EBREI A TUTTO BLOG
A ciascuno il suo blog e la sua piattaforma per creare siti o diari personali. Gli ebrei, ad esempio, hanno pensato bene di confluire su un unico spazio chiamato - con evidente sforzo di fantasia - "jewisblogging". Si tratta di una via di mezzo tra un comune aggregatore e una community dove scambiarsi notizie e informazioni sull'universo semita. E ci scappa anche qualche chicca come quelle che compaiono alla directory ISRAEL.
LITTLE GREEN FOOTBALLS scrive:
"Il leader delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa a Jenin, Zakariya Zubeidi, il cui volto è sfigurato dagli esplosivi da lui stesso utilizzati in numerosi attentati, diventerà un poliziotto palestinese. Con lui altri 494 ex combattenti di Al Aqsa entreranno nella polizia dell'Anp, come scrivono alcune fonti palestinesi
ELDER OF ZYON scrive
"I seguenti sono passaggi estratti da un'intervista con uno storico siriano, il dr
Georgette 'Attiyya. La trasmissione è andata in onda sulla tv siriana il 15 giugno Dr. Attiyya: Il ventre di una donna palestinese è una fabbrica per la guerra: produce bambini guerriglieri. Non appena viene al mondo al bimbo viene spiegato che: "questa è la tua terra, questa è la tua patria, combatterai per lei e morirai per lei"
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, giugno 20, 2005
giovedì, giugno 16, 2005
UN BLOG ITALIANO BATTE TUTTI
Chi l'ha detto che i blog italiani sono sempre costretti a inseguire americani e compagnia bella? Proprio nessuno e la conferma arriva da un sondaggio effettuato non da Piepoli bensì da Giornalisti Senza Frontiere.
L'organizzazione internazionale come ogni anno ha organizzato un sondaggio tra gli utenti del suo sito per scegliere i blog che più contribuiscono alla libertà di espressione nel mondo. La redazione ha scremato una marea di segnalazione per poterne sottoporre un gruppo "ristretto" di sessanta al voto popolare. Viste le premesse, la vittoria per la sezione europea è andata a un blog di casa nostra, vale a dire ICTLex, diritto, politica e cultura delle tecnologie.
Ecco l'elenco degli altri vincitori continente per continente.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Chi l'ha detto che i blog italiani sono sempre costretti a inseguire americani e compagnia bella? Proprio nessuno e la conferma arriva da un sondaggio effettuato non da Piepoli bensì da Giornalisti Senza Frontiere.
Ecco l'elenco degli altri vincitori continente per continente.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, giugno 13, 2005
SU INTERNET LA BANCA DELLE PROMESSE... DA MARINAIO
E' il trionfo del buonismo che piace tanto a noi italiani. Quanto volte abbiamo pensato: da domani mi metto a dieta; da lunedì m'impegno a non guardare la donna d'altri se gli altri non guarderanno più la mia; sono pronto a dare la mano al mio avversario a patto che lui la dia prima a me...
E via di questo passo con propositi destinati a rimanere nel mondo delle promesse. Già, le promesse, gli impegni presi e mai rispettati. Quanti ce ne sono nella vita di ognuno? Dieci o mille poco importa: quel tipo di impegni sono presi esclusivamente per non venire mantenuti. Adesso un sito raccoglie tutte quelle proposte di fioretti e, per incentivarne il futuro rispetto, invita i lettori a fare altrettanto.
Dopo la banca del seme e quella del tempo, su Internet mette piede la banca delle promesse da marinaio, o degli "impegni", traduzione brutale di . Si tratta di un tentativo di "volemosse bene" virtuale dove chiunque voglia prendersi un impegno deve dichiarare di farlo a condizione che un numero imprecisato di utenti faccia lo stesso. Dietro all'iniziativa c'è anche Brian Eno, voce storica della musica internazionale degli ultimi decenni.
Lo stesso cantante ha postato un suo impegno: Eno farà iscrivere tre suoi amici alla Proportional Representation Groundswell (ai posteri scoprire di cosa si tratti, ndr) a patto che cento altre persone facciano lo stesso con tre loro amici. All'avverarsi dell'impegno mancano 61 giorni mentre all'appello hanno risposto in quaranta persone.
