mercoledì, luglio 31, 2002

FALLACI O TERZANI... LA VERITA' NEL MEZZO


Avevo 13 anni o giù di lì quando lessi "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci. Ricordo che mi impressionò moltissimo, forse perché io ero così piccola e lei parlava di aborto in modo così esplicito. Ho ancora davanti agli occhi l'immagine plastica del barattolo di vetro in cui galleggiava il feto, sua madre dal letto di ospedale che ci parlava in un monologo di disperata impotenza... ok, questo è stato il mio primo precoce incontro con la Fallaci scrittrice. Anche allora faceva discutere per le sue prese di posizione senza mezzi termini, con le sue parole che non ammettevano il dubbio. In fondo le invidio - oggi come un tempo - le sue incrollabili certezze, la sua capacità di distinguere così chiaramente il bene dal male, di riconoscere a colpo d'occhio dove sta la verità. Che sembra scontato dire stia nel mezzo, tra un Terzani buonista e un'Oriana apocalittica. Al primo vorrei credere ciecamente, criticando senza appello la seconda. Ma poi ho paura che quello che la Fallaci grida con quanto fiato le resta non sia soltanto delirio. E che prima o poi in questo mondo si deve scegliere da che parte stare, se con i buoni o con i cattivi.


by lc



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FALLACI O TERZANI... TERZANI STAVOLTA HA ESAGERATO


Faccio parte dei molti che conoscono e ammirano e apprezzano Terzani ben prima che fossero pubblicate le "Lettere contro la guerra". Sono anch'io tra i fortunati che possono occuparsi di reportage e considero Terzani un maestro. Nella professione giornalistica e pure nella vita. Condivido quanto scrive, ma vorrei essere una voce fuori dal coro. A mio parere, questa volta Terzani si è fatto trascinare su un terreno pericoloso dalla Fallaci, finendo con l'incappare in medesimi, seppur dal campo opposto, estremismi.


by Giorgio Bardaglio



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FALLACI O TERZANI... TERZANI, SENZA MEZZE MISURE


Sto con Terzani, senza discussione e senza mezze misure. I morti delle due Torri meritano tutto il nostro rispetto e la nostra compassione, come qualsiasi altro morto per cause di guerra o terrorismo, ma questo non giustifica quello che sta succedendo e che potrà avvenire in futuro. Inoltre io non credo proprio che la spinta maggiore sia data dal voler vendicare le vittime. La ritengo un ottima scusa per fare meglio quello che già si voleva fare.


by Aurora



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FALLACI O TERZANI... TERZANI, MA IL PROBLEMA SONO I MEDIA


Non conoscevo Terzani (mia ignoranza e chapeau al barista), nemmeno ora lo conosco, però ho letto la sua "Lettera da Firenze". Conoscevo l'Oriana, avevo letto la "Lettera da New York", e chi non l'ha letta? Dire che sto con il primo e non con la seconda e' sia scontato che riduttivo. Inutile dirci fra di noi cose sulle quali siamo tutti d'accordo. Mi pare piu' significativo chiedermi perchè una persona mediamente informata come me mai aveva sentito parlare della lettera da Firenze, pur avendo seguito assolutamente ogni programma di approfondimento giornalistico dell'epoca in TV (per giornali e periodici chiedo venia, non li leggo tutti). Perchè mai in tutti quei programmi, i migliori compresi, si riescono a sentire sempre e solo le opinioni di quella decina di "soliti noti" a cui la pigrizia intellettuale e l'opportunismo da audience di molti giornalisti e il protagonismo degli onnipresenti attribuisce così l'impropria collocazione di "opinion maker", dal pensiero magari pluralistico, nel migliore dei casi, ma comunque unico?

Certo, c'e' quello stupefacente mezzo informativo che e' Internet, per fortuna, ma che ancora è mezzo elitario, sia per la sua intrinseca natura tecnologica, sia perche' richiede tempo, dispiego di energie e denaro.

Insomma, il nodo del mondo moderno, caro Sauro, è ancora e sempre quello dei media, TV in testa, come le persone piu' accorte, il nostro Presidente in testa, ben sanno.



by Melba

(clicca e scopri il suo sito)



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lunedì, luglio 29, 2002

FALLACI O TERZANI...NON CREDO AL MONDO DELLA FALLACI


Gestisco il sito dedicato a Tiziano da alcuni anni. Tiziano Terzani, prima di "Lettere contro la guerra" era conosciuto solo da chi, come me, si appassiona alle letture che narrano di viaggi e di reportage "alternativi". Quindi le mail che giungevano al sito www.tizianoterzani.com erano più che altro di persone che si complimentavano per lo stile di scrittura fluido e scorrevole che trasudava dalle pagine di libri come "Un indovino mi disse" raccontando di esperienze di viaggio fuori dagli schemi.

Poi, come per un incanto, da un silenzio assordante si è levata, in risposta alla lettera della Fallaci, il primo articolo di Tiziano dedicato alla situazione relativa all'attentato dell'11 Settembre. E tutto è cambiato. Gli accessi al sito si sono moltiplicati in maniera esponenziale e il tono delle mail è variato: da richieste legate ai libri passati, ora si guardava avanti: Terzani ha dato fiducia ai genitori spaventati dall'allarme pieno di odio che l'Oriana ha scagliato come un anatema contro tutto il mondo arabo.

Le mail dicono
-Grazie per avere rispecchiato la fiducia di un cristiano che non si ritrova nella "rabbia e nell'orgoglio
-Finalmente una voce fuori dal coro
-Ho una bambina di 3 anni e non riuscivo a credere al mondo disegnato dall'Oriana. Grazie a te, ora ho ripreso fiducia in un mondo migliore.

Credo che le mail dei "fan" di Tiziano possano parlare anche per me.

Io in un mondo migliore ci credo. Ancora.

Grazie barista, per crederci anche tu.
by Massimo De Martino



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FALLACI O TERZANI: IO NON SO NIENTE


“Cosa penso di ciò che e’ accaduto l’11 settembre 2001 ”, perché di Terzani o di Fallaci non so niente…
La dovuta premessa e’ che il mio “parere” non e’ sugli scrittori: asserisco, senza vergogna, di non aver mai letto alcuno degli scritti,
dell’uno e dell’altra. Quindi : “ cosa penso di quanto e’ accaduto negli States? “ Perché esiste il terrorismo? Tutto ciò che viene fatto contro il terrorismo e’ lecito? Se in America sono morte X persone, devono morirne X o X+n anche nei paesi attentatori? (sempre ammesso che il paese attentatore sia proprio quello individuato dagli americani …)

Dopo tutte le “missioni sante” perpetrate dagli americani, che vogliamo dire? Vogliamo fare un bilancio di morti, da una parte e dall’altra?
Le domande sono tante ed esigono una risposta. Mi sento di darne solo una: “ Il terrorismo non deve esistere, ma la vendetta neanche ”.
Individuare, cercare e processare , in base a fatti e prove inconfutabili, l’ideatore e fautore di un piano così diabolico e’ giusto, ma uccidere tutti, tranne lui, per odio o vendetta verso quella persona, non è giusto.

Uccidere e’ terrorismo.Uccidere in nome di un ideale, per me, e’ sempre e comunque terrorismo. Chiunque sia a perpetrarlo ed in nome di qualsivoglia ideale, e’ terrorismo. Loro lo fanno a noi e noi lo facciamo a loro… e se anche loro la pensassero così? Chi ha iniziato allora, ma, soprattutto, quando finirà questa guerra senza frontiere?

Se mi si chiede di dire “ Con chi sto “ io rispondo: “Sto con i morti che questa guerra genera ed ha generato , di
qualsiasi fede fossero, di qualsiasi nazione fossero, in nome di qualsiasi fede agissero…sono morti e niente li riporterà in vita.

Sto con i vivi.
Sto con i sopravvissuti.
Sto con chi vive nel terrore e sto con chi deve combattere per non essere preda di esso.
Sto con chi crede di essere nel giusto, ma che, in nome di quella giustizia, non e’ disposto al sacrificio umano.
Sto con chi non viene tollerato, perché diverso.

Sto con chi e’ oppresso e con chi lo sarà.
Sto con i vivi che sanno vivere con i vivi.
Odio tutte le forme di prevaricazione.

Se e’ stato Bin Laden, cosa che per me e’ ancora tutta da provare, solo lui deve essere preso e processato.
Se ciò avvenisse sono sicura che non avrebbe un processo giusto, e allora non so quanto io desideri che lo prendano.
E’ anche vero che finchè non lo prendono, l’America continuerà la sua guerra santa…e allora che dire:
meglio il sacrificio di uno, innocente o colpevole che sia, o di molti innocenti?

Per una volta…la prima che ho detto!
by Maggie



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domenica, luglio 28, 2002

NUOVA SETTIMANA E NUOVA PROPOSTA

Al bar si attendono altre rinascite e altre storie da mare. Intanto il barista suggerisce uno spunto alternativo


Ho comprato e letto "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani. Scrive il giornalista toscano il 14 settembre 2001 al Corriere della Sera da Orsigna: "Ho passato tutta la mia vita adulta in Asia e sono convinto che tutto è uno, la luce ha in sè il seme delle tenebre e al centro delle tenebre c'è un punto di luce. L'orrore dell'11 settembre era una buona occasione per farsi un esame di coscienza. Tutto il mondo aveva visto. Tutto il mondo avrebbe capito". Si è sbagliato.

Il 29 settembre è arrivata in via Solferino Nostra Signora Oriana con veleno e disprezzo per l'Islam, incenso e mirra per gli Usa.

Mi chiedo perchè alla Fallaci (che vive e scrive da un loft di Manhattan) sia stato dato così tanto rilievo sui mass media rispetto alle tesi di Terzani (che vive e scrive dal Pakistan).

Fortunatamente "Lettere contro la guerra" - Longanesi editore - è alla quinta ristampa.


QUESTO E' IL SITO DI TIZIANO TERZANI: www.tizianoterzani.com



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sabato, luglio 27, 2002

SE RINASCO...BLOGGANDO E' RINATA CON IL TRUCCO NUOVO


Da qualche ora è online la nuova versione della directory italiana di tutti i weblog. E' bella, colorata e la rinfrescata le ha davvero fatto bene. Complimenti a tutti.

by Il barista





SE RINASCO... RIFAREI TUTTO


Se potessi rinascere rifarei punto per punto tutto quello che ho fatto fino ad ora, sbagli compresi. Anzi, soprattutto quelli. Non ho rimpianti,
non ho rimorsi e nella mia vita mi sono presa tutte le soddisfazioni. I momenti tristi? Ci sono, impossibile evitarli... Ripeterei anche quelli: ti aiutano a crescere!
by Ld


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SE RINASCO... RIBACEREI QUELLA DANESE ALTA E BIONDA


Se nasco un'altra volta non arrivo fuori tempo massimo per raccontare a Barsauro la mia esperienza estiva. E considerato che questo desiderio non mi pare necessiti la mia reincarnazione per vederlo esaudito ci penso da solo. Ci ho ragionato un po' e sono giunto alla conclusione che il ricordo più bello che ho legato all'estate è quello del primo bacio. Un momento immaginato e atteso in maniera spasmodica. Se dovessi fare un paragone, 1000 volte più di quanto le renne di Babbo Natale aspettino il Natale per sgranchirsi le zampe. Però non fu sotto il vischio, ma in una lontana sera d'estate di ben 17 anni fa, a Marina di Massa, che andai incontro al mio destino di proto-amatore.

