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martedì, maggio 06, 2014

A quando un'altra Napoli-Fiorentina?

Se questo è calcio preferiamo starcene a casa o spegnere tv e/o Internet. Meglio un libro o la playstation che vergognarsi per l’ennesima pagina nera del pallone italiano. Gli aggettivi sono fondamentali: “ennesima” e non “ultima” perché alzi la mano chi crede che non ci sarà un’altra Napoli-Fiorentina prima o poi. E pensare che solo un paio d'anni fa qualcuno la buttò lì, all'indomani del calcioscommesse: "Se questo è il calcio meglio fermarlo un anno" azzardò Mario Monti. Apriti cielo: guai a toccare il giocattolo nazionale, la macchina da soldi e consenso.

lunedì, aprile 22, 2013

Addio a Ruggeri, presidente di una volta

Alla fine hanno avuto la meglio razionalità e scienza. Ancora una volta sentimento e umana speranza hanno issato bandiera bianca. Ivan Ruggeri se n’è andato dopo un calvario di cinque anni, con il corpo adagiato in un letto ma con l’anima chissà dove. Ci sono posti migliori per l’anima vagante di un corpo immobile ma a noi piace sognare che Ruggeri abbia spaziato sul prato verde del Comunale o su quelli altrettanto colorati del Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia

Il resto è scritto qua
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domenica, maggio 24, 2009

MALDINI E LA VERGOGNA MILAN

Lunedì è stato seppellito per sempre lo "stile Juve". Domenica qualcuno ha fatto di peggio. Lo stadio di San Siro ha salutato nel peggiore dei modi un Campione del calcio italiano, Paolo Maldini. Lo striscione della vergogna in curva sta facendo il giro del mondo e resterà come una macchia indelebile per anni sul Diavolo. Come la retrocessione e come Galliani che ritira la squadra perché si spengono le luci dello stadio. Inutile entrare nel merito con chi appoggia il culo nelle curve degli stadi di Italia. Sarebbe fiato sprecato. Magari qualche parola andrebbe spesa per chi dentro la società non ha difeso l'uomo-Paolo-Maldini, scendendo magari in campo con lui per mandare a quel paese chi ha esposto quello striscione.

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giovedì, gennaio 22, 2009

"MOURINHO UNO DI NOI"

L'avevamo detto in tempi non sospetti. Mourinho è un tecnico normale ma un comunicatore mostruoso. Solo da una mente geniale poteva uscire la seguente frase, rivolta dal portoghese ai suoi dopo l'umiliante sconfitta di Bergamo: "Il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perché non c'era nessuno. Il terzo all'ultimo minuto. Siete una squadra di ..."

E sul "squadra di" si può aprire il dibattito. Il resto è leggenda

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mercoledì, ottobre 01, 2008

EVVIVA MOURINHO

Sarà anche il più odiato da tutti e di tutti ma Mourinhno ha un suo pregio: nel grigio e cupo conformismo del calcio italiano sembra un grattacielo. Vale la pena attendere i collegamenti nel dopopartita con Sky-Rai-Mediaset per sentire le sue perle di saggezza. Perle che spesso equivalgono a stronzate da un punto di vista tecnico-calcistico ma che escono da ore e ore di frasi copia-e-incolla del tipo "l'importante è lavorare bene in settimana poi quello che arriverà arriverà", "il nostro obiettivo è raggiungere la salvezza al più presto" oppure "voglio dare il massimo per ricambiare la fiducia di allenatore. tifosi e compagni". O meglio ancora "sono qua perché mi è piaciuto il progetto della società e del presidente". Ma che cazzo di progetto vuoi che abbia una società di calcio?? Salvare la foresta dell'Amazzonia o combattere la fame nel mondo?

Una squadra di calcio di Serie A deve giocare per vincere o salvarsi, in modo da garantirsi l'esistenza con sponsor e tv l'anno seguente. Al massimo può servire per togliere ragazzi da tentazioni strane. Per questo
EVVIVA MOURINHO, LA FACCIA MENO DI BRONZO DEL NOSTRO CALCIO

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mercoledì, luglio 30, 2008


RAI, SERVIZIO PUBBLICO PADANO

Cose da non credere. La cara vecchia (ed evidentemente malata di Alzheimer) RAI ha mandato in onda due volte uno speciale giornalistico sulla vittoria di una formazione di calcio denominata "Padania" in una specie di campionato mondiale di calcio contro lapponi, curdi, provenzali e compagnia cantanti.

Le scene viste su Rai 2 domenica pomeriggio e in replica martedì notte sono delle più tristi: campi degni della nostra Seconda Categoria, padani che schierano ex calciatori di serie A contro emeriti sconosciuti e che si esaltano per essere campioni di non sa quale mondo.

Ma se loro, i padani, si divertono così facciano pure. Tirando calci a un pallone non fanno del male a nessuno. Ma la Rai? Quanto è caduta in basso per mandare in onda uno speciale giornalistico simile? Perché non dedicare 30 minuti alla Trinacria che vince i Mondiali del mondo PANARABO o alla SARDINIA campionessa mondiale tra tutte le isole del pianeta?

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lunedì, marzo 31, 2008


BAGGIO, DA "DIECI" ALLA "GAZZETTA" CON TANTI SCONGIURI

Nuova Gazzetta e nuova prima pagina dedicata al Divin Codino. Sabato il più venduto quotidiano sportivo d'Italia ha presentato il suo restyling con grafica e - soprattutto - formato nuovo. Per lanciare l'evento un'intervista a Roberto Baggio, ossia uno dei più grandi calciatori del nostro Paese e sicuramente il più schivo alle interviste. Lo scoop giornalistico c'è ma c'è anche una dimenticanza da scongiuri: Baggio aveva rotto il suo silenzio circa un annetto fa per lanciare un quotidiano sportivo nuovo di pacca, alias Dieci. Ci aveva messo anche la faccia con alcuni spot tv. Peccato che quel quotidiano abbia chiuso nel giro un mese.