Tale Paul Stacey si ripromette di pulire la sponda del fiume Taff tra Western Avenue e Cardiff Castle a patto che altre cinque persone facciano lo stesso (mancano 27 giorni ma ancora nessuno ha aderito). Nicola è più open-minded, essendo pronto a destinare in beneficenza l'1% del suo salario annuale a patto che altri 400 lo imitino (adesioni 35, giorni mancanti 40). La cosa assurda? Il sito è visitato da decine di persone che lasciano almeno un commento.
Chissà come potrebbe essere la versione italiane della banca delle promesse da marinaio...
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
E' il trionfo del buonismo che piace tanto a noi italiani. Quanto volte abbiamo pensato: da domani mi metto a dieta; da lunedì m'impegno a non guardare la donna d'altri se gli altri non guarderanno più la mia; sono pronto a dare la mano al mio avversario a patto che lui la dia prima a me...
E via di questo passo con propositi destinati a rimanere nel mondo delle promesse. Già, le promesse, gli impegni presi e mai rispettati. Quanti ce ne sono nella vita di ognuno? Dieci o mille poco importa: quel tipo di impegni sono presi esclusivamente per non venire mantenuti. Adesso un sito raccoglie tutte quelle proposte di fioretti e, per incentivarne il futuro rispetto, invita i lettori a fare altrettanto.
Dopo la banca del seme e quella del tempo, su Internet mette piede la banca delle promesse da marinaio, o degli "impegni", traduzione brutale di . Si tratta di un tentativo di "volemosse bene" virtuale dove chiunque voglia prendersi un impegno deve dichiarare di farlo a condizione che un numero imprecisato di utenti faccia lo stesso. Dietro all'iniziativa c'è anche Brian Eno, voce storica della musica internazionale degli ultimi decenni.
Lo stesso cantante ha postato un suo impegno: Eno farà iscrivere tre suoi amici alla Proportional Representation Groundswell (ai posteri scoprire di cosa si tratti, ndr) a patto che cento altre persone facciano lo stesso con tre loro amici. All'avverarsi dell'impegno mancano 61 giorni mentre all'appello hanno risposto in quaranta persone.
Tale Paul Stacey si ripromette di pulire la sponda del fiume Taff tra Western Avenue e Cardiff Castle a patto che altre cinque persone facciano lo stesso (mancano 27 giorni ma ancora nessuno ha aderito). Nicola è più open-minded, essendo pronto a destinare in beneficenza l'1% del suo salario annuale a patto che altri 400 lo imitino (adesioni 35, giorni mancanti 40). La cosa assurda? Il sito è visitato da decine di persone che lasciano almeno un commento.
Chissà come potrebbe essere la versione italiane della banca delle promesse da marinaio...
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martedì, giugno 07, 2005
REFERENDUM
Ho deciso. Domenica vado a votare e scelgo tre sì. Libertà assoluta per l'individuo qualunque. Nei laboratori continuino a fare ciò che vogliono.
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Ho deciso. Domenica vado a votare e scelgo tre sì. Libertà assoluta per l'individuo qualunque. Nei laboratori continuino a fare ciò che vogliono.
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domenica, giugno 05, 2005
BLOGGER DI PROFESSIONE
Abbiamo sbagliato tutti mestiere. O quantomeno siamo nati nell'emisfero sbagliato. Già perchè in Italia lo spazio per bloggare viene ritagliato o rubacchiato in ufficio nella pausa pranzo o in qualche anfratto di casa, mentre in America quella del blogger è diventata una professione con retribuzione a quattro zeri. Non si tratta di casi come quello di Matt Drudge, abilissimo a trasformare il suo blog in uno dei siti più influenti al mondo. Stavolta il blogger viene letteralmente cercato dai "cacciatori di teste" e inserito in azienda con un compito ben preciso: aggiornare uno o più blog.
Lo scrive il Wall Street Journal in un'interessante escursione nella blogosfera a firma Sarah Needleman. Il pezzo prende le mosse da tale Christine Halvorson, blogger a tempo perso e giornalista free lance da poco assunta dall'emanazione statunitense del Gruppo Danone. La Halvorson aggiorna quattro blog, tra cui uno sull'azienda e uno sui cibi da consigliare ai bambini. Il suo boss sta cercando altre due figure professionali da affiancare alla blogger-in-chief. "I blog ci danno il modo di raggiungere in modo innovativo la nostra clientela, aggirando i canali di vendita tradizionali" dicono i manager dell'azienda. La blogger è stata assunta con un contratto da 40.000 dollari l'anno.
