicamente scusa di quanto scritto in quel messaggio. "Mia madre mi ha insegnato una cosa - ha detto - ossia a chiedere scusa quando faccio un errore. Ero stressato, ho scritto ai miei colleghi che avevano lavorato sodo per quella campagna e meritavano incoraggiamenti per le critiche subite". Troppo tardi...
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martedì, gennaio 24, 2006

UN BLOGGER IN MANETTE
Tratto dal sito di
Reporter Sans Frontieres
"Il blogger iraniano Mojtaba Saminejad, in prigione dallo scorso mese di febbraio è stato condotto in manette all'università di Teheran per sostenere i suoi esami. Il fatto risale al 21 gennaio scorso. RSF si dice soddisfatta che il tribunale iraniano gli consenta di proseguire gli studi ma rilancia l'appello per la sua liberazione. Non ci fermeremo mai di condannare l'ingiusta detenzione di questo giovane studente imprigionato per avere postato alcuni messaggi su Internet. Blogger come Mojtaba non sono una minaccia per la società iraniana. Al contrario, sostengono la necessità di un dibattito civico. Il blogger è stato fotografato all'interno dell'ateneo e l'immagine postata sul suo vecchio blog."
Mojtaba deve scontare ancora un anno e mezzo di carcere.
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martedì, gennaio 10, 2006

BLOG FESTIVAL SUL CORANO A TEHERAN
Ci hanno fregato tutti. Ci hanno fatto scrivere che da quelle parti Internet è sotto controllo, che non esiste libertà di espressione e che chi sgarra finisce in una cella buia e senza chiave. Invece è l'esatto contrario: l'Iran tutela la libertà di pensiero. Anzi, la promuove, organizzando il Festival Coranico dei Blogger. Post e pensieri in libertà dal nove gennaio sino al prossimo marzo. Tutto a Teheran, la città dello "spauracchio atomico".
Secondo Ali Montazeri,il leader dell' "Organizzazione Universitaria per la Jihad", tremila bloggers da tutto il mondo sono attesi al Festival. In particolare è prevista anche una gara, un blog-rodeo, per favorire "l'espansione del Corano sul Web". La sfida ha una sola regola: il blog deve rispettare i dettami del Corano.
PICCOLO PARTICOLARE: LA NOTIZIA ARRIVA DALL'AGENZIA DI STAMPA UFFICIALE, IRNA.
NESSUN BLOG IRANIANO RIPORTA LA NOTIZIA DI QUESTO EVENTO
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lunedì, gennaio 02, 2006

L'ORANGO CERCA MOGLIE VIA BLOG
Trovare un'anima gemella è difficile. Trovarla quando sei un esemplare unico di orango è quasi un'impresa disperata. Nell'attesa di scovare in giro per il pianeta un'agenzia di cuori solitari riservata ai primati, in Cina sono corsi ai ripari. E per far accoppiare Leshen, orango di sei anni ormai entrato nel pieno della sua maturità sessuale, hanno aperto un blog bilingue, come scrive il People's Daily. Una sorta di "orango-femmina-cercasi" per garantire un futuro alla stirpe di Leshen, nato e cresciuto in cattività all'Hongshan Forest Zoo di Nanjing, capoluogo della provincia di Jiangsu.
Quella degli oranghi è una delle specie più a rischio di estinzione, visto e considerato che solamente seimila esemplari sono ancora viventi (200 solo nella natia Indonesia). Logico che Leshen per lo zoo di Nanjing sia una specie di tesoro. Finora i tentativi di trovargli una compagna sono stati un flop: "dai giardini zoologici di Shangai, Hangzou e Qinhuangdao non si è trovata la sua anima gemella" dicono i responsabili della struttura.
IL BLOG PER L'ANIMA GEMELLA DI LESHEN
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giovedì, dicembre 29, 2005

"VOLO ALASKA 536: PRECIPITIAMO MA MI SCATTO UNA FOTO"
Un rumore improvviso. L'aereo traballa e comincia a perdere quota. A bordo il panico: le maschere dell'ossigeno si staccano e i passeggeri maledicono tutte le volte in cui non hanno prestato attenzione alle hostess che spiegano come usare l'ossigeno. Scena da brividi per i 140 passeggeri del volo 536 Alaska Airlines decollato nel giorno di Santo Stefano dall'aeroporto Tacoma di Seattle. Eppure, nella frenesia generale, Jeremy Hermanns ha avuto il sangue freddo di estrarre la sua macchina digitale, scattarsi una foto con la mascherina addosso e altre istantanee della situazione a bordo.
Chissà cosa sarà passato per la sua mente in quei secondi? L'ultima immagine per i suoi cari? Una testimonianza per l'immancabile inchiesta? Fattostà che ora quelle fotografie sono diventate un "caso virtuale" perché Jeremy le ha postate sul suo blog. Quattro scatti e il racconto dettagliato di un aereo in caduta libera. Un racconto "visto" da dentro. Il più reale in assoluto.
Jeremy Hermanns ha un brevetto da pilota di aereo e spiega di aver intuito subito quale fosse l'origine del problema, ossia il vano della fusoliera dove vengono stipati i bagagli. Le prime indiscrezioni confermano la sua tesi: una valigia "in overbooking" lanciata in qualche modo ha spezzato una lamina in metallo, favorendo la depressurizzazione.
IL RACCONTO INTEGRALE SUL BLOG DI JEREMY HERMANNS
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venerdì, dicembre 09, 2005
LA MELANDRI "BARBARICA"
Ho visto Giovanna Melandri intervista a "Le invasioni barbariche". Da tempo una donna della politica non accettava un confronto così diretto in tv. L'ex ministro ha risposto razionalmente a tutte le domande, non disdegnando affondi avvelenati ad avversari politici nonchè giornalisti. E' proprio vero che la cultura a volte fa la differenza. A tratti ha assunto posture e atteggiamenti identici a quelli di Massimo D'Alema. Separati alla nascita?
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Ho visto Giovanna Melandri intervista a "Le invasioni barbariche". Da tempo una donna della politica non accettava un confronto così diretto in tv. L'ex ministro ha risposto razionalmente a tutte le domande, non disdegnando affondi avvelenati ad avversari politici nonchè giornalisti. E' proprio vero che la cultura a volte fa la differenza. A tratti ha assunto posture e atteggiamenti identici a quelli di Massimo D'Alema. Separati alla nascita?
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venerdì, novembre 18, 2005
MINACCE VIA BLOG A UN GIUDICE
C'è poco da scherzare sui blog in America. Una donna è finita nel mirino della giustizia (anzi, vi era già ma la sua posizione si è aggravata) per colpa di un blog.

I fatti. A San Antonio, Renée Louise Halay è stata coinvolta in un processo relativo al figlio maggiore, beccato a guidare in stato d'ebbrezza, rilasciato su cauzione e quindi scoperto nuovamente al volante con i documenti scaduti. Una storiaccia di provincia che cela nei suoi meandri soldi che non ci sono, false testimonianze ed amenità varie. Un giudice, Oscar Kazen, vuol andare fino in fondo e punire chi ha violato leggi e leggine.
E la Halay per tutta risposta che fa? Posta sul suo blog le testuali parole, riferite a Kazen :"These are the traitors which have infiltrated our government at all levels. We are losing the war because we are failing to recognize the enemy. We may as well lock and load because it ain't going to get any easier."
La traduzione è sin troppo semplice e Kazen in aula dice di temere per la sua incolumità e di quella della sua famiglia. La Halay si è scusata dicendo di non voler offendere nessuno. Ma non finisce qua
Fonte: MySanAntonio
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
C'è poco da scherzare sui blog in America. Una donna è finita nel mirino della giustizia (anzi, vi era già ma la sua posizione si è aggravata) per colpa di un blog.

I fatti. A San Antonio, Renée Louise Halay è stata coinvolta in un processo relativo al figlio maggiore, beccato a guidare in stato d'ebbrezza, rilasciato su cauzione e quindi scoperto nuovamente al volante con i documenti scaduti. Una storiaccia di provincia che cela nei suoi meandri soldi che non ci sono, false testimonianze ed amenità varie. Un giudice, Oscar Kazen, vuol andare fino in fondo e punire chi ha violato leggi e leggine.
E la Halay per tutta risposta che fa? Posta sul suo blog le testuali parole, riferite a Kazen :"These are the traitors which have infiltrated our government at all levels. We are losing the war because we are failing to recognize the enemy. We may as well lock and load because it ain't going to get any easier."
La traduzione è sin troppo semplice e Kazen in aula dice di temere per la sua incolumità e di quella della sua famiglia. La Halay si è scusata dicendo di non voler offendere nessuno. Ma non finisce qua
Fonte: MySanAntonio
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mercoledì, novembre 16, 2005

E LA CHIAMANO EDUCAZIONE SESSUALE?
Ecco cosa insegnano in Portogallo: mentre due adulti si divertono un minore viene bellamente dimenticato sul sedile posteriore dell'auto
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lunedì, novembre 07, 2005
SCONTRI IN FRANCIA: FERMATI TRE BLOGGER
Tre minorenni, tre blog e la rivolta senza quartiere che sta distruggendo la Francia da undici giorni. Il ministro della Giustizia, Pascal Clement (un cognome, un programma per un Guardasigilli, ndr) ha annunciato oggi che la polizia francese ha arrestato tre blogger transalpini, accusandoli di aver istigato dai loro siti alla rivolta contro i gendarmi. La vicenda rasenta quasi l'assurdo eppure è quanto riportano oggi le agenzie di stampa. I blogger avevano creato tre diari virtuali grazie alla piattaforma free messa a disposizione da una radio e da lì gridavano vendetta e proponevano di attaccare i commissariati di polizia.
Sulla Rete sono monitorati giorno e notte decine di altri blog dove all'indomani della morte di Ziad e Bouna si raccolgono messaggi di addio che, puntualmente diventano istigazioni alla violenza. Come se non bastasse nei forum si è instaurata -una "competizione per scommettere quale quartiere riuscirà meglio" a dar battaglia alle forze di polizia.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Tre minorenni, tre blog e la rivolta senza quartiere che sta distruggendo la Francia da undici giorni. Il ministro della Giustizia, Pascal Clement (un cognome, un programma per un Guardasigilli, ndr) ha annunciato oggi che la polizia francese ha arrestato tre blogger transalpini, accusandoli di aver istigato dai loro siti alla rivolta contro i gendarmi. La vicenda rasenta quasi l'assurdo eppure è quanto riportano oggi le agenzie di stampa. I blogger avevano creato tre diari virtuali grazie alla piattaforma free messa a disposizione da una radio e da lì gridavano vendetta e proponevano di attaccare i commissariati di polizia.
Sulla Rete sono monitorati giorno e notte decine di altri blog dove all'indomani della morte di Ziad e Bouna si raccolgono messaggi di addio che, puntualmente diventano istigazioni alla violenza. Come se non bastasse nei forum si è instaurata -una "competizione per scommettere quale quartiere riuscirà meglio" a dar battaglia alle forze di polizia.
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mercoledì, ottobre 26, 2005
DUEMILA MORTI AMERICANI IN IRAQ
La triste conta delle vittime ha toccato una nuovo cifra drammatica. Oggi è stato ucciso in Iraq il duemillesimo soldato americano. Si tratta di un sergente deceduto in Texas per le ferite riportate in guerra e di due commilitoni, freddati a Baghdad. L'Associated Press scrive: "Questa cifra fa sorgere ulteriori dubbi nell'opinione pubblica americana sul conflitto in Iraq, lanciato nel marzo 2003 per distruggere le presunte armi di distruzione di massa in mano a Saddam Hussein. Nessuna è mai stata trovata".
Fateci caso: da quanto non si sentono in Italia le parole "armi-di-distruzione-di massa"
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
La triste conta delle vittime ha toccato una nuovo cifra drammatica. Oggi è stato ucciso in Iraq il duemillesimo soldato americano. Si tratta di un sergente deceduto in Texas per le ferite riportate in guerra e di due commilitoni, freddati a Baghdad. L'Associated Press scrive: "Questa cifra fa sorgere ulteriori dubbi nell'opinione pubblica americana sul conflitto in Iraq, lanciato nel marzo 2003 per distruggere le presunte armi di distruzione di massa in mano a Saddam Hussein. Nessuna è mai stata trovata".
Fateci caso: da quanto non si sentono in Italia le parole "armi-di-distruzione-di massa"
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, ottobre 17, 2005
IN TV IL PROCESSO A SADDAM
Sarà trasmesso in tv il processo del secolo o del millennio che dir si voglia. Il dittatore iracheno Saddam Hussein verrà visto da tutto il mondo sedersi sul banco degli imputati, allo stesso livello dell'avvocato della pubblica accusa. Lui, che per decenni ha vissuto in una dimensione quasi divina, verrà trattato come il più comune tra i ladri di polli. Stavolta il raìs dovrà rispondere stavolta dell'assassinio di 142 curdi nel villaggio di Dujail, anno 1982. Ed è solo il primo di un lungo elenco di capi d'imputazione pronti per lui.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Sarà trasmesso in tv il processo del secolo o del millennio che dir si voglia. Il dittatore iracheno Saddam Hussein verrà visto da tutto il mondo sedersi sul banco degli imputati, allo stesso livello dell'avvocato della pubblica accusa. Lui, che per decenni ha vissuto in una dimensione quasi divina, verrà trattato come il più comune tra i ladri di polli. Stavolta il raìs dovrà rispondere stavolta dell'assassinio di 142 curdi nel villaggio di Dujail, anno 1982. Ed è solo il primo di un lungo elenco di capi d'imputazione pronti per lui.
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lunedì, ottobre 10, 2005
ROMANZO CRIMINALE
Mai titolo fu più mai azzeccato per un film. Placido è riuscito a intrecciare Sentimenti e Sangue, fondamenta basilari nella storia della banda della Magliana. Alle due S ne andrebbe aggiunta una terza, quella di Segreti, legata alle coperture di cui hanno goduto quei criminali. Il film è bello, crudo e realistico. Scorre via tutto d'un fiato, vendetta dopo vendetta, sgozzato dopo sgozzato. Anche Accorsi una volta tanto non sembra un pesce fuor d'acqua.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Mai titolo fu più mai azzeccato per un film. Placido è riuscito a intrecciare Sentimenti e Sangue, fondamenta basilari nella storia della banda della Magliana. Alle due S ne andrebbe aggiunta una terza, quella di Segreti, legata alle coperture di cui hanno goduto quei criminali. Il film è bello, crudo e realistico. Scorre via tutto d'un fiato, vendetta dopo vendetta, sgozzato dopo sgozzato. Anche Accorsi una volta tanto non sembra un pesce fuor d'acqua.
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sabato, ottobre 08, 2005
TRUFFE BANCARIE ONLINE - 2 -
Non solo tale bybank fa girare email strane. Germano ci invia anche il testo di una ignota Cassarmini
Caro Cliente,
Ci interessiamo molto per la sicurezza dei nostri clienti, perche costantemente elaboriamo nuovi dati e protezioni.
Di recente le prove non autorizzate per prelevare i soldi dal conto bancario diventano regolari.
Studiamo ogni operazione con scrupolosita ed elaboriamo criteri utili per trovare operazione sospette.
In questo momento sviluppiamo un sistema di sicurezza per l'accesso elettronico del conto bancario, pronto per l'adempimento.
