giovedì, settembre 12, 2002

EMERGENCY: FUORI L'ITALIA DALLA GUERRA

Vogliamo un mondo basato sulla giustizia e sulla solidarietà. Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per
risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Chiediamo che l'Italia, di fronte alla minaccia di un attacco militare contro l'Iraq, non partecipi ad alcun atto di guerra, nel rispetto della Costituzione. Non vogliamo essere corresponsabili di nuovi lutti, né vogliamo alimentare la spirale del terrore. Basta guerre, basta morti, basta vittime.
per aderire: www.emergency.it

Hanno sottoscritto l'appello: Aldo, Giovanni e Giacomo, Diego Abbatantuono, Daniele Adani, Giuliana Berlinguer, Enrico Bertolino, Enzo Biagi, Irene Bignardi, Claudio Bisio, Giorgio Bocca, Clarissa Burt, Fabio Cannavaro, Candido Cannavò, Maurizio Chierici, Giulietto Chiesa, Luigi Ciotti, Sergio Cofferati, Virginio Colmegna, Nico Colonna, Paolo Conte, Lella Costa, Maurizio Costanzo,
Roberto Denti, Teresa De Sio, ElleKappa, Fabio Fazio, Carlo e Inge Feltrinelli, Eugenio Finardi, Carla Fracci, Carlo Garbagnati, Dori Ghezzi, Ricky Gianco, Daniela Grazioli, Beppe Grillo, Monica Guerritore, Francesco Guccini, Riccardo Iacona, Enzo Iacchetti, Lorenzo Jovanotti, Luciano Ligabue, Gianfranco Manfredi, Maurizio Maggiani, Alessia Marcuzzi, Marco Materazzi, Marco Melandri, Beppe Menegatti, Rita Levi Montalcini, Milly e Massimo Moratti, Michele Mozzati, Paola e Gianni Mura, Maso Notarianni, Carlo
Ossola, Moni Ovadia, Mauro Pagani, Gino Paoli, Marco Paolini, Piero Pelù, Fernanda Pivano, Alessandro Portelli, Ennio Remondino, Guido Rossi, Paolo Rossi, Sandro Ruotolo, Claudio Sabattini, Gabriele Salvatores, Michele Santoro, Teresa Sarti, Piero Scaramucci, Vauro Senesi, Michele Serra, Bebo Storti, Gino Strada, Tiziano Terzani, Francesco Toldo, Massimo Toschi, Lucia
Vasini, Christian Vieri, Gino Vignali , Gianna Vitali, Roberto Zaccaria, JavierZanetti, Alex Zanotelli.


Emergency in Afghanistan: un film e un libro

Venerdì 13 settembre 2002 alle ore 23,30 circa su Rai3 andra' in onda "Afghanistan: effetti collaterali?". Il documentario, di Fabrizio
Lazzaretti e Alberto Vendemmiati, riprende le attivita' di Emergency in Afganistan dal settembre al dicembre 2001, dai drammatici episodi della "vita quotidiana" nel Panshir, le vittime delle bombe sui villaggi e delle mine antiuomo, eredita' di una lunga serie di guerre durate quasi 25anni, fino al viaggio del team di Emergency a Kabul e alla riapertura l'ospedale. I due registi hanno seguito il personale di Emergency durante il viaggio, nelle corsie dell'ospedale, nelle sale operatorie, nelle carceri dove Emergency
presta assistenza sanitaria ai prigionieri, nei programmi sociali di aiuto alle donne.

Una testimonianza in presa diretta di una guerra che ha fatto molte piu' vittime tra i civili di quanto i media non ci abbiano raccontato.
Molti dei fatti che il film ci mostra sono raccontati da Gino Strada nel suo libro "Buskashi'-Viaggio dentro la guerra" (Feltrinelli), in tutte le librerie da alcuni giorni

11.9.2001: UN ANNO E UN GIORNO DOPO

Il mondo si è fermato per le tremila vittime delle Torri Gemelle, del Pentagono e di Pittsburgh. Mi sono commosso per quel silenzio non umano che ha circondato Ground Zero alle 8.46 ora locale. Ho pensato "Mai più". E subito dopo ho aggiunto: "E' impossibile che non accada mai più una cosa simile, visto come si stanno incanalando gli scenari internazionali". Ne sono convinto: non è con la guerra a Osama e Saddam che l'America e l'Occidente si pone al sicuro. Osama e Saddam diventeranno simboli agli occhi dei musulmani e nasceranno frotte di Mohammed Atta. Prendete Israele e Palestina, sostituite Bush a Sharon e un qualsiasi leader islamico integralista ad Arafat e siete proiettati nel futuro. Da una parte guerrafondai, dall'altra integralisti che nulla hanno da perdere, nemmeno la loro stessa vita. Anzi...

Cosa fare? Eliminare le radici del terrorismo. Evitare che un bimbo di cinque o sei anni di Jalalabad, Quetta o Gaza trovi l'unica ragione di vita nell'intepretazione letterale del Corano in una madrassa. Altrimenti la guerra all'Afghanistan partorirà la guerra all'Iraq che partorirà la guerra al Sudan che partorirà la guerra nelle Filippine che partorirà la guerra in Cecenia che partorirà ... sempre più kamikaze.
Che avranno l'imbarazzo della scelta in quale parte del mondo farsi esplodere.

Il barista


RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9

martedì, settembre 10, 2002

11.9.2002: NY, IO LA RICORDO COSI'


Un anno dopo l'attacco all'America, io voglio ricordare la Grande Mela con questa canzone degli U2.


In New York freedom looks like
Too many choices
In New York I found a friend
To drown out the other voices

Voices on a cell phone
Voices from home
Voices of the hard sell
Voices down a stairwell
In New York
Just got a place in New York

In New York summers get hot
Well into the hundreds
You can't walk around the block
Without a change of clothing

Hot as a hair dryer in your face
Hot as handbag and a can of mace
New York
I just got a place in New York

New York New York

In New York you can forget
Forget how to sit still
Tell yourself you will stay in
But it's down to Alphaville

New York
New York, New York

New York, New York
New York

The Irish been coming here for years
Feel like they own the place
They got the airport, city hall
Asphalt, asphalt
They even got the police

Irish, Italians, Jews and Hispanics
Religious nuts, political fanatics in the stew
Happily not like me and you
That's where I lost you

New York
New York, New York
New York
New York, New York

New York
New York

In New York I lost it all
To you and your vices
Still I'm staying on to figure out
My midlife crisis

I hit an iceberg in my life
You know I'm still afloat
You lose your balance, lose your wife
In the queue for the lifeboat

You got to put the women and children first
But you've got an unquenchable thirst for New York

New York
New York
New York, New York

In the stillness of the evening
When the sun has had its day
I heard your voice whispering
Come away now

New, New York
New...
New York

New York.


Il barista
11.9.2002: COME VOLEVASI DIMOSTRARE


Tutto come previsto: Fallaci in prima pagina sul Corriere con "Remember"

Eccone un breve estratto

Il barista
11.9.2002: TORNA NOSTRA SIGNORA ORIANA


Qui lo dico e qui lo nego. Possibile che Nostra Signora Fallaci non distribuirà il suo Verbo un anno dopo l'attacco all'America? Secondo me Il Corriere domani sbatte in prima pagina un fondo di colei che vive reclusa in un attico della Grande Mela e racconta a tutti quanto sia razzista l'Italia e quanto siano bravi gli americani.

Il barista
11.9.2001: E I MORTI CHE SON VENUTI DOPO?


Non vado mai fuori per la pausa pranzo.Preferisco gustarmi due yogurt che mi porto da casa e solo così me li gusto in santa pace. Anche quel giorno ero in ufficio e lavoravo, all'epoca, per un Internet service provider, per cui la connessione ad Internet non fallì mai. Fu un mio collega ad avvisarmi di quanto accaduto, ma non gli credetti. Anzi: pensai ad uno scherzo. Aprimmo "soleventiquattroretv" e vedemmo on line il tele24.
Tutto. Le riprese, le foto, le urla... tutto. Mano mano che il tempo passava e le notizie arrivavano sugli schermi dei nostri pc, la mia espressione passava dal frastornato all'incredulo. Sembrava un film...uno dei soliti film americani... Catastrofi, scatastamenti, morti ammazzati e suicidati...

Come dimenticare le immagini di "Inferno di cristallo"?

Steve chissà che avrebbe fatto... Steve chi? ma Steve McQueen... il protagonista..
Oppure la saga che ha consacrato Bruce Willis: " Trappola di cristallo "! Invece era tutto vero... e non si sapeva niente sul chi fosse stato...solo supposizioni, dubbi...
Non era un film... Gli incidenti continuavano : prima una torre, poi l'altra, poi il Pentagono...
Adesso quando vedo un film cerco sempre le torri... e chi è che non lo fa? Solo una cosa mi auguro: che le persone ricordino che l'11 settembre
2001 sono morte molte persone in America, ma che nei giorni successivi, sino ad oggi e chissà fino a quando, sono morte, muoiono e moriranno molte persone del Medio Oriente...Speriamo che quest'incubo finisca presto!

Margherita


RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9

lunedì, settembre 09, 2002

11.9.2001: USCIRE DA MILANO FU COME SCAPPARE


Quello che pensi non possa mai succedere quel giorno è accaduto. La sensazione di fragilità, di impotenza, di assenza di limiti alla cattiveria umana, la paura di salire su un grattacielo, il terrore di un aereo... Il ricordo dell'11 settembre è tutto questo e molto di più. Ero in redazione quel giorno: molti colleghi erano a pranzo e ricordo che quel pomeriggio uno di loro mi disse: "Se dovesse succedere qualcosa di grosso, chiamami al cellulare?.Non l'aveva mai detto prima, ma soltanto dopo suonò come un terribile presagio.

Ho gli occhi sul computer quando esce il lancio d'agenzia che annuncia un aereo contro una delle Torri Gemelle di New York. Senza pensare a cosa poteva significare, accendiamo il televisore. Alla Cnn parlano di un aereo di linea che centra il Word Trade Center e annuncia due morti e diversi feriti. Quel numero risuona subito nella mia mente: non saranno sicuramente due morti, su un aereo ci sono molte più persone e poi tutti quelli che stavano in quel palazzo? Ma niente stime. Sono troppo concentrata sulle immagini.

Intanto nella mia testa comincio a pensare a quei poveretti: all'inizio si pensa a un incidente, ma comunque sia è terribile morire così. Nemmeno il tempo di pensare ad altro che ecco vedo in diretta alla tv il secondo pauroso schianto. E' il panico. Scatta l'allarme attentati. In redazione è il caos.
Le notizie arrivano a getto continuo: bisogna guardare il basys, scrivere, impaginare i pezzi, un occhio alla tv e con le orecchie puntate su quel che dicono i conduttori. Si affastellano informazioni sempre più drammatiche,
ma in quei momenti entrano ed escono dalla mia mente come fossero notizie qualunque. Sembra tutto troppo brutto per essere vero. Se mi fermo mi viene voglia di piangere e scappare lontano. Ho già finito il mio orario di lavoro, ma l'orologio non lo guarda più nessuno e il tempo sembra scorrere a tempo di record. Si temono altri attentati anche in Italia e Milano - si sa - non è certo un posto sicuro. Mentre scrivo come una dannata penso di non aver mai desiderato tanto di essere lontana dalla redazione, a casa mia,solo là mi potrei sentire tranquilla e protetta. Gli aerei si schiantano come mosche e il numero delle vittime continua a crescere una strage.
Arrivano anche le prime storie, le prime testimonianze, e la pelle d'oca sale. Dopo undici ore di lavoro esco dalla redazione per tornare a casa: bisogna riposarsi un po', domani ci sarà ancora tanto lavoro da fare. Quel rientro sulle strade della Brianza me lo ricorderò sempre: uscire da Milano è stato come scappare?