E lo feci non senza qualche paura supplementare, oltre alla naturale ansia del caso. La fortunata, ma bisognerebbe sentire lei, si chiamava Mette, ed era una danese (una ragazza non un cane) alta e bionda, con gli occhi naturalmente azzurrissimi in grado di stendere qualsiasi ragazzino dell'hinterland milanese se non chè quella invitante boccuccia aveva incorporato un aggeggio di metallo da cui i miei amici mi avevano premurosamente messo in guardia. "Guarda che se la baci ti resta incastrata la lingua nell'apparecchio" avevano sentenziato con un pizzico di invidia quel pomeriggio in cui comunicai loro con un tantino di vanità che sarei uscito con lei. Un monito che continuava a risuonarmi nelle orecchie quella sera di luglio mentre passeggiavamo mano nella mano sulla spiaggia al chiaro di luna (o di qualcos'altro ma mi sembrava chiaro). All'improvviso ci fermammo, e fu un attimo che durò un secolo, ci guardammo e avvicinammo piano piano le nostre labbra. Il resto fu automatico. Io chiusi gli occhi ma, sorpresa, non fu per la paura di restare impigliato all'apparecchio di Mette e di restare dissanguato. Anche il cappello da ferroviere che indossava e continuava a ricordarmi quel maledetto aggeggio metallico scomparve. Quel che successe poi fu strano ma bellissimo per quanto può essere bello il primo bacio. Per il resto la storia non ebbe un gran seguito.

Lei si fermò in campeggio un'altra settimana poi partì per tornare a casa. Ovviamente giurandomi amore eterno. O almeno quello fu quanto riuscì a capire nel mio pessimo inglese. Qualche settimana dopo, quando ero ancora al camping, ricevetti una lettera. Una di quelle lettere scritte con l'inchiostro colorato e profumato, piena di disegnini come usano scrivere le ragazzine per comunicarti le cose più terribili. Così Mette decise di dirmi che il suo amore non era poi tanto eterno come credeva e mi invitava con una dedica incomprensibile a proseguire la mia vita felice come la mia automobile. La trovai una cosa idiota. Per prima cosa perché avevo 14 anni e non potevo certo possedere un'automobile. Seconda cosa perché mi sembrava una frase senza senso, punto e basta. Me ne feci in fretta una ragione, ma il primo bacio che avevo dato nella vita non potevo certo scordarmelo. Così penso che quella macchina a cui si riferiva Mette fosse color argento. Come il suo bellissimo sorriso.
Il pescatore di asterischi


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mercoledì, luglio 24, 2002

SE RINASCO... VOLEREI GRAZIE AL KARMA


A parte il fatto che se rinasco voglio essere un uccello, comunque un animale che vola…
Però, se il mio karma dettasse diversamente e mi ributtasse su questa terra…con i piedi per terra…allora… sì certo..qualche cosina la
cambierei… Innanzitutto vorrei rinascere figlia unica…Poi, vorrei un padre impiegato e non dirigente…che possa così dedicare
A ME tutto il suo tempo libero.

Vorrei iniziare a fare i tornei di tennis a 14 anni e non a 18 come ho fatto…Vorrei essere più carina di come lo ero da ragazzina... Vorrei un’infanzia un po’ più normale, con fidanzatini e le uscite del sabato sera, compatibilmente con il tennis agonistico…
Poi, se la carriera tennistica me lo consentisse, come credo, andrei avanti e diventerei forte e, come tutti i tennisti in pensione,
diventerei maestra di tennis e farei la maestra a vita…magari sposata ad un altro atleta…

Se la carriera tennistica venisse stroncata, allora rifarei l’università, ma in 4 anni mi laurerei e poi farei un master in direzione aziendale e farei marketing e pubblicità…o meglio ancora mi butterei in qualche agenzia pubblicitaria…


Se il karma fosse così stronzo da farmi rinascere nella stessa famiglia e nelle stesse condizioni…allora rifarei tutto quello che ho fatto…
perché ho vissuto le mie scelte, le mie responsabilità… e dopotutto come sono adesso non mi dispiace affatto…Tutto considerato se il futuro sembrasse così roseo come mi sembra adesso, …perché no?
Dicono che se il karma ti fa rivivere la stessa vita allora è perche’
hai fatto qualcosa di sbagliato hai fatto soffrire qualcuno o non ti sei dato tutte le possibilità?
… fino ad ora solo una cosa mi sembra di aver sbagliato…: non ho mai mandato a quel paese i miei genitori… ma non credo che nella prossima vita lo farei mai…E quindi, alla fine, le mie vite, su questa terra, sarebbero tutte uguali… sigh…

Quindi intanto mi ringrazio… poi potrò mandare me a quel paese…Che ne dici?
by Maggie


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SE RINASCO... AVRO' LO STUPORE DI UN BAMBINO


Siete veramente sicuri di non poter rinascere? Siete certi di non aver mai aperto gli occhi con quello stupore dei bambini dicendo… tutto questo ha un colore nuovo, un odore che non ricordavo… un luccichio diverso…La prima volta che sono rinato avevo dato il mio primo bacio. Un po’ dolciastro come ricordo, ma vi assicuro che ho aperto gli occhi su un mondo nuovo. Si tratta solo di una sensazione perché la realtà – sfortunatamente documentata dal mio migliore amico – era quella di un bacio durante una sbornia. Dunque, l’aggettivo “dolciastro” in questo caso va letto non in senso metaforico, ma organolettico. Eppure…

La seconda volta che sono rinato è stata ancora più “sentimentale”: toccando la mano del mio primo bimbo. Se non avete figli è difficile da capire. Improvvisamente il mondo normale si riempe di pannolini, di notti insonni, di ansie e ansiolitici. Di grandi gioie e terrificanti timori, di momenti estatici e di ire furibonde.
Penso che rinascerò ancora. E ancora. E ogni volta sarà un’esperienza, una novità, una follia. Eppure una cosa semplicissima chiamata vita.

by Andrea

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martedì, luglio 23, 2002

SE RINASCO...MA QUESTA VITA E' POI TANTO INDEGNA?


E si ricomincia. Questa volta non sono ammessi sbagli, l'esperienza di una vita c'è. E partiamo anche con una possibilità in più: il barista Sauro, piccolo dio virtuale, ci offre un'ampia scelta. E allora ecco il dubbio amletico. Cosa o chi vogliamo essere? Troppo semplice gridare Berlusconi, Bill Gates o il clitoride. Rimaniamo un po' coi piedi per terra. Siete convinti che la vostra vita sia così indegna da non essere rivissuta?Domanda filosofica del cazzo, lo so. Però il nostro alticcio barista non è in grado di assicurarci una vita migliore. E quindi è ovvio che la scelta sarà senz'altro materiale. Un po' più di soldi. Magari puliti. Non vorrei ritrovarmi nei panni di Previti o Escobar.

P.S. Scommetto che sono in molti ad averlo pensato. Già sento le vostre voci levarsi in coro: "Sì, se rinasco voglio essere Michele!!!". Mi spiace, non credo che il mondo sia pronto per questo...


by Mike

PS DAL BANCONE: il barista rettifica: "piccolo dio virtuale".... perchè "piccolo"?


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SE RINASCO...RIFACCIO TUTTO, ERRORI COMPRESI


Ok .. ho alzato la mano la settimana scorsa, ammettendo di non aver avuto avventure estive ... ed ora oserei quasi dire che tornando indietro non cambierei assolutamente nulla. Mi faccio quasi schifo da sola. E non perchè dagli errori s'impara .. perchè se così fosse, se avessi imparato qualcosa tornando indietro agirei diversamente, invece vi dico che nonostante i miei errori tornando indietro rifarei nuovamente tutto .. ogni minimo errore io lo rifarei. Perchè è anche grazie al mio passato che ora sono così. L'unica cosa ... avrei curato molto di più le mie amicizie, persone che con il passare del tempo si sono perse di vista.
Quindi se nasco un'altra volta ...o rivivo questa vita passo dopo passo .. oppure se volete qualcosa di diverso, fatemi esser un'altra persona .. con un altro carattere .... ed avrò una vita diversa.

by Mae

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lunedì, luglio 22, 2002

SE RINASCO...DIVENTO DONNA O PRETE


Se nasco un'altra volta...divento donna o divento prete. Non credo sia facile vivere in un mondo maschilista come questo per una donna mediamente intelligente, ma credo proprio che vorrei avere le tette. Certo potrei operarmi anche adesso, ma io parlo di tette vere, di trucchi, di
armi seduttive senza limiti. Parlo di una vita diversa, di emozioni differenti. Parlo di attenzioni, di modi, di corteggiamenti, di scarpe...e di tutto quel fantastico universo che circonda il gentil sesso. Se potessi rinascere vorrei essere quindi femmina, se possibile anche bella...aiuta....

Altrimenti mi farei prete...immaginate che meraviglia...niente lavoro (intendo quello vero), nessun imbarazzo nello scegliere la camicia o gli abbinamenti da indossare al mattino, la possibilità di sapere i cazzi di tutti con la scusa della confessione, mangiare a sbaffo,
stare in mezzo ai giovani e dir loro delle cose sagge o presunte tali. Unico neo? il celibato forzato...ma del resto a qualcosa dovrò pure rinunciare, e poi chi è senza peccato scagli la prima pietra...

by Yago

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SE RINASCO...SOGNANDO L'AFRICA

Certo di errori nella vita se ne fanno tanti e capita spesso di ripetersi: "Ah, se tornassi indietro, non...". In verità la mia vita, seppure con tutti gli incidenti di percorso, mi va bene così com'è con le gioie e i dolori, ma se chiudo gli occhi mi piace sognare ad un'esistenza completamente diversa. Passando da un eccesso all'altro: dalla vita spericolata di una professionista del crimine, a quella più squinternata di una diva del cinema, a quella di una mamma di quattro gemellini divisa tra pannolini e pappette. Ma la storia che sogno più di frequente e che solo per mancanza di coraggio non ho mai realizzato è quella di una donna, che viaggia per conoscere ogni angolo di questo mondo e decide di diventare una volontaria.
Sceglie di andare in Africa per dare una mano a un'equipe di medici in un villaggio dove manca tutto. Mi vedo vestita con una tunica in lino beige, i capelli rasati come un maschiaccio, a piedi nudi sulla terra sabbiosa che ti ricopre ogni scampolo di pelle scoperta. Fa caldo, ma si sta bene. Attorno una nidiata di bimbetti con gli occhi sgranati e le manine tese verso di me. Le emergenze sono all'ordine del giorno e le 24ore corrono tra flebo, siringhe e garze. Non c'è tempo per riflettere in terra d'Africa, bisogna solo darsi da fare per aiutare chi ne ha bisogno. E a fine giornata sdraiarsi sulla propria branda e ripensare alle fatiche è la più bella soddisfazione che possa sognare. Se le forze me lo consentono trovo anche il tempo per scrivere degli appunti su tutto quello che mi succede attorno e per scattare qualche foto ai miei compagni di villaggio. Manca solo un tassello per completare la storia: come finisce l'avventura africana? Forse l'avventura si trasforma in una scelta di vita e dall'Africa quella donna non se ne va più.

by Elena

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SE RINASCO....ECCO L'ELENCO DEL BARISTA


Due o tre cose credo le sistemerei presto. Ad esempio non penserei subito a questo mestieraccio che è il giornalismo, rovinandomi le estati in pretura piuttosto che in fantozziane conferenze stampa. Poi non cercherei più a 18 anni la donna della mia vita. Poi avrei dovuto fare ancora più di testa mia. Avrei dovuto fare più vacanze a Rimini, Riccione & dintorni. Avrei dovuto fermare il tempo quando vedevo giocare Platini, Bruno Conti, Van Basten e Maradona. Niente mi avrebbe trattenuto dal correre a Torino o Udine per vedere Prince. E mi sarei messo a stecchetto appena quei tre numeri sul display della bilancia cominciavano a salire da 65 a 93.
E ne avrei ancora parecchie da dire…

by Il Barista

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NUOVA SETTIMANA... NUOVO ARGOMENTO

Se nasco un'altra non farei più questo.... anzi comincerei prima a... mi guarderei bene dal... Avete mai pensato a cosa fareste se vi fosse data la possibilità di rinascere alle vostre condizioni? E non ditemi che "rifarei tutto quanto ho fatto perchè anche dagli errori s'impara".