Il sistema Segue il a.m. criterio e in certi condizioni chiede la domanda segreta in oltre il conto corrente e l'operazione
corrente si bloccano finchÈ non si accertano i particolari di pagamento.
La invitiamo a riempire la forma supplementare di autorizzazione, necessario per l'attivazione del sistema.
Attendiamo la vostra comprensione.
Speriamo, che valuterete il nostro sistema della protezione dei dati di nuovo livello.
Ringraziamenti per la collaborazione
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Non solo tale bybank fa girare email strane. Germano ci invia anche il testo di una ignota Cassarmini
Caro Cliente,
Ci interessiamo molto per la sicurezza dei nostri clienti, perche costantemente elaboriamo nuovi dati e protezioni.
Di recente le prove non autorizzate per prelevare i soldi dal conto bancario diventano regolari.
Studiamo ogni operazione con scrupolosita ed elaboriamo criteri utili per trovare operazione sospette.
In questo momento sviluppiamo un sistema di sicurezza per l'accesso elettronico del conto bancario, pronto per l'adempimento.
Il sistema Segue il a.m. criterio e in certi condizioni chiede la domanda segreta in oltre il conto corrente e l'operazione
corrente si bloccano finchÈ non si accertano i particolari di pagamento.
La invitiamo a riempire la forma supplementare di autorizzazione, necessario per l'attivazione del sistema.
Attendiamo la vostra comprensione.
Speriamo, che valuterete il nostro sistema della protezione dei dati di nuovo livello.
Ringraziamenti per la collaborazione
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venerdì, ottobre 07, 2005
TRUFFE BANCARIE ONLINE
Gira in posta elettronica questa e-mail che puzza tantissimo di truffa. Cerchiamo di starne lontani.
Egregi clienti della banca Bybank via Internet Imprese, Vi informiamo che in relazione al sovraccarico del nostro generale server bybank la nostra zona tecnice e allargata con l'aggiunta di nuovo server attualmente nella fase di test. L'indirizzo fisso del nuovo web server del servizio online banking - by-bank
Tutti i clienti devono essere soggetti alla procedura obbligatoria d'autenticazione al nuovo server per far transferire i Vostri dati d'utente con successo alla base dei dati del nuovo piu protetto server del servizio online banking.
1. Aprite la web pagina by-bank
2. Entrate nel Vostro conto ondine usando la combinazione Codice i Pin.
3. Per evitare la perdita dei Vostri dati personali e per la protezione contro assalti di "Phishing" si prega di sempre chiudere la finestra del Vostro Internet Browser al termine di lavori con la banca ondine.
Distinti saluti, il servizio d'assistenza tecnica della banca online Bybank.
Vista la valanga di cazzate contenute sopra (a partire dal fatto che nessuno dei lettori risulta aver mai attivato un conto con questi tizi), abbiamo rimosso gli indirizzi web.
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Gira in posta elettronica questa e-mail che puzza tantissimo di truffa. Cerchiamo di starne lontani.
Egregi clienti della banca Bybank via Internet Imprese, Vi informiamo che in relazione al sovraccarico del nostro generale server bybank la nostra zona tecnice e allargata con l'aggiunta di nuovo server attualmente nella fase di test. L'indirizzo fisso del nuovo web server del servizio online banking - by-bank
Tutti i clienti devono essere soggetti alla procedura obbligatoria d'autenticazione al nuovo server per far transferire i Vostri dati d'utente con successo alla base dei dati del nuovo piu protetto server del servizio online banking.
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2. Entrate nel Vostro conto ondine usando la combinazione Codice i Pin.
3. Per evitare la perdita dei Vostri dati personali e per la protezione contro assalti di "Phishing" si prega di sempre chiudere la finestra del Vostro Internet Browser al termine di lavori con la banca ondine.
Distinti saluti, il servizio d'assistenza tecnica della banca online Bybank.
Vista la valanga di cazzate contenute sopra (a partire dal fatto che nessuno dei lettori risulta aver mai attivato un conto con questi tizi), abbiamo rimosso gli indirizzi web.
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martedì, ottobre 04, 2005
KATRINA TM, IL MARCHIO DELLA VERGOGNA
Verrebbe da raccontarla proprio all'americana questa brutta storia di bramosia e crudeltà. "Business is business". Niente di più. Niente rispetto per i morti, niente rispetto per chi non ha più una casa o un riparo dalle notti umide e pericolose. Negli Stati Uniti, e precisamente in Louisiana due avvocati (presunti uomini di legge) e un imprenditore (nessuna Confindustria lo vorrebbe mai tra i soci) hanno depositato due distinte richieste di un trademark, ossia il diritto di poter sfruttare commercialmente un marchio.
I tre hanno messo gli occhi sul marchio KATRINA. Sì, proprio il nome dell'uragano che ha seminato morte a casa loro potrebbe diventare presto il nome di una o più cocktail.
Quanto può essere spietata la voglia di far soldi? A questo punto non si può immaginare altro che un brevetto sulla parola TSUNAMI, su AL QAEDA, su KAMIKAZE e dintorni.
L'ultimo ad avere il nefasto colpo di genio è stato lo scorso 21 settembre Richard Sackett, 58 anni, che ha presentato richiesta al U.S. Patent and Trademark Office per affibbiare quell'assurdo nome a un cocktail. Da segnalare che la sede della società di Sackett è stata spazzata via dall'uragano, obbligandolo a trasferirsi a Fort Lauderdale.
Prima di lui due avvocati della Louisiana hanno messo nero su bianco lo stesso nome per bevande alcoliche. E non finisce qua: nel logo depositato da questi tizi (tali Andrew Vicknair e Harold Ehrenberg) campeggia la scritta Katrina, tra l'immagine dal satellite dell'uragano in arrivo e uno slogan sin troppo eloquente: Get blown away.
E se spazzasse qualcos'altro?
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Verrebbe da raccontarla proprio all'americana questa brutta storia di bramosia e crudeltà. "Business is business". Niente di più. Niente rispetto per i morti, niente rispetto per chi non ha più una casa o un riparo dalle notti umide e pericolose. Negli Stati Uniti, e precisamente in Louisiana due avvocati (presunti uomini di legge) e un imprenditore (nessuna Confindustria lo vorrebbe mai tra i soci) hanno depositato due distinte richieste di un trademark, ossia il diritto di poter sfruttare commercialmente un marchio.
Quanto può essere spietata la voglia di far soldi? A questo punto non si può immaginare altro che un brevetto sulla parola TSUNAMI, su AL QAEDA, su KAMIKAZE e dintorni.
L'ultimo ad avere il nefasto colpo di genio è stato lo scorso 21 settembre Richard Sackett, 58 anni, che ha presentato richiesta al U.S. Patent and Trademark Office per affibbiare quell'assurdo nome a un cocktail. Da segnalare che la sede della società di Sackett è stata spazzata via dall'uragano, obbligandolo a trasferirsi a Fort Lauderdale.
Prima di lui due avvocati della Louisiana hanno messo nero su bianco lo stesso nome per bevande alcoliche. E non finisce qua: nel logo depositato da questi tizi (tali Andrew Vicknair e Harold Ehrenberg) campeggia la scritta Katrina, tra l'immagine dal satellite dell'uragano in arrivo e uno slogan sin troppo eloquente: Get blown away.
E se spazzasse qualcos'altro?
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venerdì, settembre 30, 2005
COMUNISTI SIAMO
Ieri sera incollati davanti ai teleschermi di Rai Uno per vedere il secondo episodio de "Il commissario Montalbano" c'erano 8.465.000 di italiani. Per un ministro si trattava di comunisti dal primo all'ultimo.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Ieri sera incollati davanti ai teleschermi di Rai Uno per vedere il secondo episodio de "Il commissario Montalbano" c'erano 8.465.000 di italiani. Per un ministro si trattava di comunisti dal primo all'ultimo.
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martedì, settembre 20, 2005
IN IRAN CENSURATO BLOGROLLING.COM
Il giorno in cui il nuovo presidente iraniano ha giurato, i blogger di quel Paese si sono trovati automaticamente più isolati. I loro blogroll sono infatti scomparsi improvvisamente perché blogrolling.com è diventato oggetto di censura. Non è il primo caso di blocco di siti web ma trattasi del più recente e del più clamoroso. Negli ultimi due anni sono stati apposti i sigilli a decine di siti pornografici e di blog, come fossero la stessa identica cosa. Gran parte della censura riguarda quei diari personali non perfettamente in linea con le idee del regime.
La cosa che fa ancor più incazzare la rete di blogger iraniani è il fatto di sentirsi fino a poco tempo fa emblema della libertà di pensiero in uno Stato dove il governo ha il pieno contorllo di stampa, radio e - ovviamente - televisione.
PS - Mojtaba Samienejad, blogger per passione, è ancora dietro le sbarre per aver "insultato il leader supremo della Repubblica Islamica". Due colleghi,Mojtaba Lotfi and Morteza Abdollahinasab, sono appena stati rilasciati dopo aver passato due mesi in cella per lo stesso motivo.
Per saperne di più: Editor Myself
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Il giorno in cui il nuovo presidente iraniano ha giurato, i blogger di quel Paese si sono trovati automaticamente più isolati. I loro blogroll sono infatti scomparsi improvvisamente perché blogrolling.com è diventato oggetto di censura. Non è il primo caso di blocco di siti web ma trattasi del più recente e del più clamoroso. Negli ultimi due anni sono stati apposti i sigilli a decine di siti pornografici e di blog, come fossero la stessa identica cosa. Gran parte della censura riguarda quei diari personali non perfettamente in linea con le idee del regime.
La cosa che fa ancor più incazzare la rete di blogger iraniani è il fatto di sentirsi fino a poco tempo fa emblema della libertà di pensiero in uno Stato dove il governo ha il pieno contorllo di stampa, radio e - ovviamente - televisione.
PS - Mojtaba Samienejad, blogger per passione, è ancora dietro le sbarre per aver "insultato il leader supremo della Repubblica Islamica". Due colleghi,Mojtaba Lotfi and Morteza Abdollahinasab, sono appena stati rilasciati dopo aver passato due mesi in cella per lo stesso motivo.
Per saperne di più: Editor Myself
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lunedì, settembre 19, 2005
LA SCUOLA PRIVATA ISLAMICA
Libere considerazioni sul diritto all'istruzione in Italia. La Costituzione tutela tale diritto ma non tutti sembrano ricordasene, o lo fanno stravolgendone gli le linee fondamentali. Nel nostro Paese la scuola è pubblica per tutti e se qualcuno ha soldi da spendere paga le tasse per l'istruzione pubblica e decide di mandare i figli in istituti privati, nove volte su dieci gestiti da religiosi/e. Liberissimi di farlo. L'importante è poter scegliere tra due offerte equivalenti ma diverse. (come dovrebbe accadere per la sanità)
Per i musulmani in Italia il discorso è diverso: dopo la chiusura del centro di via Quaranta a Milano docenti musulmane oggi hanno insegnato l'arabo in strada. Sbagliano. Violano la legge una, dieci, centomila volte. E non capiscono di essere in torto. Nessuno codice tutelerà mai una scuola islamica gestita all'interno di una moschea per il semplice fatto che non è una scuola. Semplice: se gli islamici in Italia aprissero un istituto privato da loro gestito nessuno potrebbe aver qualcosa da obiettare. L'esatto contrario della situazione attuale, dove improvvisati docenti insegnano arabo e corano in improvvisate aule.
Art. 34.
La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Libere considerazioni sul diritto all'istruzione in Italia. La Costituzione tutela tale diritto ma non tutti sembrano ricordasene, o lo fanno stravolgendone gli le linee fondamentali. Nel nostro Paese la scuola è pubblica per tutti e se qualcuno ha soldi da spendere paga le tasse per l'istruzione pubblica e decide di mandare i figli in istituti privati, nove volte su dieci gestiti da religiosi/e. Liberissimi di farlo. L'importante è poter scegliere tra due offerte equivalenti ma diverse. (come dovrebbe accadere per la sanità)
Per i musulmani in Italia il discorso è diverso: dopo la chiusura del centro di via Quaranta a Milano docenti musulmane oggi hanno insegnato l'arabo in strada. Sbagliano. Violano la legge una, dieci, centomila volte. E non capiscono di essere in torto. Nessuno codice tutelerà mai una scuola islamica gestita all'interno di una moschea per il semplice fatto che non è una scuola. Semplice: se gli islamici in Italia aprissero un istituto privato da loro gestito nessuno potrebbe aver qualcosa da obiettare. L'esatto contrario della situazione attuale, dove improvvisati docenti insegnano arabo e corano in improvvisate aule.
Art. 34.
La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
mercoledì, settembre 14, 2005
GOOGLE BLOG
Carino e utile il nuovo motore di ricerca di Google per la blogosfera. Immediato e veloce come la versione comune. E poi si trova subito anche il barista.
Per scoprirlo clicca qua
SEI D'ACCORDO? SCRIVILO AL BARSAURO
Carino e utile il nuovo motore di ricerca di Google per la blogosfera. Immediato e veloce come la versione comune. E poi si trova subito anche il barista.
Per scoprirlo clicca qua
SEI D'ACCORDO? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, settembre 12, 2005
SINGAPORE, BLOGGER SOTTO ACCUSA
Bloggare può costare molto caro: a Singapore due blogger sono stati accusati di aver violato la legge per aver postato commenti anti-musulmani nei loro siti. Si tratta di cinesi di 25 e 27 anni, tacciati di aver diffuso ostilità tra le comunità etniche. In caso di condanna la pena può andare da una multa di 5000 dollari fino a tre anni di carcere. O entrambi.
Singapore è uno dei Paesi dove Internet ha la massima penetrazione e allo stesso tempo con una legislazione tra le più restrittive in assoluto: la polizia ha la facoltà di intercettare messaggi e i provider hanno l'obbligo di bloccare i siti contenenti pensieri offensivi per la sicurezza pubblica, la difesa nazionale, l'armonia religiosa e razziale. E, ovviamente, la morale pubblica.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Bloggare può costare molto caro: a Singapore due blogger sono stati accusati di aver violato la legge per aver postato commenti anti-musulmani nei loro siti. Si tratta di cinesi di 25 e 27 anni, tacciati di aver diffuso ostilità tra le comunità etniche. In caso di condanna la pena può andare da una multa di 5000 dollari fino a tre anni di carcere. O entrambi.
Singapore è uno dei Paesi dove Internet ha la massima penetrazione e allo stesso tempo con una legislazione tra le più restrittive in assoluto: la polizia ha la facoltà di intercettare messaggi e i provider hanno l'obbligo di bloccare i siti contenenti pensieri offensivi per la sicurezza pubblica, la difesa nazionale, l'armonia religiosa e razziale. E, ovviamente, la morale pubblica.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
martedì, settembre 06, 2005
KATRINA: DOVE MANDARE GLI AIUTI
CLICCA QUA PER INVIARE LE DONAZIONI A FEED THE CHILDREN
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
CLICCA QUA PER INVIARE LE DONAZIONI A FEED THE CHILDREN
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
mercoledì, agosto 31, 2005
892-CARO-892
La Rete si è mossa ancora prima di tutti. Il tormentone estivo dei due castori che reclamizzano il nuovo servizio abbonati al telefono rischia di passare alla storia come il più noioso, martellante e costoso. Perchè? Cinque minuti di informazioni costano qualcosa come 9.12 euro. E non è un servizio gestito da Telecom, bensì da una società privata.
