domenica, ottobre 27, 2002

FATTI NON FOSTE A VIVERE DA MARCELLO PERA


E' inquietante il ruolo che sta assumendo il presidente del Senato che quel vecchio pezzo di carta chiamato Costituzione vorrebbe essere la seconda carica più importante nel nostro ordinamento giuridico. Nel giro di una settimana, Pera è passato dalle mutande (le sue) alla musica (quella dei pianisti al Senato) senza scomporsi più di tanto. Prima ha ammesso candidamente che la seconda carica dello Stato ama mangiare in mutande poi ha difeso i colleghi pianisti chiedendo di non delegittimare il Senato. Delle due una: è più delegittimato quel ramo del Parlamento il cui Presidente fa outing in tv o quello dove su una leggina (pare fosse solo la Cirami) senatori votano sfacciatamente per colleghi assenti?

Non riesco a capacitarmi di come si possa definire regolare una votazione dove anche gli assenti risultano aver espresso il proprio parere. Temo sia l'ennesimo campanello d'allarme di un'Italia a gambe all'aria dove tutto funziona al contrario: non esiste più il giudice naturale, non esiste più una sanzione pesante per chi tarocca i bilanci di un'azienda, non esiste rispetto per chi manifesta pacificamente in una piazza, non esiste tolleranza per chi la pensa diversamente, non esiste indignazione per chi sostiente che con la mafia bisogna convivere, non esiste sgomento per la prima finanziaria che invece di togliere soldi ne dispensa a iosa...
In tale direzione sguazza la richiesta dei nuovi power rangers (alias Schifani, Nania, Moro e D'Onofrio) di sottoporre "la gravità delle accuse di Bordon" ad un giurì d'onore.


Morale: nel loro piccolo anche i pianisti s'incazzano.

Il barista


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sabato, ottobre 26, 2002

FIRENZE PRIMA DEL GLOBAL FORUM


Ho avuto la fortuna di visitare Firenze prima del passaggio degli unni, alias le teste calde dei no global e le zucche ancor più bollenti delle forze dell'ordine. Sono rimasto allibito da Palazzo Vecchio nella sua imponenza, quasi un monolite messo lì a memoria futura della forza in una piazza che vanta poche pari. Lo stesso dicasi per la Sala dei Cinquecento, per Santa Maria Novella e per il Duomo. Ho visitato - con dovuta prenotazione - gli Uffizi: sono d'accordo che si tratti di uno dei musei più importanti ma non lo ritengo all'altezza del Metropolitan o del Louvre. Troppa gente accalcata, troppa ressa in alcuni tratti del percorso. Comunque - per quanto possa io parlare d'arte - ci sono alcune cose notevoli. Suggestivi anche gli scenari dei Boboli, di piazza Santo Spirito, di Ponte Vecchio...
Gran bella città insomma, tutta freneticamente in mano a turisti stranieri, capaci di stare per ore col naso all'insù per guardare palazzi, campanili, torri e quant'altro nel loro Paese vedono solo su cartolina. E il cibo? Da mille e una notte alla Cantinetta dei Verrazzano, ottimo alla Baraonda e al Borgo Antico. Da dimenticare invece i prezzi al Perseo, Rivoire, Giubbe Rosse e Gilli.
Ho sentito la gente parlare degli unni. "Non ci saranno scontri qua, non c'è Bush o Putin" dicevano. Ancora: "Non può succedere un'altra Genova". La mia sensazione è che non sarà proprio così. Spero di sbagliarmi ma un così rinomato patrimonio artistico potrebbe essere uno stimolo ben più accattivante per le scorribande di black bloc vari.


Il barista


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INTER-JUVE: MORATTI E MOGGI

Lasciamo stare... Ma perché tutti dicono che Moggi è antisportivo? E Moratti, che dopo Lazio-Inter 4-2 dichiara "speriamo che la Lazio abbia vinto per sé e non per conto di qualcun altro" è ancora un signore? Sarà per l'accento regionale, meno "elegante" del milanese?.

Andrea

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venerdì, ottobre 25, 2002

INTER-JUVE: FORZA TOLDO

Efforzatoldoooooo / è il momento di crederci. Sei troppo gobbo per chiedere un commento su questo. Comunque ero allo stadio, accanto ai tipi dell'ufficio stampa juventus e ho goduto come un maiale.

Citofonare Florentia

La risposta sta tutta nel nick

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INTER-JUVE: ECCO LA SPIEGAZIONE

Da interista provo a spiegartele:
-Ronaldo e Cannavaro furono due evidenti errori;
-Perugia invece fu una partita che si giocò regolarmente quando smise di piovere: che dovevano fare darvela vinta a tavolino?
-Quanto a sabato sera, al circolino ho perso la voce dopo il gol, non ce la faccio a risponderti...

Credo che la cosa + onesta l'abbia detta Mughini (ONORE alla sua classe) a Controcampo...

Con tutto il rancore che un interista può ancora avere verso un bianconero... (e la sincera stima x il bellissimo blog che tieni..)

Mirza

Non credo che la gara di Perugia si sia giocata in condizioni minime per la regolarità. Credo che il fallo su Buffon sia altrettanto evidente di quelli di Ronaldo e Cannavaro.Grazie per i complimenti

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lunedì, ottobre 21, 2002

INTER-JUVE: DUE TORTI DUE MISURE

Da juventino non mi spiego una cosa. Quando gli errori arbitrali favoriscono la Juve è la fine del mondo: dopo il rigore non concesso a Ronaldo per lo scontro con Juliano, dopo il gol annullato a Cannavaro in Juve-Parma si aprirono inchieste, ci furono interpellanze parlamentari, si gridò a corruzione e scandali. Diversamente andarono le cose per la gara di pallanuoto Perugia-Juventus e per la Cirami del calcio (il permesso, a campionato iniziato, di far giocare tutti gli stranieri a disposizione) dell'anno seguente. Per non dire di Juventus-Como di due settimane fa e della meta in stile rugby realizzata in touche da Materazzi-Toldo-Vieri sabato sera.
Quando gli errori sono pro-bianconeri, la frase scontata è "Soliti ladri". Quando gli errori sono contro i bianconeri si alza un "Cose che capitano nel calcio".
Da Mani Pulite a De Amicis.

Il barista

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venerdì, ottobre 18, 2002

INDIGNAZIONE GALLES-ITALIA: ANTI/JUVENTINO?

Il barista sottoscrive una considerazione anti-juventina? Ma si è ubriacato? Bella vita dietro al bancone. Torna il gobbo che sei sempre stato. Con affetto. Juve sempre ladra.

Rosso Granata


Il barista sceglie la non violenza, vista la classifica di chi scrive certe cose. Anche per il fatto che la discussione verte su un argomento diverso.

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
INDIGNAZIONE GALLES-ITALIA: IL FONDO SI SCAVA

Non ho visto la partita, ma lo sai che ti dico? Spero che l'Italia non entri agli europei. spero che tocchi il
fondo e poi non le resterà che risalire... anche se il fondo si può
sempre scavare... E tu che dici?

Sottoscrivo


Margherita e il suo blog

Temo che il fondo non sia ancora arrivato

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giovedì, ottobre 17, 2002

GALLES-ITALIA: L'INDIGNAZIONE AUMENTA

Bellini, firmati, a la page (come cazzo si scriverà..), quotati in borsa, intervistati, calendarizzati e pure un po' puttanieri.
Alla fine 'sti giocatori non sono altro che brand!! Hai ragione, Coffo!
E noi ci teniamo ancora più stretto il ricordo di Gigi Meroni...

Sottoscrivo


*strelnik e il suo blog

L'indignazione non fa altro che crescere. Speriamo nel passaparola





GALLES-ITALIA: DISCORSI DA BAR

Ci scrive l'amico Coffo da Bolzano e volentieri riferisco: "Sono reduce dall'ennesima incazzatura dovuta a quei 4 debosciati dei calciatori italiani ...apro la Gazza e cosa leggo ? La Juventus ha organizzato un volo privato per far rientrare a Torino rapidamente i calciatori che hanno giocato in Nazionale...per permettere loro di riposare di più...
Veramente sono senza pudore...

Lasciamo perdere il fatto morale che la Juve è comunque di casa Fiat...e che anche gli operai verranno "fatti riposare" a casa loro...
Dico solo che se ci fossero dirigenti con i controcoglioni & seri dopo una meschina figura come quella di ieri avrei fatto rientrare i calciatori in bicicletta...gomme sgonfie e lucchetto chiuso...
Io propongo una commissione dirigenziale che veda Luciano Gaucci alla presidenza...Massimino & Zamparini consiglieri...
Altro che voli privati... voli di gruppo: ma dalla finestra...

Coffo

Sarà demagogico, ma come non sottoscrivere questo sfogo?

Giulio Pianese, ovvero Zu

Il barista sottoscrive

E TU? SCRIVILO AL BARSAURO

martedì, ottobre 15, 2002

LA PRIMA VOLTA DI TERZANI IN AMERICA

Tiziano Terzani, il gionalista autore di "Lettere contro la guerra" è partito per gli Stati Uniti dove esporrà per la prima volta le sue tesi sull'11 settembre e su come ha risposto Bush. "Conto di stare negli Stati Uniti una decina di giorni - scrive - che utilizzerò per cercare di capire un po' quel che ci succede e per presentare, la' dove ne avro' l'occasione, il mio punto di vista sulla attuale situazione ed il succo delle "Lettere contro la guerra" che nessun editore americano ha finora voluto pubblicare. Come sai la sola edizione in inglese e' quella uscita a Delhi da "India Research press" (E-mail: bahrisons@vsnl.com). Il titolo delle chiaccherate che cerchero' di tenere specie davanti ad un pubblico che NON la pensa come me e' : "An European view against the war".

Gli appuntamenti sono alla Columbia University, a Berkeley e Yale.

Grazie a Max per la segnalazione

Il barista

CHE SIA UNA SVOLTA? SCRIVILO AL BARSAURO

lunedì, ottobre 14, 2002

FINALMENTE SON TORNATI

Finalmente sono tornati i tempi d'oro nei palazzi della politica italiana. Coalizioni in crisi per un'intervista, liti per una poltrona, accuse a mezzo stampa e robetta di questo genere mancava da qualche anno. Più o meno da quando il ministro della Repubblica Italiana Umberto Bossi non dava del mafioso al suo attuale Presidente, nonchè leader della coalizione. Finalmente ora le lancette dell'orologio sono tornate indietro di 10-12 anni quando quella massa informe ma multicolore del pentapartito si faceva la guerra (dentro il Palazzo, non al bar o in piazza) per uno scranno in più. Credo sia giusto leggere nella bagarre La Russa-Giovanardi-Bossi-Buttiglione-Speroni-Tabacci (un brivido mi fa tremare la mano pensando al curriculum politico dei magnifici sei in questione, ndr) i postumi del voto al ddl Cirami: i peones passano all'incasso dopo aver fatto il proprio dovere al votificio, ops Camera e Senato. Peccato che da spartire ci sia solo una poltrona. In piedi ne resteranno tanti. E sarà un autunno caldo.