SE NASCO UN'ALTRA VOLTA.... RACCONTALO AL BARSAURO!


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sabato, luglio 20, 2002

CARLO GIULIANI, UN ANNO DOPO


Il primo (e speriamo resti l'unico) martire del popolo di Seattle morì in piazza Alimonda giusto un anno fa. Oggi ho visto i tg e mi chiedevo se la morte di Giuliani sia accaduta realmente. Ho visto gente fischiare Luciano Violante perchè ha reso omaggio ad un giovane ucciso mentre tirava un estintore contro un coetaneo del suo stesso umore ma dalla divisa di un altro colore. Ho visto salutare Sergio Cofferati come un leader, quasi che Casarini e il n.1 della Cgil fossero un tutt'uno. Ho visto l'assoluta e scontata latitanza di forziatalioti. E ho capito che la vita di un giovane non è servita proprio a niente. Non è proprio cambiato niente di niente.

Finiremo presto in un vicolo cieco.
by Il Barista

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STORIE DA MARE: IL PREPOTENTE E IL MIO PRINCIPE AZZURRO


1975: avevo solo 3 anni. A casa nostra arrivò un amico intimo di mio padre, siciliano, con i suoi quattro figli. Uno aveva la mia età. Divenne il mio compagno di giochi. E la pagò cara. Pochi giorni prima del suo arrivo, giocavo con la mia bambolina su un mucchio di sabbia. Arrivò un bambino, 3 anni anche lui, prepotente. Distrusse la casetta che avevo costruito alla mia bambola. E io lo picchiai.
Beh, lui da quel giorno decise che mi avrebbe sposata. E quando vide che io preferivo a lui il mio amichetto siciliano, si armò di coraggio e andò da mio padre per chiedere spiegazioni. Mi ritrovai davanti alla scelta: fidanzarmi con lui o con l’altro. Scelsi l’altro, il siciliano. Allora non sapevo che, dopo quell’estate, il mio “principe azzurro” non l’avrei più rivisto per tanti, lunghi anni. Il “prepotente” comunque si vendicò picchiandolo a sangue.
1990: ormai avevo 17 anni e del mio “principe azzurro” mi restavano solo le tante lettere che, fino a sette anni prima, avevamo continuato a scriverci. Il “prepotente”, invece, c’era ancora, c’era ogni estate e cercava di convincermi a diventare la sua ragazza. Inutilmente. Quell’anno, però, era certo di farcela. E accadde l’imprevedibile.
Un giorno, era metà agosto, qualcuno bussò a casa mia: andai ad aprire e mi ritrovai davanti un bel ragazzo (mamma quant’era bello!). Beh, non ci credereste mai: era il mio principe azzurro. Passarono tre giorni bellissimi. Purtroppo, però, la mia improvvisa “scomparsa” preoccupò il “prepotente”, che non ci mise molto a scoprire quello che stava accadendo.
Preparò la sua vendetta: mi aspettò davanti al cimitero del mio paesino, dove mi ero recata con la mia migliore amica. Mi aggredì a parole.. e io risposi a schiaffi. Caspita che lite ragazzi: io le ho prese, ma lui non credo che dimenticherà mai le botte che gli ho dato. E da qual giorno non gli ho più rivolto la parola.
Per la cronaca: il principe partì proprio quando stava per accadere qualcosa. Lo rividi due anni dopo, per mezz’ora, poi più niente. Ci scrivemmo per qualche anno.
A volte mi chiedo che cosa potrebbe succedere se, un bel giorno, prendessi il primo aereo e mi recassi a casa sua…
by
Maria

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venerdì, luglio 19, 2002

STORIE DA MARE: DUE GIORNI CHE STRAVOLSERO ANNI DELLA MIA VITA


Storie da mare e di città visto che la mia è una città di mare. Estate 1995. Chi ha detto che il colpo di fulmine non esiste? Chi non l'ha mai provato! Poi magari ti sposi con il compagno d'asilo, quello che avevi al fianco il giorno in cui hai messo i denti e di cui non ti ricordi neanche il nome, ma almeno una volta tutti restiamo illuminati da uno sconosciuto. Beh, la mia folgorazione risale a quella storica estate che le amiche ricordano come l'inIzio del loro calvario... ore e ore ad ascoltare i miei ricordi del cuore. Patetico in effetti!
Conosco un tale, scambio due parole e non me lo dimentico più. Scopro da amici comuni che sta per laurearsi in ingegneria. Subito dopo partirà per l'estero. Ho una settimana per: attaccare, conoscerlo e se possibile fare in modo che si ricordi con un certo interesse di me! L'impresa è ardua. Spreco tre giorni a rincorrerlo nei corridoi dell'università. Non lo vedo, e se lo vedo lui non vede me. Al quarto giorno ci incontriamo alla stessa grigliata sulla spiaggia. Che caso! E dire che avevo sgiunzagliato solo tutti i miei 007 per scoprire dove sarebbe andato quella sera! Quando scocco l'ora x, dico le solite due frasi di circostanza, lui sorride e se ne torna inesorabilmente nel gruppo.
Quinto giorno. Sagra della ciliegia, evento mondano e un po' boccaccesco tipico della Trieste che pulsa. Ormai non spero più di farcela. Mi consolo con la frutta, afferro una ciliegia e, siccome è la prima della stagione, esprimo il mio desiderio. "Logisticamente non so come possa accadere, ma speriamo che in due giorni capiti tutto quello che ancora non è successo!" Non l'ho neanche messa in bocca che mi sento tirare per un braccio: "Ciao, sono Pietro. Ti ricordi di me?"
Diciamo che mi ricordavo. I due giorni che rimanevano, quelli prima della partenza, hanno stravolto tanti anni della mia esistenza, nel bene e nel male. E' accaduto quello che speravo ed anche molto, molto di più. Così ho pensato che la vita a volte stupisce oltre ogni possibile immaginazione!

(La storia con Pietro è finita male... Ho detto che per l'emozione la ciliegia non l'avevo mangiata!)
by
Anton

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giovedì, luglio 18, 2002

STORIE DA MARE: "UN'ALTRA VOLTA IN BARCA? NO"


C'e' chi farebbe carte false per poter fare una vacanza gratuita su una bellissima barca a vela da 14 metri.... IO...no!!! Lo dico a ragion veduta e soprattutto perche' ho già dato, come si dice a Roma... Due anni fa ho passato 15 giorni su una bellissima barca a vela, in compagnia di persone mai conosciute, ma estremamente educate ed affabili... L'unico neo il Capitano/skipper, nonchè proprietario, della barca: un pazzo scatenato ....
Ti dico solo che quando il mare era grosso tutte le barche rientravano...e solo noi uscivamo...in mare aperto poi......neanche "sottocosta"...
Un giorno gli ho chiesto dove fossero i giubbotti di salvataggio ( visto l'andazzo ! ) e lui mi rispose così : " ma lo sai che non me ne ricordo? "

Una altra volta abbiamo lanciato il salvagente ad uno di noi, caduto in mare, e... la ciambella non aveva la corda attaccata... Beh...se non altro, non affogò...Sono arrivata agli ultimi giorni sperando che ogni giornata fosse senza vento...il che e' il colmo per chi "ama" la barca a vela...
Fortunatamente non ho avuto mai, pur essendo la prima volta che andassi in barca, nessun problema di stomaco... Come ho risolto i miei problemi con il capitano? In cambusa...seduta o sdraiata, aspettando che le sue "avventure marittime" avessero termine... Tra virate, cazzate alla randa, nodi da marinaio e capitani coraggiosi ( per non dire incoscenti ! )... la vacanza terminò...ed io fui salva! Quest'anno il capitano mi rivuole con se: dice che gli piaceva troppo come scrivevo il diario di bordo... Credo che dovra' fare a meno di me... a meno che non cambi il capitano...!!! Il che...ahime', dubito fortemente possa accadere...!
Credo che sia un'esperienza che rifarei...sì, ma in altre condizioni! Solo un commento: anche dalla cambusa, la barca a vela e' bellissima e una vacanza in barca a vela la auguro a tutti... è un'esperienza che va fatta...

by Maggie


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mercoledì, luglio 17, 2002

STORIE DA MARE: UN GUERRIERO IN GONNELLA

Lo cantava anche Luca Carboni: mare, mare, mare, ma che voglia di arrivare... Sogni la tua prima vacanza al mare da accoppiata e rischi di ritrovarti scoppiata dopo un solo giorno di spiaggia. Dura realtà quella della gelosia sul bagnasciuga soprattutto se scopri questo sentimento per la prima volta. Certo che al mare gli amori sbocciano in poche ore e muoiono altrettanto velocemente, ma il gioco degli sguardi e il cucco da spiaggia sono una realtà quotidiana irrinunciabile. Senza volerlo. Così dopo solo 24 ore di beata e ingenua tranquillità sotto l'ombrellone scoprii che tra le onde del mare e i granelli di sabbia si nasconde anche quella brutta bestia che è la gelosia. Non ho guardato al di là della mia sdraio e di quella del mio compagno, ma non è bastato per insinuare il dubbio in lui che potessi aver ammirato per un'intera giornata il bagnino appollaiato sulla seggiola da regista a pochi metri da me. Inutile spiegare ad un uomo testardamente geloso che i tuoi occhi non sono mai andati oltre il suo corpo e altrettanto inutile fargli capire che, se anche fosse, quel bagnino non ti piaceva..
Lui continuerà a credere che tu ti sei presa gioco del tuo amore per conquistare l'attenzione di un bagnino. Non importa se invece per te quel ragazzotto che vigila sui bagnanti non è proprio un granché. La discussione comincia per gioco, ma finisce con parole grosse. E quando sfinita non sai più come spiegare che tu gli sarai sempre fedele, decidi che non c'è altro da fare che abbandonare fidanzato e bagnino...
Nella camera d'albergo trasformata in un campo di battaglia, semini costumi e vestiti, scarpe e asciugami, tirando tutto quello che ti passa tra le mani nella direzione del tuo compagno nell'inutile tentativo di farlo rinsavire. Alla fine il guerriero in gonnella si arrende. E comincia la fase della raccolta di beni e preziosi. Il silenzio cala dentro la stanza, riordini la tua roba, la riponi in valigia e ti prepari ad andartene da quel mare che dopo tutto è stato solo causa di un terremoto irrefrenabile. Armata di bagagli, ti avvii verso l'uscita dall'albergo lasciando il tuo innamorato in preda a sensi di colpa e alla gelosia inarrestabile che lo divora.
Mare, mare, mare... ma chi ha detto che al mare gli amori nascono e non muoiono?
by Elena

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martedì, luglio 16, 2002

STORIE DA MARE: QUANDO CONOBBI AL MARE ANDREA PAZIENZA


Agosto '81 San Menaio ( Peschici-Gargano), campeggio Calenella. Eravamo un gruppone di circa 15 ragazzi/e partiti da Prao (io son di Prao e vò essé rispettao..) tra i 17 e 20 anni (e poco +), 1 dei quali il mio amico Borabora xso x i fumetti di Pazienza (allora ancora non troppo conosciuto), quando, durante un tranquillo pomeriggio di noia, l'altoparlante del campeggio chiamò al telefono "andreapazienza"!!! Scattarono immediatamente le ricerche e quando fu individuato ci presentammo alla tenda dove, con altri tipi strani, stava fumando (cannoni poderosi) e scazzando...
Borabora cominciò una specie di intervista, ma lui non voleva saperne di dire quello che il mio amico voleva sentirsi dire e quindi la situazione si "appollottolò" su stessa.Allora Hilde aprì la sua cetra e tirò fuori i diamanti...così raccontai io le vicissitudini che avevo passato (1 viaggio a Sansevero con 2 strafatti da paura, approccio col pusher-contrattazione-fregatura-lite con gli strafatti e ritorno scazzati come scimmie!! tutto x un briciolo di "fumo") pochi giorni! prima...Il silenzio si fa totale, nessuno mi caca un pò, allora capiamo che "si è fatta l'ora" e ce ne andiamo....
A casa, al ritorno dall'estate, Borabora mi porerà poi "l'ultimo numero" di un fumetto (non ricordo + quale) con una storia di Paz. Si chiama "Un'estate". Comincia dal campeggio Calanella, va fino a Sansevero e ritorno - è x filo e x segno la mia storia!!!! Soddisfazione!! Goduria!!! ...
E il sesso vi chiederete????? quante volte l'avete raccontato senza averlo fatto??? beh 1 volta tanto fatelo senza sentirvelo raccontare!!!!

