sabato, agosto 10, 2002
mercoledì, agosto 07, 2002
Ronaldo non è un ingrato, ma è uno schiavo pure lui - come tanti colleghi calciatori - del Re denaro. Quella che sta mettendo in atto mi sembra solo una bella trovata per farsi aumentare i soldini e raggiungere il cachet di Vieri. Ora Moratti dovrà decidere se rimpolpare lo stipendio del suo pupillo e sperare che in ottima forma possa dare i frutti sperati. Oppure salutare il brasiliano cedendolo a chi lo richiede? Ma che almeno lo faccia a caro prezzo. In ogni caso credo che a guadagnarci sarà sempre l'ingrato Ronaldo. Lui che con quella sua faccetta angelica ci aveva fatto sperare nel calcio buono, fatto di fatiche sul tappeto verde, senza troppo inseguire fama e guadagno. E invece no.
Ha il coraggio di dire che a Milano si sente triste e già ce lo immaginiamo con le lacrime agli occhi, in una città nebbiosa e caotica, lui che vorrebbe scorazzare per lidi più solari e festosi. Ma se quei quattrini in più dovessero arrivare, che farà il saggio Ronaldo? La sua tristezza svanirà o resterà malinconico e sconsolato a giocare in questa lugubre Milano?
by Biba
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Tipica storia da chiacchiere al bar quella sul futuro calcistico di Ronaldo di questi giorni. Per un appassionato di calcio, non tifoso dell'Inter, rimane troppo assurda e vergognosa la vicenda di un giocatore campione del mondo d'ingratitudine verso una società e una nazione che l'hanno accolto a braccia aperte, l'hanno esaltato quand'era un calciatore integro, l'hanno atteso e hanno sofferto con lui durante la sua assenza.
Infine hanno gioito nel rivederlo in campo. "Ronie è un patrimonio del calcio", era uno degli slogan. Beh, spero che un patrimonio simile non finisca in eredità a nessuno.
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Un'intera vacanza da buttare dalla finestra non ce l'ho. Qualche spiacevole contrattempo non è mancato. Ad esempio una delle ultime estati da single a Rimini quando si organizza la fantozziana partita a pallone tra turisti suddivisi per albergo o per numero di bagno. Eravamo in tanti ma riuscii a partire titolare (30 chili fa, ndr) con un pronti via niente male. Peccato che verso il quarto d'ora la foga di arrivare prima, mi fa appoggiare male il piede sul pallone con seguente crac degno di un professionista. Partita finita, borsa del ghiaccio e ultimi scampoli di vacanza trascorsi in albergo a giocare a carte. Poi mollai tutto e tornai a casa da solo. Niente male anche il viaggio in America quando a Boston mi controllarono per filo e per segno con raggi x e dintorni: non volevano lasciarmi passare perchè ho un cognome difficile da pronunciare negli States. Del resto Bin Laden si nasce.
by il barista
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L'anno era il 1975, in Portogallo c'era appena stata la "rivoluzione dei garofani", come per tanti ragazzi quella meta ci sembrava l'unica
possibile per le vacanze. Un genitore munifico, il mio, presto' il camper: un lusso. Partiamo in 4, ben affiatati credevamo ingenuamente. Io, il mio ragazzo e una coppia giovane come noi, sposata. Passano solo due giorni e scopriamo quanto la convivenza porti alla luce aspetti del carattere impossibili da valutare in altre circostanze. Il campeggio e vacanze simili, come si sa, necessitano della collaborazione e della tolleranza di tutti. L'altra ragazza, scopriamo, non ha nessuna intenzione di alzare paglia e collaborare all'avventura per gli aspetti pratici, che in campeggio non sono pochi: lei non guida, non fa la spesa, non porta pesi, non cucina, non lava.
Il marito fa del suo meglio per coprire la sua "assenza", ma appare immediatamente chiaro che non ha intenzione di farla muovere o di discutere con lei. Lei, in compenso, pontifica: su tutto, il suo "non far nulla", il nostro darci da fare (ridicolizzato), le cose da vedere, da leggere, da dire, da "non" dire, da provare, da aborrire. Vogliamo svoltare a destra? a sinistra c'e' sicuramente qualcosa di
piu' interessante che non possiamo perderci. Vogliamo fermarci? bisogna andare avanti, non perder tempo. Vogliamo andare avanti? lei e' stanca, bisogna fermarsi. Il problema, con un camper, e' che si deve per forza stare assieme e fare le
stesse cose, qualcuno deve cedere ed e' subito chiaro che non sara' lei.