E non è l'unico caso negli Stati Uniti.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Abbiamo sbagliato tutti mestiere. O quantomeno siamo nati nell'emisfero sbagliato. Già perchè in Italia lo spazio per bloggare viene ritagliato o rubacchiato in ufficio nella pausa pranzo o in qualche anfratto di casa, mentre in America quella del blogger è diventata una professione con retribuzione a quattro zeri. Non si tratta di casi come quello di Matt Drudge, abilissimo a trasformare il suo blog in uno dei siti più influenti al mondo. Stavolta il blogger viene letteralmente cercato dai "cacciatori di teste" e inserito in azienda con un compito ben preciso: aggiornare uno o più blog.
Lo scrive il Wall Street Journal in un'interessante escursione nella blogosfera a firma Sarah Needleman. Il pezzo prende le mosse da tale Christine Halvorson, blogger a tempo perso e giornalista free lance da poco assunta dall'emanazione statunitense del Gruppo Danone. La Halvorson aggiorna quattro blog, tra cui uno sull'azienda e uno sui cibi da consigliare ai bambini. Il suo boss sta cercando altre due figure professionali da affiancare alla blogger-in-chief. "I blog ci danno il modo di raggiungere in modo innovativo la nostra clientela, aggirando i canali di vendita tradizionali" dicono i manager dell'azienda. La blogger è stata assunta con un contratto da 40.000 dollari l'anno.
E non è l'unico caso negli Stati Uniti.
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venerdì, maggio 27, 2005
MAGATH, 5 MAGGIO, ISTANBUL
Una serata davvero atroce quella di mercoledì. Per milanisti e non. Per chi ha perso una coppa in modo pazzesco e per chi ha visto una delle squadre più odiate d'Italia perdere in maniera folle. Quindi la serata di Istanbul, la notte di "mamma-li-turchi-ma-anche-gli-inglesi-non-scherzano" è passata alla storia come altre celebri debacle. Due su tutte: la Juventus sconfitta in finale di Coppa dei Campioni dall'Amburgo del miope Magath e l'Inter del 5 maggio 2002 quando venne battuta dalla Lazio e perse lo scudetto. Quale batosta più atroce fra le tre?
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Una serata davvero atroce quella di mercoledì. Per milanisti e non. Per chi ha perso una coppa in modo pazzesco e per chi ha visto una delle squadre più odiate d'Italia perdere in maniera folle. Quindi la serata di Istanbul, la notte di "mamma-li-turchi-ma-anche-gli-inglesi-non-scherzano" è passata alla storia come altre celebri debacle. Due su tutte: la Juventus sconfitta in finale di Coppa dei Campioni dall'Amburgo del miope Magath e l'Inter del 5 maggio 2002 quando venne battuta dalla Lazio e perse lo scudetto. Quale batosta più atroce fra le tre?
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lunedì, maggio 23, 2005
LA MORTE SCRITTA SU UN BLOG
Sembra la trama di un film giallo. Invece è la cronaca nerissima di un duplice omicidio avvenuto a New York. E testimoniato da un post sul blog di una delle due vittime:
“I told him to wait downstair while I get them for him. While I was searching them, he is already in the house. He is still here right now, smoking, walking all around the house with his shoes on which btw I just washed the floor 2 days ago! Hopefully he will leave soon, oh yeah working on the jap report as we speak!”
Lo ha scritto Simon Ng, di origini cinesi e fratello di Sharon. I due vivevano nello stesso appartamento della Grande Mela, lo stesso che aveva frequentato spesso da Jin Cheng Li, fino a poco tempo fa fidanzato con Sharon.
L'amore finisce, l'amicizia anche ma Cheng si indebita fino al collo con le scommesse clandestine e bussa alla porta dell'ex fidanzata.
Lei non c'è, il fratello lo fa attendere nell'atrio cercando qualche dollaro da allungargli. Intanto scrive un post sul suo blog.
Peccato che Cheng perda la testa e ammazzi prima Simon e Sharon appena rincasata.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Sembra la trama di un film giallo. Invece è la cronaca nerissima di un duplice omicidio avvenuto a New York. E testimoniato da un post sul blog di una delle due vittime:
“I told him to wait downstair while I get them for him. While I was searching them, he is already in the house. He is still here right now, smoking, walking all around the house with his shoes on which btw I just washed the floor 2 days ago! Hopefully he will leave soon, oh yeah working on the jap report as we speak!”