Sembravano tutti impazziti, tutti correvano. Soltanto dopo aver attraversatoil centro città e la stazione centrale mi sono sentita più tranquilla. Pensavo: "I terroristi non colpiranno certo la periferia". Intanto alla radio ascoltavo gli aggiornamenti continui e sempre più terribili e mentre guidavo telefonavo alla mamma, al fidanzato, alle amiche.
Volevo sentire tutti



Baby


RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9

sabato, settembre 07, 2002

11.9.2001: COME SPIEGARLO A MIO FIGLIO DI 8 ANNI?

Dell'11 settembre ricordo tante cose. Innanzi tutto il fatto che era una giornata normale, nè noiosa, nè frenetica, insomma il giusto mezzo.
Quando è successo l'attentato ero impegnata in un corso, per cui sono arrivata, in un certo senso a cose fatte. Anzi a metà: era caduta la prima torre e ormai la portata del dramma era perfettamente chiara. Io però ho stentato a capire: guardavo i miei colleghi che fissavano con aria attonita i televisori e mi stupivo per la mia assoluta mancanza di emozioni. Quasi quasi mi aspettavo che qualcuno mi dicesse che era uno scherzo, un film girato con nuovi effetti speciali, molto molto realistici. Ci è voluto qualche minuto per svegliarmi da questa specie di anestesia psichica.
Intanto hanno cominciato a scorrere le immagini della gente che si buttava di sotto, e poi è caduta anche la seconda torre. E lì ho capito. Anzi, mi è sembrato di sentirmi la gola piena della polvere che si vedeva salire da quel palazzo collassato, venuto giù prorio come cadevano le torri di Lego che costruivo con i miei figli. E allora mi sono chiesta: come farò a spiegare ai miei bambini tutto questo? Come faremo ad andare al supermercato, alla fine del pomeriggio per comprare i quaderni nuovi per la scuola? Perchè si devono pur fare queste
cose così normali, in una giornata in cui la normalità sembra una cosa finita per sempre. Come si fa a spiegare a un bambino di otto anni che
due aerei si schiantano sui grattacieli perchè i musulmani odiano gli americani?
Ma mio figlio ha capito lo stesso, anzi ha visto: la sera ha guardato il telegiornale e il giorno dopo a scuola ha disegnato quello che lo ha colpito davvero: non gli aerei, non la palla di fuoco che divorava gli edifici, o la nube di polvere: ha disegnato i bambini palestinesi che festeggiavano l'abbattimento delle Torri e ha scritto sotto al suo disegno: "questo è il male".

Raffa

RACCONTA AL BARSAURO IL TUO 11/9

venerdì, settembre 06, 2002

11.9.2001: BALLARE COL MONDO IN FRANTUMI

Sembrava un 11 settembre come tutti gli altri e io come al solito stavo sforando con la pausa pranzo, quel quarto d'ora accademico che d'abitudine mi prendevo per andare a salutare i colleghi della redazione "del quinto piano", prima di tornare di sotto e rimettermi al lavoro. C'era un clima da siesta pomeridiana e proprio come in un giorno normale io passavo da una scrivania all'altra tra i forzati del computer.

Il mio kazzeggio sarebbe durato ancora pochi minuti, giusto il tempo per il primo aereo-kamikaze di mettere a punto la manovra di arrembaggio e infilarsi dritto dritto nel cemento armato del World Trade Center, piegandolo come un panetto di burro. Mentre rifacevo le scale,
Manhattan stava già vivendo il suo incubo peggiore. Il secondo botto arrivò prima ancora di riuscire ad abituarsi a uno. Ricordo che il sito andò in
pasta assieme alle Torri gemelle, ma noi continuavamo a lavorare al buio, gli occhi incollati freneticamente a tivù e agenzie.

Ricordo che poco prima dell'attacco simultaneo all'America avevo mandato sms agli amici per organizzare la serata in discoteca. Quando riuscii ad andare a casa mi rimase la sensazione di stupidità per aver anche solo pensato che si poteva ancora andare a ballare mentre il mondo andava in frantumi.

Lc

RACCONTA AL BAR IL TUO 11/9

giovedì, settembre 05, 2002

11.9.2001 - SPERAVO IN UN'AMERICANATA

Io non ricordo molto di quella giornata ... forse c'era il sole .. forse era una bella giornata ... forse era iniziata bene, eravamo tornati da poco dalle ferie, si lavorava con la mente persa tra ricordi delle vacanze, non potevo immaginare quello che sarebbe successo, probabilmente abbiamo anche discusso di cose inutili. Ricordo che me ne stavo davanti al pc ... come se niente fosse, quando mi hanno chiamato ed ho acceso la tv ... inizialmente non potevo crederci, mi sembravano le scene di un film ... un'americanata come tante ... ed invece era vero .. era tutto vero!!! Poi sono stata investita da una valanga di emozioni, il tutto mi inchiodava davanti alla tv ... alla radio .. al pc .. per voler sapere ..con la paura che accadesse ancora qualcosa.

Maè e il suo blog

RACCONTA AL BAR IL TUO 11/9/2001

IL MIO 11 SETTEMBRE 2001

Era un martedì pomeriggio post-ferie, uno di quei giorni grigi e tutti uguali destinati solo ad aumentarti gli anni. Un martedì da cazzeggio libero in redazione o quasi. Quel quasi avrebbe cambiato la storia del mondo. Appena rientrati dalla pausa pranzo sarebbe accaduto di tutto. Ricordo ancora il primo lancio d'agenzia. Così assurdo. Forse una Reuters. "New York. An elicopter crashes into the Twin Towers". La Cnn aveva già online il primo scatto.Nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stava per scatenarsi che le televisioni erano su CNN LIVE. Al giornale l'adrenalina impazza. In diretta vediamo il secondo aereo schiantarsi. Incidente? Lo speravamo tutti, quantomeno il gesto di un pazzo o di un suo emulatore idiota. Non c'è tempo per pensare se non per le persone che stanno a casa. La paura viene esorcizzata buttandosi al lavoro. Cade una delle Torri. Ripenso al mio viaggio di nozze quando scattammo una foto ai suoi piedi. Immensa. Alta fino al cielo. Ora a livello zero. Penso al ristorante "Gemelli", a quei cordiali camerieri italiani e alla vista sugli americani sempre di corsa. Non c'è più niente. Penso a quel palco per il concerto del 4-7. "Ora al suo posto solo macerie e chissà cosa". Penso alle migliaia di persone che con noi scendevano dalla metropolitana, loro per andare al lavoro, noi per andare a divertirci. Durante una riunione informale, arriva l'altra notizia. Crollata anche la seconda torre. E' davvero finita. No. Prima c'è spazio ancora per una serie di istantanee. A partire da quelle persone che si sono buttate da chissà che piano per sfuggire alle fiamme.

Ecco il mio 11/9.

Il barista

RACCONTA AL BAR IL TUO 11/9

mercoledì, settembre 04, 2002

CAMPAGNA: FERMIAMO LE PIETRE DELL'IPOCRISIA

Rompi il silenzio che uccide Amina. Invia il seguente testo per e-mail all'ambasciata nigeriana in Italia e coinvolgi in questa iniziativa il maggior numero di persone.

All' indirizzo nigerian.rome@iol.it

A Sua Eccellenza Ambasciatore della Nigeria in Italia

Via Orazio, 18 00193 Roma


In forza del diritto alla vita di ogni persona, ci rivolgiamo a Lei, in considerazione del Suo potere istituzionale, perchè si faccia interprete della indignazione di tante e di tanti ed intervenga immediatamente al fine di fermare la decisione di omicidio per lapidazione di Amina Lawal, cittadina nigeriana.

Firma ..............

Data ...................

martedì, settembre 03, 2002

NOBEL A SILVIO? HAN SBAGLIATO INDIRIZZO

Questa la notizia di oggi 2 settembre 2002:
Un documento inviato all'Accademia reale di Svezia e sottoscritto da un gruppo di intellettuali, politici e rappresentanti della chiesa propone la candidatura di Berlusconi al premio Nobel per la pace per il 2002. Le motivazioni sono il "forte ruolo" svolto per l'ingresso della Russia nella Nato, e la cancellazione dei crediti che l'Italia vantava verso alcuni Paesi poveri. Ma il Nobel per la pace lo assegna il Norwegian Nobel Institute di Oslo , non l'Accademia Reale delle Scienze di Svezia!! Che abbiano inviato l'incartamento all'indirizzo sbagliato?


Nicula


DAI UN NOBEL ANCHE TU E SCRIVILO AL BARSAURO


UN DOLCE NOBEL

Candido Berlusca al Nobel per le Caramelle Gommose.

Gimmy


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lunedì, settembre 02, 2002

IL NOBEL DI GENTILE

Anche la versione online di Repubblica s'interessa alla campagna di Gentile.
Ecco l'articolo completo. CLICCA QUA

NOBEL A GENTILE 2

Per il senatore Gentile propongo:
Medaglia d'oro al valor civile per l'alto sprezzo del ridicolo dimostrato nel proporre il premio nobel a Silvio Berlusconi.

Mario


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sabato, agosto 31, 2002

NOBEL A GENTILE

Propongo il Nobel per la comicità al senatore Gentile.

Piero


DAI UN NOBEL ANCHE TU E SCRIVILO AL BARSAURO
A VOLTE RITORNANO E INSISTONO: "BERLUSCONI NOBEL PACE, PER GENTILE (FI) E' UNA PROPOSTA OGGETTIVA

Chi temeva fosse una boutade estiva è costretto a ricredersi. Il nostro presidente del consiglio candidato al Nobel. "La proposta che abbiamo formulato per Silvio Berlusconi Nobel per la pace è tremendamente oggettiva e se si guardassero i fatti, senza il pregiudizio lombrosiano di cui è vittima Berlusconi, molti ci darebbero ragione". Parola del senatore forzista Antonio Gentile che mercoledì a Cosenza, presenterà il documento firmato da intellettuali e rappresentanti delle istituzioni a sostegno della candidatura del primo ministro italiano a premio Nobel per la pace 2002. E non finisce qua. Gentile sottolinea come la proposta "non sia affatto un'adesione totale e critica nei confronti del presidente. E', semmai - dice - la constatazione della straordinaria vitalità che ha dato al ministero degli esteri ed alla politica estera".

In attesa di altre illuminazioni via e-mail il barista - per il momento - suggerisce:
il Nobel per la Medicina al Viagra
il Nobel per la Cultura a Valeria Marini
il Nobel per la Scienza a Vittorio Sgarbi
il Nobel per la Giustizia (in via di introduzione) a pari merito Cirami-Previti

DAI UN NOBEL ANCHE TU E SCRIVILO AL BARSAURO
I BUONI PROPOSITI? E CHI NE HA?