Presto i rapporti si guastano di brutto, ma siamo troppo giovani, tiriamo avanti e la vacanza ce la roviniamo tutta: ho spesso desiderato di poter tornare indietro, per farli scendere a una stazione il secondo giorno di viaggio.
by Melba
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domenica, agosto 04, 2002
NUOVO SETTIMANA, NUOVO ARGOMENTO:
UN'ESTATE DA DIMENTICARE
Tema tipicamente estivo, nonostante la proposta italiana per il Nobel della Pace non sarebbe stata niente male:
Dieci, trenta, cinquanta milioni di italiani sono partiti per le vacanze. Mari, monti e intrallazzi vari ci aspettano addirittura da un anno. Eppure non tutto fila sempre per il verso giusto, come quella volta in cui...........
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sabato, agosto 03, 2002
Avremmo voluto tanto congratularci con il senatore Gentile Antonio ma lui non è stato così gentile da mettere sul sito del Senato il suo indirizzo e-mail. E dire che risulta essere anche un esperto di comunicazione.
venerdì, agosto 02, 2002
Conosco e apprezzo moltissimo Terzani da vari anni e non vedo come si possa essere contrari alle sue parole di pace. Con i potenti che pensano solo a come legittimizzare una guerra inutile che alla fine colpirà innocenti ci sono le sue parole che richiedono una riflessione sul valore della vita e sulla tolleranza verso chi è diverso (vedi musulmani). Chiunque dovrebbe riflettere seriamente su ciò che sta diventando il mondo e vergognarsi perchè non si fa niente.
Massimo
ORIANA SI SFOGA, MA I MEDIA...
Non ho letto tutti i post ma penso di aver capito la tendenza generale di chi finora ha scritto: largamente pro Terzani. Personalmente la lettera della Fallaci di fine settembre ha fatto breccia in me. Come giornalista già la conoscevo e sapevo del suo impetuoso modo di scrivere, quello che non immaginavo è che riuscisse a scuotere così tante persone in tutto il globo. Quello che comunque la Fallaci ha scritto è semplicemento uno sfogo. Lo sfogo di chi in Italia è stato per così dire "ostracizzato" e che ha colto l'occasione della strage di New York per paragonare il menefreghismo italiano alla forte coesione che esiste tra gli americani. Essendo verissimo questo mi è piaciuto. Quello che invece non mi è assolutamente piaciuto è stata la pubblicazione del libro. Lei stessa ha dichiarato di non aver chiesto compensi al Corriere della Sera, d'altro canto ha guadagnato tanti soldini con uno sfogo rilegato da una copertina. Io questa la chiamo incoerenza.
Invece ora voglio rispondere ad un intervento su questo blog di Melba. Nel post si parla di opportunismo dei giornalisti, di supremazia dei media. Io sono un giornalista e ti garantisco che le cose che hai detto sono sacrosante. Concludo brevemente paragonando due eventi mediatici che non hanno riscosso lo stesso "successo" di pubblico. La Fallaci è stata pubblicizzata di più perchè la sua voce era fuori dal coro di quelli che - come invece Terzani - inneggiavano alla pace e alla tolleranza. La normalità non fa notizia: un assioma più che affermato. E ti dirò di più. Al Corriere della Sera in quel periodo chi non era pro-Fallaci ha preso delle belle stangate...
Questa è la comunicazione e questo il giornalismo... Il nostro impegno può solo andare in un'unica direzione per cercare una sola cosa: la verità dei fatti.
by Samuele Venturi
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Il problema sollevato da Samuele e Melba esiste dalla notte dei tempi. Ogni giorno la situazione della stampa si fa sempre più pesante. Mi auguro che tale problema venga percepito dalla gente.... ma ne parleremo più avanti. IL BARISTA
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giovedì, agosto 01, 2002
Come fai a vivere Oriana con tutto l'odio e il rancore che ti porti dentro?