by Mirza (e il suo sito)

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lunedì, luglio 15, 2002

STORIE DA MARE: A FERRAGOSTO LE STELLE SON CADUTE DAVVERO

Metti una vacanza al mare. Metti una vacanza al mare in compagnia a 18 anni. E metti che nella compagnia c'è pure un tipo che ti piace parecchio, ma con cui non hai mai osato farti avanti e che di te potrebbe proprio infischiarsene. Metti il mare, il sole, la spiaggia, le notti senza fine in discoteca tra musica a palla e cocktail che ti fanno perdere la ragione al secondo sorso. Metti che sia notte, non una qualsiasi, ma la regina delle notti d'estate. A Ferragosto non si può non andare in spiaggia a vedere una marea... di stelle che potrebbero cadere. E così mettiamo che sia andata anche quella notte d'agosto. Una quindicina di amici, nessuna coppia, ma molto affiatamento e sguardi ammiccanti tra fanciulle e giovanotti. Il mare è calmo, il cielo limpido e pulito, la spiaggia profuma di salsedine e iodio. Gli ombrelloni sono chiusi, le sdraio sono state riposte, ma quella notte non è fatta per il silenzio e la tranquillità del mare... nell'aria c'è l'amore. Camminiamo tutti! insieme lungo la battigia, poi scegliamo un gruppetto di sdraio e ombrelloni dove andare a sdraiarci per guardare meglio il cielo.
Quando lui sceglie proprio la sdraio vicino alla tua. E' bellissimo. Sembra uscito dal più bel film visto fino a quel momento e il rumore delle onde è solo la colonna sonora. Una bellezza non comune. Gli occhi luccicano più delle stelle che brillano in cielo, sprigionano gioia e felicità, il sorriso conquista a prima vista, per non parlare del suo fisico da modello, petto scultoreo e muscoli appena accennati. Mi sdraio sul lettino e guardando le stelle rivedo la sua immagine sulla spiaggia e il brivido che ho provato quando i nostri sguardi si sono incrociati. Un sorriso tra noi... più di mille parole. Lo spettacolo comincia, lui sta vicino a me e le stelle... cadono. Esprimo un solo desiderio. E prima della fine di quella notte d'agosto sulla spiaggia si avvera. Quella fu l'unica volta che San Lorenzo volle esaudirmi... ma valse per mille desideri inascoltati.
by B.K.

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domenica, luglio 14, 2002

STORIE DA MARE: METTI TRE VITELLONI BERGAMASCHI A RIMINI


Estate 1988. Tre bergamaschi e il sogno di migliaia di coetanei orobici e bresciani: Rimini. La riviera del divertimento. Io, Gigi e Luca a ritmo di bomboloni, beach volley e ore piccole avevamo colonizzato un intero bagno, quello di tale Gilberto (vecchio lupo di mare romagnolo riciclatosi nell’offrire ospitalità a turisti come noi). Le ragazze non mancavano, anche se – al solito – io con loro parlavo, Gigi e Luca con loro andavano dritti i fatti. E che fatti, a sentire i puntualissimi resoconti erotomani del giorno dopo. Fin quando non arrivò tale Anna, di professione parrucchiera dalle parti di Trieste o Treviso. Di lei ricordo oggi solo il bikini leopardato. Io 17 anni, lei dieci o undici in più. Una conquista simile avrebbe zittito Gigi, Luca e compagnia bella per almeno dodici mesi filati. Uscivamo in tre e lei non aveva occhi per me. Io non avevo occhi per lei, ma i compagni di brigata mi avvisavano del suo interesse. Con Anna io avrei dovuto fare i fatti, Gigi e Luca parlare. Io avevo la testa altrove eppure una sera presi il coraggio a due mani e le chiesi di uscire. Soli. Appuntamento ad un bar sulla passeggiata. Quattro chiacchiere, altre due parole poi un’occhiata accondiscendente. Era giunta l’ora dell’infrattamento in spiaggia.

Tutt'altro: ognuno prese la sua strada e non ci siamo visti mai più.


PS =Tredici anni dopo io e Luca siamo ottimi amici ed entrambi sposati, di Gigi abbiam perso le tracce (comunque è sposato e ha due figlie). E gli sfottò per quella sera non sono ancora finiti del tutto.

Il Barista




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NUOVA SETTIMANA... NUOVO ARGOMENTO

Spiagge, immense ed assolate, Spiagge già vissute, amate poi perdute, In questa azzurrità, fra le conchiglie e il sale, Quanta la gente che, ci ha già lasciato il cuore. Spiagge, Di corpi abbandonati, Di attimi rubati, Mentre la pelle brucia, Un'altra vela va fino a che non scompare, Quanti segreti che, appartengono al mare.

ALZI LA MANO CHI NON HA MAI AVUTO UNA STORIA SENTIMENTALE IN VACANZA: UNA COTTA, UNA SBANDATA, UNA STORIA SOLO DI SESSO.... RACCONTALA AL BARSAURO!


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sabato, luglio 13, 2002

ITALIA-GERMANIA "82, QUANDO A SCIACCA IL REAL SUD SFIDO' LO STELLA, FINENDO A...

Il mio 11 luglio si è verificato un po' prima di quello che tutti ricordano, diciamo nel marzo-aprile di quel 1982. Facevo la quinta elementare, ed avevamo fatto una discreta squadretta di classe, pomposamente chiamata Real Sud. Durante l'anno infinite partite con l'altra quinta della scuola, e devo dire che ci andava spesso bene. Giocavamo nel parcheggio davanti all'istituto, che nel pomeriggio si svuotava di macchine e diventava il nostro Maracanà. Oddio, il fondo era l'infame asfalto, i pali delle porte fatti con dei mattoncini, se cadevi lo squarcio alle ginocchia era assicurato, ma chi se ne importava? A noi piaceva, e del resto, allora di spazi dove andare a giocare ce n'erano pochi, di campetti in erba sintetica manco l'ombra, in erba vera neanche a parlarne. Dicevo che eravamo in piena primavera, e, prima che la squadra si sciogliesse, era giunto il momento della grande sfida col Grattacielo Stella, il Brasile del paese, il vero mito per tutti quelli che allora avevano dieci anni. Il Grattacielo era l'espressione di un rione che gravitava attorno a un brutto palazzone, il Grattacielo Stella appunto, che allora era l'edificio più alto della città. Avevano un campetto tutto loro, i bambini dello Stella, ossia una piazzetta con delle mattonelle rettangolari bianche, lucide e scivolosissime. Una delle due porte era sagomata nel muro, per l'altra ci si arrangiava con le solite mattonelle. Arrivò il grande giorno. Il Grattacielo schierava tutte e tre le sue stelle, "Cussu" Galenci, Giacomino Alba e Vito Petrigno. Il primo era il cervello della squadra, piede fino e ampia visione di gioco, per quanto ampia potesse essere in un campetto più piccolo di uno per il calcio a 5. Fece carriera, giocò anche in C2. Il secondo correva come un matto, segnava a valanga e faceva segnare. Nella metà negli anni 90 era diventato il perno dello Sciacca, in Interregionale. Il terzo era il mastino della difesa, faccia cattiva e pronto sempre a mettere la gamba. Non ho mai capito se Petrigno fosse il suo cognome o un soprannome. Di lui ho perso le tracce. Il nostro campione era Ignazio Sabella, detto "pagghiazzu", nomignolo che stava sia per pagliaccio sia per strofinaccio. Sbruffone, fantasioso e irritante come solo uno che sa di essere forte può essere, Ignazio faceva e strafaceva, e quando girava bene erano magie. Arrivò a giocare nelle giovanili della Lazio, adesso dovrebbe fare l'avvocato. In porta c'era Mauro, che stava tra i pali perché con i piedi era improponibile. Al centro della difesa c'era Bernardo, qua e là spaziavano Salvatore e Giuseppe e poi io, che avevo una bruttissima maglietta beige con un 5 sulle spalle, che nella numerazione ad 11 di allora significava stopper. In realtà giocavo dove c'era la palla, senso tattico sotto lo zero. La partita comincia, e ci gira tutto bene, troppo bene. Ignazio è in giornata di grazia, Petrigno lo ferma, quando lo ferma, solo buttandolo giù. E il pallone non passa, Mauro è da antidoping, e in difesa giochiamo alla perfezione. Insomma dopo una mezzoretta siamo avanti, e tra i ragazzi del Grattacielo cresce il nervosismo, cominciano a addossarsi le responsabilità tra loro, mentre a noi tutto va per il meglio. Poi scatta la scintilla. Sarà stato un fallo, un gol contestato o chissà che cosa, chi se lo ricorda, ma qualcuno dello Stella punta uno dei mattoncini che facevano da palo e cominciano a volare i sassi. Neanche il tempo di finirla in rissa, scatta la fuga sotto una pioggia di pietre. Avevamo vinto, avevamo battuto il Mito, correvamo e urlando sfottevamo quelli dello Stella. Alcuni di noi raccolsero qualche pietra per terra, singolari trofei di un pomeriggio da non dimenticare.
Sì, qualche mese ci fu Italia-Germania, Rossi, Tardelli, Altobelli, Pertini, Bearzot, Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del
mondo, la Coppa alzata in cielo. Troppo bello per essere vero, troppo irreale per sentirlo vicino. Io, la mia finale, l'avevo già giocata.
by Rosso Granata



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ITALIA-GERMANIA "82 FESTEGGIARE? IL CALCIO E' UNA COSA SERIA


Di quella afosa serata sarda mi ricordo mio padre discutere animatamente con mio zio della scelta un po' troppo difensivista di Bearzot di rimpiazzare l'infortunato Antognoni mettendo Bergomi a uomo su Rumenigge e avanzando Lele Oriali a ridosso delle punte (più o meno...). Ricordo di non avere sofferto lo stress che di solito mi porta via anni di vita davanti a una tv illuminata di verde. Ricordo quando mi sono appeso alle tende dopo il gol di Tardelli e il perdono quasi immediato (questo sì era veramente eccezionale, altro che mondiale!) di mia madre. Ricordo la delusione per il divieto di andare a festeggiare per le strade con i caroselli di scalmanati che impazzavano in tutta la città. "Il calcio è una cosa seria" disse categorico
mio padre, infilandomi di prepotenza nel tunnel dal quale non sono ancora uscito....

by Moretti



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venerdì, luglio 12, 2002

ITALIA-GERMANIA "82 CON LE CANZONI DI JAMES TAYLOR


Io mi ricordo quei giorni (citazione voluta di una bella canzone): mare in Versilia, la leggerezza delle vacanze di uno studente, i libri da leggere (forse Verga o Pirandello), una Vespa azzurra. Mi ricordo il clima e mi ricordo che allora il calcio mi interessava poco o nulla, ma mi sono emozionato nelle partite con l'Argentina o il Brasile. Mi ricordo anche di un'amica che era stata via un anno intero in America e che in quei giorni mi cantava le canzoni di James Taylor.