ECCO I DETTAGLI CHE CIRCOLANO IN RETE
Viste le campagne pubblicitarie a tappeto dei castori su Tv, stampa e radio difficilmente qualcuno tirerà fuori questa storia.
PS=su Internet esistono ancora elenchi telefonici gratuiti.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
La Rete si è mossa ancora prima di tutti. Il tormentone estivo dei due castori che reclamizzano il nuovo servizio abbonati al telefono rischia di passare alla storia come il più noioso, martellante e costoso. Perchè? Cinque minuti di informazioni costano qualcosa come 9.12 euro. E non è un servizio gestito da Telecom, bensì da una società privata.
ECCO I DETTAGLI CHE CIRCOLANO IN RETE
Viste le campagne pubblicitarie a tappeto dei castori su Tv, stampa e radio difficilmente qualcuno tirerà fuori questa storia.
PS=su Internet esistono ancora elenchi telefonici gratuiti.
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martedì, agosto 30, 2005
BLOGGANDO KATRINA
Come per l'emergenza tsunami anche per l'uragano di New Orleans i blogger si sono attrezzati per tempo per seguire il passaggio di Katrina e per diffondere in tempo reale le news sullo stato delle cose.
Eccone alcuni:
HURRICANE UPDATE - se a bloggare è una donna
STORM DIGEST - dicono sia il migliore
FLICKR - il photoblog
WUNDERGROUND -l'esperto meteo
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Come per l'emergenza tsunami anche per l'uragano di New Orleans i blogger si sono attrezzati per tempo per seguire il passaggio di Katrina e per diffondere in tempo reale le news sullo stato delle cose.
Eccone alcuni:
HURRICANE UPDATE - se a bloggare è una donna
STORM DIGEST - dicono sia il migliore
FLICKR - il photoblog
WUNDERGROUND -l'esperto meteo
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, agosto 22, 2005
A QUALCUNO DOVREBBE ESSERE PROIBITO VIAGGIARE
Ecco alcune situazioni realmente accadute in giro per gli Stati Uniti. E poi fanno le barzellette sugli italiani...
Clicca e leggi
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Ecco alcune situazioni realmente accadute in giro per gli Stati Uniti. E poi fanno le barzellette sugli italiani...
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CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
giovedì, agosto 04, 2005
BUONE FERIE
Bar, barista e compagnia cantanti salutano e se ne vanno al mare. La saracinesca verrà rialzata a fine agosto. Buone vacanze a tutti.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Bar, barista e compagnia cantanti salutano e se ne vanno al mare. La saracinesca verrà rialzata a fine agosto. Buone vacanze a tutti.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, agosto 01, 2005
HILLARY CLINTON,THE GAME IS OVER
L'ex first Lady aspirante ad avere un first husband ha messo un piede in fallo. La senatrice Clinton ha infatti chiesto di indagare sugli effetti che ore e ore di videogiochi hanno sui bambini americani. Peccato che il suo chiedere non corrisponda a una semplice istituzione di una commissione d'inchiesta all'italiana (una commissione non la si nega a nessuno, ndr) bensì di uno studio da novanta milioni di dollari. Nel mirino in particolare le versioni più cool di Grand Theft Auto.
Fiutando puzza di lobby e elettorato da coccolare, dal Los Angeles Times è arrivata una seccata risposta:
"Gentile Hillary, consideri un trend nuovo tra i teen-ager: i giovani americani stanno dando sempre meno spazio agli sport pro in tv e sempre più agli sport simulati su Xbox o Psp. Quale attività sfida il cervello di più: ficcanasare nella vita finta dei soap opera o gestire in prima persona decine di esistenze virtuali in The Sims?"
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
L'ex first Lady aspirante ad avere un first husband ha messo un piede in fallo. La senatrice Clinton ha infatti chiesto di indagare sugli effetti che ore e ore di videogiochi hanno sui bambini americani. Peccato che il suo chiedere non corrisponda a una semplice istituzione di una commissione d'inchiesta all'italiana (una commissione non la si nega a nessuno, ndr) bensì di uno studio da novanta milioni di dollari. Nel mirino in particolare le versioni più cool di Grand Theft Auto.
Fiutando puzza di lobby e elettorato da coccolare, dal Los Angeles Times è arrivata una seccata risposta:
"Gentile Hillary, consideri un trend nuovo tra i teen-ager: i giovani americani stanno dando sempre meno spazio agli sport pro in tv e sempre più agli sport simulati su Xbox o Psp. Quale attività sfida il cervello di più: ficcanasare nella vita finta dei soap opera o gestire in prima persona decine di esistenze virtuali in The Sims?"
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
venerdì, luglio 22, 2005
UN BLOG DI PUBBLICITA' A TUTTI
Il marketing ha da tempo messo gli occhi sul mondo dei blog e sulla blogosfera. A parte i banner commerciali di Google Ads esiste una formula più subdola di farsi pubblicità nei 12 milioni di diari virtuali aperti tra Cape Town e Rekjavic. Anzichè pagare per farsi pubblicità su un blog è meglio pagare un blog .
per far pubblicità. Giochi di parole a parte, l'ufficio del turismo di Milwaukee paga una blogger per girare la città e raccontare tutto sul suo proprio blog. Erin Leffelman passa le giornate a zonzo per centri commerciali, uffici pubblici, feste, negozi e green per descrivere quanto sia emozionante la quotidianità da quelle parti.
L'ingaggio non è di quelli da cambiare la vita: si parla di un anno di connessione superveloce e gratuita alla Rete per Erin, 1700 dollari in attrezzatura tra pc e camera digitale e un biglieto all access per tutti gli eventi in calendario in città.
Lei ovviamente di questo non fa cenni sul suo blog.
Non è il primo caso del genere in America: la Pennsylvania ha lanciato un sito per sei blogger: ognuno di loro gira lo stato e racconta ciò che vede.
Fonte:Usa Today
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Il marketing ha da tempo messo gli occhi sul mondo dei blog e sulla blogosfera. A parte i banner commerciali di Google Ads esiste una formula più subdola di farsi pubblicità nei 12 milioni di diari virtuali aperti tra Cape Town e Rekjavic. Anzichè pagare per farsi pubblicità su un blog è meglio pagare un blog .
per far pubblicità. Giochi di parole a parte, l'ufficio del turismo di Milwaukee paga una blogger per girare la città e raccontare tutto sul suo proprio blog. Erin Leffelman passa le giornate a zonzo per centri commerciali, uffici pubblici, feste, negozi e green per descrivere quanto sia emozionante la quotidianità da quelle parti.
L'ingaggio non è di quelli da cambiare la vita: si parla di un anno di connessione superveloce e gratuita alla Rete per Erin, 1700 dollari in attrezzatura tra pc e camera digitale e un biglieto all access per tutti gli eventi in calendario in città.
Lei ovviamente di questo non fa cenni sul suo blog.
Non è il primo caso del genere in America: la Pennsylvania ha lanciato un sito per sei blogger: ognuno di loro gira lo stato e racconta ciò che vede.
Fonte:Usa Today
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giovedì, luglio 21, 2005
A LONDRA CI HANNO RIPROVATO
A Londra hanno dimostrato che non c'è pacchetto o pacco sicurezza che tenga. I terroristi di origine islamica non li ferma nessuno e forse dovremmo arrenderci all'evidenza. Dopo aver mandato al tappeto la City, hanno avuto il coraggio di colpire ancora la metropolitana, ancora un bus, utilizzando ancora quattro detonatori sincronizzati per esplodere alla stessa ora. E dire che le autorità avevano detto di aspettarsi un altro attacco a breve. Eppure il sistema di sicurezza si è sciolto come neve al sole.
Inutile sperare nel test del Dna, nei tabulati dei telefoni, nelle impronte del piede: chissà che risate si faranno i terroristi di queste misure "speciali". A loro basta un segnale in codice per entrare in azione. Prepariamoci.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
A Londra hanno dimostrato che non c'è pacchetto o pacco sicurezza che tenga. I terroristi di origine islamica non li ferma nessuno e forse dovremmo arrenderci all'evidenza. Dopo aver mandato al tappeto la City, hanno avuto il coraggio di colpire ancora la metropolitana, ancora un bus, utilizzando ancora quattro detonatori sincronizzati per esplodere alla stessa ora. E dire che le autorità avevano detto di aspettarsi un altro attacco a breve. Eppure il sistema di sicurezza si è sciolto come neve al sole.
Inutile sperare nel test del Dna, nei tabulati dei telefoni, nelle impronte del piede: chissà che risate si faranno i terroristi di queste misure "speciali". A loro basta un segnale in codice per entrare in azione. Prepariamoci.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
mercoledì, luglio 13, 2005
TANTO TANTO TANTO
Ho letto il blog di Proserpina e ho pensato bene di scipparne la versione blogger della canzone di Jovanotti. Ecco le mie risposte:
Che stai facendo? Bloggo
Che cosa cerchi? La pace dell'anima
Hai uno scopo? Sì ma non lo scrivo
Dove ti trovi? In una serata di mezz'estate senza afa
E come vivi? Senza tirarmi indietro
Di dove sei? Del profondo Nord
Qual è il tuo aspetto? Secondario
A cosa pensi? A un mondo migliore
Qual è il tuo impegno? Non smettere di imparare
Ed il tuo tempo? Troppo veloce
Che risultati hai? Non mi lamento ma non basta
Come va il mondo? A rotoli temo
Che cosa fai? Vivo
Quando sei in forma? Perdo peso
Sei innamorato? Sì
E lei ti ama? Credo
E la chitarra? Ah, se sapessi suonarla...
Sei felice? Non diciamolo forte
Hai distrazioni? Tantissime
E la salute? C'è
Cosa ti piace? Vivere
Tra il dire e il fare? La volontà
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Ho letto il blog di Proserpina e ho pensato bene di scipparne la versione blogger della canzone di Jovanotti. Ecco le mie risposte:
Che stai facendo? Bloggo
Che cosa cerchi? La pace dell'anima
Hai uno scopo? Sì ma non lo scrivo
Dove ti trovi? In una serata di mezz'estate senza afa
E come vivi? Senza tirarmi indietro
Di dove sei? Del profondo Nord
Qual è il tuo aspetto? Secondario
A cosa pensi? A un mondo migliore
Qual è il tuo impegno? Non smettere di imparare
Ed il tuo tempo? Troppo veloce
Che risultati hai? Non mi lamento ma non basta
Come va il mondo? A rotoli temo
Che cosa fai? Vivo
Quando sei in forma? Perdo peso
Sei innamorato? Sì
E lei ti ama? Credo
E la chitarra? Ah, se sapessi suonarla...
Sei felice? Non diciamolo forte
Hai distrazioni? Tantissime
E la salute? C'è
Cosa ti piace? Vivere
Tra il dire e il fare? La volontà
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martedì, luglio 12, 2005
ATTACCO A LONDRA: SE A MILANO ANDASSE COSI'?
Su la sbarra. Passo. Ritiro il badge d’ingresso. Giù la sbarra. Entro, spengo l’autoradio. Ripeto ogni giorno questo rito alle 7 del mattino quando il parcheggio di Cascina Gobba è un formicaio. Niente free press, un caffè di corsa e un libro sottobraccio. Sulla banchina inizia la mia attività di ficcanaso. Sono curioso, lo ammetto: guardo le facce della gente, spio quale pagina di City legge il vicino o per cosa si sprecano migliaia di frasi già a quest’ora, in una variopinta carrozza della MM, la verde per Famagosta (piazzale Abbiategrasso è ancora troppo ermetico).
Arriva il metrò. Salgo, mi siedo e quando il treno lascia Gobba mi guardo attorno. Sono vicino all’uscita: davanti a me tre ragazzine scherzano con i cellulari di terza, quarta o quinta generazione. Due impiegate socchiudono gli occhi già a Crescenzago. Sale altra gente: tanta da passare al mio setaccio. In parallelo c’è viale Palmanova ma noi superiamo qualsiasi auto. Davanti a me un paio di filippini, alti quanto basta per non farmi ammirare appieno una donna. I miei colleghi (maschi) la scrutano e mi accodo. Cimiano: poche novità. Studenti, uno straniero e una zingara. “Signore e signori, scusate a me disturbo, sono mamma di Bosnia con 5 figli…” L’immancabile litania oggi nella versione senza bimbo da esporre. Intanto la donna nota di aver gli occhi addosso e n'approfitta. Più a destra si siede lo straniero.
Udine: il metrò diventa un budello nel ventre buio della città. Alla fermata una dozzina di passeggeri per carrozza. La sconosciuta si guarda attorno. Lo straniero pure. Lambrate, terra di pendolari . Si aprono le porte e sale la massa indistinta e multietnica. Nella ressa perdo la donna ma vedo meglio lo straniero. Piola, la fermata degli studenti. Tantissimi scendono, tanti salgono. Fisso quel maghrebino: pelle olivastra, occhi neri, barba incolta, kefiah, un fagotto in vita. Loreto: la prima trasfusione di passeggeri. La donna si alza (saluta?) e se ne va. Lo straniero no. Resta lì a guardarsi in giro. Chissà chi aspetta. Caiazzo.
Lo straniero fa posto ad un’anziana. Mentre si alza, dal giubbetto spunta una fascia con una luce rossa. Una spia ad intermittenza. Solo ora vedo la sua fronte madida di sudore. Eppure settimana scorsa ha nevicato a Milano, non fa certo caldo nemmeno sottoterra. Cosa porta con sé? Un led addosso ma lui non ha auricolare. Un telefonino non ha spie così grosse e quello non è di certo un cercapersone. Un maghrebino, una luce e due occhi intermittenti, un bagno di sudore. E se fosse? Non ci voglio credere. Troppa tv, troppe suggestioni. Eppure tutto fila: quello è un kamikaze. Quel fagotto è la cintura esplosiva, la spia ne prova l’attivazione. E’ guardingo solo per controllare che nessuno lo noti. Io ho visto, io so tutto. La tratta Caiazzo-Centrale diventa eterna.
Che faccio? Divise amiche zero. Gridando anticiperei la condanna a morte. Nei budelli di Milano i telefonini vanno in letargo. Siamo quasi in Centrale, la mia fermata perché poi m’infilo in via Turati. Forse è anche la sua meta. Io ce la faccio ma gli altri? “Hai visto troppi 11/9” penso. Possibile che sia il solo a notare lo straniero? Ma sì, ho metabolizzato troppi falsi allarmi. Il metrò rallenta. Siamo arrivati. La banchina è piena. Il ricambio è pronto. Scendo. Mi giro e fisso lo straniero. Lo sguardo s’incrocia. Suda. Non si muove: non è un kamikaze. Una manciata di gradini e sono salvo. Respiro. In ufficio un tarlo mi rode. Accendo la tv. “Edizione straordinaria”. Oddio. “Poco fa un’esplosione nella stazione Gioia della metropolitana milanese…”. Ora tocca a me sudare.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Su la sbarra. Passo. Ritiro il badge d’ingresso. Giù la sbarra. Entro, spengo l’autoradio. Ripeto ogni giorno questo rito alle 7 del mattino quando il parcheggio di Cascina Gobba è un formicaio. Niente free press, un caffè di corsa e un libro sottobraccio. Sulla banchina inizia la mia attività di ficcanaso. Sono curioso, lo ammetto: guardo le facce della gente, spio quale pagina di City legge il vicino o per cosa si sprecano migliaia di frasi già a quest’ora, in una variopinta carrozza della MM, la verde per Famagosta (piazzale Abbiategrasso è ancora troppo ermetico).