Buoni propositi? Io non ne ho nessuno. Anche perché so perfettamente che alla fine farei esattamente il contrario di quello che mi ero ripromessa. Mi piacerebbe avere tante giornate tranquille e meno pensieri per la testa, questo sì. Mi piacerebbe... basterà?

LD


CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO

venerdì, agosto 30, 2002

I BUONI PROPOSITI? SI REALIZZANO TUTTO L'ANNO

Le vacanze ormai sono un lontano ricordo, il riposo, il relax e la spensieratezza dei giorni di ferie sono archiviati, allora non resta che pensare all’anno lavorativo che mi sta davanti e ai buoni propositi perché tutto fili liscio. “A settembre tornerò in redazione con tanto entusiasmo: mi consumerò a cercare notizie, a costo di scovarle ovunque e dovunque, a fare pezzi su pezzi, interviste su interviste. Non baderò nemmeno alle ore che mi terranno incollata al computer sottraendo tempo prezioso alla mia vita privata. Proporrò idee interessanti e – perché no? – userò i miei giorni di riposo per andare a fare l’inviata da tutta Italia”. L’elenco dei buoni propositi potrebbe proseguire all’infinito, ma siamo seri. Quando mai una sola delle buone intenzioni verrà portata a termine? Il tempo dei buoni propositi se ne va in un paio di giorni. Basta tornare ai ritmi frenetici quotidiani per capire che c’è ben poco da cambiare. Perché i giorni di riposo sono rari e preziosi e consumarli in altro lavoro è folle. Perché consumarsi su notizie, interviste e articoli non è sempre riconosciuto da chi sta sopra di te e lavorare per la propria soddisfazione personale va bene, ma non basta.

Perché sottrarre tempo libero alla vita privata per dedicarlo solo al lavoro fa perdere contatti umani, sentimenti, esperienze e dopo tutto non ne vale la pena. Dopo un paio di giorni di lavoro e stress, tutto torna come prima. Per fortuna solo l’entusiasmo sopravvive.
Ma prometto che se riuscirò a realizzare i miei buoni propositi “lavorativi”, caro barista, te lo farò sapere.

Degli altri buoni propositi? Bè, per quelli non c’è bisogno di aspettare settembre per realizzarli… basta volerlo.
Gaia

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO

giovedì, agosto 29, 2002

RAZZA PIAVE - E' DEMOCRAZIA

Che dire? Il borgomastro esprime la posizione di chi lo ha eletto. Parla a nome della maggioranza dei cittadini che lo hanno scelto come proprio primo cittadino ed evidentemente come rappresentante primo della razza Piave... Così è la democrazia, cioè la prima regola politica che la società civile ha adottato come pilastro della convivenza. Non resta che dirla con il maggior studioso di questo pilastro, Weber: "La democrazia? Un curioso abuso della statistica..."

Un rappresentante della razza nuragica

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
PERSICHETTI - POSIZIONI "SINISTRE"

Letto l'articolo di Persichetti. Sono le stesse posizioni "sinistre" di chi considerava il fascismo assolutamente identico ad altri "governi
borghesi".

Alberto

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
PERSICHETTI? ATTENDEVAMO I TG CON ORRORE PREVENTIVO

Ricordo molto bene gli anni di piombo, non ricordavo pero' affatto in particolare Persichetti, quindi non so nulla di lui, storia e precedenti. Leggo, grazie al barista, l'articolo pubblicato da Rekombinant.org. E lo trovo illuminante sul personaggio e "tipico" della scuola di pensiero (e anche caratteriale, aggiungerei) dei movimenti terroristici. Consiglio caldamente a tutti di leggerlo, e ai più giovani e perciò meno avvezzi a quel linguaggio, vorrei indicare alcune "chiavi di lettura" che a me saltano agli occhi e alla memoria - intanto il tono, la spocchia, la boria, la "certezza assoluta" delle proprie verità e, in parallelo, il disprezzo, la denigrazione, la disistima assoluta di qualsiasi altra tesi (tutto ciò è tipico dei terrorismi, ma anche dei totalitarismi) - l'attenzione maniacale a delegittimare, sminuire, involgarire in uguale parallelismo perfettamente pesato sia i detentori del potere che i loro oppositori "istituzionali": opposizione politica, sindacati, movimenti democratici. Cio' serve essenzialmente a legittimare i presunti "rivoluzionari", e i loro metodi, come unici interpreti dell'essere "contro". Notate, non e' un caso, come le espressioni piu' sprezzanti siano rivolte ai "girotondini": questi, non essendo "istituzionalizzati", rappresentano un pericoloso concorrente, piu' degli altri, nella leadership degli "scontenti" e non sono avvicinabili o infiltrabili, a causa della loro estrazione socio-culturale, quindi devono essere demoliti - e infine l'esaltazione di tutti quei movimenti considerati più border-line rispetto alla legalità, quelli che invece potrebbero essere spinti, nelle frange piu' radicali, verso forme di lotta violenta, gia' di per se limitrofe agli interessi terroristici, quando non direttamente infiltrati e nei quali si spera di fare reclutamento.

Era molto tempo, dagli anni in cui si attendevano con orrore preventivo i TG sperando non ci fossero nuove vittime sanguinanti di una "guerra" insensata, che non leggevo documenti di tal fatta. Certo, il personaggio e' di quei tempi, non di questi. Spero non trovi piu' alcuna udienza. Ma criminalizzare i movimenti legittimi, anche quelli "rumorosi" ma non violenti, non aiuta.

Melba e il suo sito

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO

mercoledì, agosto 28, 2002

TASSE DA RAZZA PIAVE

Il borgomastro (perchè nessuno lo chiama più così?, ndr) di Treviso vuole cacciare dalla "sua" città trenta extracomunitari senza casa ma con regolare permesso di soggiorno e lavoro. Motivo: "Noi siamo, come ho già avuto occasione di dire, la razza Piave: è una stirpe, che è stata onesta, lavoratrice e rispettosa delle leggi". La "razza Piave" per G. il borgomastro "non ha mai pensato di andare nelle piazze o ad occupare le case degli svizzeri o dei francesi e dei belgi. Ecco dov'è la superiorità della razza Piave".

Chissà se mister G. ha rinunciato anche a quei contributi (pochi o tanti che siano, ndr) pagati dagli extra-comunitari in busta paga che finiscono nelle onde della razza Piave.

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martedì, agosto 27, 2002

PERSICHETTI, TERRORISTA CONTRO TUTTI
Persichetti Paolo. Brigatista. Accusato di aver ammazzato un generale dell'Aeronautica e finito a Rebibbia dopo anni di rifugio dorato in Francia. Ho cercato online qualcosa su di lui e la Rete non ha tradito. Da Parigi Persichetti ha scritto e commentato gli sviluppi del terrorismo in Italia. E' contro tutto e tutti, scrive in perfetto stile-rivendicazione e non propone alcune alternativa credibile. In calce, Persichetti lascia anche il suo indirizzo e-mail.

IL DELITTO BIAGI
Il 5 luglio scorso, Persichetti si è posto alcune "domande sull'efficacia d'un certo antiberlusconismo" sulle colonne di Rekombinant.org. L'argomento del contendere erano le e-mail diffuse dalla rivista "Zero in condotta", diretta da Valerio Monteventi.
Se volete leggervi tutto l'articolo cliccate qua.

Altrimenti ecco qualche estratto:

Monteventi
"Il lungo percorso politico di Valerio Monteventi è pulito, limpido, solare". (ergo i due si conoscono o conoscevano).

Casarini
A proposito delle polemiche sulle e-mail Persichetti parla di Casarini come di
uno che "ha perso un'eccezionale occasione per tacere. Invece, tronfio dell'arroganza dei mediocri e immemore - come solo gli stolti possono essere - delle velleitare e fallimentari gesta genovesi, ha sibilato oblique insinuazioni sulle condotte politiche di Monteventi"

Girotondi e tute bianche
"Sono risvolti della stessa medaglia", portano in giro l'anti-berlusconismo "primitivo e gnucco".

Marco Biagi e la polizia
"Sperava di perforare il muro d'indifferenza e diffidenza che circondava i suoi allarmi. Sembra che i vertici di polizia fossero convinti di una personale fragilità psicologica del docente che rasentava la mitomania, tale da apparire un rompicoglioni."


Marco Biagi e la destra
"Il provincialismo di una destra politica che percepiva un intellettuale di punta della ristrutturazione capitalista del mercato del lavoro... come estraneo al proprio serraglio. Diffidava di quell'intellettuale catto-blairiano che aveva collaborato con un governo avversario."

Marco Biagi e Confindustria
"Il giudizio di Cofferati era persino moderato e rispettoso, poichè dalle sue lettere appare fin troppo evidente l'organicità intellettuale di Biagi alla Confindustria"

In piazza tornano lavoratori e disoccupati
La fine della concertazione, il ritorno al conflitto, il ritorno agli scioperi
sono un fatto nuovo e senza dubbio positivo che ha permesso, tra l'altro, di esautorare la cloaca girotondina... Si aprono spazi d'azione politico-sociale da difendere e incrementare".


COMUNISTI E TALEBANI
Su Scirocco-news.org, Persichetti analizza la società moderna post 11settembre. Il pamphlet è lunghissimo e pesantino. Vi anticipo solo questo:
"Nessuno l'ha ancora detto, eppure mai gruppo religioso al mondo è stato più vicino alla formulazione marxiana della religione di quanto lo siano i Talebani"

CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO

lunedì, agosto 26, 2002

PROMETTO: IL MIO SITO, LA CAMERA E LE FOTO DELLE FERIE

Di solito ai buoni propositi ci penso a dicembre per me l'anno nuovo è quello del calendario non quello lavorativo. Comunque sia non sono abituata a pensare a buoni propositi che non si avvereranno mai. Pochi .. ma realizzabili, quindi non penso a smettere di fumare ... smettere di insultare nel traffico cittadino .. e non .. di spendere meno ... ecc ...

Ho un elenco di cose da fare ... dal sistemare la camera .. una bella pulizia generale, devo aggiungere qualche pagine nel mio sito, inserire il diario di viaggio e le foto di queste ferie e per il resto ci penserò, penserò anche alle prossime ferie.

Maè

Qual è il tuo proposito? Scrivilo al Barsauro

domenica, agosto 25, 2002

PROMETTO DI: AGGIORNARE OGNI GIORNO IL MIO BLOG

Ammetto che ho preso gusto col Barsauro. Mi piace. E mi riprometto di aggiornarlo con qualcosa ogni giorno, eccezion fatta per la domenica. Spero di farcela.

Il barista


Qual è il tuo proposito? Scrivilo al Barsauro
"QUEST'ANNO PROMETTO DI..."

Lunedì 26 agosto 2002: di vacanze e relax rimangono solo cartoline e abbronzatura. Comincia in questi giorni un nuovo anno e tutti sono prodighi in buoni propositi: smetto di fumare, basta insulti nel traffico cittadino, spenderò meno ma meglio....

Il barista un suo proposito l'ha già messo online: qual è il tuo?