by Maramaz



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mercoledì, luglio 10, 2002

ITALIA-GERMANIA "82: LUCI SPENTE E TELEVISORE ACCESO SUL MONDO


Mio padre, che oggi ha i capelli bianchi e si gode la pensione, me lo ricordo attivo e nel pieno delle forze. Giocava con me, mi seguiva negli allenamenti e nelle partite, poi quando finiva l'inverno andavamo a sfogare la passione per il calcio sulle spiagge della Calabria. Partenza da Napoli, tanti chilometri in auto sotto il sole rovente con mamma e la sorellina. Poi appena arrivati a Sangineto, giù armi e bagagli e l'immancabile pallone da inseguire in libertà per un mese intero. Eravamo in vacanza anche quell'estate del 1982: solito posto, soliti amici, solite partite nei pomeriggi afosi, rinunicando al mare. Avevo 10 anni, sognavo i dribbling e le finte di Maradona, m'illudevo di imitarli. Era il mese del Mundial: Il Brasile mi sembrava imbattibile, con Zico, Eder, Oscar e tutti quei campioni. Eppure ci pensarono le trattenute di Gentile e i guizzi di Rossi a spegnere quelle infatuazioni esterofile. Italia in finale contro la Germania. La grande notte. Ci riunimmo tutti nel salone e nel giardino di casa di un amico; luci spente e televisore acceso sul mondo; tante persone che nemmeno riuscivo a contarle, parenti, semplici conoscenti, famiglie intere, un mezzo viallaggio vacanze ammassato intorno al rinfresco, con gli occhi puntati sugli azzurri. Trepidazione, timore, scaramanzie. Fino al tuffo in rete di Pablito, che scatenò un urlo incontenibile. Poi il raddoppio di Tardelli, il terzo gol di Altobelli, l'inutile rete della bandiera di Breitner. Al fischio finale, tutti a saltare come e più di prima, tutti a saltare nel parco del villaggio, tra la piscina, il campo da tennis e le mille stradine degli alloggi. Con le lattine di Coca-Cola riempite di pietre per fare casino. Sapendo che non avremmo dormito, che quella notte di stelle non l'avremmo più dimenticata, che quel piccolo posto in quel momento era come milioni di altri posti.

by LP



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ITALIA-GERMANIA "82: CRONACA DI UN SUCCESSO NON ANNUNCIATO


L'Italia è campione del mondo, campione del mondo, campione del mondo. Con questo grido strozzato dall'emozione Nando Martellini 19 anni fa annunciava agli italiani dagli schermi della Rai la conquista del terzo titolo mondiale della nazionale italiana. Era l'11 luglio 1982 e la formazione allenata da Bearzot coronava con la vittoria per 3-1 sulla Germania la sua entusiasmante cavalcata.
Un trionfo inatteso, visto lo scetticismo con cui era iniziata l'avventura degli azzurri ai mondiali spagnoli. Dopo un giorne di qualificazione incolore, in cui aveva faticosamente guadagnato l'accesso ai quarti grazie a tre pareggi con Perù, Camerun e Polonia, l'Italia esplose nel girone di ferro con Brasile e Argentina. Nessuno avrebbe scommesso qualcosa sulla squadra che andava ad affrontare i detentori del titolo e la favoritissima Seleçao verdeoro, invece accadde l'imprevedibile.
L'eroe nazionale di quelle calde giornate divenne Paolo Rossi, il centravanti della Juve appena uscito dallo scandalo scommesse, l'uomo che Bearzot aveva voluto a tutti i costi attirandosi le critiche di stampa e tifosi per averlo preferito a Pruzzo, e che si trasformò dal fantasma della fase di qualificazione a uomo del destino. Tre gol al Brasile (3-2), due alla Polonia (2-0) in semifinale, questo il magico 'score' di Pablito prima dell'atto finale che andò in scena al Santiago Bernabeu di Madrid.
Di fronte la nazionale tedesca di Rumenigge e Littbarski, che a sua volta era uscita inaspettatamente vincitrice dal confronto con la Francia di Platini e Giresse. L'ultima notte davvero magica per i colori azzurri l'aprì il sesto sigillo mondiale di Rossi, dopo che Cabrini aveva sciaguratamente calciato a lato il rigore concesso dall'abitro Coelho per un fallo su Conti. Cancellata la grande paura, toccò a Tardelli ed Altobelli dare le giuste proporzioni alla superiorità non solo tecnica ma anche tattica della squadra di Bearzot, forte di una difesa insuperabile orchestrata da un campione come Gaetano Scirea e da un micidiale contropiede manovrato azionato da Bruno Conti. Anche la rete dell'onore tedesco siglata da Breitner non rovinò l'album fotografico di quella notte. Il presidente Pertini che balza in piedi accanto a re Juan Carlos, l'urlo di Tardelli, la commozione di Gentile e Cabrini, le mani di Zoff che alzano la coppa, il grido di Martellini. L'Italia era campione del Mondo.

by Cp




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ITALIA-GERMANIA "82: DA ALLORA UN SOLO LAMPO, IL 28 MAGGIO 1988


Luglio 1982, due anni dopo lo scudetto. Ho nove anni da poco compiuti, sono l'ultimo rampollo di una famiglia medio-borghese, trascorro le agognate vacanze al mare. Pensione 'Da Lauro', via Versilia, Forte dei Marmi. L'11 luglio, al terzo gol di Spillo, dopo salti di gioia, urla e imprecazioni varie (già allora dovevo trovare il modo di stemperare la tensione agonistica) vengo assalito dalla certezza, dall'assoluta convinzione di avere di fronte un futuro a dir poco radioso. Mai come in quel momento ho riposto tutta la mia fiducia nelle cosiddette "magnifiche sorti e progressive". Calcisticamente parlando, ovviamente!


Luglio 2002, tanti anni dopo lo scudetto. Sono passati venti anni, sono all'incirca alto come allora, vado ancora al mare. Forte dei Marmi, ovviamente. Cosa è cambiato? Tanto, tantissimo. Perchè? Presto detto:
1 - Di radioso non è venuto nulla, eccezion fatta per un lampo improvviso che ha squarciato il mio cielo alle 17.58 del 28 maggio 1988
2 - Di magnifico non si è visto alcunchè, eccezion fatta per un colpo di genio che ha scosso e inebriato una mia serata parigina nel maggio 1998
3 - In compenso, di progressivo, c'è stato, questo sì, l'aumento esponenziale delle inculate prese.


Calcisticamente parlando, ovviamente!

by Willy Coyote

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ITALIA-GERMANIA "82: IO CHIUSA NELL'ASCENSORE, SALVATA DA UN ANGELO


Estate 1982, nove anni ancora da compiere, in vacanza sull'Argentario con mamma, papà e una bella compagnia di amici. Scatta l'ora X e d'improvviso le spiagge si svuotano, piazze e strade diventano deserte, gli hotel e i bar si riempiono. Tutti incollati davanti al televisore per vedere la partitissima. In palio c'è una coppa del mondo. Comincia la partita: tra urla e schiamazzi ad ogni azione avvincente, nessuno osa togliere le chiappe dal divano, dalla sedia o da qualsiasi posto che si è procurato davanti allo schermo. Il calcio è bello però... che noia. Penso: "Meglio approfittarne per andare in camera a prendere il portafoglio dimenticato poco prima". Infatti, nella corsa frenetica giù dalle scale per raggiungere il salottino della tv, mi dimentico i soldi sul letto. Troppo tardi. C'è la partita. Però dopo mezz'ora di occhi fissi sul tappeto verde, mi viene in mente che forse è meglio tornare a prendere il portafoglio, racimolare due spiccioli e comprare un gelato. Mentre tutti, proprio tutti, compresi mamma, papà e amici non si muovono dallo schermo. Salgo le scale - l'ascensore mi ha sempre fatto paura - arrivo al quarto piano, prendo il borsellino e mi dirigo in corridoio. Ed ecco la bellissima idea. Altro che scale. Ora prendo l'ascensore. Entro, schiaccio il pulsante e aspetto. Qualche secondo e non succede nulla. Strano. Schiaccio di nuovo e ancora nulla. Oddio sono rimasta chiusa nell'ascensore. Lo stomaco si contorce, le gambe tremano e penso al peggio. Calma. Bisogna stare calmi. "Ora schiaccio il pulsante dell'allarme e qualcuno verrà a prendermi" penso. Lo faccio. Ma proprio in quel momento l'Italia decide di segnare un bel gol. L'allarme dell'ascensore suona. E come se suona. Ma nello stesso tempo suonano pure trombe, trombette, clacson dei tifosi. Nelle strade rimbombano le urla: una bolgia
infernale. Mai odiato tanto un gol come in quel momento. Trascorro interminabili minuti chiusa lì dentro a disperarmi mentre tutti là fuori gioiscono e nessuno si accorge della mia assenza. Solo una volta tranquillizzati gli animi, a qualcuno viene il dubbio che l'allarme dell'ascensore suoni perché qualcuno è rimasto chiuso dentro. Ed ecco che un cameriere, il mio cameriere, l'angelo che mi ha salvato, con un gesto eroico mi libera da quella prigione infernale. Bè dopo tutto è stato proprio una gran bella partita. Mondiale!
by Biba

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ITALIA-GERMANIA "82: STRISCIAVO PER TERRA SENZA SENTIR DOLORE


Padova. Le ginocchia sbucciate. Cori e baldoria. Un ospedale. Gli ultimi tre mesi di scuola mancati. Facevo la terza elementare. Ma che bel ricordo! La mia Juve: 6/10 della nazionale. L'Italia sul tetto del mondo! Rossi, Tardelli e Altobelli. Noi come nessuno. Camioncini pieni. Musica. Amici e urla. Tutti accomunati per strada. Che bello!
Ma che bello sarebbe stato se avessi avuto 6 anni in più! Sì me ne sarebbero bastati 15. Forse meglio 16-17. E che goduria sarebbe stata. Come quella assaporata, in parte, a Italia '90. Giorni in cui tutti eravamo amici di tutti...... uomini e donne comprese. Ragazze concupite, che mai avevano capito un'acca di calcio, ora danzavano innanzi a te, come in preda a un'euforia calcistica da accanite tifose ed esperte dei migliori "tocchi" e dei più grandi "virtuosismi" calcistici...... pronte a essere avvolte nel turbine della
"perdizione". Tifose ed esperte. Ma perché? Ovvio: l'euforia coinvolgente dell'evento mediatico nazional-popolare. E soprattutto - direi - nel loro caso, la voglia di fare baldoria e mischiarsi alla ricerca della contestuale e contingente anima gemella - o, magari, alla ricerca di più anime gemelle. Che dire.... era bello. Peccato che non si sia concretizzato fino in fondo, come fu per quelli del magico 1982. Peccato anche per noi.Gioia e allegria.... come a Copacabana qualche giorno fa. Quasi, anzi.


Padova. Ero lì. Ricordo che mi tuffai di ginocchia per terra, strisciando su tutto il pavimento. Quando mi rialzai sanguinavo ed ero sbucciato. Ma le ginocchia non le sentivo proprio. Pensavo al Pablito nazionale. Ero piccolo.


Ero in ospedale... in convalescenza da un piccolo intervento chirurgico. Mi spiaceva non aver chiuso l'anno scolastico con i miei compagni. Fui comunque promosso. Ma non era la stessa cosa. Poi arrivò Pablito. E i Mundial. Non li assaporai forse del tutto. Concordo col "barista".... sarebbe stato più bello averli vissuti a 15 anni. Calcisticamente li avrei apprezzati di più. Avrei anche socializzato di più E MEGLIO!!!!! In sostanza, ogni cosa va sempre vissuta al suo tempo. Per apprezzarla meglio. Ma il nostro tempo - quello dei "+ o -" trentenni - è andato, e l'ultima chance si è miseramente persa dietro le nuove star miliardarie col codazzo di ragazzine (velate e/o letterate che si voglia) al seguito.... camera da letto compresa - sebbene in ritiro. Nel pieno rispetto della professionalità e di circa 25 milioni di "stolti e creduloni" piantati lì davanti alle tv - me compreso - a sperare in un giorno in più..... Ancora uno... E loro a sperare in un giorno in meno..... "Ancora uno, che palle!!!" Proprio così, è bastato vederli, ascoltarli, leggere i "mea culpa" e gli sfoghi, come quello di Toldo.