Lo ha scritto Simon Ng, di origini cinesi e fratello di Sharon. I due vivevano nello stesso appartamento della Grande Mela, lo stesso che aveva frequentato spesso da Jin Cheng Li, fino a poco tempo fa fidanzato con Sharon.
L'amore finisce, l'amicizia anche ma Cheng si indebita fino al collo con le scommesse clandestine e bussa alla porta dell'ex fidanzata.
Lei non c'è, il fratello lo fa attendere nell'atrio cercando qualche dollaro da allungargli. Intanto scrive un post sul suo blog.
Peccato che Cheng perda la testa e ammazzi prima Simon e Sharon appena rincasata.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
mercoledì, maggio 11, 2005
martedì, maggio 10, 2005
AN OPEN LETTER TO SILVIO BERLUSCONI
E-mail ricevuta lunedì 10 maggio da Jeffrey Wheeler, blogger di Memphis, Tennessee. Il suo blog è The Tone-Deaf Mushroom .
Dear Prime Minister Berlusconi,
You have my gratitude for being a steady ally of America. Italy's current relations with the United States are indeed those of friendship, and it is because of this that tensions can reveal themselves in civil but deep contrast, as they have lately regarding the accidental shooting of Nicola Calipari.
I have had doubts about Italian versions of events, and still find reason to question them, but regardless of discrepancies in reports there is a mutual, unquestionable belief that the incident was tragic, and that we must take steps to deter repeat occurrences. As you noted, the U.S. has made some progress. All that truly remains to be said is an honest apology from America.
Apologies can hinge more on perceptions than on facts. It is clear many in Italy are angry and feel slighted, and I believe one always apologizes for harming a friend, regardless of whether the one is directly culpable for the injury. Indirect culpability, as is the case here, deserves more than expressions of regret and solidarity, but an acknowledgement that the mistake may be excusable, but is still a grievous mistake. I am not in a position to offer much of worth, but for my part, the people of Italy have my regret and solidarity, and apologies are due for anything my compatriots have done, regardless of flaw or intent, that contributed to the needless loss of Calipari's life, the injuries of others, and the sorrow affecting their relatives, friends, and countrymen.
Recriminations must not derail our countries' just efforts in attempting to light candles in dark times. Calipari's death in particular affects Italy, the United States, and the rest of the world: What I know of his work is that his services in Iraq were to further individual freedom and support a country in greater need than either of ours. So I also want to thank you, Prime Minister Berlusconi, for honoring his memory by continuing to support the Iraq reconstruction for which he put his life on the line.
Bear in mind that some principles are worth more than individual personalities or national pride.
Yours sincerely,
Jeffrey Wheeler
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
E-mail ricevuta lunedì 10 maggio da Jeffrey Wheeler, blogger di Memphis, Tennessee. Il suo blog è The Tone-Deaf Mushroom .
Dear Prime Minister Berlusconi,
You have my gratitude for being a steady ally of America. Italy's current relations with the United States are indeed those of friendship, and it is because of this that tensions can reveal themselves in civil but deep contrast, as they have lately regarding the accidental shooting of Nicola Calipari.
I have had doubts about Italian versions of events, and still find reason to question them, but regardless of discrepancies in reports there is a mutual, unquestionable belief that the incident was tragic, and that we must take steps to deter repeat occurrences. As you noted, the U.S. has made some progress. All that truly remains to be said is an honest apology from America.
Apologies can hinge more on perceptions than on facts. It is clear many in Italy are angry and feel slighted, and I believe one always apologizes for harming a friend, regardless of whether the one is directly culpable for the injury. Indirect culpability, as is the case here, deserves more than expressions of regret and solidarity, but an acknowledgement that the mistake may be excusable, but is still a grievous mistake. I am not in a position to offer much of worth, but for my part, the people of Italy have my regret and solidarity, and apologies are due for anything my compatriots have done, regardless of flaw or intent, that contributed to the needless loss of Calipari's life, the injuries of others, and the sorrow affecting their relatives, friends, and countrymen.
Recriminations must not derail our countries' just efforts in attempting to light candles in dark times. Calipari's death in particular affects Italy, the United States, and the rest of the world: What I know of his work is that his services in Iraq were to further individual freedom and support a country in greater need than either of ours. So I also want to thank you, Prime Minister Berlusconi, for honoring his memory by continuing to support the Iraq reconstruction for which he put his life on the line.