Clicca qua e scrivilo al Barsauro

sabato, agosto 24, 2002

ANCORA QUEI CONTAINER IN AFGHANISTAN

Ha destato scalpore la notizia di un meglio precisato numero di talebani morti per asfissia in alcuni container a Mazaar i-sharif, prigionieri degli uomini dell'Alleanza del Nord, alleati di Stati Uniti e Europa. Ora Karzai indaga. Eppure morire nei container non è una novità per gli afghani. Scrive Tiziano Terzani a pagina 103 del suo "Lettere contro la guerra": "i grandi container di ferro arrivati via mare e poi via Pakistan pieni delle armi e munizioni americane per la jihad contro l'Unione Sovietica, venivano usati dai gruppi di mujaeddin come prigioni per i loro nemici e che a volte, per rappresaglia, i prigionieri vi venivano dimenticati dentro, a volte arrostiti appiccando il fuoco a delle taniche di benzina messe attorno. Non so se sia vero ma non riesco più a guardare uno di questi container senza ripensare a quella storia".


by il barista

venerdì, agosto 23, 2002

IL CONTRATTO CON GLI ITALIANI

Sono rimasto colpito da un articolo apparso su Repubblica ad inizio settimana riguardante il contratto con gli italiani firmato dal presidente del consiglio. Si diceva che nessuno dei cinque punti trattati era stato ancora realizzato, dato che di giustizia e scudo fiscale non se ne parlava. Oggi Gasparri annuncia che entro il 6 settembre sarà pronta la nuova legge sui media. Sbaglio o nemmeno questa "priorità" era contemplata quella sera sulla scrivania di Bruno Vespa?.


by il barista


Che ne pensi?
TEMA: ESTATE 2002, VACANZE IN AUSTRIA

Svolgimento

Oggi venerdì 23 agosto ultimo giorno ufficiale di ferie è l'occasione ideale per mettere nero su bianco i 1900 km percorsi in Austria. Prima tappa: Salisburgo, città alluvionata e in piena emergenza quando arriviamo. Nove ponti sul fiume Salzbach su dieci erano chiusi per un livello dell'acqua "leggermente" troppo alto. Città carina nel suo complesso. Da non perdere la fortezza e il caffè Tomaselli.

Seconda tappa, ovviamente Vienna. Mai vista una città così diversa dalle nostre. Pulitissima, senza nessun venditore ambulante agli angoli delle strade (eccezion fatta per gli strilloni di quotidiani e riviste porno) ma con decine di arabi alloggiati in alberghi a cinque stelle (leggasi più di 50 euro a notte per stella). In quattro giorni non ho visto in giro un poliziotto o l'alter ego dei nostri vigili urbani. Freddi e antipatici gli austriaci doc: mai una parola più del dovuto, risposte in tedesco a domande poste in italiano o in inglese e quel vago senso di quasi superiorità a noi comuni turisti. La città è mozzafiato, soprattutto di sera: su tutti Hofburg, Schonbrunn e la vista dalla Torre sul Danubio (da dimenticare l'annesso ristorante).

Terza tappa: Klagenfurt, Carinzia, terra di Haider. Niente di speciale, niente da invidiare rispetto ai laghi italiani. Bello il Worthersee, bella Velden, inguardabili Villach e Krumpendorf. Da queste parte cordialità vicina allo zero e alle nove tutti a casa.

La vacanza comunque mi è piaciuta.

by il barista

E LE TUE VACANZE? CLICCA E MANDA UNA E-MAIL

mercoledì, agosto 21, 2002

LEGITTIMO SOSPETTO: A ROMA IL 14 SETTEMBRE


Ricevo e volentieri divulgo:


"E' on line sul sito www.manipulite.it (punto di riferimento principale per l'organizzazione della manifestazione) una sezione intitolata "14 SETTEMBRE: istruzioni per l'uso".
Qui troverete:

1 - una mappa con i punti di riferimento per l'organizzazione delletrasferte e della manifestazione (Tuttavia, però, alcune regioni sono
parzialmente o totalmente scoperte, quindi invitiamo chiunque, singole persone, associazioni, gruppi spontanei, ecc. ad inviare al piu' presto la propria segnalazione all'indirizzo redazione@manipulite.it);


2 - un apposito forum, dove potrete esprimere consigli ed opinioni per l'organizzazione della manifestazione;


3 - il testo integrale dell'appello di Paolo Flores d'Arcais per l'adesione alla manifestazione da inviare via e-mail, stampare, faxare
a tutti i vostri amici e conoscenti;


4 - la possibilità di iscrizione alla nostra newsletter, ed essere così aggiornati tempestivamente su tutte le novità.


Buon divertimento!
Giovanni Pecora


[FATE CIRCOLARE QUESTA E-MAIL CON TUTTI I MEZZI DI CUI DISPONETE!]

sabato, agosto 10, 2002

IL BARISTA ABBASSA LA SARACINESCA


Come ogni libero weblogger, anche il barista rallenta il ritmo nel mese di agosto. Se troverò un pc in ferie mi farò vivo. Altrimenti abbiate pazienza: NON stiamo lavorando per voi

CIAO A TUTTI E... SCRIVETEMI


Il barista

mercoledì, agosto 07, 2002

RONALDO INGRATO: NO, E' SCHIAVO


Ronaldo non è un ingrato, ma è uno schiavo pure lui - come tanti colleghi calciatori - del Re denaro. Quella che sta mettendo in atto mi sembra solo una bella trovata per farsi aumentare i soldini e raggiungere il cachet di Vieri. Ora Moratti dovrà decidere se rimpolpare lo stipendio del suo pupillo e sperare che in ottima forma possa dare i frutti sperati. Oppure salutare il brasiliano cedendolo a chi lo richiede? Ma che almeno lo faccia a caro prezzo. In ogni caso credo che a guadagnarci sarà sempre l'ingrato Ronaldo. Lui che con quella sua faccetta angelica ci aveva fatto sperare nel calcio buono, fatto di fatiche sul tappeto verde, senza troppo inseguire fama e guadagno. E invece no.

Ha il coraggio di dire che a Milano si sente triste e già ce lo immaginiamo con le lacrime agli occhi, in una città nebbiosa e caotica, lui che vorrebbe scorazzare per lidi più solari e festosi. Ma se quei quattrini in più dovessero arrivare, che farà il saggio Ronaldo? La sua tristezza svanirà o resterà malinconico e sconsolato a giocare in questa lugubre Milano?

by Biba

CHI PIU' INGRATO DI RONALDO: CLICCA E MANDA UNA E-MAIL AL BARSAURO
RONALDO CAMPIONE DEGLI INGRATI


Tipica storia da chiacchiere al bar quella sul futuro calcistico di Ronaldo di questi giorni. Per un appassionato di calcio, non tifoso dell'Inter, rimane troppo assurda e vergognosa la vicenda di un giocatore campione del mondo d'ingratitudine verso una società e una nazione che l'hanno accolto a braccia aperte, l'hanno esaltato quand'era un calciatore integro, l'hanno atteso e hanno sofferto con lui durante la sua assenza.
Infine hanno gioito nel rivederlo in campo. "Ronie è un patrimonio del calcio", era uno degli slogan. Beh, spero che un patrimonio simile non finisca in eredità a nessuno.

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ESTATE KO: TUTTA COLPA DEL CALCIO


Un'intera vacanza da buttare dalla finestra non ce l'ho. Qualche spiacevole contrattempo non è mancato. Ad esempio una delle ultime estati da single a Rimini quando si organizza la fantozziana partita a pallone tra turisti suddivisi per albergo o per numero di bagno. Eravamo in tanti ma riuscii a partire titolare (30 chili fa, ndr) con un pronti via niente male. Peccato che verso il quarto d'ora la foga di arrivare prima, mi fa appoggiare male il piede sul pallone con seguente crac degno di un professionista. Partita finita, borsa del ghiaccio e ultimi scampoli di vacanza trascorsi in albergo a giocare a carte. Poi mollai tutto e tornai a casa da solo. Niente male anche il viaggio in America quando a Boston mi controllarono per filo e per segno con raggi x e dintorni: non volevano lasciarmi passare perchè ho un cognome difficile da pronunciare negli States. Del resto Bin Laden si nasce.
by il barista

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ESTATE KO: LA DURA CONVIVENZA SUL CAMPER


L'anno era il 1975, in Portogallo c'era appena stata la "rivoluzione dei garofani", come per tanti ragazzi quella meta ci sembrava l'unica
possibile per le vacanze. Un genitore munifico, il mio, presto' il camper: un lusso. Partiamo in 4, ben affiatati credevamo ingenuamente. Io, il mio ragazzo e una coppia giovane come noi, sposata. Passano solo due giorni e scopriamo quanto la convivenza porti alla luce aspetti del carattere impossibili da valutare in altre circostanze. Il campeggio e vacanze simili, come si sa, necessitano della collaborazione e della tolleranza di tutti. L'altra ragazza, scopriamo, non ha nessuna intenzione di alzare paglia e collaborare all'avventura per gli aspetti pratici, che in campeggio non sono pochi: lei non guida, non fa la spesa, non porta pesi, non cucina, non lava.

Il marito fa del suo meglio per coprire la sua "assenza", ma appare immediatamente chiaro che non ha intenzione di farla muovere o di discutere con lei. Lei, in compenso, pontifica: su tutto, il suo "non far nulla", il nostro darci da fare (ridicolizzato), le cose da vedere, da leggere, da dire, da "non" dire, da provare, da aborrire. Vogliamo svoltare a destra? a sinistra c'e' sicuramente qualcosa di
piu' interessante che non possiamo perderci. Vogliamo fermarci? bisogna andare avanti, non perder tempo. Vogliamo andare avanti? lei e' stanca, bisogna fermarsi. Il problema, con un camper, e' che si deve per forza stare assieme e fare le
stesse cose, qualcuno deve cedere ed e' subito chiaro che non sara' lei.

Presto i rapporti si guastano di brutto, ma siamo troppo giovani, tiriamo avanti e la vacanza ce la roviniamo tutta: ho spesso desiderato di poter tornare indietro, per farli scendere a una stazione il secondo giorno di viaggio.

by Melba
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domenica, agosto 04, 2002


NUOVO SETTIMANA, NUOVO ARGOMENTO:
UN'ESTATE DA DIMENTICARE


Tema tipicamente estivo, nonostante la proposta italiana per il Nobel della Pace non sarebbe stata niente male:

Dieci, trenta, cinquanta milioni di italiani sono partiti per le vacanze. Mari, monti e intrallazzi vari ci aspettano addirittura da un anno. Eppure non tutto fila sempre per il verso giusto, come quella volta in cui...........