Il barista

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sabato, ottobre 12, 2002

FIAT VOLUNTAS ALTRUI


Mi vengono i brividi a pensare quanto accaduto questa settimana alla Fiat. L'azienda italiana più forte, più aiutata dallo Stato e più conosciuta all'estero scopre che i buchi di cassa non si toppano con l'aiuto delle banche e sceglie la soluzione - per lei - più indolore. Licenziare ottomila persone. Tirare una riga sopra a ottomila stipendi che sfamano ogni mese ottomila famiglie e chissà quante bocche. Per non dire le conseguenze dell'indotto. Sono stato fortunato nel crescere senza dipendere dai soldi targati Fiat, in modo da non trovarmi in mezzo alla strada oggi. Sentendo la gente però ho l'impressione che l'argomento non interessi più tanto. Temo che sia una forma di rassegnazione da un lato e di autodifesa dall'altro. Del resto, credo che Fiat sia il primo di altri crac italiani.


Il barista

venerdì, ottobre 11, 2002

NOBEL A CARTER: IL PROSSIMO A BERLUSCONI

E' finito all'ex presidente Usa il Nobel per la Pace 2002. Motivazione: "i decenni di sforzi dedicati a cercare soluzioni pacifiche ai conflitti internazionali, a fare avanzare la democrazia e i diritti umani, e a promuovere lo sviluppo economico e sociale".. Ormai è fatta. Il prossimo riconoscimento finirà in Italia al presidente del Consiglio.

Il barista


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giovedì, ottobre 10, 2002

FIAT ASSUME IN POLONIA

Mentre in Italia si chiude baracca e burattini, il mercato dell'auto in Polonia tira eccome. Al punto che la Fiat potrebbe assumere manodopera da quelle parti. Lo rivela Tgfin
MINORITY: MEGLIO IL LIBRO

Melba sostiene che il film non renda giustizia al libro. Ecco la recensione:

Nell'inevitabile confronto con il film, il racconto appare assai più cupo, pessimista, sia nel futuro prefigurato che nello scioglimento finale. Merita menzione che uno dei meccanismi della storia, che non specifico per ovvi motivi, che nel film si avvita senza trovare una soluzione credibile, nel racconto ha un percorso significativamente diverso, assai più razionale.


il resto è qua

mercoledì, ottobre 09, 2002

CALCIO: NASCE BAMBINO DI SUZANA WERNER, EX DI RONALDO

SAN PAOLO, 9 OTT - Nascita settimina per il primo figlio di Suzana Werner. La ex di Ronaldo ha annunciato a Rio de Janeiro di aver messo alla luce il primo ottobre, con oltre un mese di anticipo, un maschietto di nome Cauet. Tanto la mamma quanto il bambino, che e' figlio del portiere del Flamengo, Julio Cesar, stanno bene.

Con tutto il rispetto per il lieto evento, il nome scelto per il bebè (quello di un ex compagno di squadra di Ronaldo) e il nome del padre (calciatore, omonimo di altri professionisti della pedata) fa quantomeno sorridere.

Il barista


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martedì, ottobre 08, 2002

RIDATECE CESARONE IN TV

Per fortuna avevo già finito la cena. Mi mancava il caffè quando sul piccolo schermo mi è apparso il novello don Chisciotte, la Vittima del Complotto, l'onorevole che non si lascia sfiorare dall'idea di abbandonare lo scranno in Parlamento. Cesare Previti ha una di quelle facce che più si vedono più ti convinci che uno come lui non può rappresentarti. Lo stesso vale per Sgarbi. Ora più che mai sono certo della sua colpevolezza. Nell'inquisizione della Sette, non mi hanno spiegato due cose:

1 - se io non pago le tasse in attesa di una sanatoria, sono o non sono un evasore?

2 - Previti si limita alla sola attività di parlamentare, rinunciando a incarichi ministeriali. Credo che un parlamentare non al governo possa sentirsi offeso.
Comunque, più spazio televisivo ottiene Previti, più gente storcerà il naso.



Il barista



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lunedì, ottobre 07, 2002

MINORITY REPORT

Mi son visto l'ultimo film di Spielberg. Trovo che riesca a tenere lo spettatore inchiodato alla poltrona fino all'ultimo senza la solita bellona di turno che trepida per le gesta di Tom Cruise fino all'happy ending finale. Mi è piaciuto e mi ha fatto riflettere su che fine faranno i nostri eredi nel 2054 quando la realtà virtuale sarà purtroppo reale. Pensate alla squadra PRE-CRIMINE che opererà in Italia. Al posto dei veggenti di Spielberg, potremmo mettere un carabiniere, un poliziotto e un finanziere. M'inquieta pensare che in un futuro una persona possa finire in carcere per un fatto che non ha ancora commesso. Non si tratta nemmeno di un processo alle intenzioni, bensì qualcosa di più atroce ancora. Senza giustizia e senza appello. Atroce. Finiremo così?


Il barista



HAI VISTO IL FILM? TI E' PIACIUTO?

martedì, ottobre 01, 2002

SGARBI, SOGNO O SON DESTO?

Ho visto "Otto e mezzo" su La Sette e non credevo ai miei occhi: Vittorio Sgarbi non ha mai offeso nessuno, ha ammesso che un governo con Miccichè, la Moratti e Gasparri non è coerente, che la sua cacciata dal Ministero è legata alla donna di Urbani, che il patrimonio artistico va salvaguardato...

Mi domando: è già iniziata la clonazione umana?

Il barista


ESEMPLARI DA CLONARE? SCRIVILO
CONCERTI, IL CICLO SI CHIUDE

Carissimi lettori, volevo rendervi edotti del fatto che ho trovato un biglietto per gustarmi comodamente il concerto italiano di Prince. Con questo live si realizza un sogno che cullavo dai tempi di "Purple Rain" e "1999". E con il genio di Minneapolis potrei anche chiudere la "mia carriera" ai concerti dopo gli U2, David Bowie, Madonna, Renato Zero...

Il barista


ALTRI CONCERTI DA NON PERDERE? SCRIVILI

venerdì, settembre 27, 2002

ASPETTANDO TOM CRUISE

Ma quali veline, noi vogliamo i veri divi. Tipo quelli che puoi incontrare a Roma in via del Babuino. Siamo davanti all'Hotel de Russie, due passi
da piazza del Popolo. Se chiedi che succede lo straniero di turno ti snocciola il carnet: "Stanno per uscire Tom Cruise, Mel Gibson e Gwyneth Paltrow". Tanto basta per decidere di appostarsi lì, confondendosi tra cameramen, fotografi e gente a caccia di autografi: i monumenti possono aspettare, anche noi vogliamo vedere le celebrità sbarcate da Hollywood.

Le limousine affollano la strada: gli autisti in divisa vanno e vengono, scambiano cenni di intesa con il portiere. Io tengo d'occhio l'ingresso principale, la mia socia il cancello sul retro, non si sa mai: anche se ci troviamo nella capitale come turiste, mica abbiamo smesso i panni delle
giornaliste-a-caccia-di-gossip. Peccato che il tempo passi e non succeda nulla. Quando tutto sembra che debba compiersi e il divo stia per
varcare sotto scorta la porta, ecco apparire Roberto Benigni sotto braccio alla moglie Nicoletta. Salutano con un mano il pubblico festante, si infilano in macchina e via, lasciando la folla convinta che il prossimo a sbucare dall'albergo sarà per forza Cruise.


Invece niente. Le Mercedes si allontanano, i fotografi spengono i flash. Tutto qui, viene da dire. Incerte chiediamo a un collega: ma che fine
ha fatto Tom??? La sua risposta suona beffarda: se n'è già andato, non l'avete visto, è uscito dall'ingresso laterale...


Ci ha fregato, l'abbiamo aspettato per un'ora ma inutilmente. Torniamo a consolarci con i monumenti. Il giorno dopo leggiamo sul Messaggero che
Cruise, Spielberg e la Paltrow hanno fatto festa fino a tardi proprio lì, aperitivo in piazza del Popolo incluso... Ci rifaremo con la prossima vacanza romana, quando arrampicandoci sulla salita del Pincio senza dubbio ci imbatteremo in Kevin Costner.

lc + Bibop, Roma

giovedì, settembre 26, 2002

CASTELLI FRENA UN GIUDICE A BERGAMO: ANCHE QUESTO E' LEGITTIMO SOSPETTO

Una promozione che non s'ha da fare quella del giudice Adriano Galizzi a capo della Procura di Bergamo. Una promozione in che fa da sfondo a uno scontro sotterraneo tra Consiglio Superiore della Magistratura e ministro di Giustizia, ingegner e onorevole Roberto Castelli. Il Guardasigilli si oppone alla promozione motivandola con "una questione di opportunità" vista la contemporanea presenza al palazzo di giustizia orobico di Paolo Maria Galizzi - fratello di Adriano - in qualità di capo della prima sezione civile. A Bergamo circola un'altra versione dei fatti: il ministro leghista non vorrebbe premiare proprio quel giudice (oggi alla guida dei gip orobici) che nel 1998 condannò Umberto Bossi per istigazione a delinquere quando il senatur, in un comizio elettorale, invitò i leghisti ad "andare a stanare i fascisti casa per casa". Ironia della sorte: a sporgere denuncia contro il leader del Carroccio fu Mirko Tremaglia, allora senatore di An, oggi collega di ministero di Bossi.

Un sospetto sul perchè la promozione non si sblocchi è legittimo


Il barista

martedì, settembre 24, 2002

NOBEL A BERLUSCONI, SI' DA DUE PRETI ORTODOSSI E UN EBREO

Due preti ortodossi e un rappresentante delle comunità ebraiche in Italia hanno scritto al comitato pro-Nobel per la Pace a Silvio Berlusconi, presieduto dal senatore Antonio Gentile, esprimendo la loro "adesione ai contenuti dell'iniziativa, che mette in risalto una politica estera italiana impegnata a ricercare la pace, senza ipocrisie e, soprattutto, senza dare alcuna tregua ai terroristi". Nella lettera inviata al giornalista Mario Campanella (che ha elaborato il documento sul Nobel insieme ai docenti universitari Alfonso Nastro e Franco Menichini) i rappresentanti di queste confessioni auspicano "una discussione seria sulla validità di una proposta che trova concordi diverse persone nel mondo" .



Quasi quasi aderisco anch'io

Il barista

sabato, settembre 21, 2002

BANANE O VELINE? BANANE

Vediamo la merda che vogliamo e siamo così contenti di averla che il propinatore della merda che vediamo in tv ce lo siamo votato pure e ora
ci governa. Viviamo per andare in tv a sorridere e a fare la figura dei cazzoni. Sentimenti (veri?) messi in piazza, lacrime e abbracci tutto per il
gusto del signor Rossiauditel. E' il declino dell'occidente, altro che, troppo grasso e stupido (non instupidito perché la tv si può anche spegnerla
se si vuole) per sopravvivere. Considerato che con l'inquinamento che avanza, l'ossigeno diventa una risorsa scarsa, tutto sommato meglio così.


Saremo spazzati via da altre razze giovani e forti che hanno degli iman che gli proibiscono di assecondare il proprio rincoglionimento con la tv e li
indottrinano a forza con il Corano.