by Nicola
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E chi sono i "buoni"? e chi i "cattivi"? e chi lo stabilisce? Citando Terzani in una delle sue analisi più acute: "Purtroppo, oggi, sul palcoscenico del mondo noi occidentali siamo insieme i soli protagonisti ed i soli spettatori, e così, attraverso le nostre televisioni ed i nostri giornali, non ascoltiamo che le nostre ragioni, non proviamo che il nostro dolore"
by Melba
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mercoledì, luglio 31, 2002
Avevo 13 anni o giù di lì quando lessi "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci. Ricordo che mi impressionò moltissimo, forse perché io ero così piccola e lei parlava di aborto in modo così esplicito. Ho ancora davanti agli occhi l'immagine plastica del barattolo di vetro in cui galleggiava il feto, sua madre dal letto di ospedale che ci parlava in un monologo di disperata impotenza... ok, questo è stato il mio primo precoce incontro con la Fallaci scrittrice. Anche allora faceva discutere per le sue prese di posizione senza mezzi termini, con le sue parole che non ammettevano il dubbio. In fondo le invidio - oggi come un tempo - le sue incrollabili certezze, la sua capacità di distinguere così chiaramente il bene dal male, di riconoscere a colpo d'occhio dove sta la verità. Che sembra scontato dire stia nel mezzo, tra un Terzani buonista e un'Oriana apocalittica. Al primo vorrei credere ciecamente, criticando senza appello la seconda. Ma poi ho paura che quello che la Fallaci grida con quanto fiato le resta non sia soltanto delirio. E che prima o poi in questo mondo si deve scegliere da che parte stare, se con i buoni o con i cattivi.
by lc
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FALLACI O TERZANI... TERZANI STAVOLTA HA ESAGERATO
Faccio parte dei molti che conoscono e ammirano e apprezzano Terzani ben prima che fossero pubblicate le "Lettere contro la guerra". Sono anch'io tra i fortunati che possono occuparsi di reportage e considero Terzani un maestro. Nella professione giornalistica e pure nella vita. Condivido quanto scrive, ma vorrei essere una voce fuori dal coro. A mio parere, questa volta Terzani si è fatto trascinare su un terreno pericoloso dalla Fallaci, finendo con l'incappare in medesimi, seppur dal campo opposto, estremismi.
by Giorgio Bardaglio
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FALLACI O TERZANI... TERZANI, SENZA MEZZE MISURE
Sto con Terzani, senza discussione e senza mezze misure. I morti delle due Torri meritano tutto il nostro rispetto e la nostra compassione, come qualsiasi altro morto per cause di guerra o terrorismo, ma questo non giustifica quello che sta succedendo e che potrà avvenire in futuro. Inoltre io non credo proprio che la spinta maggiore sia data dal voler vendicare le vittime. La ritengo un ottima scusa per fare meglio quello che già si voleva fare.
by Aurora
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Non conoscevo Terzani (mia ignoranza e chapeau al barista), nemmeno ora lo conosco, però ho letto la sua "Lettera da Firenze". Conoscevo l'Oriana, avevo letto la "Lettera da New York", e chi non l'ha letta? Dire che sto con il primo e non con la seconda e' sia scontato che riduttivo. Inutile dirci fra di noi cose sulle quali siamo tutti d'accordo. Mi pare piu' significativo chiedermi perchè una persona mediamente informata come me mai aveva sentito parlare della lettera da Firenze, pur avendo seguito assolutamente ogni programma di approfondimento giornalistico dell'epoca in TV (per giornali e periodici chiedo venia, non li leggo tutti). Perchè mai in tutti quei programmi, i migliori compresi, si riescono a sentire sempre e solo le opinioni di quella decina di "soliti noti" a cui la pigrizia intellettuale e l'opportunismo da audience di molti giornalisti e il protagonismo degli onnipresenti attribuisce così l'impropria collocazione di "opinion maker", dal pensiero magari pluralistico, nel migliore dei casi, ma comunque unico?
Certo, c'e' quello stupefacente mezzo informativo che e' Internet, per fortuna, ma che ancora è mezzo elitario, sia per la sua intrinseca natura tecnologica, sia perche' richiede tempo, dispiego di energie e denaro.
Insomma, il nodo del mondo moderno, caro Sauro, è ancora e sempre quello dei media, TV in testa, come le persone piu' accorte, il nostro Presidente in testa, ben sanno.
by Melba
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lunedì, luglio 29, 2002
Gestisco il sito dedicato a Tiziano da alcuni anni. Tiziano Terzani, prima di "Lettere contro la guerra" era conosciuto solo da chi, come me, si appassiona alle letture che narrano di viaggi e di reportage "alternativi". Quindi le mail che giungevano al sito www.tizianoterzani.com erano più che altro di persone che si complimentavano per lo stile di scrittura fluido e scorrevole che trasudava dalle pagine di libri come "Un indovino mi disse" raccontando di esperienze di viaggio fuori dagli schemi.