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sabato, agosto 03, 2002

NOBEL PACE: DOPO MADRE TERESA TOCCA A BERLUSCONI


Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "merita il Nobel per la pace del 2002". Lo afferma il senatore cosentino di Forza Italia, Antonio Gentile, che ha promosso una raccolta di firme fra parlamentari, docenti universitari, giornalisti ed intellettuali, chiedendo la candidatura del presidente del Consiglio all'Accademia reale svedese. "L'ingresso della Russia nella Nato, con il vertice di Pratica di Mare decisivo ai fini di un risultato inimmaginabile, la politica del disarmo nucleare, la mediazione nel difficile processo di pace del Medio Oriente, con un intervento coraggioso nella vicenda drammatica degli ostaggi palestinesi nel convento di San Francesco, sono esempi di un comportamento degno del massimo riconoscimento di pace per il nostro premier. Da ministro degli Esteri - ha argomentato Gentile - Berlusconi è stato esemplare, capace di dare dignita' politica ad un Paese reduce da un decennio fallimentare nella gestione dei rapporti con l'estero". La richiesta e' stata gia' firmata dai parlamentari Nocco, Trematerra, Caruso, dal prof. Alfonso Nastro, docente universitario di Ingegneria, dal presidente della Giunta regionale calabrese, Giuseppe Chiaravalloti, dal viceministro per le Infrastrutture, Guido Viceconte


Avremmo voluto tanto congratularci con il senatore Gentile Antonio ma lui non è stato così gentile da mettere sul sito del Senato il suo indirizzo e-mail. E dire che risulta essere anche un esperto di comunicazione.

venerdì, agosto 02, 2002

FALLACI O TERZANI... TERZANI

Conosco e apprezzo moltissimo Terzani da vari anni e non vedo come si possa essere contrari alle sue parole di pace. Con i potenti che pensano solo a come legittimizzare una guerra inutile che alla fine colpirà innocenti ci sono le sue parole che richiedono una riflessione sul valore della vita e sulla tolleranza verso chi è diverso (vedi musulmani). Chiunque dovrebbe riflettere seriamente su ciò che sta diventando il mondo e vergognarsi perchè non si fa niente.

Massimo



ORIANA SI SFOGA, MA I MEDIA...


Non ho letto tutti i post ma penso di aver capito la tendenza generale di chi finora ha scritto: largamente pro Terzani. Personalmente la lettera della Fallaci di fine settembre ha fatto breccia in me. Come giornalista già la conoscevo e sapevo del suo impetuoso modo di scrivere, quello che non immaginavo è che riuscisse a scuotere così tante persone in tutto il globo. Quello che comunque la Fallaci ha scritto è semplicemento uno sfogo. Lo sfogo di chi in Italia è stato per così dire "ostracizzato" e che ha colto l'occasione della strage di New York per paragonare il menefreghismo italiano alla forte coesione che esiste tra gli americani. Essendo verissimo questo mi è piaciuto. Quello che invece non mi è assolutamente piaciuto è stata la pubblicazione del libro. Lei stessa ha dichiarato di non aver chiesto compensi al Corriere della Sera, d'altro canto ha guadagnato tanti soldini con uno sfogo rilegato da una copertina. Io questa la chiamo incoerenza.
Invece ora voglio rispondere ad un intervento su questo blog di Melba. Nel post si parla di opportunismo dei giornalisti, di supremazia dei media. Io sono un giornalista e ti garantisco che le cose che hai detto sono sacrosante. Concludo brevemente paragonando due eventi mediatici che non hanno riscosso lo stesso "successo" di pubblico. La Fallaci è stata pubblicizzata di più perchè la sua voce era fuori dal coro di quelli che - come invece Terzani - inneggiavano alla pace e alla tolleranza. La normalità non fa notizia: un assioma più che affermato. E ti dirò di più. Al Corriere della Sera in quel periodo chi non era pro-Fallaci ha preso delle belle stangate...
Questa è la comunicazione e questo il giornalismo... Il nostro impegno può solo andare in un'unica direzione per cercare una sola cosa: la verità dei fatti.


by Samuele Venturi

(clicca qua e scopri il suo blog)



Il problema sollevato da Samuele e Melba esiste dalla notte dei tempi. Ogni giorno la situazione della stampa si fa sempre più pesante. Mi auguro che tale problema venga percepito dalla gente.... ma ne parleremo più avanti. IL BARISTA

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giovedì, agosto 01, 2002

FALLACI O TERZANI... ORIANA COME FAI?


Come fai a vivere Oriana con tutto l'odio e il rancore che ti porti dentro?

by Nicola


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FALLACI O TERZANI... QUALI BUONI E QUALI CATTIVI?


E chi sono i "buoni"? e chi i "cattivi"? e chi lo stabilisce? Citando Terzani in una delle sue analisi più acute: "Purtroppo, oggi, sul palcoscenico del mondo noi occidentali siamo insieme i soli protagonisti ed i soli spettatori, e così, attraverso le nostre televisioni ed i nostri giornali, non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore"

by Melba


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mercoledì, luglio 31, 2002

FALLACI O TERZANI... LA VERITA' NEL MEZZO


Avevo 13 anni o giù di lì quando lessi "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci. Ricordo che mi impressionò moltissimo, forse perché io ero così piccola e lei parlava di aborto in modo così esplicito. Ho ancora davanti agli occhi l'immagine plastica del barattolo di vetro in cui galleggiava il feto, sua madre dal letto di ospedale che ci parlava in un monologo di disperata impotenza... ok, questo è stato il mio primo precoce incontro con la Fallaci scrittrice. Anche allora faceva discutere per le sue prese di posizione senza mezzi termini, con le sue parole che non ammettevano il dubbio. In fondo le invidio - oggi come un tempo - le sue incrollabili certezze, la sua capacità di distinguere così chiaramente il bene dal male, di riconoscere a colpo d'occhio dove sta la verità. Che sembra scontato dire stia nel mezzo, tra un Terzani buonista e un'Oriana apocalittica. Al primo vorrei credere ciecamente, criticando senza appello la seconda. Ma poi ho paura che quello che la Fallaci grida con quanto fiato le resta non sia soltanto delirio. E che prima o poi in questo mondo si deve scegliere da che parte stare, se con i buoni o con i cattivi.


by lc



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FALLACI O TERZANI... TERZANI STAVOLTA HA ESAGERATO


Faccio parte dei molti che conoscono e ammirano e apprezzano Terzani ben prima che fossero pubblicate le "Lettere contro la guerra". Sono anch'io tra i fortunati che possono occuparsi di reportage e considero Terzani un maestro. Nella professione giornalistica e pure nella vita. Condivido quanto scrive, ma vorrei essere una voce fuori dal coro. A mio parere, questa volta Terzani si è fatto trascinare su un terreno pericoloso dalla Fallaci, finendo con l'incappare in medesimi, seppur dal campo opposto, estremismi.


by Giorgio Bardaglio



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FALLACI O TERZANI... TERZANI, SENZA MEZZE MISURE


Sto con Terzani, senza discussione e senza mezze misure. I morti delle due Torri meritano tutto il nostro rispetto e la nostra compassione, come qualsiasi altro morto per cause di guerra o terrorismo, ma questo non giustifica quello che sta succedendo e che potrà avvenire in futuro. Inoltre io non credo proprio che la spinta maggiore sia data dal voler vendicare le vittime. La ritengo un ottima scusa per fare meglio quello che già si voleva fare.


by Aurora



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FALLACI O TERZANI... TERZANI, MA IL PROBLEMA SONO I MEDIA


Non conoscevo Terzani (mia ignoranza e chapeau al barista), nemmeno ora lo conosco, però ho letto la sua "Lettera da Firenze". Conoscevo l'Oriana, avevo letto la "Lettera da New York", e chi non l'ha letta? Dire che sto con il primo e non con la seconda e' sia scontato che riduttivo. Inutile dirci fra di noi cose sulle quali siamo tutti d'accordo. Mi pare piu' significativo chiedermi perchè una persona mediamente informata come me mai aveva sentito parlare della lettera da Firenze, pur avendo seguito assolutamente ogni programma di approfondimento giornalistico dell'epoca in TV (per giornali e periodici chiedo venia, non li leggo tutti). Perchè mai in tutti quei programmi, i migliori compresi, si riescono a sentire sempre e solo le opinioni di quella decina di "soliti noti" a cui la pigrizia intellettuale e l'opportunismo da audience di molti giornalisti e il protagonismo degli onnipresenti attribuisce così l'impropria collocazione di "opinion maker", dal pensiero magari pluralistico, nel migliore dei casi, ma comunque unico?

Certo, c'e' quello stupefacente mezzo informativo che e' Internet, per fortuna, ma che ancora è mezzo elitario, sia per la sua intrinseca natura tecnologica, sia perche' richiede tempo, dispiego di energie e denaro.

Insomma, il nodo del mondo moderno, caro Sauro, è ancora e sempre quello dei media, TV in testa, come le persone piu' accorte, il nostro Presidente in testa, ben sanno.



by Melba

(clicca e scopri il suo sito)



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lunedì, luglio 29, 2002

FALLACI O TERZANI...NON CREDO AL MONDO DELLA FALLACI


Gestisco il sito dedicato a Tiziano da alcuni anni. Tiziano Terzani, prima di "Lettere contro la guerra" era conosciuto solo da chi, come me, si appassiona alle letture che narrano di viaggi e di reportage "alternativi". Quindi le mail che giungevano al sito www.tizianoterzani.com erano più che altro di persone che si complimentavano per lo stile di scrittura fluido e scorrevole che trasudava dalle pagine di libri come "Un indovino mi disse" raccontando di esperienze di viaggio fuori dagli schemi.

Poi, come per un incanto, da un silenzio assordante si è levata, in risposta alla lettera della Fallaci, il primo articolo di Tiziano dedicato alla situazione relativa all'attentato dell'11 Settembre. E tutto è cambiato. Gli accessi al sito si sono moltiplicati in maniera esponenziale e il tono delle mail è variato: da richieste legate ai libri passati, ora si guardava avanti: Terzani ha dato fiducia ai genitori spaventati dall'allarme pieno di odio che l'Oriana ha scagliato come un anatema contro tutto il mondo arabo.

Le mail dicono
-Grazie per avere rispecchiato la fiducia di un cristiano che non si ritrova nella "rabbia e nell'orgoglio
-Finalmente una voce fuori dal coro
-Ho una bambina di 3 anni e non riuscivo a credere al mondo disegnato dall'Oriana. Grazie a te, ora ho ripreso fiducia in un mondo migliore.

Credo che le mail dei "fan" di Tiziano possano parlare anche per me.

Io in un mondo migliore ci credo. Ancora.

Grazie barista, per crederci anche tu.
by Massimo De Martino



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FALLACI O TERZANI: IO NON SO NIENTE


“Cosa penso di ciò che e’ accaduto l’11 settembre 2001 ”, perché di Terzani o di Fallaci non so niente…
La dovuta premessa e’ che il mio “parere” non e’ sugli scrittori: asserisco, senza vergogna, di non aver mai letto alcuno degli scritti,
dell’uno e dell’altra. Quindi : “ cosa penso di quanto e’ accaduto negli States? “ Perché esiste il terrorismo? Tutto ciò che viene fatto contro il terrorismo e’ lecito? Se in America sono morte X persone, devono morirne X o X+n anche nei paesi attentatori? (sempre ammesso che il paese attentatore sia proprio quello individuato dagli americani …)

Dopo tutte le “missioni sante” perpetrate dagli americani, che vogliamo dire? Vogliamo fare un bilancio di morti, da una parte e dall’altra?
Le domande sono tante ed esigono una risposta. Mi sento di darne solo una: “ Il terrorismo non deve esistere, ma la vendetta neanche ”.
Individuare, cercare e processare , in base a fatti e prove inconfutabili, l’ideatore e fautore di un piano così diabolico e’ giusto, ma uccidere tutti, tranne lui, per odio o vendetta verso quella persona, non è giusto.

Uccidere e’ terrorismo.Uccidere in nome di un ideale, per me, e’ sempre e comunque terrorismo. Chiunque sia a perpetrarlo ed in nome di qualsivoglia ideale, e’ terrorismo. Loro lo fanno a noi e noi lo facciamo a loro… e se anche loro la pensassero così? Chi ha iniziato allora, ma, soprattutto, quando finirà questa guerra senza frontiere?