Arriva il metrò. Salgo, mi siedo e quando il treno lascia Gobba mi guardo attorno. Sono vicino all’uscita: davanti a me tre ragazzine scherzano con i cellulari di terza, quarta o quinta generazione. Due impiegate socchiudono gli occhi già a Crescenzago. Sale altra gente: tanta da passare al mio setaccio. In parallelo c’è viale Palmanova ma noi superiamo qualsiasi auto. Davanti a me un paio di filippini, alti quanto basta per non farmi ammirare appieno una donna. I miei colleghi (maschi) la scrutano e mi accodo. Cimiano: poche novità. Studenti, uno straniero e una zingara. “Signore e signori, scusate a me disturbo, sono mamma di Bosnia con 5 figli…” L’immancabile litania oggi nella versione senza bimbo da esporre. Intanto la donna nota di aver gli occhi addosso e n'approfitta. Più a destra si siede lo straniero.
Udine: il metrò diventa un budello nel ventre buio della città. Alla fermata una dozzina di passeggeri per carrozza. La sconosciuta si guarda attorno. Lo straniero pure. Lambrate, terra di pendolari . Si aprono le porte e sale la massa indistinta e multietnica. Nella ressa perdo la donna ma vedo meglio lo straniero. Piola, la fermata degli studenti. Tantissimi scendono, tanti salgono. Fisso quel maghrebino: pelle olivastra, occhi neri, barba incolta, kefiah, un fagotto in vita. Loreto: la prima trasfusione di passeggeri. La donna si alza (saluta?) e se ne va. Lo straniero no. Resta lì a guardarsi in giro. Chissà chi aspetta. Caiazzo.
Lo straniero fa posto ad un’anziana. Mentre si alza, dal giubbetto spunta una fascia con una luce rossa. Una spia ad intermittenza. Solo ora vedo la sua fronte madida di sudore. Eppure settimana scorsa ha nevicato a Milano, non fa certo caldo nemmeno sottoterra. Cosa porta con sé? Un led addosso ma lui non ha auricolare. Un telefonino non ha spie così grosse e quello non è di certo un cercapersone. Un maghrebino, una luce e due occhi intermittenti, un bagno di sudore. E se fosse? Non ci voglio credere. Troppa tv, troppe suggestioni. Eppure tutto fila: quello è un kamikaze. Quel fagotto è la cintura esplosiva, la spia ne prova l’attivazione. E’ guardingo solo per controllare che nessuno lo noti. Io ho visto, io so tutto. La tratta Caiazzo-Centrale diventa eterna.
Che faccio? Divise amiche zero. Gridando anticiperei la condanna a morte. Nei budelli di Milano i telefonini vanno in letargo. Siamo quasi in Centrale, la mia fermata perché poi m’infilo in via Turati. Forse è anche la sua meta. Io ce la faccio ma gli altri? “Hai visto troppi 11/9” penso. Possibile che sia il solo a notare lo straniero? Ma sì, ho metabolizzato troppi falsi allarmi. Il metrò rallenta. Siamo arrivati. La banchina è piena. Il ricambio è pronto. Scendo. Mi giro e fisso lo straniero. Lo sguardo s’incrocia. Suda. Non si muove: non è un kamikaze. Una manciata di gradini e sono salvo. Respiro. In ufficio un tarlo mi rode. Accendo la tv. “Edizione straordinaria”. Oddio. “Poco fa un’esplosione nella stazione Gioia della metropolitana milanese…”. Ora tocca a me sudare.
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venerdì, luglio 01, 2005
BLOGGER DI PROFESSIONE 2
Dev'essere piaciuto il post sui "blogger pagati per bloggare": il pezzo è stato ripreso da LiberoBlog e da Etichettibus
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Dev'essere piaciuto il post sui "blogger pagati per bloggare": il pezzo è stato ripreso da LiberoBlog e da Etichettibus
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mercoledì, giugno 22, 2005
BLOG DAY 2005
Il tam tam della blogosfera ha colpito ancora. Circola in Rete una data che potrebbe diventare un must per i blogger di tutto il Pianeta.
Sulla piattaforma technorati è spuntato il BlogDay2005, una giornata interamente dedicata a questo fottutissimo modo di comunicare senza vincoli. La giornata prescelta è il 31-08. L'idea a prima vista puzza tanto di buonismo: "Credo che noi blogger dovremmo avere una giorno per conoscere altri blogger, di altri Paesi e di interessi diversi scrive Nir Ofir, il primo che ha messo nero su bianco l'iniziativa.
E magari farli vedere ai nostri stessi lettori". In pratica si propone di contattare almeno cinque blogger quel giorno e metterli online sul proprio spazio. Perchè non tentare?
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Il tam tam della blogosfera ha colpito ancora. Circola in Rete una data che potrebbe diventare un must per i blogger di tutto il Pianeta.
E magari farli vedere ai nostri stessi lettori". In pratica si propone di contattare almeno cinque blogger quel giorno e metterli online sul proprio spazio. Perchè non tentare?
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lunedì, giugno 20, 2005
EBREI A TUTTO BLOG
A ciascuno il suo blog e la sua piattaforma per creare siti o diari personali. Gli ebrei, ad esempio, hanno pensato bene di confluire su un unico spazio chiamato - con evidente sforzo di fantasia - "jewisblogging". Si tratta di una via di mezzo tra un comune aggregatore e una community dove scambiarsi notizie e informazioni sull'universo semita. E ci scappa anche qualche chicca come quelle che compaiono alla directory ISRAEL.
LITTLE GREEN FOOTBALLS scrive:
"Il leader delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa a Jenin, Zakariya Zubeidi, il cui volto è sfigurato dagli esplosivi da lui stesso utilizzati in numerosi attentati, diventerà un poliziotto palestinese. Con lui altri 494 ex combattenti di Al Aqsa entreranno nella polizia dell'Anp, come scrivono alcune fonti palestinesi
ELDER OF ZYON scrive
"I seguenti sono passaggi estratti da un'intervista con uno storico siriano, il dr
Georgette 'Attiyya. La trasmissione è andata in onda sulla tv siriana il 15 giugno Dr. Attiyya: Il ventre di una donna palestinese è una fabbrica per la guerra: produce bambini guerriglieri. Non appena viene al mondo al bimbo viene spiegato che: "questa è la tua terra, questa è la tua patria, combatterai per lei e morirai per lei"
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A ciascuno il suo blog e la sua piattaforma per creare siti o diari personali. Gli ebrei, ad esempio, hanno pensato bene di confluire su un unico spazio chiamato - con evidente sforzo di fantasia - "jewisblogging". Si tratta di una via di mezzo tra un comune aggregatore e una community dove scambiarsi notizie e informazioni sull'universo semita. E ci scappa anche qualche chicca come quelle che compaiono alla directory ISRAEL.
LITTLE GREEN FOOTBALLS scrive:
"Il leader delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa a Jenin, Zakariya Zubeidi, il cui volto è sfigurato dagli esplosivi da lui stesso utilizzati in numerosi attentati, diventerà un poliziotto palestinese. Con lui altri 494 ex combattenti di Al Aqsa entreranno nella polizia dell'Anp, come scrivono alcune fonti palestinesi
ELDER OF ZYON scrive
"I seguenti sono passaggi estratti da un'intervista con uno storico siriano, il dr
Georgette 'Attiyya. La trasmissione è andata in onda sulla tv siriana il 15 giugno Dr. Attiyya: Il ventre di una donna palestinese è una fabbrica per la guerra: produce bambini guerriglieri. Non appena viene al mondo al bimbo viene spiegato che: "questa è la tua terra, questa è la tua patria, combatterai per lei e morirai per lei"
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giovedì, giugno 16, 2005
UN BLOG ITALIANO BATTE TUTTI
Chi l'ha detto che i blog italiani sono sempre costretti a inseguire americani e compagnia bella? Proprio nessuno e la conferma arriva da un sondaggio effettuato non da Piepoli bensì da Giornalisti Senza Frontiere.
L'organizzazione internazionale come ogni anno ha organizzato un sondaggio tra gli utenti del suo sito per scegliere i blog che più contribuiscono alla libertà di espressione nel mondo. La redazione ha scremato una marea di segnalazione per poterne sottoporre un gruppo "ristretto" di sessanta al voto popolare. Viste le premesse, la vittoria per la sezione europea è andata a un blog di casa nostra, vale a dire ICTLex, diritto, politica e cultura delle tecnologie.
Ecco l'elenco degli altri vincitori continente per continente.
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Chi l'ha detto che i blog italiani sono sempre costretti a inseguire americani e compagnia bella? Proprio nessuno e la conferma arriva da un sondaggio effettuato non da Piepoli bensì da Giornalisti Senza Frontiere.
Ecco l'elenco degli altri vincitori continente per continente.
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lunedì, giugno 13, 2005
SU INTERNET LA BANCA DELLE PROMESSE... DA MARINAIO
E' il trionfo del buonismo che piace tanto a noi italiani. Quanto volte abbiamo pensato: da domani mi metto a dieta; da lunedì m'impegno a non guardare la donna d'altri se gli altri non guarderanno più la mia; sono pronto a dare la mano al mio avversario a patto che lui la dia prima a me...
E via di questo passo con propositi destinati a rimanere nel mondo delle promesse. Già, le promesse, gli impegni presi e mai rispettati. Quanti ce ne sono nella vita di ognuno? Dieci o mille poco importa: quel tipo di impegni sono presi esclusivamente per non venire mantenuti. Adesso un sito raccoglie tutte quelle proposte di fioretti e, per incentivarne il futuro rispetto, invita i lettori a fare altrettanto.
Dopo la banca del seme e quella del tempo, su Internet mette piede la banca delle promesse da marinaio, o degli "impegni", traduzione brutale di . Si tratta di un tentativo di "volemosse bene" virtuale dove chiunque voglia prendersi un impegno deve dichiarare di farlo a condizione che un numero imprecisato di utenti faccia lo stesso. Dietro all'iniziativa c'è anche Brian Eno, voce storica della musica internazionale degli ultimi decenni.
Lo stesso cantante ha postato un suo impegno: Eno farà iscrivere tre suoi amici alla Proportional Representation Groundswell (ai posteri scoprire di cosa si tratti, ndr) a patto che cento altre persone facciano lo stesso con tre loro amici. All'avverarsi dell'impegno mancano 61 giorni mentre all'appello hanno risposto in quaranta persone.
Tale Paul Stacey si ripromette di pulire la sponda del fiume Taff tra Western Avenue e Cardiff Castle a patto che altre cinque persone facciano lo stesso (mancano 27 giorni ma ancora nessuno ha aderito). Nicola è più open-minded, essendo pronto a destinare in beneficenza l'1% del suo salario annuale a patto che altri 400 lo imitino (adesioni 35, giorni mancanti 40). La cosa assurda? Il sito è visitato da decine di persone che lasciano almeno un commento.
Chissà come potrebbe essere la versione italiane della banca delle promesse da marinaio...
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E' il trionfo del buonismo che piace tanto a noi italiani. Quanto volte abbiamo pensato: da domani mi metto a dieta; da lunedì m'impegno a non guardare la donna d'altri se gli altri non guarderanno più la mia; sono pronto a dare la mano al mio avversario a patto che lui la dia prima a me...
E via di questo passo con propositi destinati a rimanere nel mondo delle promesse. Già, le promesse, gli impegni presi e mai rispettati. Quanti ce ne sono nella vita di ognuno? Dieci o mille poco importa: quel tipo di impegni sono presi esclusivamente per non venire mantenuti. Adesso un sito raccoglie tutte quelle proposte di fioretti e, per incentivarne il futuro rispetto, invita i lettori a fare altrettanto.
Dopo la banca del seme e quella del tempo, su Internet mette piede la banca delle promesse da marinaio, o degli "impegni", traduzione brutale di . Si tratta di un tentativo di "volemosse bene" virtuale dove chiunque voglia prendersi un impegno deve dichiarare di farlo a condizione che un numero imprecisato di utenti faccia lo stesso. Dietro all'iniziativa c'è anche Brian Eno, voce storica della musica internazionale degli ultimi decenni.
Lo stesso cantante ha postato un suo impegno: Eno farà iscrivere tre suoi amici alla Proportional Representation Groundswell (ai posteri scoprire di cosa si tratti, ndr) a patto che cento altre persone facciano lo stesso con tre loro amici. All'avverarsi dell'impegno mancano 61 giorni mentre all'appello hanno risposto in quaranta persone.
Tale Paul Stacey si ripromette di pulire la sponda del fiume Taff tra Western Avenue e Cardiff Castle a patto che altre cinque persone facciano lo stesso (mancano 27 giorni ma ancora nessuno ha aderito). Nicola è più open-minded, essendo pronto a destinare in beneficenza l'1% del suo salario annuale a patto che altri 400 lo imitino (adesioni 35, giorni mancanti 40). La cosa assurda? Il sito è visitato da decine di persone che lasciano almeno un commento.
Chissà come potrebbe essere la versione italiane della banca delle promesse da marinaio...
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martedì, giugno 07, 2005
REFERENDUM
Ho deciso. Domenica vado a votare e scelgo tre sì. Libertà assoluta per l'individuo qualunque. Nei laboratori continuino a fare ciò che vogliono.
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Ho deciso. Domenica vado a votare e scelgo tre sì. Libertà assoluta per l'individuo qualunque. Nei laboratori continuino a fare ciò che vogliono.
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domenica, giugno 05, 2005
BLOGGER DI PROFESSIONE
Abbiamo sbagliato tutti mestiere. O quantomeno siamo nati nell'emisfero sbagliato. Già perchè in Italia lo spazio per bloggare viene ritagliato o rubacchiato in ufficio nella pausa pranzo o in qualche anfratto di casa, mentre in America quella del blogger è diventata una professione con retribuzione a quattro zeri. Non si tratta di casi come quello di Matt Drudge, abilissimo a trasformare il suo blog in uno dei siti più influenti al mondo. Stavolta il blogger viene letteralmente cercato dai "cacciatori di teste" e inserito in azienda con un compito ben preciso: aggiornare uno o più blog.
Lo scrive il Wall Street Journal in un'interessante escursione nella blogosfera a firma Sarah Needleman. Il pezzo prende le mosse da tale Christine Halvorson, blogger a tempo perso e giornalista free lance da poco assunta dall'emanazione statunitense del Gruppo Danone. La Halvorson aggiorna quattro blog, tra cui uno sull'azienda e uno sui cibi da consigliare ai bambini. Il suo boss sta cercando altre due figure professionali da affiancare alla blogger-in-chief. "I blog ci danno il modo di raggiungere in modo innovativo la nostra clientela, aggirando i canali di vendita tradizionali" dicono i manager dell'azienda. La blogger è stata assunta con un contratto da 40.000 dollari l'anno.