Ma noi lì, ad accoglierli all'aeroporto. I campioni sconfitti dalla sorte e dalle ingiustizie. Ma anche dagli gnomi, come qulacuno ha giustamente osservato. Con tutti quei campioni ne avremmo dovuti fare 5 di goal... e anche con 2 annullati avremmo vinto per 3 a 0.
Ricodiamoci Italia-Brasile. Loro avevano fame, avevano gli "eyes of the tiger". Si sacrificavano. E c'era anche Vecchiet con loro. Loro correvano - pur se pagati - ci esaltavano e si esaltavano. Sì mangiavano anche pane e legalissima ovomaltina, come scritto nelle cronache sportive postume. Ma correvano. E vincevano col Brasile, anche contro gli arbitri (ricordiamoci il 4-2 di Antognoni annullato): il Brasile, dico, NON la Corea. Poi la Polonia, quel fantastico goal in ginocchio. E l'apoteosi contro i teutonici.



Ma quelli erano altri tempi e altri eroi! Oggi la storia è diversa.
by William


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martedì, luglio 09, 2002

ITALIA-GERMANIA: LA CLASSICA GIORNATA DA MERIDIONALI


Dunque 11 luglio 1982. La mia giornata? Avevo la bellezza di 8 anni

Ore 8.00 Dormivo

Ore 9.00 Dormivo

Ore 9.05 Mi son alzato per andare in bagno

Ore 9.15 Son tornato a letto

Ore 10.00 Cartoni animati, all'epoca non c'erano tutti quei movimenti del cazzo contro la violenza in tv. E tra un missile centrale di Mazinga e qualche calcio in culo di Gig Robot arrivava l'ora di pranzo.

Ore 13.00 Non penserete mica che mi ricordi che cavolo ho mangiato?

Ore 16.00 Noi meridionali siamo così, rimaniamo a tavola molto a lungo ma appena alzati... movimento! Verso il bagno naturalmente

Ore 17.00 Bim Bum Bam. Mitico Uan coi suoi cremini

Ore 18.00 Parco e giro in bici, partitina di pallone, rutto libero... insomma, preparazione alla partita

Ore 20.00 Cena frugale: 12 portate + caffé e ammazzacaffé

Ore 23.00 "Cazzo è sto casino di fuori?", strombazzamenti vari, comincia a circolare una voce incontrollata secondo la quale l'Italia ha vinto i Mondiali.

Ore 23.05 Otteniamo conferma dalla Tv

Ore 23.06 Iniziano i festeggiamenti

Ore 01.05 mini partitina a ping pong con mia cugina + grande


Morale: a 8 anni avevo fatto le stesse esperienze sessuali di Gillo Reporter di 5 anni più grande


by Renato Soru

ITALIA GERMANIA '82: TOCCA A TE: CLICCA QUA E SCRIVI I TUOI RICORDI

ITALIA-GERMANIA A BERGAMO TRA CASSOELA, STINCO E MAURIZIO MOSCA


Dunque, durante Italia-Germania 3-1 avevo 12 anni e mi trovavo a Bergamo a trovare un'amica. Avevamo deciso, io e la mia amichetta, di fare uno spuntino leggero durante la partita e quindi essa predispose il mio piatto preferito: la cassoela. Ero alla quinta piattata quando un petardo lanciato da un sbarbatello locale alto con gli occhiali e vagamente stempiato mi annunciò che Pablito Rossi l'aveva messa nel sacco. La mia amica, dopo aver scaraventato un tegame arroventato sulla testa del malcapitato, che ostentava una maglietta a strisce zebrate, mi servi la seconda portata: stinco arrosto con cavolo e patate. Rosicato l'osso, gettai incautamente ciò che ne restava sul capoccione vagamente stempiato dello sbarbatello che si mise a sbraitare, ma non so se di gioia o d'altro, dato che in quel momento il buon Tardelli si era pippato tutta la riga di fondocampo e correva come un ossesso per il campo. Arrivai non so come alla fine dallo spuntino, esausto e felice, proprio al momento del fischio finale mentre lo sbarbatello vagamente caravaggiesco (per via dei toni cupi del proprio accento) continuava a sbraitare (Maurizio Mosca l'aveva detto, aveva ragione lui, il vero vincitore di questi mondiali si chiama Maurizio Mosca!!!, gridava l'ossesso).

La mia amica, sfinita dal fracasso, gli rivolse un amorevole invito: MAVALAVURABARBUN!!!!

Anni dopo, seppi che non le aveva dato retta: faceva il giornalista. per il resto, continuava ad adorare Maurizio Mosca e vestiva casacche va strisce zebrate contro ogni buonsenso. Aveva però sposato una graziosa signorina che cucinava benissimo e ogni tanto gli rovesciava le pentole in testa (ma questo me lo hanno raccontato, perché non mi ha mai invitato a cena)
PS= il barista si riserva un crodino annacquato e due-patatine-due avariate per questo informatissimo cybernauta vagamente viola e vagamente retrocesso.
Il Barista

VIOLETTE A PARTE, SCRIVIMI IL TUO ITALIA-GERMANIA 1982

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ITALIA-GERMANIA '82: IO GIOCAI E VINSI ITALIA-BRASILE


Fu una partita memorabile. In palio c'erano una coppa luccicante, l'onore della vittoria, la stima dei compagni di squadra e, last but non least, l'orgoglio personale. 90 minuti da mozzare il fiato, a correre su e giù nel campo, cercando di buttare la palla dentro a ogni costo. Tra i nostri ci fu anche un'espulsione. ci stava cadendo il mondo addosso: e adesso? Ma bastò un guizzo verso la porta... nessuno poteva fermarmi, così piccola con il codino di cavallo che si agitava al vento. La fortuna m'aiutò: un tocco degno di Paolo Rossi, un'esultanza pari a quella di Cabrini. Fu gol e poi vittoria. io c'ero. Avevo solo 8 anni, ma avevo giocato Italia-Brasile su un prato durante le vacanze in montagna, indossando i colori carioca. Il Brasile, quella volta, si prese la sua bella rivincita.

by LC

Ah, mi accorgo adesso che la finale era contro la Germania, in realtà... be', fa niente... noi avevamo giocato Italia-Brasile...

ITALIA-GERMANIA '82 -IL BAR E' SEMPRE APERTO

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lunedì, luglio 08, 2002

ITALIA-GERMANIA? NO, BRASILE-GERMANIA 2002 URLANDO KAHN KAHN

Propongo un forum alternativo e un filino più di cronaca: cosa facevete durante l'ultima finale mondiale.

Dunque: premetto che tifavo spudoratamente Germania un po' perché sono un po' teutonica e un po' perché mi sono follemente innamorata del "bestiale" portiere Oliver Kahn. Comunque, i primi minuti di pubblicità pre-match li ho visti in bianco e nero su una tv del traghetto Moby che da Genova andava a Bastia. Subito dopo il calcio d'inizio, i pulitori del bar Mascalzone Latino hanno ben pensato che se i turisti non si toglievano dalle scatole non sarebbero riusciti a spazzare prima di salpare di nuovo per Genova, e allora hanno oscurato i video. Siamo sbarcati, tra ghi scarichi di centinaia di auto, più o meno alla fine del primo tempo. Appena fuori con la nostra Twingo dal ventre della balena Moby ci siamo messi in viaggio per il Deserto des Agriates, con la radiocronaca a palla. Al primo goal brasiliano ho capito che aria tirava: altro che racconto imparziale: i francesi esultavano a vedere la Germania ferita nell'onore. A questo punto i miei ricordi si fanno vaghi... sono stata io a spegnere la radio, o le montagne a
mettersi fra me e la sconfitta?

Sigh

by Paola

IL BAR E' APERTO A TUTTO, ANCHE A BRASILE-GERMANIA '02

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LA MIA ITALIA-GERMANIA? TRA LA POLVERE DI UN CAMPEGGIO

Mondiali 1982: 7 anni, 1 metro e 20 circa. Cosa volete che si veda da quell'altezza, immerso in un mare di campeggiatori incalliti che rantolano parole indicibili e sudano come delle fontane? Praticamente niente... Ricordo solo tanta polvere, sedute improvvisate e una TV appollaiata su un trespolo alto. Ricordo delle immagini sbiadite e disturbate da un segnale captato da un'antenna di fortuna. Ricordo grida di gioia e pianti a fine partita... Troppo poco? Provate voi a sdraiarvi praticamente per terra in un campeggio ai prossimi Mondiali...e poi ditemi.

by Neo


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ITALIA-GERMANIA A LUCI ROSSE... FINITE IN BIANCO

Dunque, la mia Italia-Germania si svolse così: ero il più piccolo (13 anni) di una compagnia di ragazzotti al mare ed eravamo tutti in un giardino
con tv da super prolunga. Ragazzi e ragazze. Al rigore di Cabrini sbagliato Monica, la tettona del gruppo, anni 14 (quasi 15) mi guarda e mi fa:
"uffa che palle e adesso perdiamo: non la voglio più vedere la partita!". Io, che del tutto casualmente le sono seduto di fianco in posizione defilata rispetto al branco le dico: "Che altro vuoi fare stasera, tutta Italia guarda la partita!". E lei come in un film porno mi dice ammiccante: "Beh, qualche idea ce l'avrei....." E io con gli ormoni che mi schizzano fuori dalle orbite: "Okkei, tanto a me il calcio neppure piace!". E ecco che allora lei mi prende la mano e dondolando si dirige verso il fondo del giardino, girato l'angolo della casa al riparo dallo sguardo indiscreto di tutti gli altri che comunque erano presi dalla partita e si dirige verso......IL TAVOLO DA PING PONG, PORCA PUTTANA!!!!!

Così non solo non ho visto la partita ma me ne sono rimasto a giocare a ping pong senza neanche aver limonato!! :-(((

by Gillo Reporter


Ps: il lieto fine però c'è: Monica la tettona ha raccontato l'episodio alla sua amica Elena (una seconda leggermente abbondate ma un culo e due
gambe da favola) la quale colpita dalla mia gentilezza quindici giorni dopo era diventata la mia ragazza nonché la protagonista delle mie prime
esperienze di hard petting che sono durate quell'estate fino alla fine d'agosto e poi rigorosamente per le 4 estati successive (è stata anche la prima volta della mia vita).