La differenza? Che per lo meno quello, perdio, è un libro!
Kurtz


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venerdì, settembre 20, 2002

BANANE O VELINE, SIAMO PIEGATI ALLA TV

La nostra e' stata anche in passato una Repubblica delle Banane, in ciò in realtà non c'e' molto di nuovo, se non la dimostrazione che al peggio non c'e' mai fine. Oggi siamo "anche" una Repubblica delle Veline. In parte, ma solo in parte, ciò e' dovuto al naturale abbassamento di livello dei fenomeni che si massificano. Per la maggior parte e' dovuto alla funzione di formazione del gusto che un media invadente come la Tv ha. Non e' vero che le trasmissioni di qualità non hanno audience, come non e' vero che il pubblico "vuole" certe trasmissioni: e' stato accortamente, da anni, "educato" a volerle. Sono più facili, meno costose, non richiedono grandi autori, bravi programmisti, bravi interpreti: in una parola la Tv abbassa il suo pubblico a se stessa. E un sistema "bloccato" di Tv come il nostro non fa che amplificare l'effetto, perché se e' vero che queste trasmissioni sono prodotte in tutti i paesi occidentali, in altri paesi le reti e i programmi di qualità fra i quali scegliere, esistono eccome.

In più oggi questa operazione è pure congeniale al potere, che spaccia fantasie virtuali per verità, con la ragionevole certezza che un
elettorato cosi' "educato" se le beva.

Melba

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mercoledì, settembre 18, 2002

ERAVAMO BANANE, SIAMO VELINE

Io credo che eravamo una repubblica di banane .. e stiamo diventando sempre più una repubblica di veline ... di male in peggio direi !!
C'è chi sogna di diventare una velina per sposarsi un calciatore? C'è chi sogna di diventare calciatore per sposarsi una velina? Non ci stupiamo se il mondo sta andando a rotoli.

Maè

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martedì, settembre 17, 2002

BANANE O VELINE: TUTTO IL MONDO E' PAESE

Cos'è una Repubblica delle banane? Forse uno Stato in cui conta di più il commercio del sì tanto cantato e decantato frutto "esotico" che la Politica e il senso dello Stato? Credo proprio che tale idioma sia stato mutuato da un concetto simile. E sia stato poi innalzato a simbolo delle dittature "povere" (di idee, contenuti e civiltà) del Terzo mondo. Non umiliamoci sempre. Diamo a noi stessi un sussulto di italianità: siamo solo più "onesti", più sinceri, più veri.... ovvio più italiani.

In quale Stato ormai non conta più l'economia della politica? In quale non è mai contata di più? Forse nei tanto liberi e liberali States? Ma non ridiamoci addosso. E Kennedy? E Desert Storm? E Cheney, ed Enron?

Non scherziamo. Tutto il mondo è paese. Altrove, di sicuro, si è più garbati, più circospetti, più attenti alla forma. Si parla meno, insomma.
Da noi tutto è per strada, quasi sotto gli occhi di tutti. Quindi le Banche d'affari, gli operatori di Tlc, i crediti d'imposta, le rottamazioni.........fanno il bello e il cattivo tempo delle decisioni che contano... e fermiamoci qui va'. Che è meglio!

Shakespeare pensieroso

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BANANE O VELINE: TUTTE E DUE

Direi che siamo una Repubblica di banane che si alzano quando vedono le veline...

Luca B.

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lunedì, settembre 16, 2002

ITALIA, REPUBBLICA DELLE BANANE O DELLE VELINE?

Se Woody Allen vivesse a Roma o Milano piuttosto che a Manhattan, non resisterebbe dal girare il remake del suo celebre film "Il dittatore dello stato libero di Bananas". Gli resterebbe però un dubbio: proseguire nel filone botanico o darsi al corso new age di Veline, Miss, Letterine e prezzemoline (ancora ortaggi...mai fidarsi degli ortolani diceva Johnny Stecchino).

La scelta è difficile. Da un lato, il nostro futuro è affidato ad un premier narciso che diserta appuntamenti ufficiali per imparare a memoria in una lingua a lui sconosciuta (l'inglese) il discorso da leggere all'Onu, salvo poi inventare in conferenza stampa lo slogan anti-girotondi ("... la sinistra tutta giù per terra"). Dall'altro televisioni, giornali e dovunque ti giri non fai altro che vedere aspiranti modelle, la coscialunga di turno, la bellona da far ballare trenta secondi senza mai farla parlare. Le Veline, in particolar modo, hanno rovinato il caffè dopocena di milioni di italiani per tutta l'estate. Credo che le aspirazioni dei giovani d'oggi siano due: per lui il sogno di diventare calciatore ricco e famoso, per lei diventare velina ricca e famosa.

Il mio voto: prima dei girotondi di sabato avrei detto il contrario. Oggi siamo la repubblica delle Veline.

Il barista

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sabato, settembre 14, 2002

IRAQ: TERZANI, SIAMO SU ORLO ABISSO

"Siamo sull'orlo dell'abisso. Dobbiamo prendere in considerazione l'ipotesi della fine dell'umanita"'. Tiziano Terzani, nel giorno del suo sessantaquattresimo compleanno, condanna con forza l'ipotesi di un attacco occidentale all'Iraq. Lo scrittore fiorentino, che da anni vive sull'Himalaya aggiunge: "Dobbiamo agire su due livelli: di legalità e di morale. La nostra Costituzione e la Carta dell'Onu rigettano la guerra. Non bastano le parole di Bush o Berlusconi a cambiare questa situazione. Le nazioni occidentali non devono trasformarsi nelle mosche cocchiere degli Stati Uniti e della loro strategia di morte"

CHE NE PENSI?
14 SETTEMBRE 2002 - GIROTONDO A ROMA


FATTO L'INGANNO, TROVATA LA LEGGE

11.9.2001- CHI SI RICORDA DEL NEW JERSEY?

Casualmente quel pomeriggio (in Italia) ero a casa e casualmente avevo la Tv accesa quando sono iniziate le edizioni straordinarie di tutti i Tg.
Per poco, per pochissimo, ho sperato nell'incidente: troppo presto il secondo aereo ha colpito la seconda torre, e poi le immagini, ripetute infinite
volte, le notizie frammentarie sul pentagono e sugli altri aerei (si diceva altri 5, in quei momenti), poi il crollo, in diretta. La spaventosa sensazione d'impotenza e fascinazione (e relativa vergogna). Il pomeriggio e' scorso cosi', fra Tv e telefonate ai familiari, agli amici, i commenti sgomenti. Qel giorno, alle 18,00, avevo da molto tempo fissato una visita dalla mia ginecologa: sono andata, con la radio accesa in macchina, sono entrata nel suo studio, dove la radio era accesa e dove ci siamo guardate negli occhi, e insieme abbiamo convenuto che lei poteva buttare quella mezz'ora, e io il mio viaggio, e siamo rimaste li', insieme, ad ascoltare, come se l'essere in due aiutasse, e forse l'ha fatto.

Oggi, un anno dopo, vorrei ricordare anche coloro dei quali nessuno parla piu': i passeggeri di quell'aereo schiantatosi nel New Jersey senza
raggiungere il proprio obiettivo, forse per un atto di eroismo dei passeggeri, o forse no. Che importa? Comunque vittime innocenti.

Melba e il suo sito

RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9

venerdì, settembre 13, 2002

11.9.2001- UNA VERTIGINE

Un cartone animato interrotto. Sembra quasi una metafora, ma l'11 settembre 2001 è stato proprio questo, nella realtà. Una trasmissione per bambini che stavo guardando coi miei figli, prima di andare al lavoro, venne interrotta da un'edizione straordinaria del Tg. E nel mondo dell'innocenza e della fratellanza dei bambini irrompe la realtà stupida dell'odio e della morte di noi adulti.

L'odio che apre gli occhi sul "cartone animato" di un mondo in pace che sognavamo dopo la caduta del Muro, e che dopo 12 anni invece ci ributtava dentro un altro incubo, quello della nuova guerra contro un nemico invisibile e nascosto, quell'"odio dei poveri" strumentalizzato da folli fanatici.

Fu un senso di vertigine a prendermi, la vertigine di chi si vede spinto dentro un baratro. Quando mia moglie arrivò a darmi il cambio feci solo
in tempo a dire "Stanno facendo un merdaio" e corsi in redazione. La tragedia stava consumandosi con il crollo delle Torri, e la vertigine lasciò il
posto alla ricerca di un senso, al faticoso rimanere lucidi di fronte alla morte di migliaia in diretta.

Vertigine e smarrimento che ogni tanto tornano, quando sento abbaiare opinionisti e politici che si rimpallano colpe l'un l'altro, come pugili che colpiscono alla cieca, o continuano a fare i propri interessi, con il ghigno di coloro ai quali, in realtà, del mondo non importa niente.

Andrea Buoso, Venezia

RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9
11.9.2001- ANNIVERSARI: TORRI GEMELLE E CILE

11 settembre 2001
Una giornata tragica per molte persone che stavano vivendo normalmente nel loro paese, gli Stati Uniti.
Un pensiero va a tutte quelle vite spezzate e ai loro cari.


11 settembre 1973
Una giornata tragica per molte persone che volevano solo vivere normalmente nel loro paese, il Cile.
E invece il golpe inaugurò un periodo nero di violenze e sopraffazioni, con decine di migliaia di persone sequestrate, torturate, assassinate,
cancellate. Un pensiero va a tutte quelle vite calpestate e violentate, ai loro cari e a chi non ne fa svanire il ricordo.

Giulio Pianese e il suo sito

RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9

giovedì, settembre 12, 2002

EMERGENCY: FUORI L'ITALIA DALLA GUERRA

Vogliamo un mondo basato sulla giustizia e sulla solidarietà. Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per
risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Chiediamo che l'Italia, di fronte alla minaccia di un attacco militare contro l'Iraq, non partecipi ad alcun atto di guerra, nel rispetto della Costituzione. Non vogliamo essere corresponsabili di nuovi lutti, né vogliamo alimentare la spirale del terrore. Basta guerre, basta morti, basta vittime.
per aderire: www.emergency.it

Hanno sottoscritto l'appello: Aldo, Giovanni e Giacomo, Diego Abbatantuono, Daniele Adani, Giuliana Berlinguer, Enrico Bertolino, Enzo Biagi, Irene Bignardi, Claudio Bisio, Giorgio Bocca, Clarissa Burt, Fabio Cannavaro, Candido Cannavò, Maurizio Chierici, Giulietto Chiesa, Luigi Ciotti, Sergio Cofferati, Virginio Colmegna, Nico Colonna, Paolo Conte, Lella Costa, Maurizio Costanzo,
Roberto Denti, Teresa De Sio, ElleKappa, Fabio Fazio, Carlo e Inge Feltrinelli, Eugenio Finardi, Carla Fracci, Carlo Garbagnati, Dori Ghezzi, Ricky Gianco, Daniela Grazioli, Beppe Grillo, Monica Guerritore, Francesco Guccini, Riccardo Iacona, Enzo Iacchetti, Lorenzo Jovanotti, Luciano Ligabue, Gianfranco Manfredi, Maurizio Maggiani, Alessia Marcuzzi, Marco Materazzi, Marco Melandri, Beppe Menegatti, Rita Levi Montalcini, Milly e Massimo Moratti, Michele Mozzati, Paola e Gianni Mura, Maso Notarianni, Carlo
Ossola, Moni Ovadia, Mauro Pagani, Gino Paoli, Marco Paolini, Piero Pelù, Fernanda Pivano, Alessandro Portelli, Ennio Remondino, Guido Rossi, Paolo Rossi, Sandro Ruotolo, Claudio Sabattini, Gabriele Salvatores, Michele Santoro, Teresa Sarti, Piero Scaramucci, Vauro Senesi, Michele Serra, Bebo Storti, Gino Strada, Tiziano Terzani, Francesco Toldo, Massimo Toschi, Lucia
Vasini, Christian Vieri, Gino Vignali , Gianna Vitali, Roberto Zaccaria, JavierZanetti, Alex Zanotelli.