E non è l'unico caso negli Stati Uniti.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Abbiamo sbagliato tutti mestiere. O quantomeno siamo nati nell'emisfero sbagliato. Già perchè in Italia lo spazio per bloggare viene ritagliato o rubacchiato in ufficio nella pausa pranzo o in qualche anfratto di casa, mentre in America quella del blogger è diventata una professione con retribuzione a quattro zeri. Non si tratta di casi come quello di Matt Drudge, abilissimo a trasformare il suo blog in uno dei siti più influenti al mondo. Stavolta il blogger viene letteralmente cercato dai "cacciatori di teste" e inserito in azienda con un compito ben preciso: aggiornare uno o più blog.
Lo scrive il Wall Street Journal in un'interessante escursione nella blogosfera a firma Sarah Needleman. Il pezzo prende le mosse da tale Christine Halvorson, blogger a tempo perso e giornalista free lance da poco assunta dall'emanazione statunitense del Gruppo Danone. La Halvorson aggiorna quattro blog, tra cui uno sull'azienda e uno sui cibi da consigliare ai bambini. Il suo boss sta cercando altre due figure professionali da affiancare alla blogger-in-chief. "I blog ci danno il modo di raggiungere in modo innovativo la nostra clientela, aggirando i canali di vendita tradizionali" dicono i manager dell'azienda. La blogger è stata assunta con un contratto da 40.000 dollari l'anno.
E non è l'unico caso negli Stati Uniti.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
venerdì, maggio 27, 2005
MAGATH, 5 MAGGIO, ISTANBUL
Una serata davvero atroce quella di mercoledì. Per milanisti e non. Per chi ha perso una coppa in modo pazzesco e per chi ha visto una delle squadre più odiate d'Italia perdere in maniera folle. Quindi la serata di Istanbul, la notte di "mamma-li-turchi-ma-anche-gli-inglesi-non-scherzano" è passata alla storia come altre celebri debacle. Due su tutte: la Juventus sconfitta in finale di Coppa dei Campioni dall'Amburgo del miope Magath e l'Inter del 5 maggio 2002 quando venne battuta dalla Lazio e perse lo scudetto. Quale batosta più atroce fra le tre?
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Una serata davvero atroce quella di mercoledì. Per milanisti e non. Per chi ha perso una coppa in modo pazzesco e per chi ha visto una delle squadre più odiate d'Italia perdere in maniera folle. Quindi la serata di Istanbul, la notte di "mamma-li-turchi-ma-anche-gli-inglesi-non-scherzano" è passata alla storia come altre celebri debacle. Due su tutte: la Juventus sconfitta in finale di Coppa dei Campioni dall'Amburgo del miope Magath e l'Inter del 5 maggio 2002 quando venne battuta dalla Lazio e perse lo scudetto. Quale batosta più atroce fra le tre?
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, maggio 23, 2005
LA MORTE SCRITTA SU UN BLOG
Sembra la trama di un film giallo. Invece è la cronaca nerissima di un duplice omicidio avvenuto a New York. E testimoniato da un post sul blog di una delle due vittime:
“I told him to wait downstair while I get them for him. While I was searching them, he is already in the house. He is still here right now, smoking, walking all around the house with his shoes on which btw I just washed the floor 2 days ago! Hopefully he will leave soon, oh yeah working on the jap report as we speak!”
Lo ha scritto Simon Ng, di origini cinesi e fratello di Sharon. I due vivevano nello stesso appartamento della Grande Mela, lo stesso che aveva frequentato spesso da Jin Cheng Li, fino a poco tempo fa fidanzato con Sharon.
L'amore finisce, l'amicizia anche ma Cheng si indebita fino al collo con le scommesse clandestine e bussa alla porta dell'ex fidanzata.
Lei non c'è, il fratello lo fa attendere nell'atrio cercando qualche dollaro da allungargli. Intanto scrive un post sul suo blog.
Peccato che Cheng perda la testa e ammazzi prima Simon e Sharon appena rincasata.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Sembra la trama di un film giallo. Invece è la cronaca nerissima di un duplice omicidio avvenuto a New York. E testimoniato da un post sul blog di una delle due vittime:
“I told him to wait downstair while I get them for him. While I was searching them, he is already in the house. He is still here right now, smoking, walking all around the house with his shoes on which btw I just washed the floor 2 days ago! Hopefully he will leave soon, oh yeah working on the jap report as we speak!”
Lo ha scritto Simon Ng, di origini cinesi e fratello di Sharon. I due vivevano nello stesso appartamento della Grande Mela, lo stesso che aveva frequentato spesso da Jin Cheng Li, fino a poco tempo fa fidanzato con Sharon.
L'amore finisce, l'amicizia anche ma Cheng si indebita fino al collo con le scommesse clandestine e bussa alla porta dell'ex fidanzata.
Lei non c'è, il fratello lo fa attendere nell'atrio cercando qualche dollaro da allungargli. Intanto scrive un post sul suo blog.
Peccato che Cheng perda la testa e ammazzi prima Simon e Sharon appena rincasata.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
mercoledì, maggio 11, 2005
martedì, maggio 10, 2005
AN OPEN LETTER TO SILVIO BERLUSCONI
E-mail ricevuta lunedì 10 maggio da Jeffrey Wheeler, blogger di Memphis, Tennessee. Il suo blog è The Tone-Deaf Mushroom .
Dear Prime Minister Berlusconi,
You have my gratitude for being a steady ally of America. Italy's current relations with the United States are indeed those of friendship, and it is because of this that tensions can reveal themselves in civil but deep contrast, as they have lately regarding the accidental shooting of Nicola Calipari.
I have had doubts about Italian versions of events, and still find reason to question them, but regardless of discrepancies in reports there is a mutual, unquestionable belief that the incident was tragic, and that we must take steps to deter repeat occurrences. As you noted, the U.S. has made some progress. All that truly remains to be said is an honest apology from America.
Apologies can hinge more on perceptions than on facts. It is clear many in Italy are angry and feel slighted, and I believe one always apologizes for harming a friend, regardless of whether the one is directly culpable for the injury. Indirect culpability, as is the case here, deserves more than expressions of regret and solidarity, but an acknowledgement that the mistake may be excusable, but is still a grievous mistake. I am not in a position to offer much of worth, but for my part, the people of Italy have my regret and solidarity, and apologies are due for anything my compatriots have done, regardless of flaw or intent, that contributed to the needless loss of Calipari's life, the injuries of others, and the sorrow affecting their relatives, friends, and countrymen.
Recriminations must not derail our countries' just efforts in attempting to light candles in dark times. Calipari's death in particular affects Italy, the United States, and the rest of the world: What I know of his work is that his services in Iraq were to further individual freedom and support a country in greater need than either of ours. So I also want to thank you, Prime Minister Berlusconi, for honoring his memory by continuing to support the Iraq reconstruction for which he put his life on the line.
Bear in mind that some principles are worth more than individual personalities or national pride.
Yours sincerely,
Jeffrey Wheeler
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
E-mail ricevuta lunedì 10 maggio da Jeffrey Wheeler, blogger di Memphis, Tennessee. Il suo blog è The Tone-Deaf Mushroom .
Dear Prime Minister Berlusconi,
You have my gratitude for being a steady ally of America. Italy's current relations with the United States are indeed those of friendship, and it is because of this that tensions can reveal themselves in civil but deep contrast, as they have lately regarding the accidental shooting of Nicola Calipari.
I have had doubts about Italian versions of events, and still find reason to question them, but regardless of discrepancies in reports there is a mutual, unquestionable belief that the incident was tragic, and that we must take steps to deter repeat occurrences. As you noted, the U.S. has made some progress. All that truly remains to be said is an honest apology from America.
Apologies can hinge more on perceptions than on facts. It is clear many in Italy are angry and feel slighted, and I believe one always apologizes for harming a friend, regardless of whether the one is directly culpable for the injury. Indirect culpability, as is the case here, deserves more than expressions of regret and solidarity, but an acknowledgement that the mistake may be excusable, but is still a grievous mistake. I am not in a position to offer much of worth, but for my part, the people of Italy have my regret and solidarity, and apologies are due for anything my compatriots have done, regardless of flaw or intent, that contributed to the needless loss of Calipari's life, the injuries of others, and the sorrow affecting their relatives, friends, and countrymen.
Recriminations must not derail our countries' just efforts in attempting to light candles in dark times. Calipari's death in particular affects Italy, the United States, and the rest of the world: What I know of his work is that his services in Iraq were to further individual freedom and support a country in greater need than either of ours. So I also want to thank you, Prime Minister Berlusconi, for honoring his memory by continuing to support the Iraq reconstruction for which he put his life on the line.
Bear in mind that some principles are worth more than individual personalities or national pride.
Yours sincerely,
Jeffrey Wheeler
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, maggio 09, 2005
PARIS HILTON - 2 -
Paris Hilton non sa cosa siano i blog? Non me ne stupisco, visto che il suo, dove scriveva in "collaborazione" con la sorella, è andato a farsi benedire.
E' tutto un equilibrio sopra la follia...
by Absinth
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Paris Hilton non sa cosa siano i blog? Non me ne stupisco, visto che il suo, dove scriveva in "collaborazione" con la sorella, è andato a farsi benedire.
E' tutto un equilibrio sopra la follia...
by Absinth
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I BLOG FANNO MALE
Gli Stati Uniti si dimostrano ancora una volta la terra degli eccessi. La Patria di Internet prima scivola una buccia di banana virtuale (ma non troppo) come quella degli omissis sul rapporto Calipari poi qualcuno decide che Internet sia pericoloso per i più giovani. E' accaduto sulla West Coast dove un preside, tale Jim Negri, si è preso la briga di inviare una e-mail a tutti i genitori degli alunni. "Fate attenzione a quello che i vostri figli fanno su Internet e anche ai blog" era il tono del contenuto letto da chi manda i figli nella distretto scolastico di Acalanes, California.
I blog dunque finiscono nel mirino dei bacchettoni yankee. Il preside ha chiesto di dare un'occhiata alle piattaforme per bloggare comunemente usate dai più giovani, come myspace.com. Girando sui blog in questione si scopre che i ragazzi mettono online le foto delle loro serate brave, a base di alcool, sesso e droghe leggere. Quindi non si censura lo stile di vita dei giovani quanto il fatto che ce se ne vanti.
Intervistato dal ContraCostaTimes, il funzionario ha fatto marcia indietro: "Non sto dicendo che tutti i blog sono negativi" dice, ammettendo lui stesso di leggerne alcuni di politica. "Ma ci sono molte cose non sicure per gli studenti" chiosa Negri.
Allora proviamo a fare l'elenco delle cose non sicure:
1. le armi dietro l'angolo
2. Mc Donald's
3. mister George W.
4. ...
ALTRE COSE NON SICURE? SCRIVILE AL BARSAURO
Gli Stati Uniti si dimostrano ancora una volta la terra degli eccessi. La Patria di Internet prima scivola una buccia di banana virtuale (ma non troppo) come quella degli omissis sul rapporto Calipari poi qualcuno decide che Internet sia pericoloso per i più giovani. E' accaduto sulla West Coast dove un preside, tale Jim Negri, si è preso la briga di inviare una e-mail a tutti i genitori degli alunni. "Fate attenzione a quello che i vostri figli fanno su Internet e anche ai blog" era il tono del contenuto letto da chi manda i figli nella distretto scolastico di Acalanes, California.
I blog dunque finiscono nel mirino dei bacchettoni yankee. Il preside ha chiesto di dare un'occhiata alle piattaforme per bloggare comunemente usate dai più giovani, come myspace.com. Girando sui blog in questione si scopre che i ragazzi mettono online le foto delle loro serate brave, a base di alcool, sesso e droghe leggere. Quindi non si censura lo stile di vita dei giovani quanto il fatto che ce se ne vanti.
Intervistato dal ContraCostaTimes, il funzionario ha fatto marcia indietro: "Non sto dicendo che tutti i blog sono negativi" dice, ammettendo lui stesso di leggerne alcuni di politica. "Ma ci sono molte cose non sicure per gli studenti" chiosa Negri.
Allora proviamo a fare l'elenco delle cose non sicure:
1. le armi dietro l'angolo
2. Mc Donald's
3. mister George W.
4. ...
ALTRE COSE NON SICURE? SCRIVILE AL BARSAURO
giovedì, maggio 05, 2005
PARIS HILTON
Paris Hilton è uscita finalmente allo scoperto con un'intervista rilasciata all'Associated Press e ripresa anche dall'Herald Sun. La Flavia Vento d'America ha ammesso tutta la sua ignoranza (vera o presunta che sia non conta stavolta) quando ha detto di ignorare cosa siano i blog. Ecco il siparietto integrale:
AP: Leggi i blog?
Hilton: Che roba è?
AP: Sono quegli spazi su Internet dove la gente scrive di notizie e cose di altro genere.
Hilton: No, su Internet non leggo nient'altro che la mia posta di AmericaOnline. Non mi piace la gente che se ne sta tutto il giorno attaccata al pc e scrive di persone e cose che non conosce.
Delle due l'una: o la Hilton sputa nel piatto virtuale che l'ha fatta conoscere (leggasi il filmato online delle sue prodezze "artistiche") o forse forse sa cosa sono i blog...
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Paris Hilton è uscita finalmente allo scoperto con un'intervista rilasciata all'Associated Press e ripresa anche dall'Herald Sun. La Flavia Vento d'America ha ammesso tutta la sua ignoranza (vera o presunta che sia non conta stavolta) quando ha detto di ignorare cosa siano i blog. Ecco il siparietto integrale:
AP: Leggi i blog?
Hilton: Che roba è?
AP: Sono quegli spazi su Internet dove la gente scrive di notizie e cose di altro genere.
Hilton: No, su Internet non leggo nient'altro che la mia posta di AmericaOnline. Non mi piace la gente che se ne sta tutto il giorno attaccata al pc e scrive di persone e cose che non conosce.
Delle due l'una: o la Hilton sputa nel piatto virtuale che l'ha fatta conoscere (leggasi il filmato online delle sue prodezze "artistiche") o forse forse sa cosa sono i blog...
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
martedì, aprile 26, 2005
26 APRILE, IL GIORNO DOPO
E anche per quest'anno abbiamo dato. La festa della Liberazione è ormai alle spalle con i bravi italiani che si sono accapigliati per dire che il nostro Paese è stato salvato dagli americani, dai partigiani, dai cattolici e da chicchessia. Ogni 25 aprile la stessa storia: guai a portare una bandiera rossa in piazza, guai a dire che mezz'Italia è stata salvata più dagli yankees che dai partigiani e via di questo passo. Eppure una volta non era così.
Una volta - parlo di una decina d'anni fa - ricordo che quel giorno era l'occasione per mettere da parte tutti i rancori di sorta e parlare dietro lo stesso microfono, davanti a un tricolore. Il revisionismo storico quando è arrivato? Quando qualcuno ha pensato bene di minare le radici comuni della nostra storia per trarne benefici elettorali. Si è entrati così in una spirale senza fine, ben lungi da una serena visione della storia.
Intanto a Caravaggio (Bg), terra dello storico pittore, il sindaco borgomastro ha organizzato anche quest'anno una parata di mezzi militari a stelle e strisce. Il prossimo anno pare arrivino anche i paracadutisti dal cielo.
Evviva LAMERICA!
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
E anche per quest'anno abbiamo dato. La festa della Liberazione è ormai alle spalle con i bravi italiani che si sono accapigliati per dire che il nostro Paese è stato salvato dagli americani, dai partigiani, dai cattolici e da chicchessia. Ogni 25 aprile la stessa storia: guai a portare una bandiera rossa in piazza, guai a dire che mezz'Italia è stata salvata più dagli yankees che dai partigiani e via di questo passo. Eppure una volta non era così.