Se mi si chiede di dire “ Con chi sto “ io rispondo: “Sto con i morti che questa guerra genera ed ha generato , di
qualsiasi fede fossero, di qualsiasi nazione fossero, in nome di qualsiasi fede agissero…sono morti e niente li riporterà in vita.

Sto con i vivi.
Sto con i sopravvissuti.
Sto con chi vive nel terrore e sto con chi deve combattere per non essere preda di esso.
Sto con chi crede di essere nel giusto, ma che, in nome di quella giustizia, non e’ disposto al sacrificio umano.
Sto con chi non viene tollerato, perché diverso.

Sto con chi e’ oppresso e con chi lo sarà.
Sto con i vivi che sanno vivere con i vivi.
Odio tutte le forme di prevaricazione.

Se e’ stato Bin Laden, cosa che per me e’ ancora tutta da provare, solo lui deve essere preso e processato.
Se ciò avvenisse sono sicura che non avrebbe un processo giusto, e allora non so quanto io desideri che lo prendano.
E’ anche vero che finchè non lo prendono, l’America continuerà la sua guerra santa…e allora che dire:
meglio il sacrificio di uno, innocente o colpevole che sia, o di molti innocenti?

Per una volta…la prima che ho detto!
by Maggie



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domenica, luglio 28, 2002

NUOVA SETTIMANA E NUOVA PROPOSTA

Al bar si attendono altre rinascite e altre storie da mare. Intanto il barista suggerisce uno spunto alternativo


Ho comprato e letto "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani. Scrive il giornalista toscano il 14 settembre 2001 al Corriere della Sera da Orsigna: "Ho passato tutta la mia vita adulta in Asia e sono convinto che tutto è uno, la luce ha in sè il seme delle tenebre e al centro delle tenebre c'è un punto di luce. L'orrore dell'11 settembre era una buona occasione per farsi un esame di coscienza. Tutto il mondo aveva visto. Tutto il mondo avrebbe capito". Si è sbagliato.

Il 29 settembre è arrivata in via Solferino Nostra Signora Oriana con veleno e disprezzo per l'Islam, incenso e mirra per gli Usa.

Mi chiedo perchè alla Fallaci (che vive e scrive da un loft di Manhattan) sia stato dato così tanto rilievo sui mass media rispetto alle tesi di Terzani (che vive e scrive dal Pakistan).

Fortunatamente "Lettere contro la guerra" - Longanesi editore - è alla quinta ristampa.


QUESTO E' IL SITO DI TIZIANO TERZANI: www.tizianoterzani.com



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sabato, luglio 27, 2002

SE RINASCO...BLOGGANDO E' RINATA CON IL TRUCCO NUOVO


Da qualche ora è online la nuova versione della directory italiana di tutti i weblog. E' bella, colorata e la rinfrescata le ha davvero fatto bene. Complimenti a tutti.

by Il barista





SE RINASCO... RIFAREI TUTTO


Se potessi rinascere rifarei punto per punto tutto quello che ho fatto fino ad ora, sbagli compresi. Anzi, soprattutto quelli. Non ho rimpianti,
non ho rimorsi e nella mia vita mi sono presa tutte le soddisfazioni. I momenti tristi? Ci sono, impossibile evitarli... Ripeterei anche quelli: ti aiutano a crescere!
by Ld


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SE RINASCO... RIBACEREI QUELLA DANESE ALTA E BIONDA


Se nasco un'altra volta non arrivo fuori tempo massimo per raccontare a Barsauro la mia esperienza estiva. E considerato che questo desiderio non mi pare necessiti la mia reincarnazione per vederlo esaudito ci penso da solo. Ci ho ragionato un po' e sono giunto alla conclusione che il ricordo più bello che ho legato all'estate è quello del primo bacio. Un momento immaginato e atteso in maniera spasmodica. Se dovessi fare un paragone, 1000 volte più di quanto le renne di Babbo Natale aspettino il Natale per sgranchirsi le zampe. Però non fu sotto il vischio, ma in una lontana sera d'estate di ben 17 anni fa, a Marina di Massa, che andai incontro al mio destino di proto-amatore.

E lo feci non senza qualche paura supplementare, oltre alla naturale ansia del caso. La fortunata, ma bisognerebbe sentire lei, si chiamava Mette, ed era una danese (una ragazza non un cane) alta e bionda, con gli occhi naturalmente azzurrissimi in grado di stendere qualsiasi ragazzino dell'hinterland milanese se non chè quella invitante boccuccia aveva incorporato un aggeggio di metallo da cui i miei amici mi avevano premurosamente messo in guardia. "Guarda che se la baci ti resta incastrata la lingua nell'apparecchio" avevano sentenziato con un pizzico di invidia quel pomeriggio in cui comunicai loro con un tantino di vanità che sarei uscito con lei. Un monito che continuava a risuonarmi nelle orecchie quella sera di luglio mentre passeggiavamo mano nella mano sulla spiaggia al chiaro di luna (o di qualcos'altro ma mi sembrava chiaro). All'improvviso ci fermammo, e fu un attimo che durò un secolo, ci guardammo e avvicinammo piano piano le nostre labbra. Il resto fu automatico. Io chiusi gli occhi ma, sorpresa, non fu per la paura di restare impigliato all'apparecchio di Mette e di restare dissanguato. Anche il cappello da ferroviere che indossava e continuava a ricordarmi quel maledetto aggeggio metallico scomparve. Quel che successe poi fu strano ma bellissimo per quanto può essere bello il primo bacio. Per il resto la storia non ebbe un gran seguito.

Lei si fermò in campeggio un'altra settimana poi partì per tornare a casa. Ovviamente giurandomi amore eterno. O almeno quello fu quanto riuscì a capire nel mio pessimo inglese. Qualche settimana dopo, quando ero ancora al camping, ricevetti una lettera. Una di quelle lettere scritte con l'inchiostro colorato e profumato, piena di disegnini come usano scrivere le ragazzine per comunicarti le cose più terribili. Così Mette decise di dirmi che il suo amore non era poi tanto eterno come credeva e mi invitava con una dedica incomprensibile a proseguire la mia vita felice come la mia automobile. La trovai una cosa idiota. Per prima cosa perché avevo 14 anni e non potevo certo possedere un'automobile. Seconda cosa perché mi sembrava una frase senza senso, punto e basta. Me ne feci in fretta una ragione, ma il primo bacio che avevo dato nella vita non potevo certo scordarmelo. Così penso che quella macchina a cui si riferiva Mette fosse color argento. Come il suo bellissimo sorriso.
Il pescatore di asterischi


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mercoledì, luglio 24, 2002

SE RINASCO... VOLEREI GRAZIE AL KARMA


A parte il fatto che se rinasco voglio essere un uccello, comunque un animale che vola…
Però, se il mio karma dettasse diversamente e mi ributtasse su questa terra…con i piedi per terra…allora… sì certo..qualche cosina la
cambierei… Innanzitutto vorrei rinascere figlia unica…Poi, vorrei un padre impiegato e non dirigente…che possa così dedicare
A ME tutto il suo tempo libero.

Vorrei iniziare a fare i tornei di tennis a 14 anni e non a 18 come ho fatto…Vorrei essere più carina di come lo ero da ragazzina... Vorrei un’infanzia un po’ più normale, con fidanzatini e le uscite del sabato sera, compatibilmente con il tennis agonistico…
Poi, se la carriera tennistica me lo consentisse, come credo, andrei avanti e diventerei forte e, come tutti i tennisti in pensione,
diventerei maestra di tennis e farei la maestra a vita…magari sposata ad un altro atleta…

Se la carriera tennistica venisse stroncata, allora rifarei l’università, ma in 4 anni mi laurerei e poi farei un master in direzione aziendale e farei marketing e pubblicità…o meglio ancora mi butterei in qualche agenzia pubblicitaria…


Se il karma fosse così stronzo da farmi rinascere nella stessa famiglia e nelle stesse condizioni…allora rifarei tutto quello che ho fatto…
perché ho vissuto le mie scelte, le mie responsabilità… e dopotutto come sono adesso non mi dispiace affatto…Tutto considerato se il futuro sembrasse così roseo come mi sembra adesso, …perché no?
Dicono che se il karma ti fa rivivere la stessa vita allora è perche’
hai fatto qualcosa di sbagliato hai fatto soffrire qualcuno o non ti sei dato tutte le possibilità?
… fino ad ora solo una cosa mi sembra di aver sbagliato…: non ho mai mandato a quel paese i miei genitori… ma non credo che nella prossima vita lo farei mai…E quindi, alla fine, le mie vite, su questa terra, sarebbero tutte uguali… sigh…

Quindi intanto mi ringrazio… poi potrò mandare me a quel paese…Che ne dici?
by Maggie


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SE RINASCO... AVRO' LO STUPORE DI UN BAMBINO


Siete veramente sicuri di non poter rinascere? Siete certi di non aver mai aperto gli occhi con quello stupore dei bambini dicendo… tutto questo ha un colore nuovo, un odore che non ricordavo… un luccichio diverso…La prima volta che sono rinato avevo dato il mio primo bacio. Un po’ dolciastro come ricordo, ma vi assicuro che ho aperto gli occhi su un mondo nuovo. Si tratta solo di una sensazione perché la realtà – sfortunatamente documentata dal mio migliore amico – era quella di un bacio durante una sbornia. Dunque, l’aggettivo “dolciastro” in questo caso va letto non in senso metaforico, ma organolettico. Eppure…

La seconda volta che sono rinato è stata ancora più “sentimentale”: toccando la mano del mio primo bimbo. Se non avete figli è difficile da capire. Improvvisamente il mondo normale si riempe di pannolini, di notti insonni, di ansie e ansiolitici. Di grandi gioie e terrificanti timori, di momenti estatici e di ire furibonde.
Penso che rinascerò ancora. E ancora. E ogni volta sarà un’esperienza, una novità, una follia. Eppure una cosa semplicissima chiamata vita.

by Andrea

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martedì, luglio 23, 2002

SE RINASCO...MA QUESTA VITA E' POI TANTO INDEGNA?


E si ricomincia. Questa volta non sono ammessi sbagli, l'esperienza di una vita c'è. E partiamo anche con una possibilità in più: il barista Sauro, piccolo dio virtuale, ci offre un'ampia scelta. E allora ecco il dubbio amletico. Cosa o chi vogliamo essere? Troppo semplice gridare Berlusconi, Bill Gates o il clitoride. Rimaniamo un po' coi piedi per terra. Siete convinti che la vostra vita sia così indegna da non essere rivissuta?Domanda filosofica del cazzo, lo so. Però il nostro alticcio barista non è in grado di assicurarci una vita migliore. E quindi è ovvio che la scelta sarà senz'altro materiale. Un po' più di soldi. Magari puliti. Non vorrei ritrovarmi nei panni di Previti o Escobar.

P.S. Scommetto che sono in molti ad averlo pensato. Già sento le vostre voci levarsi in coro: "Sì, se rinasco voglio essere Michele!!!". Mi spiace, non credo che il mondo sia pronto per questo...


by Mike

PS DAL BANCONE: il barista rettifica: "piccolo dio virtuale".... perchè "piccolo"?