Emergency in Afghanistan: un film e un libro

Venerdì 13 settembre 2002 alle ore 23,30 circa su Rai3 andra' in onda "Afghanistan: effetti collaterali?". Il documentario, di Fabrizio
Lazzaretti e Alberto Vendemmiati, riprende le attivita' di Emergency in Afganistan dal settembre al dicembre 2001, dai drammatici episodi della "vita quotidiana" nel Panshir, le vittime delle bombe sui villaggi e delle mine antiuomo, eredita' di una lunga serie di guerre durate quasi 25anni, fino al viaggio del team di Emergency a Kabul e alla riapertura l'ospedale. I due registi hanno seguito il personale di Emergency durante il viaggio, nelle corsie dell'ospedale, nelle sale operatorie, nelle carceri dove Emergency
presta assistenza sanitaria ai prigionieri, nei programmi sociali di aiuto alle donne.

Una testimonianza in presa diretta di una guerra che ha fatto molte piu' vittime tra i civili di quanto i media non ci abbiano raccontato.
Molti dei fatti che il film ci mostra sono raccontati da Gino Strada nel suo libro "Buskashi'-Viaggio dentro la guerra" (Feltrinelli), in tutte le librerie da alcuni giorni

11.9.2001: UN ANNO E UN GIORNO DOPO

Il mondo si è fermato per le tremila vittime delle Torri Gemelle, del Pentagono e di Pittsburgh. Mi sono commosso per quel silenzio non umano che ha circondato Ground Zero alle 8.46 ora locale. Ho pensato "Mai più". E subito dopo ho aggiunto: "E' impossibile che non accada mai più una cosa simile, visto come si stanno incanalando gli scenari internazionali". Ne sono convinto: non è con la guerra a Osama e Saddam che l'America e l'Occidente si pone al sicuro. Osama e Saddam diventeranno simboli agli occhi dei musulmani e nasceranno frotte di Mohammed Atta. Prendete Israele e Palestina, sostituite Bush a Sharon e un qualsiasi leader islamico integralista ad Arafat e siete proiettati nel futuro. Da una parte guerrafondai, dall'altra integralisti che nulla hanno da perdere, nemmeno la loro stessa vita. Anzi...

Cosa fare? Eliminare le radici del terrorismo. Evitare che un bimbo di cinque o sei anni di Jalalabad, Quetta o Gaza trovi l'unica ragione di vita nell'intepretazione letterale del Corano in una madrassa. Altrimenti la guerra all'Afghanistan partorirà la guerra all'Iraq che partorirà la guerra al Sudan che partorirà la guerra nelle Filippine che partorirà la guerra in Cecenia che partorirà ... sempre più kamikaze.
Che avranno l'imbarazzo della scelta in quale parte del mondo farsi esplodere.

Il barista


RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9

martedì, settembre 10, 2002

11.9.2002: NY, IO LA RICORDO COSI'


Un anno dopo l'attacco all'America, io voglio ricordare la Grande Mela con questa canzone degli U2.


In New York freedom looks like
Too many choices
In New York I found a friend
To drown out the other voices

Voices on a cell phone
Voices from home
Voices of the hard sell
Voices down a stairwell
In New York
Just got a place in New York

In New York summers get hot
Well into the hundreds
You can't walk around the block
Without a change of clothing

Hot as a hair dryer in your face
Hot as handbag and a can of mace
New York
I just got a place in New York

New York New York

In New York you can forget
Forget how to sit still
Tell yourself you will stay in
But it's down to Alphaville

New York
New York, New York

New York, New York
New York

The Irish been coming here for years
Feel like they own the place
They got the airport, city hall
Asphalt, asphalt
They even got the police

Irish, Italians, Jews and Hispanics
Religious nuts, political fanatics in the stew
Happily not like me and you
That's where I lost you

New York
New York, New York
New York
New York, New York

New York
New York

In New York I lost it all
To you and your vices
Still I'm staying on to figure out
My midlife crisis

I hit an iceberg in my life
You know I'm still afloat
You lose your balance, lose your wife
In the queue for the lifeboat

You got to put the women and children first
But you've got an unquenchable thirst for New York

New York
New York
New York, New York

In the stillness of the evening
When the sun has had its day
I heard your voice whispering
Come away now

New, New York
New...
New York

New York.


Il barista
11.9.2002: COME VOLEVASI DIMOSTRARE


Tutto come previsto: Fallaci in prima pagina sul Corriere con "Remember"

Eccone un breve estratto

Il barista
11.9.2002: TORNA NOSTRA SIGNORA ORIANA


Qui lo dico e qui lo nego. Possibile che Nostra Signora Fallaci non distribuirà il suo Verbo un anno dopo l'attacco all'America? Secondo me Il Corriere domani sbatte in prima pagina un fondo di colei che vive reclusa in un attico della Grande Mela e racconta a tutti quanto sia razzista l'Italia e quanto siano bravi gli americani.

Il barista
11.9.2001: E I MORTI CHE SON VENUTI DOPO?


Non vado mai fuori per la pausa pranzo.Preferisco gustarmi due yogurt che mi porto da casa e solo così me li gusto in santa pace. Anche quel giorno ero in ufficio e lavoravo, all'epoca, per un Internet service provider, per cui la connessione ad Internet non fallì mai. Fu un mio collega ad avvisarmi di quanto accaduto, ma non gli credetti. Anzi: pensai ad uno scherzo. Aprimmo "soleventiquattroretv" e vedemmo on line il tele24.
Tutto. Le riprese, le foto, le urla... tutto. Mano mano che il tempo passava e le notizie arrivavano sugli schermi dei nostri pc, la mia espressione passava dal frastornato all'incredulo. Sembrava un film...uno dei soliti film americani... Catastrofi, scatastamenti, morti ammazzati e suicidati...

Come dimenticare le immagini di "Inferno di cristallo"?

Steve chissà che avrebbe fatto... Steve chi? ma Steve McQueen... il protagonista..
Oppure la saga che ha consacrato Bruce Willis: " Trappola di cristallo "! Invece era tutto vero... e non si sapeva niente sul chi fosse stato...solo supposizioni, dubbi...
Non era un film... Gli incidenti continuavano : prima una torre, poi l'altra, poi il Pentagono...
Adesso quando vedo un film cerco sempre le torri... e chi è che non lo fa? Solo una cosa mi auguro: che le persone ricordino che l'11 settembre
2001 sono morte molte persone in America, ma che nei giorni successivi, sino ad oggi e chissà fino a quando, sono morte, muoiono e moriranno molte persone del Medio Oriente...Speriamo che quest'incubo finisca presto!

Margherita


RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9

lunedì, settembre 09, 2002

11.9.2001: USCIRE DA MILANO FU COME SCAPPARE


Quello che pensi non possa mai succedere quel giorno è accaduto. La sensazione di fragilità, di impotenza, di assenza di limiti alla cattiveria umana, la paura di salire su un grattacielo, il terrore di un aereo... Il ricordo dell'11 settembre è tutto questo e molto di più. Ero in redazione quel giorno: molti colleghi erano a pranzo e ricordo che quel pomeriggio uno di loro mi disse: "Se dovesse succedere qualcosa di grosso, chiamami al cellulare?.Non l'aveva mai detto prima, ma soltanto dopo suonò come un terribile presagio.

Ho gli occhi sul computer quando esce il lancio d'agenzia che annuncia un aereo contro una delle Torri Gemelle di New York. Senza pensare a cosa poteva significare, accendiamo il televisore. Alla Cnn parlano di un aereo di linea che centra il Word Trade Center e annuncia due morti e diversi feriti. Quel numero risuona subito nella mia mente: non saranno sicuramente due morti, su un aereo ci sono molte più persone e poi tutti quelli che stavano in quel palazzo? Ma niente stime. Sono troppo concentrata sulle immagini.

Intanto nella mia testa comincio a pensare a quei poveretti: all'inizio si pensa a un incidente, ma comunque sia è terribile morire così. Nemmeno il tempo di pensare ad altro che ecco vedo in diretta alla tv il secondo pauroso schianto. E' il panico. Scatta l'allarme attentati. In redazione è il caos.
Le notizie arrivano a getto continuo: bisogna guardare il basys, scrivere, impaginare i pezzi, un occhio alla tv e con le orecchie puntate su quel che dicono i conduttori. Si affastellano informazioni sempre più drammatiche,
ma in quei momenti entrano ed escono dalla mia mente come fossero notizie qualunque. Sembra tutto troppo brutto per essere vero. Se mi fermo mi viene voglia di piangere e scappare lontano. Ho già finito il mio orario di lavoro, ma l'orologio non lo guarda più nessuno e il tempo sembra scorrere a tempo di record. Si temono altri attentati anche in Italia e Milano - si sa - non è certo un posto sicuro. Mentre scrivo come una dannata penso di non aver mai desiderato tanto di essere lontana dalla redazione, a casa mia,solo là mi potrei sentire tranquilla e protetta. Gli aerei si schiantano come mosche e il numero delle vittime continua a crescere una strage.
Arrivano anche le prime storie, le prime testimonianze, e la pelle d'oca sale. Dopo undici ore di lavoro esco dalla redazione per tornare a casa: bisogna riposarsi un po', domani ci sarà ancora tanto lavoro da fare. Quel rientro sulle strade della Brianza me lo ricorderò sempre: uscire da Milano è stato come scappare?


Sembravano tutti impazziti, tutti correvano. Soltanto dopo aver attraversatoil centro città e la stazione centrale mi sono sentita più tranquilla. Pensavo: "I terroristi non colpiranno certo la periferia". Intanto alla radio ascoltavo gli aggiornamenti continui e sempre più terribili e mentre guidavo telefonavo alla mamma, al fidanzato, alle amiche.
Volevo sentire tutti



Baby


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sabato, settembre 07, 2002

11.9.2001: COME SPIEGARLO A MIO FIGLIO DI 8 ANNI?

Dell'11 settembre ricordo tante cose. Innanzi tutto il fatto che era una giornata normale, nè noiosa, nè frenetica, insomma il giusto mezzo.
Quando è successo l'attentato ero impegnata in un corso, per cui sono arrivata, in un certo senso a cose fatte. Anzi a metà: era caduta la prima torre e ormai la portata del dramma era perfettamente chiara. Io però ho stentato a capire: guardavo i miei colleghi che fissavano con aria attonita i televisori e mi stupivo per la mia assoluta mancanza di emozioni. Quasi quasi mi aspettavo che qualcuno mi dicesse che era uno scherzo, un film girato con nuovi effetti speciali, molto molto realistici. Ci è voluto qualche minuto per svegliarmi da questa specie di anestesia psichica.
Intanto hanno cominciato a scorrere le immagini della gente che si buttava di sotto, e poi è caduta anche la seconda torre. E lì ho capito. Anzi, mi è sembrato di sentirmi la gola piena della polvere che si vedeva salire da quel palazzo collassato, venuto giù prorio come cadevano le torri di Lego che costruivo con i miei figli. E allora mi sono chiesta: come farò a spiegare ai miei bambini tutto questo? Come faremo ad andare al supermercato, alla fine del pomeriggio per comprare i quaderni nuovi per la scuola? Perchè si devono pur fare queste
cose così normali, in una giornata in cui la normalità sembra una cosa finita per sempre. Come si fa a spiegare a un bambino di otto anni che
due aerei si schiantano sui grattacieli perchè i musulmani odiano gli americani?
Ma mio figlio ha capito lo stesso, anzi ha visto: la sera ha guardato il telegiornale e il giorno dopo a scuola ha disegnato quello che lo ha colpito davvero: non gli aerei, non la palla di fuoco che divorava gli edifici, o la nube di polvere: ha disegnato i bambini palestinesi che festeggiavano l'abbattimento delle Torri e ha scritto sotto al suo disegno: "questo è il male".