Una volta - parlo di una decina d'anni fa - ricordo che quel giorno era l'occasione per mettere da parte tutti i rancori di sorta e parlare dietro lo stesso microfono, davanti a un tricolore. Il revisionismo storico quando è arrivato? Quando qualcuno ha pensato bene di minare le radici comuni della nostra storia per trarne benefici elettorali. Si è entrati così in una spirale senza fine, ben lungi da una serena visione della storia.
Intanto a Caravaggio (Bg), terra dello storico pittore, il sindaco borgomastro ha organizzato anche quest'anno una parata di mezzi militari a stelle e strisce. Il prossimo anno pare arrivino anche i paracadutisti dal cielo.
Evviva LAMERICA!
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martedì, aprile 19, 2005
RATZINGER PAPA, GRANDE FRASE
Alle 17.51 di martedì 19 aprile la Chiesa ha un nuovo Papa: Joseph Ratzinger sale al Soglio Pontificio dopo Karol Wojtyla. Benedetto XVI dopo Giovanni Paolo II. Per la prima ho seguito il Conclave.
Tanta commozione quando in San Pietro si è affacciato il nuovo Papa. A prima vista è parso rivedere Giovanni Paolo II nel giorno del suo insediamento come è stato mostrato decine di volte in queste due settimane: stessa statura, stessa chioma bianca e stesso portamento. "Sono un lavoratore nelle vigne del Signore" ha detto emozionato. Grande frase.
Anche il blog dei Ratzingerboys è in festa.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Alle 17.51 di martedì 19 aprile la Chiesa ha un nuovo Papa: Joseph Ratzinger sale al Soglio Pontificio dopo Karol Wojtyla. Benedetto XVI dopo Giovanni Paolo II. Per la prima ho seguito il Conclave.
Tanta commozione quando in San Pietro si è affacciato il nuovo Papa. A prima vista è parso rivedere Giovanni Paolo II nel giorno del suo insediamento come è stato mostrato decine di volte in queste due settimane: stessa statura, stessa chioma bianca e stesso portamento. "Sono un lavoratore nelle vigne del Signore" ha detto emozionato. Grande frase.
Anche il blog dei Ratzingerboys è in festa.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
giovedì, aprile 14, 2005
LETTERA A UN INTERISTA MAI VINCENTE
Caro interista, oggi mi sento un po' come te. Io juventino capisco i tuo dolori eterni per una squadra incolore, senza capo nè coda, incapace di ritrovare l'anima nella partita che può valere una stagione intera.
Caro interista, tu mi puoi comprendere: tu ormai vaccinato a figuracce come quelle vista in diretta ieri sera, tu incline a pareggi abulici e sciatti capirai quanta rabbia si prova a venire eliminati da undici scarponi britannici.
Capisco cosa provi quando vedi in campo uno a scelta tra Kily-VanDerMeyde-Gamarra-Burdisso: l'ho sentito sulla mia pelle ogni volto che Olivera toccava palla, meritandosi a fondo quel soprannome che si porta dietro. Avverto la tua rabbia con un allenatore che sbaglia formazione iniziale e rincorre errori su errori a partita iniziata.
Concordo con te nel criticare una società non lungimirante: Moratti compra tutto il comprabile, la triade piazza tutto il piazzabile.
Caro interista, tu sai bene cosa significa vedere gli altri vincere. Spero che il mio sentirmi interista si fermi qua.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Caro interista, oggi mi sento un po' come te. Io juventino capisco i tuo dolori eterni per una squadra incolore, senza capo nè coda, incapace di ritrovare l'anima nella partita che può valere una stagione intera.
Caro interista, tu mi puoi comprendere: tu ormai vaccinato a figuracce come quelle vista in diretta ieri sera, tu incline a pareggi abulici e sciatti capirai quanta rabbia si prova a venire eliminati da undici scarponi britannici.
Capisco cosa provi quando vedi in campo uno a scelta tra Kily-VanDerMeyde-Gamarra-Burdisso: l'ho sentito sulla mia pelle ogni volto che Olivera toccava palla, meritandosi a fondo quel soprannome che si porta dietro. Avverto la tua rabbia con un allenatore che sbaglia formazione iniziale e rincorre errori su errori a partita iniziata.
Concordo con te nel criticare una società non lungimirante: Moratti compra tutto il comprabile, la triade piazza tutto il piazzabile.
Caro interista, tu sai bene cosa significa vedere gli altri vincere. Spero che il mio sentirmi interista si fermi qua.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
mercoledì, aprile 13, 2005
BESTIALE

Hope è nata l’8 marzo 2005 nel Golfo di San Lorenzo, in Canada, uno dei luoghi in cui si concentrerà l’attività di caccia alle foche: 319.000 cuccioli che, come Hope, in questi giorni stanno muovendo i primi incerti passi sui ghiacciai, saranno uccisi.
La morte a cui vanno incontro è violenta e crudele: colpiti ripetutamente con un bastone, trascinati sul ghiaccio con uncini di acciaio e, in molti casi, scuoiati vivi. Tutto questo per ricavare pelli e pellicce, destinati in parte al mercato italiano.
You can stop it
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Hope è nata l’8 marzo 2005 nel Golfo di San Lorenzo, in Canada, uno dei luoghi in cui si concentrerà l’attività di caccia alle foche: 319.000 cuccioli che, come Hope, in questi giorni stanno muovendo i primi incerti passi sui ghiacciai, saranno uccisi.
La morte a cui vanno incontro è violenta e crudele: colpiti ripetutamente con un bastone, trascinati sul ghiaccio con uncini di acciaio e, in molti casi, scuoiati vivi. Tutto questo per ricavare pelli e pellicce, destinati in parte al mercato italiano.
You can stop it
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
domenica, aprile 10, 2005
BLOG FOR FREEDOM
Sempre più dura la vita in Iran. Nonostante il mondo intero abbia salutato come epocale la stretta di mano (vera o presunta) tra Khatami, Katsav e Assad in occasione dei funerali del Papa, nello Stato islamico la libertà è ben lungi dal mettere radici. Così può capitare che finiscano dietro le sbarre iraniane moglie e marito,la seconda per aver difeso il primo accusato di diffondere - tramite il blog - idee personali. Lei è Najmeh Oumidparvar, lui Mohamad Reza Nasab Abdolahi. Lei, incinta di quattro mesi, è stata rilasciata dopo 24 giorni di detenzione e presto tornerà ad aggiornare il blog. Lui da due mesi è in cella.
La mattina del suo arresto Najmeh ha rilasciato un'intervista alla radio tedesca Deutsche Welle. Qualche giorno prima aveva messo in Rete un post scritto dal marito ancora libero dove rivendicava il diritto di esprimersi liberamente. "Anche se sto aspettando la polizia che mi ammanetti" scriveva l'iraniano.
Fonte: Reporters Sans Frontières
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Sempre più dura la vita in Iran. Nonostante il mondo intero abbia salutato come epocale la stretta di mano (vera o presunta) tra Khatami, Katsav e Assad in occasione dei funerali del Papa, nello Stato islamico la libertà è ben lungi dal mettere radici. Così può capitare che finiscano dietro le sbarre iraniane moglie e marito,la seconda per aver difeso il primo accusato di diffondere - tramite il blog - idee personali. Lei è Najmeh Oumidparvar, lui Mohamad Reza Nasab Abdolahi. Lei, incinta di quattro mesi, è stata rilasciata dopo 24 giorni di detenzione e presto tornerà ad aggiornare il blog. Lui da due mesi è in cella.
La mattina del suo arresto Najmeh ha rilasciato un'intervista alla radio tedesca Deutsche Welle. Qualche giorno prima aveva messo in Rete un post scritto dal marito ancora libero dove rivendicava il diritto di esprimersi liberamente. "Anche se sto aspettando la polizia che mi ammanetti" scriveva l'iraniano.
Fonte: Reporters Sans Frontières
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martedì, aprile 05, 2005
REGIONALI
L'Unione ha vinto le elezioni in undici regioni su tredici, strappanadone ben sei al centrodestra. Nessun terremoto istituzionale stavolta. Cinque anni fa invece il presidente del Consiglio D'Alema si dimise dopo una sconfitta pesante ma non catastrofica (finì 9 a 6). Altri tempi.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
L'Unione ha vinto le elezioni in undici regioni su tredici, strappanadone ben sei al centrodestra. Nessun terremoto istituzionale stavolta. Cinque anni fa invece il presidente del Consiglio D'Alema si dimise dopo una sconfitta pesante ma non catastrofica (finì 9 a 6). Altri tempi.
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lunedì, marzo 14, 2005
BLOGGO DALL'IRAQ E MI ARRICCHISCO
Tra un checkpoint e un dittatore scovato in chissà quale buco del terreno, i soldati americani di stanza in Iraq bloggano. E si arricchiscono. A detta di Armytimes.com ci sarebbe una specie di business dietro i blog dei soldati americani, fatto di t-shirt vendute online e di donazioni di beneficenza. I blog, si sa, sono diventati un bocconcino prelibato per le agenzie pubblicitarie, a caccia di utenti fidelizzati e con una buona dose di tempo da spendere spulciando i post. Quindi una semplice ricerca di mercato ha spinto gli addetti ai lavori a contattare i blogger embedded per offrire loro banner pubblicitari mirati.
L'American pride ha fatto il resto. Qualcuno tra i marines-blogger ha messo in Rete la lista di ciò che gli manca, qualcun'altro ha espressamente richiesto soldi (e i dollari sono veramente arrivati). Qualcun'altro ancora invece ha indirizzato i propri lettori su fondi da destinare alle famiglie di commilitoni caduti in guerra.
Molto meno idealista il blogger American Soldier che ha elencato una serie di oggetti che avrebbero reso la sua permanenza in Iraq meno pesante. A dicembre ha ricevuto donazioni per oltre mille dollari. Ora vende online gadget con il logo American Soldier.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Tra un checkpoint e un dittatore scovato in chissà quale buco del terreno, i soldati americani di stanza in Iraq bloggano. E si arricchiscono. A detta di Armytimes.com ci sarebbe una specie di business dietro i blog dei soldati americani, fatto di t-shirt vendute online e di donazioni di beneficenza. I blog, si sa, sono diventati un bocconcino prelibato per le agenzie pubblicitarie, a caccia di utenti fidelizzati e con una buona dose di tempo da spendere spulciando i post. Quindi una semplice ricerca di mercato ha spinto gli addetti ai lavori a contattare i blogger embedded per offrire loro banner pubblicitari mirati.
L'American pride ha fatto il resto. Qualcuno tra i marines-blogger ha messo in Rete la lista di ciò che gli manca, qualcun'altro ha espressamente richiesto soldi (e i dollari sono veramente arrivati). Qualcun'altro ancora invece ha indirizzato i propri lettori su fondi da destinare alle famiglie di commilitoni caduti in guerra.
Molto meno idealista il blogger American Soldier che ha elencato una serie di oggetti che avrebbero reso la sua permanenza in Iraq meno pesante. A dicembre ha ricevuto donazioni per oltre mille dollari. Ora vende online gadget con il logo American Soldier.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, marzo 07, 2005
SHAME ON ITALIANS
Sgrena liberata, Calipari ucciso. La notizia fa il giro della blogosfera. Qualche iracheno storce il naso per la nostra indignazione davanti alla morte di un innocente. E' il caso di questo famoso blogger che invita gli italiani a non piangersi addosso: "If you, Italians, had one man (killed by the US army) to pay your respect to, Iraqis are having tens of thousands of civilians that are being killed because of the war Italy is supporting"
Ogni commento è superfluo.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Sgrena liberata, Calipari ucciso. La notizia fa il giro della blogosfera. Qualche iracheno storce il naso per la nostra indignazione davanti alla morte di un innocente. E' il caso di questo famoso blogger che invita gli italiani a non piangersi addosso: "If you, Italians, had one man (killed by the US army) to pay your respect to, Iraqis are having tens of thousands of civilians that are being killed because of the war Italy is supporting"
Ogni commento è superfluo.
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giovedì, febbraio 17, 2005
LE FOTO DI GIULIANA SGRENA
Dopo l'appello lanciato in un video, Il Manifesto ha messo in Rete le foto scattate dalla giornalista italiana rapita in Iraq.
Eccole
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Dopo l'appello lanciato in un video, Il Manifesto ha messo in Rete le foto scattate dalla giornalista italiana rapita in Iraq.
Eccole
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martedì, febbraio 15, 2005
BLOG AL BANDO, IL RAZZISMO NO
Tutto il mondo sarà anche paese ma quanto accaduto negli Stati Uniti lascia sempre perplessi. Nella patria delle libertà, nella terra dell'American Dream scrivere male di qualcuno può ancora dare fastidio, soprattutto se quel "qualcuno" occupa le poltrone che contano. L'amministrazine comunale di Cincinnati ha introdotto un firewall nella rete Internet municipale che impedisce ai dipedenti di navigare su due blog locali, non proprio teneri con sindaco e dintorni. Nel mirino sono finiti il Cincinnati Blog e il Cincinnati Black Blog.
Nella motivazine della censura c'è la stupidità e la coda di paglia: il blocco sarebbe stato introdotto per favorire la produttività dei dipendenti comunali.
Ovviamente i siti porno e quelli razzisti sono accessibili a chiunque abbia un pc nel municipio di Cincinnati
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Tutto il mondo sarà anche paese ma quanto accaduto negli Stati Uniti lascia sempre perplessi. Nella patria delle libertà, nella terra dell'American Dream scrivere male di qualcuno può ancora dare fastidio, soprattutto se quel "qualcuno" occupa le poltrone che contano. L'amministrazine comunale di Cincinnati ha introdotto un firewall nella rete Internet municipale che impedisce ai dipedenti di navigare su due blog locali, non proprio teneri con sindaco e dintorni. Nel mirino sono finiti il Cincinnati Blog e il Cincinnati Black Blog.
Nella motivazine della censura c'è la stupidità e la coda di paglia: il blocco sarebbe stato introdotto per favorire la produttività dei dipendenti comunali.
Ovviamente i siti porno e quelli razzisti sono accessibili a chiunque abbia un pc nel municipio di Cincinnati
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lunedì, febbraio 07, 2005
SALAM PAX, DAL BLOG AL CINEMA
Il conflitto è diventato guerriglia. Il blogger un cineasta. Salam Pax, il blogger iracheno famoso per aver raccontato online l'altra faccia di Iraqi Freedom, è tornato a far parlare di sè, mettendosi dietro la macchina da presa. Il suo primo film, tratto dall'esperienza del blog Dear Read, si basa su una serie di corti realizzati dallo stesso blogger con la sua telecamera portatile. E ha fatto capolino al Festival del Cinema di Rotterdam.
Il promo del film
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Il conflitto è diventato guerriglia. Il blogger un cineasta. Salam Pax, il blogger iracheno famoso per aver raccontato online l'altra faccia di Iraqi Freedom, è tornato a far parlare di sè, mettendosi dietro la macchina da presa. Il suo primo film, tratto dall'esperienza del blog Dear Read, si basa su una serie di corti realizzati dallo stesso blogger con la sua telecamera portatile. E ha fatto capolino al Festival del Cinema di Rotterdam.