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SE RINASCO...RIFACCIO TUTTO, ERRORI COMPRESI


Ok .. ho alzato la mano la settimana scorsa, ammettendo di non aver avuto avventure estive ... ed ora oserei quasi dire che tornando indietro non cambierei assolutamente nulla. Mi faccio quasi schifo da sola. E non perchè dagli errori s'impara .. perchè se così fosse, se avessi imparato qualcosa tornando indietro agirei diversamente, invece vi dico che nonostante i miei errori tornando indietro rifarei nuovamente tutto .. ogni minimo errore io lo rifarei. Perchè è anche grazie al mio passato che ora sono così. L'unica cosa ... avrei curato molto di più le mie amicizie, persone che con il passare del tempo si sono perse di vista.
Quindi se nasco un'altra volta ...o rivivo questa vita passo dopo passo .. oppure se volete qualcosa di diverso, fatemi esser un'altra persona .. con un altro carattere .... ed avrò una vita diversa.

by Mae

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lunedì, luglio 22, 2002

SE RINASCO...DIVENTO DONNA O PRETE


Se nasco un'altra volta...divento donna o divento prete. Non credo sia facile vivere in un mondo maschilista come questo per una donna mediamente intelligente, ma credo proprio che vorrei avere le tette. Certo potrei operarmi anche adesso, ma io parlo di tette vere, di trucchi, di
armi seduttive senza limiti. Parlo di una vita diversa, di emozioni differenti. Parlo di attenzioni, di modi, di corteggiamenti, di scarpe...e di tutto quel fantastico universo che circonda il gentil sesso. Se potessi rinascere vorrei essere quindi femmina, se possibile anche bella...aiuta....

Altrimenti mi farei prete...immaginate che meraviglia...niente lavoro (intendo quello vero), nessun imbarazzo nello scegliere la camicia o gli abbinamenti da indossare al mattino, la possibilità di sapere i cazzi di tutti con la scusa della confessione, mangiare a sbaffo,
stare in mezzo ai giovani e dir loro delle cose sagge o presunte tali. Unico neo? il celibato forzato...ma del resto a qualcosa dovrò pure rinunciare, e poi chi è senza peccato scagli la prima pietra...

by Yago

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SE RINASCO...SOGNANDO L'AFRICA

Certo di errori nella vita se ne fanno tanti e capita spesso di ripetersi: "Ah, se tornassi indietro, non...". In verità la mia vita, seppure con tutti gli incidenti di percorso, mi va bene così com'è con le gioie e i dolori, ma se chiudo gli occhi mi piace sognare ad un'esistenza completamente diversa. Passando da un eccesso all'altro: dalla vita spericolata di una professionista del crimine, a quella più squinternata di una diva del cinema, a quella di una mamma di quattro gemellini divisa tra pannolini e pappette. Ma la storia che sogno più di frequente e che solo per mancanza di coraggio non ho mai realizzato è quella di una donna, che viaggia per conoscere ogni angolo di questo mondo e decide di diventare una volontaria.
Sceglie di andare in Africa per dare una mano a un'equipe di medici in un villaggio dove manca tutto. Mi vedo vestita con una tunica in lino beige, i capelli rasati come un maschiaccio, a piedi nudi sulla terra sabbiosa che ti ricopre ogni scampolo di pelle scoperta. Fa caldo, ma si sta bene. Attorno una nidiata di bimbetti con gli occhi sgranati e le manine tese verso di me. Le emergenze sono all'ordine del giorno e le 24ore corrono tra flebo, siringhe e garze. Non c'è tempo per riflettere in terra d'Africa, bisogna solo darsi da fare per aiutare chi ne ha bisogno. E a fine giornata sdraiarsi sulla propria branda e ripensare alle fatiche è la più bella soddisfazione che possa sognare. Se le forze me lo consentono trovo anche il tempo per scrivere degli appunti su tutto quello che mi succede attorno e per scattare qualche foto ai miei compagni di villaggio. Manca solo un tassello per completare la storia: come finisce l'avventura africana? Forse l'avventura si trasforma in una scelta di vita e dall'Africa quella donna non se ne va più.

by Elena

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SE RINASCO....ECCO L'ELENCO DEL BARISTA


Due o tre cose credo le sistemerei presto. Ad esempio non penserei subito a questo mestieraccio che è il giornalismo, rovinandomi le estati in pretura piuttosto che in fantozziane conferenze stampa. Poi non cercherei più a 18 anni la donna della mia vita. Poi avrei dovuto fare ancora più di testa mia. Avrei dovuto fare più vacanze a Rimini, Riccione & dintorni. Avrei dovuto fermare il tempo quando vedevo giocare Platini, Bruno Conti, Van Basten e Maradona. Niente mi avrebbe trattenuto dal correre a Torino o Udine per vedere Prince. E mi sarei messo a stecchetto appena quei tre numeri sul display della bilancia cominciavano a salire da 65 a 93.
E ne avrei ancora parecchie da dire…

by Il Barista

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NUOVA SETTIMANA... NUOVO ARGOMENTO

Se nasco un'altra non farei più questo.... anzi comincerei prima a... mi guarderei bene dal... Avete mai pensato a cosa fareste se vi fosse data la possibilità di rinascere alle vostre condizioni? E non ditemi che "rifarei tutto quanto ho fatto perchè anche dagli errori s'impara".

SE NASCO UN'ALTRA VOLTA.... RACCONTALO AL BARSAURO!


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sabato, luglio 20, 2002

CARLO GIULIANI, UN ANNO DOPO


Il primo (e speriamo resti l'unico) martire del popolo di Seattle morì in piazza Alimonda giusto un anno fa. Oggi ho visto i tg e mi chiedevo se la morte di Giuliani sia accaduta realmente. Ho visto gente fischiare Luciano Violante perchè ha reso omaggio ad un giovane ucciso mentre tirava un estintore contro un coetaneo del suo stesso umore ma dalla divisa di un altro colore. Ho visto salutare Sergio Cofferati come un leader, quasi che Casarini e il n.1 della Cgil fossero un tutt'uno. Ho visto l'assoluta e scontata latitanza di forziatalioti. E ho capito che la vita di un giovane non è servita proprio a niente. Non è proprio cambiato niente di niente.

Finiremo presto in un vicolo cieco.
by Il Barista

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STORIE DA MARE: IL PREPOTENTE E IL MIO PRINCIPE AZZURRO


1975: avevo solo 3 anni. A casa nostra arrivò un amico intimo di mio padre, siciliano, con i suoi quattro figli. Uno aveva la mia età. Divenne il mio compagno di giochi. E la pagò cara. Pochi giorni prima del suo arrivo, giocavo con la mia bambolina su un mucchio di sabbia. Arrivò un bambino, 3 anni anche lui, prepotente. Distrusse la casetta che avevo costruito alla mia bambola. E io lo picchiai.
Beh, lui da quel giorno decise che mi avrebbe sposata. E quando vide che io preferivo a lui il mio amichetto siciliano, si armò di coraggio e andò da mio padre per chiedere spiegazioni. Mi ritrovai davanti alla scelta: fidanzarmi con lui o con l’altro. Scelsi l’altro, il siciliano. Allora non sapevo che, dopo quell’estate, il mio “principe azzurro” non l’avrei più rivisto per tanti, lunghi anni. Il “prepotente” comunque si vendicò picchiandolo a sangue.
1990: ormai avevo 17 anni e del mio “principe azzurro” mi restavano solo le tante lettere che, fino a sette anni prima, avevamo continuato a scriverci. Il “prepotente”, invece, c’era ancora, c’era ogni estate e cercava di convincermi a diventare la sua ragazza. Inutilmente. Quell’anno, però, era certo di farcela. E accadde l’imprevedibile.
Un giorno, era metà agosto, qualcuno bussò a casa mia: andai ad aprire e mi ritrovai davanti un bel ragazzo (mamma quant’era bello!). Beh, non ci credereste mai: era il mio principe azzurro. Passarono tre giorni bellissimi. Purtroppo, però, la mia improvvisa “scomparsa” preoccupò il “prepotente”, che non ci mise molto a scoprire quello che stava accadendo.
Preparò la sua vendetta: mi aspettò davanti al cimitero del mio paesino, dove mi ero recata con la mia migliore amica. Mi aggredì a parole.. e io risposi a schiaffi. Caspita che lite ragazzi: io le ho prese, ma lui non credo che dimenticherà mai le botte che gli ho dato. E da qual giorno non gli ho più rivolto la parola.
Per la cronaca: il principe partì proprio quando stava per accadere qualcosa. Lo rividi due anni dopo, per mezz’ora, poi più niente. Ci scrivemmo per qualche anno.
A volte mi chiedo che cosa potrebbe succedere se, un bel giorno, prendessi il primo aereo e mi recassi a casa sua…
by
Maria

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venerdì, luglio 19, 2002

STORIE DA MARE: DUE GIORNI CHE STRAVOLSERO ANNI DELLA MIA VITA


Storie da mare e di città visto che la mia è una città di mare. Estate 1995. Chi ha detto che il colpo di fulmine non esiste? Chi non l'ha mai provato! Poi magari ti sposi con il compagno d'asilo, quello che avevi al fianco il giorno in cui hai messo i denti e di cui non ti ricordi neanche il nome, ma almeno una volta tutti restiamo illuminati da uno sconosciuto. Beh, la mia folgorazione risale a quella storica estate che le amiche ricordano come l'inIzio del loro calvario... ore e ore ad ascoltare i miei ricordi del cuore. Patetico in effetti!
Conosco un tale, scambio due parole e non me lo dimentico più. Scopro da amici comuni che sta per laurearsi in ingegneria. Subito dopo partirà per l'estero. Ho una settimana per: attaccare, conoscerlo e se possibile fare in modo che si ricordi con un certo interesse di me! L'impresa è ardua. Spreco tre giorni a rincorrerlo nei corridoi dell'università. Non lo vedo, e se lo vedo lui non vede me. Al quarto giorno ci incontriamo alla stessa grigliata sulla spiaggia. Che caso! E dire che avevo sgiunzagliato solo tutti i miei 007 per scoprire dove sarebbe andato quella sera! Quando scocco l'ora x, dico le solite due frasi di circostanza, lui sorride e se ne torna inesorabilmente nel gruppo.
Quinto giorno. Sagra della ciliegia, evento mondano e un po' boccaccesco tipico della Trieste che pulsa. Ormai non spero più di farcela. Mi consolo con la frutta, afferro una ciliegia e, siccome è la prima della stagione, esprimo il mio desiderio. "Logisticamente non so come possa accadere, ma speriamo che in due giorni capiti tutto quello che ancora non è successo!" Non l'ho neanche messa in bocca che mi sento tirare per un braccio: "Ciao, sono Pietro. Ti ricordi di me?"
Diciamo che mi ricordavo. I due giorni che rimanevano, quelli prima della partenza, hanno stravolto tanti anni della mia esistenza, nel bene e nel male. E' accaduto quello che speravo ed anche molto, molto di più. Così ho pensato che la vita a volte stupisce oltre ogni possibile immaginazione!