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venerdì, marzo 14, 2008

PICCOLI BLOGGER CRESCONO

Un blog tutto nuovo è quello di Giovanni Di Stefano dove il nostro spazia addirittura a 361 gradi. Stranocalcio invece parla del pallone made in Europe

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lunedì, gennaio 14, 2008

MILAN, DA OLIVEIRA A PATO

"A San Siro è nata una stella". E' il commento più morigerato all'indomani del debutto di Pato con la maglia del Milan. Il ragazzo ha stoffa da vendere, non c'è dubbio, ma qualcuno si ricorda come debuttò tale Oliveira in Milan-Lazio della scorsa stagione? Un gol e una partita da otto in pagella tanto che Repubblica scrisse: "...Ma la squadra di Ancelotti ha scoperto di avere in mano un giocatore, Oliveira, che se non farà proprio i gol di Shevchenko, potrà dare un apporto notevole all'attacco rossonero in cui, in attesa del risveglio di Gilardino, Inzaghi continua a essere l'uomo di maggior peso."

Il resto è storia da "Allenatore nel Pallone 3"



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giovedì, gennaio 03, 2008


BUFFON, POVERO N'KONO

Dire che un portiere, il più forte sulla faccia della Terra, è scivolato su una buccia di banana non è bello per niente. Eppure stavolta anche gli juventini riconosceranno la caduta di stile del numero uno di Juve e Nazionale nel dichiarare di aver chiamato il primogenito Thomas Louis "perché è il nome del grande portiere del Camerun N'Kono" mentre Louis "perché è corto".

Tralasciamo le ragioni della scelta del secondo nome (perché non Pio oppure Axl o Ba?) ma pensiamo a Thomas.

Thomas N'Kono, mitico portiere nero in tuta grigia che difese i colori dei Leoni D'Africa ai Mondiali "82 e fu trafitto da Graziani (all'epoca con i capelli e senza gli attuali inguardabili occhiali). Se è legittimo e comprensibile chiamare un figlio come si vuole (leggasi Chanel Totti ed Oceano Elkann) è altrettanto normale esporre il fianco alle critiche se ne rendono note le motivazioni. Della serie: per fortuna che tra gli idoli di Buffon non c'erano portieri come Malgioglio (all'anagrafe Astutillo) e Carmignani (Gedeone). Oppure il russo Jascin (Lev, che era pure corto).

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martedì, dicembre 04, 2007


ZITTI E FAIR PLAY: E' UN ORDINE!

Antonino Matarrese ha colpito ancora. Con una poco invidiabile arguzia e un tempismo quanto mai fuoriluogo ha deciso che da gennaio su tutti i campi della Serie A scatterà il cosidetto "terzo tempo". Una stretta di mano, una pacca sulla spalle e un "in bocca al lupo" per dimostrare che anche il calcio sa chiudere con l'agonismo violento e darsi al fair play..

Peccato che tanto sforzo sia arrivato grazie alla Fiorentina, prima società a sperimentare a sue spese il gesto con l'Inter. Matarrese non aveva autorizzato il terzo tempo domenica: "vuoi mai che tra Ibra e Mutu scappi un buffetto a fine incontro o che Materazzi torni Matrix alla vista dei viola".

Una volta visto in tv che tutto è filato liscio e che i media hanno accolto positivamente la cosa, Matarrese è saltato sul carro del vincitore. Avanti c'è posto miei democristiani della Prima Repubblica !!!

Ragionando però, la domanda sorge spontanea: "Che fair play può essere quello imposto dall'alto"?

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martedì, agosto 21, 2007

A LIVERPOOL RICORDANO 96 TIFOSI MORTI. E L'HEYSEL?

Il Liverpool Fc ha intenzione di lasciare 96 posti vuoti nel suo nuovo stadio per ricordare le vittime della tragedia di Hillsborough del 15 aprile 1989 quando altrettanti tifosi morirono per la calca umana che premeva per assistere a una semifinale di FA Cup. Lodevole iniziativa visto i tempi che corrono.
Sarebbe perfetta se a quei 96 seggolini per sempre vuoti ne aggiungessero uno solo. Un novantasettesimo dedicato a:
Rocco Acerra (29 anni) Bruno Balli (50) Alfons Bos Giancarlo Bruschera (21)
Andrea Casula (11) Giovanni Casula (44) Nino Cerrullo (24) Willy Chielens Giuseppina Conti (17) Dirk Daenecky Dionisio Fabbro (51) Jaques François Eugenio Gagliano (35)
Francesco Galli (25) Giancarlo Gonnelli (20) Alberto Guarini (21) Giovacchino Landini (50) Roberto Lorentini (31) Barbara Lusci (58) Franco Martelli (46) Loris Messore (28) Gianni Mastrolaco (20) Sergio Bastino Mazzino (38) Luciano Rocco Papaluca (38) Luigi Pidone (31) Benito Pistolato (50) Patrick Radcliffe
Domenico Ragazzi (44) Antonio Ragnanese (29) Claude Robert Mario Ronchi (43) Domenico Russo (28) Tarcisio Salvi (49) Gianfranco Sarto (47) Amedeo Giuseppe Spolaore (55) Mario Spanu (41) Tarcisio Venturin (23) Jean Michel Walla Claudio Zavaroni (28)

Ossia le 39 vittime della strage dell'Heysel quando per la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool persero la vita 32 italiani, 4 belgi, 2 francesi e un irlandese. I Reds ad oggi dedicano questa pagina a quella maledetta partita.
(fonte Wikipedia)

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