Il promo del film
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giovedì, febbraio 03, 2005
ANCHE I GESUITI BLOGGANO
(Adnkronos) - "Uno dei fenomeni che caratterizza la vita di internet h quello del blog, uno spazio virtuale che consente di pubblicare contenuti di qualunque tipo in
ordine cronologico. Ora che questo fenomeno si va sempre piu' diffondendo tra gli internauti, per la Chiesa cattolica e' giunto il tempo di agire per essere piu' presente anche in questa sfera. E' l'invito che arriva da "La Civilta Cattolica", autorevole rivista della Compagnia di Gesu', che affronta la questione con un articolo di padre Armando Spadaro. "La visibilit` dei pochi blog di esplicito significato cristiano non h affatto evidente e sviluppata: essa rimane un compito da svolgere", afferma il gesuita. Sin dagli inizi, questa forma di espressione ha avuto una doppia funzione: mettere on line storie personali e diari, da una parte; realizzare una forma di comunicazione diffusa dal basso e senza filtri, che dia informazione e soprattutto faccia opinione, dall'altra. "Il blog vive a met` strada tra il giornale, il diario e la comunicazione per passaparola", osserva il gesuita che apprezza questo nuovo tipo di comunicazione on line, lamentando pero' la scarsa
presenza di blog di esplicito significato cristiano"
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
(Adnkronos) - "Uno dei fenomeni che caratterizza la vita di internet h quello del blog, uno spazio virtuale che consente di pubblicare contenuti di qualunque tipo in
ordine cronologico. Ora che questo fenomeno si va sempre piu' diffondendo tra gli internauti, per la Chiesa cattolica e' giunto il tempo di agire per essere piu' presente anche in questa sfera. E' l'invito che arriva da "La Civilta Cattolica", autorevole rivista della Compagnia di Gesu', che affronta la questione con un articolo di padre Armando Spadaro. "La visibilit` dei pochi blog di esplicito significato cristiano non h affatto evidente e sviluppata: essa rimane un compito da svolgere", afferma il gesuita. Sin dagli inizi, questa forma di espressione ha avuto una doppia funzione: mettere on line storie personali e diari, da una parte; realizzare una forma di comunicazione diffusa dal basso e senza filtri, che dia informazione e soprattutto faccia opinione, dall'altra. "Il blog vive a met` strada tra il giornale, il diario e la comunicazione per passaparola", osserva il gesuita che apprezza questo nuovo tipo di comunicazione on line, lamentando pero' la scarsa
presenza di blog di esplicito significato cristiano"
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mercoledì, febbraio 02, 2005
SUICIDE BLOG
Dal blog alla cronaca nerissima il passo ormai è sin troppo breve. Ne sanno qualcosa in Francia dove pochi giorni fa si sono svolti i funerali di due minorenni residenti a Bleriot-Sangatte. Cos'hanno fatto di tanto speciale per meritare l'onore delle cronache? Semplice ma triste: si sono ammazzati e hanno lasciato un messaggio postumo sul loro blog. Strana davvero la vita. Due ragazzi che hanno davanti a sè un'esistenza intera decidono di buttarsi da una roccia. All'improvviso. Senza dar cenni di squilibrio. Senza sos da intercettare. Nulla. Dal tutto di una vita ancora da sbocciare al niente assoluto.
La polizia ha preferito non divulgare i nomi veri dei due, così come sono stati immediatamente messi a tacere i rispettivi blog. Resi noti solo i nickname: Ange de Tristesse e Noemi (15).
Nel post del 20 gennaio, Ange de Tristesse ha scritto: "Nessuno mi obbliga a suicidarmi, voglio solo lasciare questo mondo così vuoto, questo mondo che non merita rispetto. Nonostante tutti quelli che ho amato dal profondo del mio cuore". Accanto alle parole fotografe di sangue, donne in lacrime e un crocifisso.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Dal blog alla cronaca nerissima il passo ormai è sin troppo breve. Ne sanno qualcosa in Francia dove pochi giorni fa si sono svolti i funerali di due minorenni residenti a Bleriot-Sangatte. Cos'hanno fatto di tanto speciale per meritare l'onore delle cronache? Semplice ma triste: si sono ammazzati e hanno lasciato un messaggio postumo sul loro blog. Strana davvero la vita. Due ragazzi che hanno davanti a sè un'esistenza intera decidono di buttarsi da una roccia. All'improvviso. Senza dar cenni di squilibrio. Senza sos da intercettare. Nulla. Dal tutto di una vita ancora da sbocciare al niente assoluto.
La polizia ha preferito non divulgare i nomi veri dei due, così come sono stati immediatamente messi a tacere i rispettivi blog. Resi noti solo i nickname: Ange de Tristesse e Noemi (15).
Nel post del 20 gennaio, Ange de Tristesse ha scritto: "Nessuno mi obbliga a suicidarmi, voglio solo lasciare questo mondo così vuoto, questo mondo che non merita rispetto. Nonostante tutti quelli che ho amato dal profondo del mio cuore". Accanto alle parole fotografe di sangue, donne in lacrime e un crocifisso.
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venerdì, gennaio 28, 2005
UN NUOVO GRUPPO TERRORISTICO A ROMA
Tratto dalla newsletter di Misteriditalia.it:
"Esiste un altro gruppo terroristico che è o è stato attivo a Roma e che, dopo l'omicidio di Massimo D'Antona, ha cercato di confluire nell'organizzazione madre: sono gli Organismi Rivoluzionari Combattenti.
A rivelarne l'esistenza è stata Cinzia Banelli, l'ex “compagna So” delle nuove BR, "pentitasi" nell'agosto scorso. Durante gli interrogatori di questi giorni con i PM romani Pietro Saviotti e Erminio Amelio ed il pubblico ministero bolognese Paolo Giovagnoli, la Banelli ha parlato di un nucleo nuovo, sconosciuto agli investigatori anche come sigla.
A questo nucleo si riferiva anche un file trovato nei pc aperti grazie alle password rivelate dalla Banelli. Il file si chiama Orga2wor, un documento, successivo all'omicidio D'Antona, all'interno del quale si dà conto di una discussione tra gli Organismi Rivoluzionari Combattenti e le stesse Brigate Rosse.
L'ex "compagna So" ha spiegato che si tratta di "un'organizzazione separata che era in contatto con la sede romana" delle BR.
Secondo lei, che però militava a Pisa e dunque sapeva queste cose solo per sentito dire, "il gruppo intendeva confluire in blocco nelle BR, ma non aveva alcuna pratica militare". Erano anche state preannunciate delle iniziative di cui poi non si è mai saputo nulla.
La Banelli ha rivelato anche altri particolari sull'organizzazione e sulle sigle dei militanti. Gli investigatori della Digos le hanno mostrato anche i tre fogli firmati BR-PCC trovati a Modena il primo gennaio scorso. "E' una firma assolutamente irreale", ha avrebbe risposto la Banelli che ha parlato di "ermini che non appartengono al patrimonio delle BR" e di "compagni non interni all'organizzazione", negando anche che si tratti di "compagni esterni in confronto dialettico con l'organizzazione".
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Tratto dalla newsletter di Misteriditalia.it:
"Esiste un altro gruppo terroristico che è o è stato attivo a Roma e che, dopo l'omicidio di Massimo D'Antona, ha cercato di confluire nell'organizzazione madre: sono gli Organismi Rivoluzionari Combattenti.
A rivelarne l'esistenza è stata Cinzia Banelli, l'ex “compagna So” delle nuove BR, "pentitasi" nell'agosto scorso. Durante gli interrogatori di questi giorni con i PM romani Pietro Saviotti e Erminio Amelio ed il pubblico ministero bolognese Paolo Giovagnoli, la Banelli ha parlato di un nucleo nuovo, sconosciuto agli investigatori anche come sigla.
A questo nucleo si riferiva anche un file trovato nei pc aperti grazie alle password rivelate dalla Banelli. Il file si chiama Orga2wor, un documento, successivo all'omicidio D'Antona, all'interno del quale si dà conto di una discussione tra gli Organismi Rivoluzionari Combattenti e le stesse Brigate Rosse.
L'ex "compagna So" ha spiegato che si tratta di "un'organizzazione separata che era in contatto con la sede romana" delle BR.
Secondo lei, che però militava a Pisa e dunque sapeva queste cose solo per sentito dire, "il gruppo intendeva confluire in blocco nelle BR, ma non aveva alcuna pratica militare". Erano anche state preannunciate delle iniziative di cui poi non si è mai saputo nulla.
La Banelli ha rivelato anche altri particolari sull'organizzazione e sulle sigle dei militanti. Gli investigatori della Digos le hanno mostrato anche i tre fogli firmati BR-PCC trovati a Modena il primo gennaio scorso. "E' una firma assolutamente irreale", ha avrebbe risposto la Banelli che ha parlato di "ermini che non appartengono al patrimonio delle BR" e di "compagni non interni all'organizzazione", negando anche che si tratti di "compagni esterni in confronto dialettico con l'organizzazione".
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lunedì, gennaio 17, 2005
JENNIFER ANISTON HA UN BLOG
Anche i ricchi piangono, anche i politici escono di senno e anche le star di Hollywood hanno un blog. O quantomeno qualcuno lo tiene per loro. Gira voce negli ambienti gossippari americani che, stanca del chiacchiericcio, Jennifer Aniston abbia aperto un blog tutto suo. Niente di ufficiale, niente merchandising e autografi in serie venduti a suon di dollari. L'ancora per poco moglie di Brad Pitt si è ritagliata uno spazio su myspace.com e racconta di sè. Siamo di fronte all'ennesima bufala? A un fan che si spaccia per la stella di origini greche? Nessuno può dirlo (limite-vantaggio di qualsiasi blog) ma tutti possono leggerlo. In merito al suo imminente divorzio, la Aniston (o chi per lei) si lascia scappare quanto segue:
"La separazione non è colpa di nessuno, non accusate Brad o la sottoscritta. Ci siamo presi una pausa prima di decidere il nostro futuro dato che le cose non possono sempre andare come vorremmo noi. Nessuno dei due ha altre storie, quello che scrivono i tabloid non è vero. Restiamo amici".
E via con altre amenità. Della serie: diciamo tutto per non dire assolutamente nulla.
Il blog di Jennifer Aniston (o chi per lei)
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Anche i ricchi piangono, anche i politici escono di senno e anche le star di Hollywood hanno un blog. O quantomeno qualcuno lo tiene per loro. Gira voce negli ambienti gossippari americani che, stanca del chiacchiericcio, Jennifer Aniston abbia aperto un blog tutto suo. Niente di ufficiale, niente merchandising e autografi in serie venduti a suon di dollari. L'ancora per poco moglie di Brad Pitt si è ritagliata uno spazio su myspace.com e racconta di sè. Siamo di fronte all'ennesima bufala? A un fan che si spaccia per la stella di origini greche? Nessuno può dirlo (limite-vantaggio di qualsiasi blog) ma tutti possono leggerlo. In merito al suo imminente divorzio, la Aniston (o chi per lei) si lascia scappare quanto segue:
"La separazione non è colpa di nessuno, non accusate Brad o la sottoscritta. Ci siamo presi una pausa prima di decidere il nostro futuro dato che le cose non possono sempre andare come vorremmo noi. Nessuno dei due ha altre storie, quello che scrivono i tabloid non è vero. Restiamo amici".
E via con altre amenità. Della serie: diciamo tutto per non dire assolutamente nulla.
Il blog di Jennifer Aniston (o chi per lei)
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lunedì, gennaio 10, 2005
LE LEGGE IN ITALIA NON SI RISPETTA
"Baristi e proprietari di ristoranti hanno dichiarato che non faranno i poliziotti del divieto di fumo in Italia, un Paese dove spesso infrangere le regole è considerato un diritto". E' quanto scrive oggi la Cnn nella sua edizione online
FONTE: CNN
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
"Baristi e proprietari di ristoranti hanno dichiarato che non faranno i poliziotti del divieto di fumo in Italia, un Paese dove spesso infrangere le regole è considerato un diritto". E' quanto scrive oggi la Cnn nella sua edizione online
FONTE: CNN
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martedì, gennaio 04, 2005
TSUNAMI: BLOGAID
I blogger si mobilitano per aiutare i sopravvissuti allo tsunami. Sulla falsariga di Band Aid, è scattata in Inghilterra la corsa al Blog Aid, ossia la raccolta fondi online. Diversamente da quanto si possa pensare nessuno chiede di mettere la mano al portafogli bensì di destinare alla beneficenza i proventi di Google Ad.
Il resto è qua
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
I blogger si mobilitano per aiutare i sopravvissuti allo tsunami. Sulla falsariga di Band Aid, è scattata in Inghilterra la corsa al Blog Aid, ossia la raccolta fondi online. Diversamente da quanto si possa pensare nessuno chiede di mettere la mano al portafogli bensì di destinare alla beneficenza i proventi di Google Ad.
Il resto è qua
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lunedì, gennaio 03, 2005
BIRTH IO SONO SEAN... E IL RIMBORSO?
Sciagurata idea quella del cinema appena passate le feste. I due film decenti li hai già visti e allora vai quasi a caso, fidandoti di un trailer o di una protagonista. E' stato così per Birth Io sono Sean e giuro che non accadrà mai più. La pellicola è lentissima, a lungo andare pesante e si regge sul nulla. Magra consolazione una Kidman sempre a suo agio in qualsiasi ruolo la si veda.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
giovedì, dicembre 30, 2004
SERVIZIO PUBBLICO? LA SETTE E SKY
Bello il concetto di servizio pubblico visto anche oggi 30 dicembre. Caro Barista non so se hai visto come sono andate in onda i fatti salienti di oggi. La conferenza stampa del ministro Fini (ossia l'appuntamento più importante e atteso da decine di migliaia di italiani in ansia per i fatti nel Sud Est Asiatico) è stata trasmessa in diretta da La Sette e Sky. Ossia due canali che del servizio pubblico potrebbero fregarsene. Lo stesso che potrebbe fare Mediaset (e la tv di Cologno ha legittimamente proseguito la normale programmazion). Nei guai la Rai che invece non ha interrotto la programmazione. Ampio spazio invece da Rai Uno alla conferenza di fine anno di Berlusconi (lo ha fatto anche Rete4 ma vedi sopra). Perchè un discorso politico sì e la conta dei morti-feriti-dispersi no? Misteri dell'Etere.
di PolipoTv
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Bello il concetto di servizio pubblico visto anche oggi 30 dicembre. Caro Barista non so se hai visto come sono andate in onda i fatti salienti di oggi. La conferenza stampa del ministro Fini (ossia l'appuntamento più importante e atteso da decine di migliaia di italiani in ansia per i fatti nel Sud Est Asiatico) è stata trasmessa in diretta da La Sette e Sky. Ossia due canali che del servizio pubblico potrebbero fregarsene. Lo stesso che potrebbe fare Mediaset (e la tv di Cologno ha legittimamente proseguito la normale programmazion). Nei guai la Rai che invece non ha interrotto la programmazione. Ampio spazio invece da Rai Uno alla conferenza di fine anno di Berlusconi (lo ha fatto anche Rete4 ma vedi sopra). Perchè un discorso politico sì e la conta dei morti-feriti-dispersi no? Misteri dell'Etere.
di PolipoTv
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giovedì, dicembre 16, 2004
LA "GAZZETTA" IN VERDE, IL COLORE DEI SOLDI
Non c'è più la mezza stagione e da oggi non c'è più la Gazzetta dello Sport rosa. Crolla un altro punto fermo, come quello delle bandiere nel calcio o della scarsa affidabilità delle mogli degli arbitri: il principale quotidiano sportivo ha abbandonato il popolare colore delle sue pagine in nome del Dio danaro. Via Solferino ha ceduto al colore a sei zeri e ha venduto tutti gli spazi pubblicitari di oggi giovedì 16 dicembre a un film per bambini in uscita domani. Spazi e identità. Peccato. Se ne va un altro punto di riferimento, uno di quelli che porti con te sin da quando cominci a tirar calci a un pallone contro la porta di casa. Uno di quei miti che fa la differenza. Uno di quelli che ti fa partire in bici lunedì 12 luglio 1982 quasi all'alba per comprare quella Gazzetta con scritto "Campioni del mondo", convinto che sia un pezzo da collezione. Anche la "verde" di oggi è un pezzo a suo modo da collezione. Perchè è la fine di un mito.