Raffa

RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9

venerdì, settembre 06, 2002

11.9.2001: BALLARE COL MONDO IN FRANTUMI

Sembrava un 11 settembre come tutti gli altri e io come al solito stavo sforando con la pausa pranzo, quel quarto d'ora accademico che d'abitudine mi prendevo per andare a salutare i colleghi della redazione "del quinto piano", prima di tornare di sotto e rimettermi al lavoro. C'era un clima da siesta pomeridiana e proprio come in un giorno normale io passavo da una scrivania all'altra tra i forzati del computer.

Il mio kazzeggio sarebbe durato ancora pochi minuti, giusto il tempo per il primo aereo-kamikaze di mettere a punto la manovra di arrembaggio e infilarsi dritto dritto nel cemento armato del World Trade Center, piegandolo come un panetto di burro. Mentre rifacevo le scale,
Manhattan stava già vivendo il suo incubo peggiore. Il secondo botto arrivò prima ancora di riuscire ad abituarsi a uno. Ricordo che il sito andò in
pasta assieme alle Torri gemelle, ma noi continuavamo a lavorare al buio, gli occhi incollati freneticamente a tivù e agenzie.

Ricordo che poco prima dell'attacco simultaneo all'America avevo mandato sms agli amici per organizzare la serata in discoteca. Quando riuscii ad andare a casa mi rimase la sensazione di stupidità per aver anche solo pensato che si poteva ancora andare a ballare mentre il mondo andava in frantumi.

Lc

RACCONTA AL BAR IL TUO 11/9

giovedì, settembre 05, 2002

11.9.2001 - SPERAVO IN UN'AMERICANATA

Io non ricordo molto di quella giornata ... forse c'era il sole .. forse era una bella giornata ... forse era iniziata bene, eravamo tornati da poco dalle ferie, si lavorava con la mente persa tra ricordi delle vacanze, non potevo immaginare quello che sarebbe successo, probabilmente abbiamo anche discusso di cose inutili. Ricordo che me ne stavo davanti al pc ... come se niente fosse, quando mi hanno chiamato ed ho acceso la tv ... inizialmente non potevo crederci, mi sembravano le scene di un film ... un'americanata come tante ... ed invece era vero .. era tutto vero!!! Poi sono stata investita da una valanga di emozioni, il tutto mi inchiodava davanti alla tv ... alla radio .. al pc .. per voler sapere ..con la paura che accadesse ancora qualcosa.

Maè e il suo blog

RACCONTA AL BAR IL TUO 11/9/2001

IL MIO 11 SETTEMBRE 2001

Era un martedì pomeriggio post-ferie, uno di quei giorni grigi e tutti uguali destinati solo ad aumentarti gli anni. Un martedì da cazzeggio libero in redazione o quasi. Quel quasi avrebbe cambiato la storia del mondo. Appena rientrati dalla pausa pranzo sarebbe accaduto di tutto. Ricordo ancora il primo lancio d'agenzia. Così assurdo. Forse una Reuters. "New York. An elicopter crashes into the Twin Towers". La Cnn aveva già online il primo scatto.Nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stava per scatenarsi che le televisioni erano su CNN LIVE. Al giornale l'adrenalina impazza. In diretta vediamo il secondo aereo schiantarsi. Incidente? Lo speravamo tutti, quantomeno il gesto di un pazzo o di un suo emulatore idiota. Non c'è tempo per pensare se non per le persone che stanno a casa. La paura viene esorcizzata buttandosi al lavoro. Cade una delle Torri. Ripenso al mio viaggio di nozze quando scattammo una foto ai suoi piedi. Immensa. Alta fino al cielo. Ora a livello zero. Penso al ristorante "Gemelli", a quei cordiali camerieri italiani e alla vista sugli americani sempre di corsa. Non c'è più niente. Penso a quel palco per il concerto del 4-7. "Ora al suo posto solo macerie e chissà cosa". Penso alle migliaia di persone che con noi scendevano dalla metropolitana, loro per andare al lavoro, noi per andare a divertirci. Durante una riunione informale, arriva l'altra notizia. Crollata anche la seconda torre. E' davvero finita. No. Prima c'è spazio ancora per una serie di istantanee. A partire da quelle persone che si sono buttate da chissà che piano per sfuggire alle fiamme.

Ecco il mio 11/9.

Il barista

RACCONTA AL BAR IL TUO 11/9

mercoledì, settembre 04, 2002

CAMPAGNA: FERMIAMO LE PIETRE DELL'IPOCRISIA

Rompi il silenzio che uccide Amina. Invia il seguente testo per e-mail all'ambasciata nigeriana in Italia e coinvolgi in questa iniziativa il maggior numero di persone.

All' indirizzo nigerian.rome@iol.it

A Sua Eccellenza Ambasciatore della Nigeria in Italia

Via Orazio, 18 00193 Roma


In forza del diritto alla vita di ogni persona, ci rivolgiamo a Lei, in considerazione del Suo potere istituzionale, perchè si faccia interprete della indignazione di tante e di tanti ed intervenga immediatamente al fine di fermare la decisione di omicidio per lapidazione di Amina Lawal, cittadina nigeriana.

Firma ..............

Data ...................

martedì, settembre 03, 2002

NOBEL A SILVIO? HAN SBAGLIATO INDIRIZZO

Questa la notizia di oggi 2 settembre 2002:
Un documento inviato all'Accademia reale di Svezia e sottoscritto da un gruppo di intellettuali, politici e rappresentanti della chiesa propone la candidatura di Berlusconi al premio Nobel per la pace per il 2002. Le motivazioni sono il "forte ruolo" svolto per l'ingresso della Russia nella Nato, e la cancellazione dei crediti che l'Italia vantava verso alcuni Paesi poveri. Ma il Nobel per la pace lo assegna il Norwegian Nobel Institute di Oslo , non l'Accademia Reale delle Scienze di Svezia!! Che abbiano inviato l'incartamento all'indirizzo sbagliato?


Nicula


DAI UN NOBEL ANCHE TU E SCRIVILO AL BARSAURO


UN DOLCE NOBEL

Candido Berlusca al Nobel per le Caramelle Gommose.

Gimmy


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lunedì, settembre 02, 2002

IL NOBEL DI GENTILE

Anche la versione online di Repubblica s'interessa alla campagna di Gentile.
Ecco l'articolo completo. CLICCA QUA

NOBEL A GENTILE 2

Per il senatore Gentile propongo:
Medaglia d'oro al valor civile per l'alto sprezzo del ridicolo dimostrato nel proporre il premio nobel a Silvio Berlusconi.

Mario


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sabato, agosto 31, 2002

NOBEL A GENTILE

Propongo il Nobel per la comicità al senatore Gentile.

Piero


DAI UN NOBEL ANCHE TU E SCRIVILO AL BARSAURO
A VOLTE RITORNANO E INSISTONO: "BERLUSCONI NOBEL PACE, PER GENTILE (FI) E' UNA PROPOSTA OGGETTIVA

Chi temeva fosse una boutade estiva è costretto a ricredersi. Il nostro presidente del consiglio candidato al Nobel. "La proposta che abbiamo formulato per Silvio Berlusconi Nobel per la pace è tremendamente oggettiva e se si guardassero i fatti, senza il pregiudizio lombrosiano di cui è vittima Berlusconi, molti ci darebbero ragione". Parola del senatore forzista Antonio Gentile che mercoledì a Cosenza, presenterà il documento firmato da intellettuali e rappresentanti delle istituzioni a sostegno della candidatura del primo ministro italiano a premio Nobel per la pace 2002. E non finisce qua. Gentile sottolinea come la proposta "non sia affatto un'adesione totale e critica nei confronti del presidente. E', semmai - dice - la constatazione della straordinaria vitalità che ha dato al ministero degli esteri ed alla politica estera".

In attesa di altre illuminazioni via e-mail il barista - per il momento - suggerisce:
il Nobel per la Medicina al Viagra
il Nobel per la Cultura a Valeria Marini
il Nobel per la Scienza a Vittorio Sgarbi
il Nobel per la Giustizia (in via di introduzione) a pari merito Cirami-Previti

DAI UN NOBEL ANCHE TU E SCRIVILO AL BARSAURO
I BUONI PROPOSITI? E CHI NE HA?

Buoni propositi? Io non ne ho nessuno. Anche perché so perfettamente che alla fine farei esattamente il contrario di quello che mi ero ripromessa. Mi piacerebbe avere tante giornate tranquille e meno pensieri per la testa, questo sì. Mi piacerebbe... basterà?

LD


CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO

venerdì, agosto 30, 2002

I BUONI PROPOSITI? SI REALIZZANO TUTTO L'ANNO

Le vacanze ormai sono un lontano ricordo, il riposo, il relax e la spensieratezza dei giorni di ferie sono archiviati, allora non resta che pensare all’anno lavorativo che mi sta davanti e ai buoni propositi perché tutto fili liscio. “A settembre tornerò in redazione con tanto entusiasmo: mi consumerò a cercare notizie, a costo di scovarle ovunque e dovunque, a fare pezzi su pezzi, interviste su interviste. Non baderò nemmeno alle ore che mi terranno incollata al computer sottraendo tempo prezioso alla mia vita privata. Proporrò idee interessanti e – perché no? – userò i miei giorni di riposo per andare a fare l’inviata da tutta Italia”. L’elenco dei buoni propositi potrebbe proseguire all’infinito, ma siamo seri. Quando mai una sola delle buone intenzioni verrà portata a termine? Il tempo dei buoni propositi se ne va in un paio di giorni. Basta tornare ai ritmi frenetici quotidiani per capire che c’è ben poco da cambiare. Perché i giorni di riposo sono rari e preziosi e consumarli in altro lavoro è folle. Perché consumarsi su notizie, interviste e articoli non è sempre riconosciuto da chi sta sopra di te e lavorare per la propria soddisfazione personale va bene, ma non basta.

Perché sottrarre tempo libero alla vita privata per dedicarlo solo al lavoro fa perdere contatti umani, sentimenti, esperienze e dopo tutto non ne vale la pena. Dopo un paio di giorni di lavoro e stress, tutto torna come prima. Per fortuna solo l’entusiasmo sopravvive.
Ma prometto che se riuscirò a realizzare i miei buoni propositi “lavorativi”, caro barista, te lo farò sapere.