Poi, come per un incanto, da un silenzio assordante si è levata, in risposta alla lettera della Fallaci, il primo articolo di Tiziano dedicato alla situazione relativa all'attentato dell'11 Settembre. E tutto è cambiato. Gli accessi al sito si sono moltiplicati in maniera esponenziale e il tono delle mail è variato: da richieste legate ai libri passati, ora si guardava avanti: Terzani ha dato fiducia ai genitori spaventati dall'allarme pieno di odio che l'Oriana ha scagliato come un anatema contro tutto il mondo arabo.
Le mail dicono
-Grazie per avere rispecchiato la fiducia di un cristiano che non si ritrova nella "rabbia e nell'orgoglio
-Finalmente una voce fuori dal coro
-Ho una bambina di 3 anni e non riuscivo a credere al mondo disegnato dall'Oriana. Grazie a te, ora ho ripreso fiducia in un mondo migliore.
Credo che le mail dei "fan" di Tiziano possano parlare anche per me.
Io in un mondo migliore ci credo. Ancora.
Grazie barista, per crederci anche tu.
by Massimo De Martino
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“Cosa penso di ciò che e’ accaduto l’11 settembre 2001 ”, perché di Terzani o di Fallaci non so niente…
La dovuta premessa e’ che il mio “parere” non e’ sugli scrittori: asserisco, senza vergogna, di non aver mai letto alcuno degli scritti,
dell’uno e dell’altra. Quindi : “ cosa penso di quanto e’ accaduto negli States? “ Perché esiste il terrorismo? Tutto ciò che viene fatto contro il terrorismo e’ lecito? Se in America sono morte X persone, devono morirne X o X+n anche nei paesi attentatori? (sempre ammesso che il paese attentatore sia proprio quello individuato dagli americani …)
Dopo tutte le “missioni sante” perpetrate dagli americani, che vogliamo dire? Vogliamo fare un bilancio di morti, da una parte e dall’altra?
Le domande sono tante ed esigono una risposta. Mi sento di darne solo una: “ Il terrorismo non deve esistere, ma la vendetta neanche ”.
Individuare, cercare e processare , in base a fatti e prove inconfutabili, l’ideatore e fautore di un piano così diabolico e’ giusto, ma uccidere tutti, tranne lui, per odio o vendetta verso quella persona, non è giusto.
Uccidere e’ terrorismo.Uccidere in nome di un ideale, per me, e’ sempre e comunque terrorismo. Chiunque sia a perpetrarlo ed in nome di qualsivoglia ideale, e’ terrorismo. Loro lo fanno a noi e noi lo facciamo a loro… e se anche loro la pensassero così? Chi ha iniziato allora, ma, soprattutto, quando finirà questa guerra senza frontiere?
Se mi si chiede di dire “ Con chi sto “ io rispondo: “Sto con i morti che questa guerra genera ed ha generato , di
qualsiasi fede fossero, di qualsiasi nazione fossero, in nome di qualsiasi fede agissero…sono morti e niente li riporterà in vita.
Sto con i vivi.
Sto con i sopravvissuti.
Sto con chi vive nel terrore e sto con chi deve combattere per non essere preda di esso.
Sto con chi crede di essere nel giusto, ma che, in nome di quella giustizia, non e’ disposto al sacrificio umano.
Sto con chi non viene tollerato, perché diverso.
Sto con chi e’ oppresso e con chi lo sarà.
Sto con i vivi che sanno vivere con i vivi.
Odio tutte le forme di prevaricazione.
Se e’ stato Bin Laden, cosa che per me e’ ancora tutta da provare, solo lui deve essere preso e processato.
Se ciò avvenisse sono sicura che non avrebbe un processo giusto, e allora non so quanto io desideri che lo prendano.
E’ anche vero che finchè non lo prendono, l’America continuerà la sua guerra santa…e allora che dire:
meglio il sacrificio di uno, innocente o colpevole che sia, o di molti innocenti?”
Per una volta…la prima che ho detto!
by Maggie
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domenica, luglio 28, 2002
Al bar si attendono altre rinascite e altre storie da mare. Intanto il barista suggerisce uno spunto alternativo
Ho comprato e letto "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani. Scrive il giornalista toscano il 14 settembre 2001 al Corriere della Sera da Orsigna: "Ho passato tutta la mia vita adulta in Asia e sono convinto che tutto è uno, la luce ha in sè il seme delle tenebre e al centro delle tenebre c'è un punto di luce. L'orrore dell'11 settembre era una buona occasione per farsi un esame di coscienza. Tutto il mondo aveva visto. Tutto il mondo avrebbe capito". Si è sbagliato.