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Non c'è più la mezza stagione e da oggi non c'è più la Gazzetta dello Sport rosa. Crolla un altro punto fermo, come quello delle bandiere nel calcio o della scarsa affidabilità delle mogli degli arbitri: il principale quotidiano sportivo ha abbandonato il popolare colore delle sue pagine in nome del Dio danaro. Via Solferino ha ceduto al colore a sei zeri e ha venduto tutti gli spazi pubblicitari di oggi giovedì 16 dicembre a un film per bambini in uscita domani. Spazi e identità. Peccato. Se ne va un altro punto di riferimento, uno di quelli che porti con te sin da quando cominci a tirar calci a un pallone contro la porta di casa. Uno di quei miti che fa la differenza. Uno di quelli che ti fa partire in bici lunedì 12 luglio 1982 quasi all'alba per comprare quella Gazzetta con scritto "Campioni del mondo", convinto che sia un pezzo da collezione. Anche la "verde" di oggi è un pezzo a suo modo da collezione. Perchè è la fine di un mito.
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mercoledì, dicembre 15, 2004
UN BLOGGER ALLA CASA BIANCA. ANZI DUE
Chi l'avrebbe mai detto. C'è un blogger nell'Ufficio Ovale della Casa Bianca. No, state tranquilli e rimanete seduti alla vostra scrivania: le iniziali del pesce fuor d'acqua non sono G.W.B. Si tratta invece di due blogger iracheni, i fratelli Omar e Mohammed Fadhils che da tempo realizzano un bel diario filoamericano da Baghdad. I due hanno ovviamente ringraziato l'uomo più potente del mondo per quanto fatto nel loro Paese dagli Usa e dalla coalizione. Secondo le cronache dell'incontro riportate dalla blogosfera, Bush ha chiesto loro se si sentivano sicuri adesso. La risposta non si è fatta attendere: "Sì. Abbiamo sentito parlare di esplosioni a Baghdad ma non ne abbiamo viste coi nostri occhi. E' una città grande". Poi, avendo appreso che Omar è un dentista, il presidente gli ha gentilmente chiesto di aggiustargli una carie. Mohammed invece ha svelato di aver visto lo staff presidenziale passare in rassegna i blog, proprio come avviene per la carta stampata. "Siamo alla Casa Bianca - hanno chiuso i due - non come cittadini iracheni bensì nei panni di rappresentanti della blogosfera"
Fonte: Buzzmachine
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Chi l'avrebbe mai detto. C'è un blogger nell'Ufficio Ovale della Casa Bianca. No, state tranquilli e rimanete seduti alla vostra scrivania: le iniziali del pesce fuor d'acqua non sono G.W.B. Si tratta invece di due blogger iracheni, i fratelli Omar e Mohammed Fadhils che da tempo realizzano un bel diario filoamericano da Baghdad. I due hanno ovviamente ringraziato l'uomo più potente del mondo per quanto fatto nel loro Paese dagli Usa e dalla coalizione. Secondo le cronache dell'incontro riportate dalla blogosfera, Bush ha chiesto loro se si sentivano sicuri adesso. La risposta non si è fatta attendere: "Sì. Abbiamo sentito parlare di esplosioni a Baghdad ma non ne abbiamo viste coi nostri occhi. E' una città grande". Poi, avendo appreso che Omar è un dentista, il presidente gli ha gentilmente chiesto di aggiustargli una carie. Mohammed invece ha svelato di aver visto lo staff presidenziale passare in rassegna i blog, proprio come avviene per la carta stampata. "Siamo alla Casa Bianca - hanno chiuso i due - non come cittadini iracheni bensì nei panni di rappresentanti della blogosfera"
Fonte: Buzzmachine
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lunedì, dicembre 13, 2004
QUANDO IL BLOG FA POLITICA
All'America si guarda sempre con occhi distanti. Soprattutto in tema di politica Bush II è riuscito a rispolverare la divisione tra americani e amerikani. Eppure qualcosa di buono nei palazzi americani c'è. Prendiamo Internet e il fenomeno dei blog. Un senatore dalla faccia dell'antipatico primo della classe ha pensato bene di aprire un blog tutto suo. Contrariamente a quanto si possa pensare però questo weblog non è il solito freddo contenitore di slogan pensati dalla nomenclatura di partito. Niente comunicati stampa, niente dispacci d'agenzia, niente "I love mr Bush". Il senatore Jim Talent, eletto per i Repubblicani nel Missouri, cura in prima persona il suo blog scrivendo quanto vede e quanto pensa. L'esempio lo si è avuto durante una sua missione in Iraq. Giorno dopo giorno Talent ha raccontato la sua giornata e gli incontri, le opionioni raccolte e i suoi personali punti di vista.
Ora provate ad immaginare una versione italiana di un simile blog. Ve lo vedete uno dei nostri onorevoli a raccontare ai suoi elettori in prima persona le sue missioni in giro per lo Stivale? "Ho stretto cento mani... ho inaugurato due scuole... ho incontrato gli azzurri/rossi/verdi/ di Foresto Sparso..."
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All'America si guarda sempre con occhi distanti. Soprattutto in tema di politica Bush II è riuscito a rispolverare la divisione tra americani e amerikani. Eppure qualcosa di buono nei palazzi americani c'è. Prendiamo Internet e il fenomeno dei blog. Un senatore dalla faccia dell'antipatico primo della classe ha pensato bene di aprire un blog tutto suo. Contrariamente a quanto si possa pensare però questo weblog non è il solito freddo contenitore di slogan pensati dalla nomenclatura di partito. Niente comunicati stampa, niente dispacci d'agenzia, niente "I love mr Bush". Il senatore Jim Talent, eletto per i Repubblicani nel Missouri, cura in prima persona il suo blog scrivendo quanto vede e quanto pensa. L'esempio lo si è avuto durante una sua missione in Iraq. Giorno dopo giorno Talent ha raccontato la sua giornata e gli incontri, le opionioni raccolte e i suoi personali punti di vista.
Ora provate ad immaginare una versione italiana di un simile blog. Ve lo vedete uno dei nostri onorevoli a raccontare ai suoi elettori in prima persona le sue missioni in giro per lo Stivale? "Ho stretto cento mani... ho inaugurato due scuole... ho incontrato gli azzurri/rossi/verdi/ di Foresto Sparso..."
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venerdì, dicembre 10, 2004
IRAN, TEMPI DURI PER I BLOG
Il ministro della Cultura iraniana ha dichiarato nuovamente guerra a Internet e, in particolare, ai blog. Lo ha fatto nel corso di un incontro pubblico dove ha invitato gli addetti ai lavori ad individuare chi gestisce siti Internet, scovarli e trasformare i weblog in siti di cultura islamica. Le autorità non credono nemmeno che creare una specie di archivio autorizzato di webmaster e blogger possa fermare la diffusione incondizionata di Internet. Quindi tanto vale dichiarare la guerra santa alla Rete stessa. Di recente numerosi giornalisti iraniani sono finiti dietro le sbarre e i loro siti abilmente reindirizzati in www di propaganda per il governo. Uno dei siti già nel mirino dell'inquisizione islamica è iran-daily.com, i cui contenuti sono vagliati da un apposito comitato.
Fonte: Iranian.ws
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Fonte: Iranian.ws
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MEDITATE GENTE
"La letteratura consiste nell'arte di scrivere qualcosa che sarà letto due volte, il giornalismo in quella di scrivere ciò che deve essere compreso immediatamente" (Cyril Vernon Connolly)
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"La letteratura consiste nell'arte di scrivere qualcosa che sarà letto due volte, il giornalismo in quella di scrivere ciò che deve essere compreso immediatamente" (Cyril Vernon Connolly)
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giovedì, dicembre 09, 2004
IL CALENDARIO DI WARNEWS: SARANNO FAMOSI?
Non sono veline. Non sono attrici nè cantanti. Decisamente, non si tratta di personaggi famosi. Sono profughi del Darfur, sfollati colombiani, ragazzi palestinesi, afghani e congolesi. Sono i protagonisti del calendario "World War Images 2005" di Warnews.it, realizzato grazie alla collaborazione di quattro tra i migliori fotoreporter di guerra italiani: Livio Senigalliesi, Piero Pomponi, Simone Stefanelli e Luca Tommasini.
Per ricevere a casa il calendario è sufficente effettuare una donazione di almeno 10,00 euro all'Associazione Culturale Warnews, che da anni fornisce informazioni su tutti in conflitti armati in atto nel mondo, nella convinzione che "Informare sugli orrori delle guerre è una parte del cammino verso la pace".
Il calendario di Warnews è un'opera unica e originale, da esporre, da collezionare, da contrapporre alla vacuità delle mode e delle tendenze più diffuse. Per un 2005 di pace e di speranza, senza dimenticare la sofferenza di chi vive sulla propria pelle le situazioni di guerra: donne, uomini e bambini che oggi, purtroppo, non sono per nulla famosi. Con l'aiuto di tutti, vogliamo farli diventare delle celebrità.
Per informazioni: www.warnews.it
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Non sono veline. Non sono attrici nè cantanti. Decisamente, non si tratta di personaggi famosi. Sono profughi del Darfur, sfollati colombiani, ragazzi palestinesi, afghani e congolesi. Sono i protagonisti del calendario "World War Images 2005" di Warnews.it, realizzato grazie alla collaborazione di quattro tra i migliori fotoreporter di guerra italiani: Livio Senigalliesi, Piero Pomponi, Simone Stefanelli e Luca Tommasini.
Per ricevere a casa il calendario è sufficente effettuare una donazione di almeno 10,00 euro all'Associazione Culturale Warnews, che da anni fornisce informazioni su tutti in conflitti armati in atto nel mondo, nella convinzione che "Informare sugli orrori delle guerre è una parte del cammino verso la pace".
Il calendario di Warnews è un'opera unica e originale, da esporre, da collezionare, da contrapporre alla vacuità delle mode e delle tendenze più diffuse. Per un 2005 di pace e di speranza, senza dimenticare la sofferenza di chi vive sulla propria pelle le situazioni di guerra: donne, uomini e bambini che oggi, purtroppo, non sono per nulla famosi. Con l'aiuto di tutti, vogliamo farli diventare delle celebrità.
Per informazioni: www.warnews.it
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martedì, novembre 23, 2004
2004: 128 GIORNALISTI AL FRESCO
In tutto il mondo sono stati arrestati quest'anno 128 giornalisti durante l'espletamento del loro lavoro, secondo dati divulgati a Berlino da Reporter senza frontiere nella giornata internazionale dei 'Giornalisti dietro le sbarre'. Il numero dei giornalisti fermati arriva a oltre 500. Fra i Paesi piu' pericolosi per i rappresentanti dei media figurano la Cina, Cuba, l'Iran e la Birmania. "Reporter senza frontiere" si è appellata a questi Paesi perchè liberino i giornalisti arrestati. Solo a Cuba e in Cina i giornalisti agli arresti sono 16 per ciascun Paese, in Iran 15, in Eritrea 14, in Nepal e Birmania 11 ciascuno. "Il loro solo reato era quello di informare l'opinione pubblica", critica l'organizzazione in un comunicato.
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In tutto il mondo sono stati arrestati quest'anno 128 giornalisti durante l'espletamento del loro lavoro, secondo dati divulgati a Berlino da Reporter senza frontiere nella giornata internazionale dei 'Giornalisti dietro le sbarre'. Il numero dei giornalisti fermati arriva a oltre 500. Fra i Paesi piu' pericolosi per i rappresentanti dei media figurano la Cina, Cuba, l'Iran e la Birmania. "Reporter senza frontiere" si è appellata a questi Paesi perchè liberino i giornalisti arrestati. Solo a Cuba e in Cina i giornalisti agli arresti sono 16 per ciascun Paese, in Iran 15, in Eritrea 14, in Nepal e Birmania 11 ciascuno. "Il loro solo reato era quello di informare l'opinione pubblica", critica l'organizzazione in un comunicato.
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giovedì, novembre 18, 2004
ANATOCISMO ONLINE
Grandissimo popolo dei blogger: in tempo reale nasce un blog per aiutare la gente a recuperare il maltolto.
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Grandissimo popolo dei blogger: in tempo reale nasce un blog per aiutare la gente a recuperare il maltolto.
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martedì, novembre 16, 2004
MEZZA AMERICA SI SCUSA COL MONDO
Se il mondo intero fosse stato chiamato in causa nelle elezioni americane, il vincitore sarebbe stato John Kerry. Questa cazzata l'abbiamo sentita per settimane, ci ha inorgoglito anche se si tratta di parole - giustamente - al vento. Fortunatamente c'è ancora poco meno di mezza America che non è salita sul carro del vincitore texano. E quella mezza America parla al mondo intero, il Grande Elettore. Lo fa tramite un sito dal titolo esplicativo: "CHIEDIAMO SCUSA A TUTTI". Nell'incipit dell'ultimo post sta il senso di tutto il sito:
Qualcuno di noi sta cercando di capire e apprezzare l'effetto delle recenti elezioni americane su di te, cittadino del resto del mondo. Nononostante il nostro cosidetto leader stia raddoppiando i suoi sforzi per avere la meglio anche su di voi, per favore ricordate che molti di noi sono veramente molto dispiaciuti per quanto accaduto. E lo siamo anche per il comportamento di chi non ha fatto come noi
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Se il mondo intero fosse stato chiamato in causa nelle elezioni americane, il vincitore sarebbe stato John Kerry. Questa cazzata l'abbiamo sentita per settimane, ci ha inorgoglito anche se si tratta di parole - giustamente - al vento. Fortunatamente c'è ancora poco meno di mezza America che non è salita sul carro del vincitore texano. E quella mezza America parla al mondo intero, il Grande Elettore. Lo fa tramite un sito dal titolo esplicativo: "CHIEDIAMO SCUSA A TUTTI". Nell'incipit dell'ultimo post sta il senso di tutto il sito:
Qualcuno di noi sta cercando di capire e apprezzare l'effetto delle recenti elezioni americane su di te, cittadino del resto del mondo. Nononostante il nostro cosidetto leader stia raddoppiando i suoi sforzi per avere la meglio anche su di voi, per favore ricordate che molti di noi sono veramente molto dispiaciuti per quanto accaduto. E lo siamo anche per il comportamento di chi non ha fatto come noi
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