Bear in mind that some principles are worth more than individual personalities or national pride.
Yours sincerely,
Jeffrey Wheeler
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
lunedì, maggio 09, 2005
PARIS HILTON - 2 -
Paris Hilton non sa cosa siano i blog? Non me ne stupisco, visto che il suo, dove scriveva in "collaborazione" con la sorella, è andato a farsi benedire.
E' tutto un equilibrio sopra la follia...
by Absinth
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Paris Hilton non sa cosa siano i blog? Non me ne stupisco, visto che il suo, dove scriveva in "collaborazione" con la sorella, è andato a farsi benedire.
E' tutto un equilibrio sopra la follia...
by Absinth
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
I BLOG FANNO MALE
Gli Stati Uniti si dimostrano ancora una volta la terra degli eccessi. La Patria di Internet prima scivola una buccia di banana virtuale (ma non troppo) come quella degli omissis sul rapporto Calipari poi qualcuno decide che Internet sia pericoloso per i più giovani. E' accaduto sulla West Coast dove un preside, tale Jim Negri, si è preso la briga di inviare una e-mail a tutti i genitori degli alunni. "Fate attenzione a quello che i vostri figli fanno su Internet e anche ai blog" era il tono del contenuto letto da chi manda i figli nella distretto scolastico di Acalanes, California.
I blog dunque finiscono nel mirino dei bacchettoni yankee. Il preside ha chiesto di dare un'occhiata alle piattaforme per bloggare comunemente usate dai più giovani, come myspace.com. Girando sui blog in questione si scopre che i ragazzi mettono online le foto delle loro serate brave, a base di alcool, sesso e droghe leggere. Quindi non si censura lo stile di vita dei giovani quanto il fatto che ce se ne vanti.
Intervistato dal ContraCostaTimes, il funzionario ha fatto marcia indietro: "Non sto dicendo che tutti i blog sono negativi" dice, ammettendo lui stesso di leggerne alcuni di politica. "Ma ci sono molte cose non sicure per gli studenti" chiosa Negri.
Allora proviamo a fare l'elenco delle cose non sicure:
1. le armi dietro l'angolo
2. Mc Donald's
3. mister George W.
4. ...
ALTRE COSE NON SICURE? SCRIVILE AL BARSAURO
Gli Stati Uniti si dimostrano ancora una volta la terra degli eccessi. La Patria di Internet prima scivola una buccia di banana virtuale (ma non troppo) come quella degli omissis sul rapporto Calipari poi qualcuno decide che Internet sia pericoloso per i più giovani. E' accaduto sulla West Coast dove un preside, tale Jim Negri, si è preso la briga di inviare una e-mail a tutti i genitori degli alunni. "Fate attenzione a quello che i vostri figli fanno su Internet e anche ai blog" era il tono del contenuto letto da chi manda i figli nella distretto scolastico di Acalanes, California.
I blog dunque finiscono nel mirino dei bacchettoni yankee. Il preside ha chiesto di dare un'occhiata alle piattaforme per bloggare comunemente usate dai più giovani, come myspace.com. Girando sui blog in questione si scopre che i ragazzi mettono online le foto delle loro serate brave, a base di alcool, sesso e droghe leggere. Quindi non si censura lo stile di vita dei giovani quanto il fatto che ce se ne vanti.
Intervistato dal ContraCostaTimes, il funzionario ha fatto marcia indietro: "Non sto dicendo che tutti i blog sono negativi" dice, ammettendo lui stesso di leggerne alcuni di politica. "Ma ci sono molte cose non sicure per gli studenti" chiosa Negri.
Allora proviamo a fare l'elenco delle cose non sicure:
1. le armi dietro l'angolo
2. Mc Donald's
3. mister George W.
4. ...
ALTRE COSE NON SICURE? SCRIVILE AL BARSAURO
giovedì, maggio 05, 2005
PARIS HILTON
Paris Hilton è uscita finalmente allo scoperto con un'intervista rilasciata all'Associated Press e ripresa anche dall'Herald Sun. La Flavia Vento d'America ha ammesso tutta la sua ignoranza (vera o presunta che sia non conta stavolta) quando ha detto di ignorare cosa siano i blog. Ecco il siparietto integrale:
AP: Leggi i blog?
Hilton: Che roba è?