Il 29 settembre è arrivata in via Solferino Nostra Signora Oriana con veleno e disprezzo per l'Islam, incenso e mirra per gli Usa.
Mi chiedo perchè alla Fallaci (che vive e scrive da un loft di Manhattan) sia stato dato così tanto rilievo sui mass media rispetto alle tesi di Terzani (che vive e scrive dal Pakistan).
Fortunatamente "Lettere contro la guerra" - Longanesi editore - è alla quinta ristampa.
QUESTO E' IL SITO DI TIZIANO TERZANI: www.tizianoterzani.com
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sabato, luglio 27, 2002
Da qualche ora è online la nuova versione della directory italiana di tutti i weblog. E' bella, colorata e la rinfrescata le ha davvero fatto bene. Complimenti a tutti.
by Il barista
SE RINASCO... RIFAREI TUTTO
Se potessi rinascere rifarei punto per punto tutto quello che ho fatto fino ad ora, sbagli compresi. Anzi, soprattutto quelli. Non ho rimpianti,
non ho rimorsi e nella mia vita mi sono presa tutte le soddisfazioni. I momenti tristi? Ci sono, impossibile evitarli... Ripeterei anche quelli: ti aiutano a crescere!
by Ld
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Se nasco un'altra volta non arrivo fuori tempo massimo per raccontare a Barsauro la mia esperienza estiva. E considerato che questo desiderio non mi pare necessiti la mia reincarnazione per vederlo esaudito ci penso da solo. Ci ho ragionato un po' e sono giunto alla conclusione che il ricordo più bello che ho legato all'estate è quello del primo bacio. Un momento immaginato e atteso in maniera spasmodica. Se dovessi fare un paragone, 1000 volte più di quanto le renne di Babbo Natale aspettino il Natale per sgranchirsi le zampe. Però non fu sotto il vischio, ma in una lontana sera d'estate di ben 17 anni fa, a Marina di Massa, che andai incontro al mio destino di proto-amatore.
E lo feci non senza qualche paura supplementare, oltre alla naturale ansia del caso. La fortunata, ma bisognerebbe sentire lei, si chiamava Mette, ed era una danese (una ragazza non un cane) alta e bionda, con gli occhi naturalmente azzurrissimi in grado di stendere qualsiasi ragazzino dell'hinterland milanese se non chè quella invitante boccuccia aveva incorporato un aggeggio di metallo da cui i miei amici mi avevano premurosamente messo in guardia. "Guarda che se la baci ti resta incastrata la lingua nell'apparecchio" avevano sentenziato con un pizzico di invidia quel pomeriggio in cui comunicai loro con un tantino di vanità che sarei uscito con lei. Un monito che continuava a risuonarmi nelle orecchie quella sera di luglio mentre passeggiavamo mano nella mano sulla spiaggia al chiaro di luna (o di qualcos'altro ma mi sembrava chiaro). All'improvviso ci fermammo, e fu un attimo che durò un secolo, ci guardammo e avvicinammo piano piano le nostre labbra. Il resto fu automatico. Io chiusi gli occhi ma, sorpresa, non fu per la paura di restare impigliato all'apparecchio di Mette e di restare dissanguato. Anche il cappello da ferroviere che indossava e continuava a ricordarmi quel maledetto aggeggio metallico scomparve. Quel che successe poi fu strano ma bellissimo per quanto può essere bello il primo bacio. Per il resto la storia non ebbe un gran seguito.
Lei si fermò in campeggio un'altra settimana poi partì per tornare a casa. Ovviamente giurandomi amore eterno. O almeno quello fu quanto riuscì a capire nel mio pessimo inglese. Qualche settimana dopo, quando ero ancora al camping, ricevetti una lettera. Una di quelle lettere scritte con l'inchiostro colorato e profumato, piena di disegnini come usano scrivere le ragazzine per comunicarti le cose più terribili. Così Mette decise di dirmi che il suo amore non era poi tanto eterno come credeva e mi invitava con una dedica incomprensibile a proseguire la mia vita felice come la mia automobile. La trovai una cosa idiota. Per prima cosa perché avevo 14 anni e non potevo certo possedere un'automobile. Seconda cosa perché mi sembrava una frase senza senso, punto e basta. Me ne feci in fretta una ragione, ma il primo bacio che avevo dato nella vita non potevo certo scordarmelo. Così penso che quella macchina a cui si riferiva Mette fosse color argento. Come il suo bellissimo sorriso.