Degli altri buoni propositi? Bè, per quelli non c’è bisogno di aspettare settembre per realizzarli… basta volerlo.
Gaia

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO

giovedì, agosto 29, 2002

RAZZA PIAVE - E' DEMOCRAZIA

Che dire? Il borgomastro esprime la posizione di chi lo ha eletto. Parla a nome della maggioranza dei cittadini che lo hanno scelto come proprio primo cittadino ed evidentemente come rappresentante primo della razza Piave... Così è la democrazia, cioè la prima regola politica che la società civile ha adottato come pilastro della convivenza. Non resta che dirla con il maggior studioso di questo pilastro, Weber: "La democrazia? Un curioso abuso della statistica..."

Un rappresentante della razza nuragica

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
PERSICHETTI - POSIZIONI "SINISTRE"

Letto l'articolo di Persichetti. Sono le stesse posizioni "sinistre" di chi considerava il fascismo assolutamente identico ad altri "governi
borghesi".

Alberto

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
PERSICHETTI? ATTENDEVAMO I TG CON ORRORE PREVENTIVO

Ricordo molto bene gli anni di piombo, non ricordavo pero' affatto in particolare Persichetti, quindi non so nulla di lui, storia e precedenti. Leggo, grazie al barista, l'articolo pubblicato da Rekombinant.org. E lo trovo illuminante sul personaggio e "tipico" della scuola di pensiero (e anche caratteriale, aggiungerei) dei movimenti terroristici. Consiglio caldamente a tutti di leggerlo, e ai più giovani e perciò meno avvezzi a quel linguaggio, vorrei indicare alcune "chiavi di lettura" che a me saltano agli occhi e alla memoria - intanto il tono, la spocchia, la boria, la "certezza assoluta" delle proprie verità e, in parallelo, il disprezzo, la denigrazione, la disistima assoluta di qualsiasi altra tesi (tutto ciò è tipico dei terrorismi, ma anche dei totalitarismi) - l'attenzione maniacale a delegittimare, sminuire, involgarire in uguale parallelismo perfettamente pesato sia i detentori del potere che i loro oppositori "istituzionali": opposizione politica, sindacati, movimenti democratici. Cio' serve essenzialmente a legittimare i presunti "rivoluzionari", e i loro metodi, come unici interpreti dell'essere "contro". Notate, non e' un caso, come le espressioni piu' sprezzanti siano rivolte ai "girotondini": questi, non essendo "istituzionalizzati", rappresentano un pericoloso concorrente, piu' degli altri, nella leadership degli "scontenti" e non sono avvicinabili o infiltrabili, a causa della loro estrazione socio-culturale, quindi devono essere demoliti - e infine l'esaltazione di tutti quei movimenti considerati più border-line rispetto alla legalità, quelli che invece potrebbero essere spinti, nelle frange piu' radicali, verso forme di lotta violenta, gia' di per se limitrofe agli interessi terroristici, quando non direttamente infiltrati e nei quali si spera di fare reclutamento.

Era molto tempo, dagli anni in cui si attendevano con orrore preventivo i TG sperando non ci fossero nuove vittime sanguinanti di una "guerra" insensata, che non leggevo documenti di tal fatta. Certo, il personaggio e' di quei tempi, non di questi. Spero non trovi piu' alcuna udienza. Ma criminalizzare i movimenti legittimi, anche quelli "rumorosi" ma non violenti, non aiuta.

Melba e il suo sito

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO

mercoledì, agosto 28, 2002

TASSE DA RAZZA PIAVE

Il borgomastro (perchè nessuno lo chiama più così?, ndr) di Treviso vuole cacciare dalla "sua" città trenta extracomunitari senza casa ma con regolare permesso di soggiorno e lavoro. Motivo: "Noi siamo, come ho già avuto occasione di dire, la razza Piave: è una stirpe, che è stata onesta, lavoratrice e rispettosa delle leggi". La "razza Piave" per G. il borgomastro "non ha mai pensato di andare nelle piazze o ad occupare le case degli svizzeri o dei francesi e dei belgi. Ecco dov'è la superiorità della razza Piave".

Chissà se mister G. ha rinunciato anche a quei contributi (pochi o tanti che siano, ndr) pagati dagli extra-comunitari in busta paga che finiscono nelle onde della razza Piave.

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO

martedì, agosto 27, 2002

PERSICHETTI, TERRORISTA CONTRO TUTTI
Persichetti Paolo. Brigatista. Accusato di aver ammazzato un generale dell'Aeronautica e finito a Rebibbia dopo anni di rifugio dorato in Francia. Ho cercato online qualcosa su di lui e la Rete non ha tradito. Da Parigi Persichetti ha scritto e commentato gli sviluppi del terrorismo in Italia. E' contro tutto e tutti, scrive in perfetto stile-rivendicazione e non propone alcune alternativa credibile. In calce, Persichetti lascia anche il suo indirizzo e-mail.

IL DELITTO BIAGI
Il 5 luglio scorso, Persichetti si è posto alcune "domande sull'efficacia d'un certo antiberlusconismo" sulle colonne di Rekombinant.org. L'argomento del contendere erano le e-mail diffuse dalla rivista "Zero in condotta", diretta da Valerio Monteventi.
Se volete leggervi tutto l'articolo cliccate qua.

Altrimenti ecco qualche estratto:

Monteventi
"Il lungo percorso politico di Valerio Monteventi è pulito, limpido, solare". (ergo i due si conoscono o conoscevano).

Casarini
A proposito delle polemiche sulle e-mail Persichetti parla di Casarini come di
uno che "ha perso un'eccezionale occasione per tacere. Invece, tronfio dell'arroganza dei mediocri e immemore - come solo gli stolti possono essere - delle velleitare e fallimentari gesta genovesi, ha sibilato oblique insinuazioni sulle condotte politiche di Monteventi"

Girotondi e tute bianche
"Sono risvolti della stessa medaglia", portano in giro l'anti-berlusconismo "primitivo e gnucco".

Marco Biagi e la polizia
"Sperava di perforare il muro d'indifferenza e diffidenza che circondava i suoi allarmi. Sembra che i vertici di polizia fossero convinti di una personale fragilità psicologica del docente che rasentava la mitomania, tale da apparire un rompicoglioni."


Marco Biagi e la destra
"Il provincialismo di una destra politica che percepiva un intellettuale di punta della ristrutturazione capitalista del mercato del lavoro... come estraneo al proprio serraglio. Diffidava di quell'intellettuale catto-blairiano che aveva collaborato con un governo avversario."

Marco Biagi e Confindustria
"Il giudizio di Cofferati era persino moderato e rispettoso, poichè dalle sue lettere appare fin troppo evidente l'organicità intellettuale di Biagi alla Confindustria"

In piazza tornano lavoratori e disoccupati
La fine della concertazione, il ritorno al conflitto, il ritorno agli scioperi
sono un fatto nuovo e senza dubbio positivo che ha permesso, tra l'altro, di esautorare la cloaca girotondina... Si aprono spazi d'azione politico-sociale da difendere e incrementare".


COMUNISTI E TALEBANI
Su Scirocco-news.org, Persichetti analizza la società moderna post 11settembre. Il pamphlet è lunghissimo e pesantino. Vi anticipo solo questo:
"Nessuno l'ha ancora detto, eppure mai gruppo religioso al mondo è stato più vicino alla formulazione marxiana della religione di quanto lo siano i Talebani"

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO

lunedì, agosto 26, 2002

PROMETTO: IL MIO SITO, LA CAMERA E LE FOTO DELLE FERIE

Di solito ai buoni propositi ci penso a dicembre per me l'anno nuovo è quello del calendario non quello lavorativo. Comunque sia non sono abituata a pensare a buoni propositi che non si avvereranno mai. Pochi .. ma realizzabili, quindi non penso a smettere di fumare ... smettere di insultare nel traffico cittadino .. e non .. di spendere meno ... ecc ...

Ho un elenco di cose da fare ... dal sistemare la camera .. una bella pulizia generale, devo aggiungere qualche pagine nel mio sito, inserire il diario di viaggio e le foto di queste ferie e per il resto ci penserò, penserò anche alle prossime ferie.

Maè

Qual è il tuo proposito? Scrivilo al Barsauro

domenica, agosto 25, 2002

PROMETTO DI: AGGIORNARE OGNI GIORNO IL MIO BLOG

Ammetto che ho preso gusto col Barsauro. Mi piace. E mi riprometto di aggiornarlo con qualcosa ogni giorno, eccezion fatta per la domenica. Spero di farcela.

Il barista


Qual è il tuo proposito? Scrivilo al Barsauro
"QUEST'ANNO PROMETTO DI..."

Lunedì 26 agosto 2002: di vacanze e relax rimangono solo cartoline e abbronzatura. Comincia in questi giorni un nuovo anno e tutti sono prodighi in buoni propositi: smetto di fumare, basta insulti nel traffico cittadino, spenderò meno ma meglio....

Il barista un suo proposito l'ha già messo online: qual è il tuo?

Clicca qua e scrivilo al Barsauro

sabato, agosto 24, 2002

ANCORA QUEI CONTAINER IN AFGHANISTAN

Ha destato scalpore la notizia di un meglio precisato numero di talebani morti per asfissia in alcuni container a Mazaar i-sharif, prigionieri degli uomini dell'Alleanza del Nord, alleati di Stati Uniti e Europa. Ora Karzai indaga. Eppure morire nei container non è una novità per gli afghani. Scrive Tiziano Terzani a pagina 103 del suo "Lettere contro la guerra": "i grandi container di ferro arrivati via mare e poi via Pakistan pieni delle armi e munizioni americane per la jihad contro l'Unione Sovietica, venivano usati dai gruppi di mujaeddin come prigioni per i loro nemici e che a volte, per rappresaglia, i prigionieri vi venivano dimenticati dentro, a volte arrostiti appiccando il fuoco a delle taniche di benzina messe attorno. Non so se sia vero ma non riesco più a guardare uno di questi container senza ripensare a quella storia".


by il barista

venerdì, agosto 23, 2002

IL CONTRATTO CON GLI ITALIANI

Sono rimasto colpito da un articolo apparso su Repubblica ad inizio settimana riguardante il contratto con gli italiani firmato dal presidente del consiglio. Si diceva che nessuno dei cinque punti trattati era stato ancora realizzato, dato che di giustizia e scudo fiscale non se ne parlava. Oggi Gasparri annuncia che entro il 6 settembre sarà pronta la nuova legge sui media. Sbaglio o nemmeno questa "priorità" era contemplata quella sera sulla scrivania di Bruno Vespa?.


by il barista


Che ne pensi?
TEMA: ESTATE 2002, VACANZE IN AUSTRIA

Svolgimento

Oggi venerdì 23 agosto ultimo giorno ufficiale di ferie è l'occasione ideale per mettere nero su bianco i 1900 km percorsi in Austria. Prima tappa: Salisburgo, città alluvionata e in piena emergenza quando arriviamo. Nove ponti sul fiume Salzbach su dieci erano chiusi per un livello dell'acqua "leggermente" troppo alto. Città carina nel suo complesso. Da non perdere la fortezza e il caffè Tomaselli.

Seconda tappa, ovviamente Vienna. Mai vista una città così diversa dalle nostre. Pulitissima, senza nessun venditore ambulante agli angoli delle strade (eccezion fatta per gli strilloni di quotidiani e riviste porno) ma con decine di arabi alloggiati in alberghi a cinque stelle (leggasi più di 50 euro a notte per stella). In quattro giorni non ho visto in giro un poliziotto o l'alter ego dei nostri vigili urbani. Freddi e antipatici gli austriaci doc: mai una parola più del dovuto, risposte in tedesco a domande poste in italiano o in inglese e quel vago senso di quasi superiorità a noi comuni turisti. La città è mozzafiato, soprattutto di sera: su tutti Hofburg, Schonbrunn e la vista dalla Torre sul Danubio (da dimenticare l'annesso ristorante).