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sabato, luglio 06, 2002

11.7.1982 - ECCO LA MIA ITALIA-GERMANIA

Era il giorno del mio undicesimo compleanno e il mio primo Mondiale. Di Argentina '78 ho solo qualche ricordo vago. Quello era il Mondiale, la partita delle partite di un ragazzino cresciuto a pallone e gol. Ricordo che tutto il mio paese si fermava quando la Rai dava le partite degli azzurri: una sensazione strana non sentir passare nemmeno un'auto dalla provinciale lontano quattro-cinque metri dal salotto, il Luogo prestabilito per i match. Camerun, Polonia e Perù vissute in rigoroso silenzio, io e mio papà. Italia-Argentina fu la rivelazione, Italia-Brasile l'alba di "Italia facci sognare", la Polonia-bis un esercizio di stile. Poi la Germania, chiaramente inferiore ma superstiziosamente da temere. Noi sulle ali dell'entusiasmo, loro con i piedi saldissimi per terra. Ricordo il fischio d'inizio e quella tensione che ti fa stringere lo stomaco, la stessa che avrei provato per l'Heysel, per tutte le finali della Juventus e per qualche partita dell'Atalanta. Passano i minuti. La partita è nostra. Non segnamo ma ci siamo. Rigore. Cabrini, il più amato d'Italia ciabatta. Rieccolo il destino: non ce la facciamo. La partita è sempre nostra. Cross dalla destra ancora per Cabrini e Rossi, Pablito c'arriva e batte Toni Schumacher. Possiamo farcela. Ce la faremo. I tedeschi si squagliano, sprofondano. La partita è nostra. La chiude Tardelli che tira fuori un urlo che mi fa venir la pelle d'oca ancora oggi. Poi Scirea in campo, poi Altobelli, poi Bruno Conti e le mani immense di Dino Zoff. Campioni del mondo. Campioni del mondo Campioni del mondo. L'arbitro Coehlo, brasiliano, alza il pallone al cielo. E' finita. C'è Pertini con Bearzot. Siamo i più forti. Urlo. Corro in piazza con gli amici. Troppo piccoli per godere fino in fondo di quella vittoria. Grandi a sufficienza per dire ancora oggi IO C'ERO, con un pizzico di fierezza. La mia festa finì presto. La mattina dopo alle 7 di corsa in bici al paese vicino per comprare una copia della Gazzetta a 450 lire. Quella copia ce l'ho ancora da qualche parte.

"Mi capiterà ancora" pensavo. Povero illuso. In vent'anni d'azzurro ho avuto solo amarezze. E giovedì nel giorno del 31esimo compleanno ricorderò sempre con un pizzico di nostalgia quella domenica 11 luglio 1982.
by Il Barista

RACCONTAMI LA TUA ITALIA-GERMANIA 3-1
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LA STAMPA AL BARSAURO

Anna Masera su "La Stampa" del 2 luglio e sulla versione online del quotidiano torinese scrive:
"Sauro Legramandi ci scrive: «Amo la Rete, ho letto da qualche parte che si poteva creare un diario virtuale senza spendere un soldo e c'ho provato». E' nato così il «blog» (web log) «barsauro blogspot» e l'argomento del giorno sembra interessare gli utenti. Il tema è: si vive senza sito oggi? www.barsauro.blogspot.com


GRAZIE


FIERO D'ESSERE ITALIOTA E METTO I CALCIATORI ALLA GOGNA

Siamo tutti italioti! Certo. Italiota vorrebbe essere forse un dimunitivo? Un "dispregiativo"? Non credo. Forse una provocazione.. più che altro. Anch'io mi sento colpito nell'orgoglio della mia italianità. Italiano vuol dire italiota. Non c'è dubbio!!! Ma non nell'accezione negativa che traspare dalle acuminate frasi del tema. Chi, di coloro che parteciperanno a tale forum, così argutamente presentato, è senza peccato scagli la prima pietra.... e noi gli rovesceremo addosso una montagna!
Non siamo forse il Paese dei cento comuni.... di rimembranze toscane e fiorentine? Il Paese delle cento e cento città. Famoso - e ridicolizzato - in tutto il mondo per il suo scarso e mancato spirito di orgoglio nazionale (nazionale solo eh... non privi di orgoglio e basta!), non siamo forse quel popolo che ha persino pensato per alcuni anni di cambiare il proprio inno nazionale.... fino all'avvento dell'opera di marketing pubblicitario portato avanti dal capo dello Stato? Coloro che se ne fregano se una cabina telefonica è stata sventrata? O se un cittadino o un immigrato si presta a fare i propri bisogni sulle mura della stazione centrale di Milano? Siamo proprio noi: quelli che il senso civico... non ce l'hanno! Eh allora... che vogliamo di più. Non ci importa dello Stato, della Patria, della Nazione. Siamo provinciali... è sempre stato così. Figli di provincia, di un provincialismo che si sublima nel chiacchiericcio "gossipparo". E allora non lamentiamoci se ci piace "quisquigliare", sapere, curiosare.Semmai non è questo il tema su cui riflettere. Piuttosto proporrei qualcosa d'altro. E per questo voglio fare brevi e semplici premesse. Quanto sono pagati questi calciatori... e perché così tanto? Ma soprattutto chi li paga? Siete davvero sicuri che a pagarli alla fine non siamo noi stessi? Un piccolissimo esempio per tutti - senza addentrarmi in vari sgravi fiscali e scatole cinesi finanziarie ... vedi ifif/ifil/fiat/incentivi/cassa integrazione/10 miliardi di lire a Del Piero (e mi fa male dirlo - da delpieriano quale sono); oppure pirelli/telecom/canone/ronaldo/14mld a recoba ecc. Ma riprendo il filo del discorso e torno all'esempio: guardate il Coni
e i finanziamenti a cascata alle varie federazioni e leghe ecc. e i provvedimenti governativi in itinere..ecc.
Insomma li paghiamo anche e soprattutto noi... alla lontana. E questi soldi dove vanno a finire.... a Viva Lain ..... insomma i
nostri soldi vanno a putt...e. Noi paghiamo, loro giocano, vanno in vacanza e trom..no e noi non possiamo neanche metterli alla gogna?. No, facciamolo pure... MA NON DA CASTI E PURI come vorremmo far credere.
E' proprio vero ... tutto il mondo gira intorno a .. E soprattutto cosa è che tira più di un carro di buoi?

by William

CHI PAGA IL GIOCATTOLO DEGLI ITALIOTI? DI' LA TUA

venerdì, luglio 05, 2002

LA BIMBA, SCRICCIOLO BIONDO DA FAR PAURA...

fissa ipnotizzata la catenina che mi pende al collo. Poi la tocca, sorride. Io le chiedo come si chiama. Ana, dice con una vocina impercettibile. Mi fa strano che mi capisca al volo, lei rumena, ma più che altro angioletto sceso dal cielo e perduto in mezzo a tanta desolazione. Siamo nel cortile di un palazzo pericolante di Milano, intorno soltanto gente che non vuole andare via - nonostante sulle loro teste penda uno sfratto esecutivo - che si rifiuta di lasciare quegli scantinati bui, le stanze senza elettricità, i muri scrostati, le scale pericolanti. Io salgo senza vedere, gli occhi puntati sulla mia digitale, barcollo un po' sui tacchi che non sono il massimo per arrampicarmi fino al primo piano, mentre seguo Daniel, che mi fa da guida e che sembra così tanto più vecchio dei 25 anni che dichiara. Dice cose terribili, dice che ucciderà i bambini (anche l'angelo biondo) se lo obbligheranno a tornare al campo nomadi. Ti prego, almeno lei risparmiala, vorrei dirgli. Se no me la
porto via. Quando torno giù, le allungo un pacchetto di biscotti che pesco a caso dalla borsa. Lei lo prende, felice. Lo apre, corre dentro una stanza a farlo vedere alla madre. Immagino la scena alle mie spalle, dove c'è solo
oscurità. "Sì, sgranocchia pure", le avrà detto la mamma. E lei non se lo fa ripetere. Quando me ne vado, del pacchetto sono rimaste le briciole. Le faccio una carezza sui capelli, le dico ciao. Magari torno, e te ne porto un altro.
by L.C.


VIVA L'ITALIA: CHE NE PENSI? SCRIVI QUI

giovedì, luglio 04, 2002

IL SESSO ESTIVO DEGLI ITALIOTI

Strano mondo quello in cui viviamo. Il governo italiano perde pezzi giorno dopo giorno. La Borsa annaspa tra scandali e spifferi di presunti tali. In giro per il pianeta ci si ammazza in nome di un dio o di un angolo di terra. Bush si arroga il diritto di chiedere l'immunità per i suoi mercenari impegnati in operazioni più o meno lecite. Ebbene, di cosa parlano gli italiani stasera con gli amici, venerdì al lavoro e sabato sotto l'ombrellone? Ma dell'eros center di Torino, ennesimo bordello di bassa lega assurto alle prime pagine dei giornali da quando si è scoperto il rango e il conto in banca dei suoi clienti. Gente che fa soldi tirando calci ad un palla di cuoio e altri personaggi che dal pallone han guadagnato abbastanza. Il prurito sessuale di mignottari vari solletica noi italiani. Sapere se il centrocampista del Torino è più arrapato del collega della Juve, conoscere istante per istante prestazioni e debacle dell'intimità dell'onorevole ci soddisfa e magari colma un vuoto nella nostra voglia di sesso. La storia è iniziata una settimana e si andrà avanti per giorni. In attesa del giallo dell'estate 2002 (vedi il delitto dell'Olgiata, quello di Simonetta Cesaroni, quello di Laura Bigoni e il suo Jimmy...) gli italioti si gustano il Decameron dell' ev-Viva Lain.

SEI ITALIOTA ANCHE TU? AMMETTILO E SCRIVI QUA
Re: SI VIVE SENZA SITO?- UNA VITA SENZA SITO

Sì, si vive senza sito, così come si vive senza telefonino, senza pc, senza auto...
Resta da chiedersi che vita è...

by Luna Dakota

LA RISPOSTA NON C'E': SI VIVE SENZA SITO? SCRIVI IL TUO PARERE


Re: SI VIVE SENZA SITO? - UNA VITA SENZA SITO
Si vive senza sito... Mah, non saprei... Questa mattina dal treno, durante il mio eterno pendolare ho avuto un'illuminazione. Su un muro qualche
facinoroso pensatore con uno spry ha scritto: "Perchè vivi per morire?" Forse la vera domanda è questa... e allora mentre tutto è destinato a
scomparire, mi piace pensare che qualcosa possa rimanere comunque, ovunque e a discapito del tempo... lasciando un segno nell'infinito spazio della Rete...

By Neo

LA RISPOSTA NON C'E': SI VIVE SENZA SITO? SCRIVI IL TUO PARERE

martedì, luglio 02, 2002

Re: SI VIVE SENZA SITO? - UNA VITA SENZA SITO

Voi ... voi che noi amiamo
voi non ci vedete
non ci sentite ...
Ci credete molto lontani
eppure siamo così vicini.
Siamo messaggeri
che portano la vicinanza a chi è lontano.
Siamo messaggeri
che portano la luce a chi è nell'oscurità.
Siamo messaggeri
che portano la parola a coloro che chiedono.
Non siamo luce.
Non siamo messaggio.
Siamo i messaggeri.
Noi non siamo niente.
Voi siete il nostro tutto (Wim Wenders)

Questo sito diventerà il "nostro" tutto?

by Luna Dakota


LA RISPOSTA NON C'E': SI VIVE SENZA SITO? SCRIVI IL TUO PARERE


lunedì, luglio 01, 2002

IL MURO DI GOMMA DA BIAGI A SCAJOLA

Possibile che cinquant'anni di scandali e relativi insabbiamenti non siano serviti a niente? L'Italietta non si smentisce mai e anche il vergognoso assassinio di un economista finisce in politica. Marco Biagi aveva paura di fare la fine di Ruffilli e D'Antona e nessuno ha mosso un dito. Nessuno lo ha fatto quando era ancora in tempo e nessuno vuole farlo adesso, quando anche la memoria di un essere umano viene infangata. Per Scajola Biagi era "un rompicoglioni". Qualcuno mi spieghi per quale assurdo motivo un ministro della Repubblica italiana (proprio colui che è responsabile della nostra sicurezza) debba lasciarsi scappare una confidenza simile. Quell'attribuzione di pessimo gusto cosa aggiunge alla figura di Biagi o cosa ne toglie? Assolutamente niente. Perchè confidarsi quindi? Per un eccesso di sicurezza in un momento di leggerezza? E tutte quelle e-mail sepolte nella memoria di un pc per mesi che fioccano su Repubblica, sui giornali e sul Tg5 in meno di quattro giorni? Possibile che in quattro mesi nessun perito informatico sia riuscito a decodificare tutto quanto contenuto nei pc di Biagi? Oppure qualcuno ha pensato bene di non divulgare quel disperato timore di un uomo che si sentiva già abbandonato dallo Stato per il quale lavorava? Tanto per cambiare, non si conosce ancora il nome e il cognome del funzionario che ha tolto la scorta al professore di Bologna. Un politico? Un questurino? Un burocrate? Da dovunque cominci a ragionarci sbatti contro un muro di gomma. Il solito muro. E mentre noi andiamo a sbattere Biagi è morto e i suoi killer chissà cosa stanno pensando.