Il pescatore di asterischi
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mercoledì, luglio 24, 2002
A parte il fatto che se rinasco voglio essere un uccello, comunque un animale che vola…
Però, se il mio karma dettasse diversamente e mi ributtasse su questa terra…con i piedi per terra…allora… sì certo..qualche cosina la
cambierei… Innanzitutto vorrei rinascere figlia unica…Poi, vorrei un padre impiegato e non dirigente…che possa così dedicare
A ME tutto il suo tempo libero.
Vorrei iniziare a fare i tornei di tennis a 14 anni e non a 18 come ho fatto…Vorrei essere più carina di come lo ero da ragazzina... Vorrei un’infanzia un po’ più normale, con fidanzatini e le uscite del sabato sera, compatibilmente con il tennis agonistico…
Poi, se la carriera tennistica me lo consentisse, come credo, andrei avanti e diventerei forte e, come tutti i tennisti in pensione,
diventerei maestra di tennis e farei la maestra a vita…magari sposata ad un altro atleta…
Se la carriera tennistica venisse stroncata, allora rifarei l’università, ma in 4 anni mi laurerei e poi farei un master in direzione aziendale e farei marketing e pubblicità…o meglio ancora mi butterei in qualche agenzia pubblicitaria…
Se il karma fosse così stronzo da farmi rinascere nella stessa famiglia e nelle stesse condizioni…allora rifarei tutto quello che ho fatto…
perché ho vissuto le mie scelte, le mie responsabilità… e dopotutto come sono adesso non mi dispiace affatto…Tutto considerato se il futuro sembrasse così roseo come mi sembra adesso, …perché no?
Dicono che se il karma ti fa rivivere la stessa vita allora è perche’
hai fatto qualcosa di sbagliato hai fatto soffrire qualcuno o non ti sei dato tutte le possibilità?
… fino ad ora solo una cosa mi sembra di aver sbagliato…: non ho mai mandato a quel paese i miei genitori… ma non credo che nella prossima vita lo farei mai…E quindi, alla fine, le mie vite, su questa terra, sarebbero tutte uguali… sigh…
Quindi intanto mi ringrazio… poi potrò mandare me a quel paese…Che ne dici?
by Maggie
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Siete veramente sicuri di non poter rinascere? Siete certi di non aver mai aperto gli occhi con quello stupore dei bambini dicendo… tutto questo ha un colore nuovo, un odore che non ricordavo… un luccichio diverso…La prima volta che sono rinato avevo dato il mio primo bacio. Un po’ dolciastro come ricordo, ma vi assicuro che ho aperto gli occhi su un mondo nuovo. Si tratta solo di una sensazione perché la realtà – sfortunatamente documentata dal mio migliore amico – era quella di un bacio durante una sbornia. Dunque, l’aggettivo “dolciastro” in questo caso va letto non in senso metaforico, ma organolettico. Eppure…
La seconda volta che sono rinato è stata ancora più “sentimentale”: toccando la mano del mio primo bimbo. Se non avete figli è difficile da capire. Improvvisamente il mondo normale si riempe di pannolini, di notti insonni, di ansie e ansiolitici. Di grandi gioie e terrificanti timori, di momenti estatici e di ire furibonde.
Penso che rinascerò ancora. E ancora. E ogni volta sarà un’esperienza, una novità, una follia. Eppure una cosa semplicissima chiamata vita.
by Andrea
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martedì, luglio 23, 2002
E si ricomincia. Questa volta non sono ammessi sbagli, l'esperienza di una vita c'è. E partiamo anche con una possibilità in più: il barista Sauro, piccolo dio virtuale, ci offre un'ampia scelta. E allora ecco il dubbio amletico. Cosa o chi vogliamo essere? Troppo semplice gridare Berlusconi, Bill Gates o il clitoride. Rimaniamo un po' coi piedi per terra. Siete convinti che la vostra vita sia così indegna da non essere rivissuta?Domanda filosofica del cazzo, lo so. Però il nostro alticcio barista non è in grado di assicurarci una vita migliore. E quindi è ovvio che la scelta sarà senz'altro materiale. Un po' più di soldi. Magari puliti. Non vorrei ritrovarmi nei panni di Previti o Escobar.
P.S. Scommetto che sono in molti ad averlo pensato. Già sento le vostre voci levarsi in coro: "Sì, se rinasco voglio essere Michele!!!". Mi spiace, non credo che il mondo sia pronto per questo...
by Mike
PS DAL BANCONE: il barista rettifica: "piccolo dio virtuale".... perchè "piccolo"?
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