Terza tappa: Klagenfurt, Carinzia, terra di Haider. Niente di speciale, niente da invidiare rispetto ai laghi italiani. Bello il Worthersee, bella Velden, inguardabili Villach e Krumpendorf. Da queste parte cordialità vicina allo zero e alle nove tutti a casa.

La vacanza comunque mi è piaciuta.

by il barista

E LE TUE VACANZE? CLICCA E MANDA UNA E-MAIL

mercoledì, agosto 21, 2002

LEGITTIMO SOSPETTO: A ROMA IL 14 SETTEMBRE


Ricevo e volentieri divulgo:


"E' on line sul sito www.manipulite.it (punto di riferimento principale per l'organizzazione della manifestazione) una sezione intitolata "14 SETTEMBRE: istruzioni per l'uso".
Qui troverete:

1 - una mappa con i punti di riferimento per l'organizzazione delletrasferte e della manifestazione (Tuttavia, però, alcune regioni sono
parzialmente o totalmente scoperte, quindi invitiamo chiunque, singole persone, associazioni, gruppi spontanei, ecc. ad inviare al piu' presto la propria segnalazione all'indirizzo redazione@manipulite.it);


2 - un apposito forum, dove potrete esprimere consigli ed opinioni per l'organizzazione della manifestazione;


3 - il testo integrale dell'appello di Paolo Flores d'Arcais per l'adesione alla manifestazione da inviare via e-mail, stampare, faxare
a tutti i vostri amici e conoscenti;


4 - la possibilità di iscrizione alla nostra newsletter, ed essere così aggiornati tempestivamente su tutte le novità.


Buon divertimento!
Giovanni Pecora


[FATE CIRCOLARE QUESTA E-MAIL CON TUTTI I MEZZI DI CUI DISPONETE!]

sabato, agosto 10, 2002

IL BARISTA ABBASSA LA SARACINESCA


Come ogni libero weblogger, anche il barista rallenta il ritmo nel mese di agosto. Se troverò un pc in ferie mi farò vivo. Altrimenti abbiate pazienza: NON stiamo lavorando per voi

CIAO A TUTTI E... SCRIVETEMI


Il barista

mercoledì, agosto 07, 2002

RONALDO INGRATO: NO, E' SCHIAVO


Ronaldo non è un ingrato, ma è uno schiavo pure lui - come tanti colleghi calciatori - del Re denaro. Quella che sta mettendo in atto mi sembra solo una bella trovata per farsi aumentare i soldini e raggiungere il cachet di Vieri. Ora Moratti dovrà decidere se rimpolpare lo stipendio del suo pupillo e sperare che in ottima forma possa dare i frutti sperati. Oppure salutare il brasiliano cedendolo a chi lo richiede? Ma che almeno lo faccia a caro prezzo. In ogni caso credo che a guadagnarci sarà sempre l'ingrato Ronaldo. Lui che con quella sua faccetta angelica ci aveva fatto sperare nel calcio buono, fatto di fatiche sul tappeto verde, senza troppo inseguire fama e guadagno. E invece no.

Ha il coraggio di dire che a Milano si sente triste e già ce lo immaginiamo con le lacrime agli occhi, in una città nebbiosa e caotica, lui che vorrebbe scorazzare per lidi più solari e festosi. Ma se quei quattrini in più dovessero arrivare, che farà il saggio Ronaldo? La sua tristezza svanirà o resterà malinconico e sconsolato a giocare in questa lugubre Milano?

by Biba

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RONALDO CAMPIONE DEGLI INGRATI


Tipica storia da chiacchiere al bar quella sul futuro calcistico di Ronaldo di questi giorni. Per un appassionato di calcio, non tifoso dell'Inter, rimane troppo assurda e vergognosa la vicenda di un giocatore campione del mondo d'ingratitudine verso una società e una nazione che l'hanno accolto a braccia aperte, l'hanno esaltato quand'era un calciatore integro, l'hanno atteso e hanno sofferto con lui durante la sua assenza.
Infine hanno gioito nel rivederlo in campo. "Ronie è un patrimonio del calcio", era uno degli slogan. Beh, spero che un patrimonio simile non finisca in eredità a nessuno.

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ESTATE KO: TUTTA COLPA DEL CALCIO


Un'intera vacanza da buttare dalla finestra non ce l'ho. Qualche spiacevole contrattempo non è mancato. Ad esempio una delle ultime estati da single a Rimini quando si organizza la fantozziana partita a pallone tra turisti suddivisi per albergo o per numero di bagno. Eravamo in tanti ma riuscii a partire titolare (30 chili fa, ndr) con un pronti via niente male. Peccato che verso il quarto d'ora la foga di arrivare prima, mi fa appoggiare male il piede sul pallone con seguente crac degno di un professionista. Partita finita, borsa del ghiaccio e ultimi scampoli di vacanza trascorsi in albergo a giocare a carte. Poi mollai tutto e tornai a casa da solo. Niente male anche il viaggio in America quando a Boston mi controllarono per filo e per segno con raggi x e dintorni: non volevano lasciarmi passare perchè ho un cognome difficile da pronunciare negli States. Del resto Bin Laden si nasce.
by il barista

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ESTATE KO: LA DURA CONVIVENZA SUL CAMPER


L'anno era il 1975, in Portogallo c'era appena stata la "rivoluzione dei garofani", come per tanti ragazzi quella meta ci sembrava l'unica
possibile per le vacanze. Un genitore munifico, il mio, presto' il camper: un lusso. Partiamo in 4, ben affiatati credevamo ingenuamente. Io, il mio ragazzo e una coppia giovane come noi, sposata. Passano solo due giorni e scopriamo quanto la convivenza porti alla luce aspetti del carattere impossibili da valutare in altre circostanze. Il campeggio e vacanze simili, come si sa, necessitano della collaborazione e della tolleranza di tutti. L'altra ragazza, scopriamo, non ha nessuna intenzione di alzare paglia e collaborare all'avventura per gli aspetti pratici, che in campeggio non sono pochi: lei non guida, non fa la spesa, non porta pesi, non cucina, non lava.

Il marito fa del suo meglio per coprire la sua "assenza", ma appare immediatamente chiaro che non ha intenzione di farla muovere o di discutere con lei. Lei, in compenso, pontifica: su tutto, il suo "non far nulla", il nostro darci da fare (ridicolizzato), le cose da vedere, da leggere, da dire, da "non" dire, da provare, da aborrire. Vogliamo svoltare a destra? a sinistra c'e' sicuramente qualcosa di
piu' interessante che non possiamo perderci. Vogliamo fermarci? bisogna andare avanti, non perder tempo. Vogliamo andare avanti? lei e' stanca, bisogna fermarsi. Il problema, con un camper, e' che si deve per forza stare assieme e fare le
stesse cose, qualcuno deve cedere ed e' subito chiaro che non sara' lei.

Presto i rapporti si guastano di brutto, ma siamo troppo giovani, tiriamo avanti e la vacanza ce la roviniamo tutta: ho spesso desiderato di poter tornare indietro, per farli scendere a una stazione il secondo giorno di viaggio.

by Melba
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domenica, agosto 04, 2002


NUOVO SETTIMANA, NUOVO ARGOMENTO:
UN'ESTATE DA DIMENTICARE


Tema tipicamente estivo, nonostante la proposta italiana per il Nobel della Pace non sarebbe stata niente male:

Dieci, trenta, cinquanta milioni di italiani sono partiti per le vacanze. Mari, monti e intrallazzi vari ci aspettano addirittura da un anno. Eppure non tutto fila sempre per il verso giusto, come quella volta in cui...........

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sabato, agosto 03, 2002

NOBEL PACE: DOPO MADRE TERESA TOCCA A BERLUSCONI


Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "merita il Nobel per la pace del 2002". Lo afferma il senatore cosentino di Forza Italia, Antonio Gentile, che ha promosso una raccolta di firme fra parlamentari, docenti universitari, giornalisti ed intellettuali, chiedendo la candidatura del presidente del Consiglio all'Accademia reale svedese. "L'ingresso della Russia nella Nato, con il vertice di Pratica di Mare decisivo ai fini di un risultato inimmaginabile, la politica del disarmo nucleare, la mediazione nel difficile processo di pace del Medio Oriente, con un intervento coraggioso nella vicenda drammatica degli ostaggi palestinesi nel convento di San Francesco, sono esempi di un comportamento degno del massimo riconoscimento di pace per il nostro premier. Da ministro degli Esteri - ha argomentato Gentile - Berlusconi è stato esemplare, capace di dare dignita' politica ad un Paese reduce da un decennio fallimentare nella gestione dei rapporti con l'estero". La richiesta e' stata gia' firmata dai parlamentari Nocco, Trematerra, Caruso, dal prof. Alfonso Nastro, docente universitario di Ingegneria, dal presidente della Giunta regionale calabrese, Giuseppe Chiaravalloti, dal viceministro per le Infrastrutture, Guido Viceconte


Avremmo voluto tanto congratularci con il senatore Gentile Antonio ma lui non è stato così gentile da mettere sul sito del Senato il suo indirizzo e-mail. E dire che risulta essere anche un esperto di comunicazione.

venerdì, agosto 02, 2002

FALLACI O TERZANI... TERZANI

Conosco e apprezzo moltissimo Terzani da vari anni e non vedo come si possa essere contrari alle sue parole di pace. Con i potenti che pensano solo a come legittimizzare una guerra inutile che alla fine colpirà innocenti ci sono le sue parole che richiedono una riflessione sul valore della vita e sulla tolleranza verso chi è diverso (vedi musulmani). Chiunque dovrebbe riflettere seriamente su ciò che sta diventando il mondo e vergognarsi perchè non si fa niente.

Massimo



ORIANA SI SFOGA, MA I MEDIA...


Non ho letto tutti i post ma penso di aver capito la tendenza generale di chi finora ha scritto: largamente pro Terzani. Personalmente la lettera della Fallaci di fine settembre ha fatto breccia in me. Come giornalista già la conoscevo e sapevo del suo impetuoso modo di scrivere, quello che non immaginavo è che riuscisse a scuotere così tante persone in tutto il globo. Quello che comunque la Fallaci ha scritto è semplicemento uno sfogo. Lo sfogo di chi in Italia è stato per così dire "ostracizzato" e che ha colto l'occasione della strage di New York per paragonare il menefreghismo italiano alla forte coesione che esiste tra gli americani. Essendo verissimo questo mi è piaciuto. Quello che invece non mi è assolutamente piaciuto è stata la pubblicazione del libro. Lei stessa ha dichiarato di non aver chiesto compensi al Corriere della Sera, d'altro canto ha guadagnato tanti soldini con uno sfogo rilegato da una copertina. Io questa la chiamo incoerenza.
Invece ora voglio rispondere ad un intervento su questo blog di Melba. Nel post si parla di opportunismo dei giornalisti, di supremazia dei media. Io sono un giornalista e ti garantisco che le cose che hai detto sono sacrosante. Concludo brevemente paragonando due eventi mediatici che non hanno riscosso lo stesso "successo" di pubblico. La Fallaci è stata pubblicizzata di più perchè la sua voce era fuori dal coro di quelli che - come invece Terzani - inneggiavano alla pace e alla tolleranza. La normalità non fa notizia: un assioma più che affermato. E ti dirò di più. Al Corriere della Sera in quel periodo chi non era pro-Fallaci ha preso delle belle stangate...
Questa è la comunicazione e questo il giornalismo... Il nostro impegno può solo andare in un'unica direzione per cercare una sola cosa: la verità dei fatti.


by Samuele Venturi

(clicca qua e scopri il suo blog)



Il problema sollevato da Samuele e Melba esiste dalla notte dei tempi. Ogni giorno la situazione della stampa si fa sempre più pesante. Mi auguro che tale problema venga percepito dalla gente.... ma ne parleremo più avanti. IL BARISTA

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giovedì, agosto 01, 2002

FALLACI O TERZANI... ORIANA COME FAI?