Se non è Italietta questa...

Re: SI VIVE SENZA SITO? - UNA VITA SENZA SITO

Senza sito non esisti. Naturale che anche il buon barista di questo sito abbia avvertito la necessità di palesarsi in rete. E a proposito, già che ci sono vi segnalo anche il mio sito: www.oltrelanotizia.it.
Ciao a tutti

by Marco

CLICCA E SCRIVI IL TUO PARERE

domenica, giugno 30, 2002

Re: SI VIVE SENZA SITO? - UNA VITA SENZA SITO

Meglio un sito senza vita che una vita senza sito.

by Matrix

IL DUBBIO AUMENTA: SI VIVE SENZA SITO? SCRIVI QUA IL TUO PARERE

sabato, giugno 29, 2002

Re: SI VIVE SENZA SITO? - NO, NON SI VIVE, SI SOPRAVVIVE


Lo spamming funziona. Un amico mi ha girato l'indirizzo di questo sito e ho letto cose abbastanza interessanti. Senza spamming, senza la posta elettronica e senza l'amico non avrei mai visto questa nicchia di Rete. Ecco perchè senza sito non si vive nella società della comunicazione. Intendiamoci: milioni di persone se la spassano senza sapere accendere un pc e per loro la vita finirà senza averlo imparato. Ma chi ha sentito almeno una volta quel magico rumore del modem 56k in fase di connessione ha provato un brivido di soddisfazione e meraviglia quando ha visto la prima home page della vita. La mia è stata per un po' excite.it poi ne ho cambiate molte. Poi, in modo naturale, ho voluto dire la mia. Quindi ho sentito il bisogno di dire la mia e mi sono ritagliato una nicchia come questa, così nicchia che non la troverete mai. Faccio entrare solo chi dico io. Eppure sono d'accordo con il novello Renato Soru (che sia mr Tiscali in persona?): 15 minuti di celebrità servono solo a Warhol. Tutto il resto è Internet.
Io la penso così

by Luke

L'INTERROGATIVO AVANZA: SI VIVE SENZA SITO? CLICCA QUA E SCRIVI



Re: SI VIVE SENZA SITO? - PERCHE' AVERE UN SITO?

Cosa rappresenta? E' forse un modo per sentirsi giovani.... e, magari per i più piccoli - che lo fanno - per sentirsi più grandi. Insomma per stare al passo coi tempi? Quando una persona esiste? Quando ha un sito? E perché? Forse perché gli altri lo sanno, lo vedono. Ma chi non ha un pc (e relativo collegamento a Internet) - e in Italia sono in molti, anzi i più, non lo sa.Non vedrà mai quel sito. E non saprà mai dell'esistenza di chi vi scrive, di chi "vi partecipa". Per essi l'autore, i partecipanti, gli scrittori, i web-surfers dello stesso NON ESISTONO. E allora esistere vuol dire avere un sito? Forse no. Ma se il ragionamento fosse esatto.... allora ad esistere sarebbero veramente in pochi. Magari solo Bush o il Papa - tra i più conosciuti nel mondo - eppure qualcuno potrebbe non conoscerli. E allora. NON ESISTONO neanche loro.

Chi davvero ESISTE? Nessuno

Tutti però abbiamo una piccola fetta di esistenza... composta da chi ci conosce: per loro esisitiamo (nel bene e/o nel male)...MA NULLA DI PIU?

ESISTIAMO, allora? IN PARTE, in piccolissima parte.


by Pier


IL DIBATTITO CONTINUA: SI VIVE SENZA SITO?

venerdì, giugno 28, 2002

IL PROTAGONISMO

Warhol disse: in futuro avremo tutti 15 minuti di celebrità. Bè, l'affermazione non basta più: 9000 secondi non sono sufficienti. Vogliamo molto di più. E quindi all'assalto anche di Internet. Non hai un tuo sito? Allora mi fai schifo. Io ce l'ho. E invito tutti a visitarlo, a scrivere, a diffondere il verbo. Gridati ai quattro venti virtuali CHE IO ESISTO. In forma di uno e zero, ma esisto. Non mi è mai piaciuto Warhol.

by Renato Soru

E TU SEI SENZA SITO? URLALO o VERGOGNATI

LA DISCUSSIONE: Oggi si vive senza sito? SCRIVI

giovedì, giugno 27, 2002

M'AMA O NON M'AMA?

Questo è il problema. Se tu fossi Mastella lasceresti la Margherita? Lo faresti per soldi? Se tu avessi fatto una colletta per mangiare una pizza con gli amici - facendo comunella con loro - e poi scoprissi che la cena si è svolta senza di te..... cosa penseresti.... come li giudicheresti.... e come ti comporteresti?
E se poi alla fine ti dicessero che l'invito ti era stato fatto via sms - che puntualmente non hai ricevuto?
Sono queste le domande che ci si potrebbe porre innanzi allo scontro sull'eventuale mancato versamento del finanziamento pubblico
dall'alleanzatra i centristi dell'Ulivo alle casse dell'Udeur. "Rutelli ci frega i soldi, noi non ci stiamo", ha detto Mastella. E la risposta è stata: "Affermazioni false, ecco i bonifici". In sostanza "l'Udeur lascia la Margherita"

E tu avresti abbandonato per sempre la tua compagnia?

by Pier

CHE NE DICI?


NON SO RESISTERE A MANUELA

Ha quel fare sprezzante di chi ti sfida ad
ogni parola e se ne sta costantemente sospesa tra l'aggressività del
toro e la destrezza del torero. Mi piacciono le battaglie d'amore:
catturano la mia attenzione e le mie cure, eccitano la mia fantasia e
mi rubano i pensieri. Non hanno vincitori reali e non lasciano che
vittime. Ma alimentano la mia attrazione per le macerie e soddisfano la
mia vanità. Tanto basti perciò per giocarsele senza remore. Manuela è
Lolita: piccola, fisicamente sottile, con un sorriso ingenuo e
sensuale. Mi piace guardarla, sfiorarla appena, cercare la sua bocca,
percorrere il suo corpo con la lingua. Anche l'amore con lei è una
battaglia. Si concede e si ritrae come il suo mare, ha le tempeste del
suo mare a ben vedere, i suoi movimenti convulsi e, infine, la sua
pace. Il mio amore è diverso, il mio amore ha memoria e passaggi lenti.
Il mio amore è mani e morsi. Lolita è preda e cibo, io commensale. Il nostro sesso è un lento commiato dalla vita. Il nostro sesso lascia segni sulla pelle ma salva il cuore. Non ha manette d'amore, ma ricordi e pensieri sfuggenti. E non ha notti o giorni o minuti. Sopravvive semmai
nell'incertezza e svanisce ad un millimetro dalla realtà. Lolita è un'onda che arriva in treno. La vita ti riporta sempre le cose come se
l'è portate via... Ma questa è un'altra storia: ha una musica nuziale e il passo lento della sposa. Questa è un'altra storia...

by Macbeth


Tutto qua?

LA CONOSCI?

Lasciami le chiavi dove sai
fammi trovare una sedia e del buon vino
chiunque tu sia ti resterò vicino
carta e penna perchèquesto nuovo messaggio è per te.Nascono così le melodiedalle lacrime tue e quelle miee non sono soltanto bugie. Bugie!Anche stanotte ci racconteremouna volta di piùmentre parmli canzone sei tu.Nascono così le melodiementre tu mi scorri nelle veneche sia gioia o sia disperazione...Dal tuo mondo ti ruberò e un successo di te, farò..
La conosci?

martedì, giugno 25, 2002

CASTELLI O CASTRO?

Giuro l'ho visto. Non sono riusciti a tagliarlo in tempo. Su una televisione locale ho visto il ministro della Giustizia Castelli salutare il popolo dei leghisti. Dove sta la notizia? Dopo aver sventolato a lungo un fazzoletto verde a macchie bianche, il Guardasigilli ha alzato il pugno della mano destra salutando i legaioli come il migliore dei comunisti. I tempi cambiano, è proprio vero.

Che ne dici?

lunedì, giugno 24, 2002

DISTRUGGERE MAOMETTO ALL'INFERNO?

La Basilica di San Petronio a Bologna sarebbe nel mirino di Al Qaeda per un affresco di Maometto all'inferno. Apriti cielo: sono convinto che prima di domenica 23 giugno una persona su cinquemila era a conoscenza dell'esistenza di quell'opera. Adesso si è alzato il polverone. Per un importante docente del'universita' di Al Azhar è giusto distruggerlo. L'eventuale autore dell'attentato o "tutti coloro che tentano di demolire quell'immagine saranno benedetti da Dio, perchè tentano di modificare un cattivo atteggiamento nocivo e respinto dall'Islam, qualunque sia la loro tendenza, che siano di Al Qaeda o altri gruppi", ha detto il dottor Abdel Aziz El Mataani, docente dell'universita' islamica culla del sapere dei teologi musulmani sunniti.

Avanti di questo passo dove arriveremo?
E LA VITA CONTINUA

Ci hanno buttato fuori dal Mondiale meno di una settimana fa. Alzi la mano chi si ricorda quanti giocatori azzurri non hanno giocato un solo minuto in Giappone e Corea.
PS= più che alzar la mano, inviate una e-mail.

sabato, giugno 22, 2002

SPAGNA, MAL COMUNE...

Sindrome coreana anche per le furie rosse. Arbitro egiziano e guardialinee ugandese hanno aiutato casualmente la Corea ad arrivare in semifinale. E tutti ora dicono che l'Italia aveva ragione a lamentarsi. La favola è però finita: la Germania non tollererà soprusi così evidenti e la Corea si acconteterà di giocare la semifinale davanti alla proprio nazione. Scommettiamo?

venerdì, giugno 21, 2002

LA COLPA? DI TUTTI E QUINDI DI NESSUNO

Italia vecchio Paese di cerchiobottisti. La Nazionale viene eliminata dal Mondiale e il ct si preoccupa di far sapere che non ha intenzione di dimettersi. Il presidente della Federazione definisce "irresponsabile" una sua eventuale fuoriuscita. Il ragionamento non fa una grinza: tutti hanno rubato, rubare non è reato.
Strano che nessuno abbia ancora addossato la colpa della nostra vergognosa trasferta koreana ai komunisti

mercoledì, giugno 19, 2002

KOREA FATAL KOREA

A volte ritornano. Nel 1966 ci pensò un dentista a far piangere un intero Paese. Stavolta è toccato a un bambolotto americano e ad un allenatore votato al primo-non-prenderle. Il risultato comunque non è assolutamente cambiato. E, nonostante Carraro, tra un mese nessun ricorderà più nemmeno il nome dell'arbitro di Italia-...chi?

Mi scrivi che ne pensi?

lunedì, giugno 17, 2002

COLPIRNE UNO PER SPAVENTARNE TANTI

Bush gongola. Fbi e Cia hanno collaborato e i primi segni del nuovo corso dell'intelligency si sono visti. L'8 maggio la sicurezza ha intercettato al Chicago Josè Padilla, ispanico-americano convertitosi all'Islam e alla causa di Osama Bin Laden. Progettava un attentato con la dirty bomb, la bomba sporca. Padilla è in prigione ma il suo obiettivo è stato centrato in pieno: la gente vive sempre di più col terrore di una nuova bomba.