(La storia con Pietro è finita male... Ho detto che per l'emozione la ciliegia non l'avevo mangiata!)
by
Anton

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giovedì, luglio 18, 2002

STORIE DA MARE: "UN'ALTRA VOLTA IN BARCA? NO"


C'e' chi farebbe carte false per poter fare una vacanza gratuita su una bellissima barca a vela da 14 metri.... IO...no!!! Lo dico a ragion veduta e soprattutto perche' ho già dato, come si dice a Roma... Due anni fa ho passato 15 giorni su una bellissima barca a vela, in compagnia di persone mai conosciute, ma estremamente educate ed affabili... L'unico neo il Capitano/skipper, nonchè proprietario, della barca: un pazzo scatenato ....
Ti dico solo che quando il mare era grosso tutte le barche rientravano...e solo noi uscivamo...in mare aperto poi......neanche "sottocosta"...
Un giorno gli ho chiesto dove fossero i giubbotti di salvataggio ( visto l'andazzo ! ) e lui mi rispose così : " ma lo sai che non me ne ricordo? "

Una altra volta abbiamo lanciato il salvagente ad uno di noi, caduto in mare, e... la ciambella non aveva la corda attaccata... Beh...se non altro, non affogò...Sono arrivata agli ultimi giorni sperando che ogni giornata fosse senza vento...il che e' il colmo per chi "ama" la barca a vela...
Fortunatamente non ho avuto mai, pur essendo la prima volta che andassi in barca, nessun problema di stomaco... Come ho risolto i miei problemi con il capitano? In cambusa...seduta o sdraiata, aspettando che le sue "avventure marittime" avessero termine... Tra virate, cazzate alla randa, nodi da marinaio e capitani coraggiosi ( per non dire incoscenti ! )... la vacanza terminò...ed io fui salva! Quest'anno il capitano mi rivuole con se: dice che gli piaceva troppo come scrivevo il diario di bordo... Credo che dovra' fare a meno di me... a meno che non cambi il capitano...!!! Il che...ahime', dubito fortemente possa accadere...!
Credo che sia un'esperienza che rifarei...sì, ma in altre condizioni! Solo un commento: anche dalla cambusa, la barca a vela e' bellissima e una vacanza in barca a vela la auguro a tutti... è un'esperienza che va fatta...

by Maggie


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mercoledì, luglio 17, 2002

STORIE DA MARE: UN GUERRIERO IN GONNELLA

Lo cantava anche Luca Carboni: mare, mare, mare, ma che voglia di arrivare... Sogni la tua prima vacanza al mare da accoppiata e rischi di ritrovarti scoppiata dopo un solo giorno di spiaggia. Dura realtà quella della gelosia sul bagnasciuga soprattutto se scopri questo sentimento per la prima volta. Certo che al mare gli amori sbocciano in poche ore e muoiono altrettanto velocemente, ma il gioco degli sguardi e il cucco da spiaggia sono una realtà quotidiana irrinunciabile. Senza volerlo. Così dopo solo 24 ore di beata e ingenua tranquillità sotto l'ombrellone scoprii che tra le onde del mare e i granelli di sabbia si nasconde anche quella brutta bestia che è la gelosia. Non ho guardato al di là della mia sdraio e di quella del mio compagno, ma non è bastato per insinuare il dubbio in lui che potessi aver ammirato per un'intera giornata il bagnino appollaiato sulla seggiola da regista a pochi metri da me. Inutile spiegare ad un uomo testardamente geloso che i tuoi occhi non sono mai andati oltre il suo corpo e altrettanto inutile fargli capire che, se anche fosse, quel bagnino non ti piaceva..
Lui continuerà a credere che tu ti sei presa gioco del tuo amore per conquistare l'attenzione di un bagnino. Non importa se invece per te quel ragazzotto che vigila sui bagnanti non è proprio un granché. La discussione comincia per gioco, ma finisce con parole grosse. E quando sfinita non sai più come spiegare che tu gli sarai sempre fedele, decidi che non c'è altro da fare che abbandonare fidanzato e bagnino...
Nella camera d'albergo trasformata in un campo di battaglia, semini costumi e vestiti, scarpe e asciugami, tirando tutto quello che ti passa tra le mani nella direzione del tuo compagno nell'inutile tentativo di farlo rinsavire. Alla fine il guerriero in gonnella si arrende. E comincia la fase della raccolta di beni e preziosi. Il silenzio cala dentro la stanza, riordini la tua roba, la riponi in valigia e ti prepari ad andartene da quel mare che dopo tutto è stato solo causa di un terremoto irrefrenabile. Armata di bagagli, ti avvii verso l'uscita dall'albergo lasciando il tuo innamorato in preda a sensi di colpa e alla gelosia inarrestabile che lo divora.
Mare, mare, mare... ma chi ha detto che al mare gli amori nascono e non muoiono?
by Elena

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martedì, luglio 16, 2002

STORIE DA MARE: QUANDO CONOBBI AL MARE ANDREA PAZIENZA


Agosto '81 San Menaio ( Peschici-Gargano), campeggio Calenella. Eravamo un gruppone di circa 15 ragazzi/e partiti da Prao (io son di Prao e vò essé rispettao..) tra i 17 e 20 anni (e poco +), 1 dei quali il mio amico Borabora xso x i fumetti di Pazienza (allora ancora non troppo conosciuto), quando, durante un tranquillo pomeriggio di noia, l'altoparlante del campeggio chiamò al telefono "andreapazienza"!!! Scattarono immediatamente le ricerche e quando fu individuato ci presentammo alla tenda dove, con altri tipi strani, stava fumando (cannoni poderosi) e scazzando...
Borabora cominciò una specie di intervista, ma lui non voleva saperne di dire quello che il mio amico voleva sentirsi dire e quindi la situazione si "appollottolò" su stessa.Allora Hilde aprì la sua cetra e tirò fuori i diamanti...così raccontai io le vicissitudini che avevo passato (1 viaggio a Sansevero con 2 strafatti da paura, approccio col pusher-contrattazione-fregatura-lite con gli strafatti e ritorno scazzati come scimmie!! tutto x un briciolo di "fumo") pochi giorni! prima...Il silenzio si fa totale, nessuno mi caca un pò, allora capiamo che "si è fatta l'ora" e ce ne andiamo....
A casa, al ritorno dall'estate, Borabora mi porerà poi "l'ultimo numero" di un fumetto (non ricordo + quale) con una storia di Paz. Si chiama "Un'estate". Comincia dal campeggio Calanella, va fino a Sansevero e ritorno - è x filo e x segno la mia storia!!!! Soddisfazione!! Goduria!!! ...
E il sesso vi chiederete????? quante volte l'avete raccontato senza averlo fatto??? beh 1 volta tanto fatelo senza sentirvelo raccontare!!!!

by Mirza (e il suo sito)

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lunedì, luglio 15, 2002

STORIE DA MARE: A FERRAGOSTO LE STELLE SON CADUTE DAVVERO

Metti una vacanza al mare. Metti una vacanza al mare in compagnia a 18 anni. E metti che nella compagnia c'è pure un tipo che ti piace parecchio, ma con cui non hai mai osato farti avanti e che di te potrebbe proprio infischiarsene. Metti il mare, il sole, la spiaggia, le notti senza fine in discoteca tra musica a palla e cocktail che ti fanno perdere la ragione al secondo sorso. Metti che sia notte, non una qualsiasi, ma la regina delle notti d'estate. A Ferragosto non si può non andare in spiaggia a vedere una marea... di stelle che potrebbero cadere. E così mettiamo che sia andata anche quella notte d'agosto. Una quindicina di amici, nessuna coppia, ma molto affiatamento e sguardi ammiccanti tra fanciulle e giovanotti. Il mare è calmo, il cielo limpido e pulito, la spiaggia profuma di salsedine e iodio. Gli ombrelloni sono chiusi, le sdraio sono state riposte, ma quella notte non è fatta per il silenzio e la tranquillità del mare... nell'aria c'è l'amore. Camminiamo tutti! insieme lungo la battigia, poi scegliamo un gruppetto di sdraio e ombrelloni dove andare a sdraiarci per guardare meglio il cielo.
Quando lui sceglie proprio la sdraio vicino alla tua. E' bellissimo. Sembra uscito dal più bel film visto fino a quel momento e il rumore delle onde è solo la colonna sonora. Una bellezza non comune. Gli occhi luccicano più delle stelle che brillano in cielo, sprigionano gioia e felicità, il sorriso conquista a prima vista, per non parlare del suo fisico da modello, petto scultoreo e muscoli appena accennati. Mi sdraio sul lettino e guardando le stelle rivedo la sua immagine sulla spiaggia e il brivido che ho provato quando i nostri sguardi si sono incrociati. Un sorriso tra noi... più di mille parole. Lo spettacolo comincia, lui sta vicino a me e le stelle... cadono. Esprimo un solo desiderio. E prima della fine di quella notte d'agosto sulla spiaggia si avvera. Quella fu l'unica volta che San Lorenzo volle esaudirmi... ma valse per mille desideri inascoltati.
by B.K.

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domenica, luglio 14, 2002

STORIE DA MARE: METTI TRE VITELLONI BERGAMASCHI A RIMINI


Estate 1988. Tre bergamaschi e il sogno di migliaia di coetanei orobici e bresciani: Rimini. La riviera del divertimento. Io, Gigi e Luca a ritmo di bomboloni, beach volley e ore piccole avevamo colonizzato un intero bagno, quello di tale Gilberto (vecchio lupo di mare romagnolo riciclatosi nell’offrire ospitalità a turisti come noi). Le ragazze non mancavano, anche se – al solito – io con loro parlavo, Gigi e Luca con loro andavano dritti i fatti. E che fatti, a sentire i puntualissimi resoconti erotomani del giorno dopo. Fin quando non arrivò tale Anna, di professione parrucchiera dalle parti di Trieste o Treviso. Di lei ricordo oggi solo il bikini leopardato. Io 17 anni, lei dieci o undici in più. Una conquista simile avrebbe zittito Gigi, Luca e compagnia bella per almeno dodici mesi filati. Uscivamo in tre e lei non aveva occhi per me. Io non avevo occhi per lei, ma i compagni di brigata mi avvisavano del suo interesse. Con Anna io avrei dovuto fare i fatti, Gigi e Luca parlare. Io avevo la testa altrove eppure una sera presi il coraggio a due mani e le chiesi di uscire. Soli. Appuntamento ad un bar sulla passeggiata. Quattro chiacchiere, altre due parole poi un’occhiata accondiscendente. Era giunta l’ora dell’infrattamento in spiaggia.

Tutt'altro: ognuno prese la sua strada e non ci siamo visti mai più.


PS =Tredici anni dopo io e Luca siamo ottimi amici ed entrambi sposati, di Gigi abbiam perso le tracce (comunque è sposato e ha due figlie). E gli sfottò per quella sera non sono ancora finiti del tutto.

Il Barista




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NUOVA SETTIMANA... NUOVO ARGOMENTO

Spiagge, immense ed assolate, Spiagge già vissute, amate poi perdute, In questa azzurrità, fra le conchiglie e il sale, Quanta la gente che, ci ha già lasciato il cuore. Spiagge, Di corpi abbandonati, Di attimi rubati, Mentre la pelle brucia, Un'altra vela va fino a che non scompare, Quanti segreti che, appartengono al mare.

ALZI LA MANO CHI NON HA MAI AVUTO UNA STORIA SENTIMENTALE IN VACANZA: UNA COTTA, UNA SBANDATA, UNA STORIA SOLO DI SESSO.... RACCONTALA AL BARSAURO!


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