Come fai a vivere Oriana con tutto l'odio e il rancore che ti porti dentro?

by Nicola


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FALLACI O TERZANI... QUALI BUONI E QUALI CATTIVI?


E chi sono i "buoni"? e chi i "cattivi"? e chi lo stabilisce? Citando Terzani in una delle sue analisi più acute: "Purtroppo, oggi, sul palcoscenico del mondo noi occidentali siamo insieme i soli protagonisti ed i soli spettatori, e così, attraverso le nostre televisioni ed i nostri giornali, non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore"

by Melba


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mercoledì, luglio 31, 2002

FALLACI O TERZANI... LA VERITA' NEL MEZZO


Avevo 13 anni o giù di lì quando lessi "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci. Ricordo che mi impressionò moltissimo, forse perché io ero così piccola e lei parlava di aborto in modo così esplicito. Ho ancora davanti agli occhi l'immagine plastica del barattolo di vetro in cui galleggiava il feto, sua madre dal letto di ospedale che ci parlava in un monologo di disperata impotenza... ok, questo è stato il mio primo precoce incontro con la Fallaci scrittrice. Anche allora faceva discutere per le sue prese di posizione senza mezzi termini, con le sue parole che non ammettevano il dubbio. In fondo le invidio - oggi come un tempo - le sue incrollabili certezze, la sua capacità di distinguere così chiaramente il bene dal male, di riconoscere a colpo d'occhio dove sta la verità. Che sembra scontato dire stia nel mezzo, tra un Terzani buonista e un'Oriana apocalittica. Al primo vorrei credere ciecamente, criticando senza appello la seconda. Ma poi ho paura che quello che la Fallaci grida con quanto fiato le resta non sia soltanto delirio. E che prima o poi in questo mondo si deve scegliere da che parte stare, se con i buoni o con i cattivi.


by lc



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FALLACI O TERZANI... TERZANI STAVOLTA HA ESAGERATO


Faccio parte dei molti che conoscono e ammirano e apprezzano Terzani ben prima che fossero pubblicate le "Lettere contro la guerra". Sono anch'io tra i fortunati che possono occuparsi di reportage e considero Terzani un maestro. Nella professione giornalistica e pure nella vita. Condivido quanto scrive, ma vorrei essere una voce fuori dal coro. A mio parere, questa volta Terzani si è fatto trascinare su un terreno pericoloso dalla Fallaci, finendo con l'incappare in medesimi, seppur dal campo opposto, estremismi.


by Giorgio Bardaglio



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FALLACI O TERZANI... TERZANI, SENZA MEZZE MISURE


Sto con Terzani, senza discussione e senza mezze misure. I morti delle due Torri meritano tutto il nostro rispetto e la nostra compassione, come qualsiasi altro morto per cause di guerra o terrorismo, ma questo non giustifica quello che sta succedendo e che potrà avvenire in futuro. Inoltre io non credo proprio che la spinta maggiore sia data dal voler vendicare le vittime. La ritengo un ottima scusa per fare meglio quello che già si voleva fare.


by Aurora



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FALLACI O TERZANI... TERZANI, MA IL PROBLEMA SONO I MEDIA


Non conoscevo Terzani (mia ignoranza e chapeau al barista), nemmeno ora lo conosco, però ho letto la sua "Lettera da Firenze". Conoscevo l'Oriana, avevo letto la "Lettera da New York", e chi non l'ha letta? Dire che sto con il primo e non con la seconda e' sia scontato che riduttivo. Inutile dirci fra di noi cose sulle quali siamo tutti d'accordo. Mi pare piu' significativo chiedermi perchè una persona mediamente informata come me mai aveva sentito parlare della lettera da Firenze, pur avendo seguito assolutamente ogni programma di approfondimento giornalistico dell'epoca in TV (per giornali e periodici chiedo venia, non li leggo tutti). Perchè mai in tutti quei programmi, i migliori compresi, si riescono a sentire sempre e solo le opinioni di quella decina di "soliti noti" a cui la pigrizia intellettuale e l'opportunismo da audience di molti giornalisti e il protagonismo degli onnipresenti attribuisce così l'impropria collocazione di "opinion maker", dal pensiero magari pluralistico, nel migliore dei casi, ma comunque unico?

Certo, c'e' quello stupefacente mezzo informativo che e' Internet, per fortuna, ma che ancora è mezzo elitario, sia per la sua intrinseca natura tecnologica, sia perche' richiede tempo, dispiego di energie e denaro.

Insomma, il nodo del mondo moderno, caro Sauro, è ancora e sempre quello dei media, TV in testa, come le persone piu' accorte, il nostro Presidente in testa, ben sanno.



by Melba

(clicca e scopri il suo sito)



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lunedì, luglio 29, 2002

FALLACI O TERZANI...NON CREDO AL MONDO DELLA FALLACI


Gestisco il sito dedicato a Tiziano da alcuni anni. Tiziano Terzani, prima di "Lettere contro la guerra" era conosciuto solo da chi, come me, si appassiona alle letture che narrano di viaggi e di reportage "alternativi". Quindi le mail che giungevano al sito www.tizianoterzani.com erano più che altro di persone che si complimentavano per lo stile di scrittura fluido e scorrevole che trasudava dalle pagine di libri come "Un indovino mi disse" raccontando di esperienze di viaggio fuori dagli schemi.

Poi, come per un incanto, da un silenzio assordante si è levata, in risposta alla lettera della Fallaci, il primo articolo di Tiziano dedicato alla situazione relativa all'attentato dell'11 Settembre. E tutto è cambiato. Gli accessi al sito si sono moltiplicati in maniera esponenziale e il tono delle mail è variato: da richieste legate ai libri passati, ora si guardava avanti: Terzani ha dato fiducia ai genitori spaventati dall'allarme pieno di odio che l'Oriana ha scagliato come un anatema contro tutto il mondo arabo.

Le mail dicono
-Grazie per avere rispecchiato la fiducia di un cristiano che non si ritrova nella "rabbia e nell'orgoglio
-Finalmente una voce fuori dal coro
-Ho una bambina di 3 anni e non riuscivo a credere al mondo disegnato dall'Oriana. Grazie a te, ora ho ripreso fiducia in un mondo migliore.

Credo che le mail dei "fan" di Tiziano possano parlare anche per me.

Io in un mondo migliore ci credo. Ancora.

Grazie barista, per crederci anche tu.
by Massimo De Martino



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FALLACI O TERZANI: IO NON SO NIENTE


“Cosa penso di ciò che e’ accaduto l’11 settembre 2001 ”, perché di Terzani o di Fallaci non so niente…
La dovuta premessa e’ che il mio “parere” non e’ sugli scrittori: asserisco, senza vergogna, di non aver mai letto alcuno degli scritti,
dell’uno e dell’altra. Quindi : “ cosa penso di quanto e’ accaduto negli States? “ Perché esiste il terrorismo? Tutto ciò che viene fatto contro il terrorismo e’ lecito? Se in America sono morte X persone, devono morirne X o X+n anche nei paesi attentatori? (sempre ammesso che il paese attentatore sia proprio quello individuato dagli americani …)

Dopo tutte le “missioni sante” perpetrate dagli americani, che vogliamo dire? Vogliamo fare un bilancio di morti, da una parte e dall’altra?
Le domande sono tante ed esigono una risposta. Mi sento di darne solo una: “ Il terrorismo non deve esistere, ma la vendetta neanche ”.
Individuare, cercare e processare , in base a fatti e prove inconfutabili, l’ideatore e fautore di un piano così diabolico e’ giusto, ma uccidere tutti, tranne lui, per odio o vendetta verso quella persona, non è giusto.

Uccidere e’ terrorismo.Uccidere in nome di un ideale, per me, e’ sempre e comunque terrorismo. Chiunque sia a perpetrarlo ed in nome di qualsivoglia ideale, e’ terrorismo. Loro lo fanno a noi e noi lo facciamo a loro… e se anche loro la pensassero così? Chi ha iniziato allora, ma, soprattutto, quando finirà questa guerra senza frontiere?

Se mi si chiede di dire “ Con chi sto “ io rispondo: “Sto con i morti che questa guerra genera ed ha generato , di
qualsiasi fede fossero, di qualsiasi nazione fossero, in nome di qualsiasi fede agissero…sono morti e niente li riporterà in vita.

Sto con i vivi.
Sto con i sopravvissuti.
Sto con chi vive nel terrore e sto con chi deve combattere per non essere preda di esso.
Sto con chi crede di essere nel giusto, ma che, in nome di quella giustizia, non e’ disposto al sacrificio umano.
Sto con chi non viene tollerato, perché diverso.

Sto con chi e’ oppresso e con chi lo sarà.
Sto con i vivi che sanno vivere con i vivi.
Odio tutte le forme di prevaricazione.

Se e’ stato Bin Laden, cosa che per me e’ ancora tutta da provare, solo lui deve essere preso e processato.
Se ciò avvenisse sono sicura che non avrebbe un processo giusto, e allora non so quanto io desideri che lo prendano.
E’ anche vero che finchè non lo prendono, l’America continuerà la sua guerra santa…e allora che dire:
meglio il sacrificio di uno, innocente o colpevole che sia, o di molti innocenti?

Per una volta…la prima che ho detto!
by Maggie



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domenica, luglio 28, 2002

NUOVA SETTIMANA E NUOVA PROPOSTA

Al bar si attendono altre rinascite e altre storie da mare. Intanto il barista suggerisce uno spunto alternativo


Ho comprato e letto "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani. Scrive il giornalista toscano il 14 settembre 2001 al Corriere della Sera da Orsigna: "Ho passato tutta la mia vita adulta in Asia e sono convinto che tutto è uno, la luce ha in sè il seme delle tenebre e al centro delle tenebre c'è un punto di luce. L'orrore dell'11 settembre era una buona occasione per farsi un esame di coscienza. Tutto il mondo aveva visto. Tutto il mondo avrebbe capito". Si è sbagliato.

Il 29 settembre è arrivata in via Solferino Nostra Signora Oriana con veleno e disprezzo per l'Islam, incenso e mirra per gli Usa.

Mi chiedo perchè alla Fallaci (che vive e scrive da un loft di Manhattan) sia stato dato così tanto rilievo sui mass media rispetto alle tesi di Terzani (che vive e scrive dal Pakistan).

Fortunatamente "Lettere contro la guerra" - Longanesi editore - è alla quinta ristampa.


QUESTO E' IL SITO DI TIZIANO TERZANI: www.tizianoterzani.com



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