AP: Sono quegli spazi su Internet dove la gente scrive di notizie e cose di altro genere.
Hilton: No, su Internet non leggo nient'altro che la mia posta di AmericaOnline. Non mi piace la gente che se ne sta tutto il giorno attaccata al pc e scrive di persone e cose che non conosce.
Delle due l'una: o la Hilton sputa nel piatto virtuale che l'ha fatta conoscere (leggasi il filmato online delle sue prodezze "artistiche") o forse forse sa cosa sono i blog...
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Paris Hilton è uscita finalmente allo scoperto con un'intervista rilasciata all'Associated Press e ripresa anche dall'Herald Sun. La Flavia Vento d'America ha ammesso tutta la sua ignoranza (vera o presunta che sia non conta stavolta) quando ha detto di ignorare cosa siano i blog. Ecco il siparietto integrale:
AP: Leggi i blog?
Hilton: Che roba è?
AP: Sono quegli spazi su Internet dove la gente scrive di notizie e cose di altro genere.
Hilton: No, su Internet non leggo nient'altro che la mia posta di AmericaOnline. Non mi piace la gente che se ne sta tutto il giorno attaccata al pc e scrive di persone e cose che non conosce.
Delle due l'una: o la Hilton sputa nel piatto virtuale che l'ha fatta conoscere (leggasi il filmato online delle sue prodezze "artistiche") o forse forse sa cosa sono i blog...
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
martedì, aprile 26, 2005
26 APRILE, IL GIORNO DOPO
E anche per quest'anno abbiamo dato. La festa della Liberazione è ormai alle spalle con i bravi italiani che si sono accapigliati per dire che il nostro Paese è stato salvato dagli americani, dai partigiani, dai cattolici e da chicchessia. Ogni 25 aprile la stessa storia: guai a portare una bandiera rossa in piazza, guai a dire che mezz'Italia è stata salvata più dagli yankees che dai partigiani e via di questo passo. Eppure una volta non era così.
Una volta - parlo di una decina d'anni fa - ricordo che quel giorno era l'occasione per mettere da parte tutti i rancori di sorta e parlare dietro lo stesso microfono, davanti a un tricolore. Il revisionismo storico quando è arrivato? Quando qualcuno ha pensato bene di minare le radici comuni della nostra storia per trarne benefici elettorali. Si è entrati così in una spirale senza fine, ben lungi da una serena visione della storia.
Intanto a Caravaggio (Bg), terra dello storico pittore, il sindaco borgomastro ha organizzato anche quest'anno una parata di mezzi militari a stelle e strisce. Il prossimo anno pare arrivino anche i paracadutisti dal cielo.
Evviva LAMERICA!
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
E anche per quest'anno abbiamo dato. La festa della Liberazione è ormai alle spalle con i bravi italiani che si sono accapigliati per dire che il nostro Paese è stato salvato dagli americani, dai partigiani, dai cattolici e da chicchessia. Ogni 25 aprile la stessa storia: guai a portare una bandiera rossa in piazza, guai a dire che mezz'Italia è stata salvata più dagli yankees che dai partigiani e via di questo passo. Eppure una volta non era così.
Una volta - parlo di una decina d'anni fa - ricordo che quel giorno era l'occasione per mettere da parte tutti i rancori di sorta e parlare dietro lo stesso microfono, davanti a un tricolore. Il revisionismo storico quando è arrivato? Quando qualcuno ha pensato bene di minare le radici comuni della nostra storia per trarne benefici elettorali. Si è entrati così in una spirale senza fine, ben lungi da una serena visione della storia.
Intanto a Caravaggio (Bg), terra dello storico pittore, il sindaco borgomastro ha organizzato anche quest'anno una parata di mezzi militari a stelle e strisce. Il prossimo anno pare arrivino anche i paracadutisti dal cielo.
Evviva LAMERICA!
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martedì, aprile 19, 2005
RATZINGER PAPA, GRANDE FRASE
Alle 17.51 di martedì 19 aprile la Chiesa ha un nuovo Papa: Joseph Ratzinger sale al Soglio Pontificio dopo Karol Wojtyla. Benedetto XVI dopo Giovanni Paolo II. Per la prima ho seguito il Conclave.
Tanta commozione quando in San Pietro si è affacciato il nuovo Papa. A prima vista è parso rivedere Giovanni Paolo II nel giorno del suo insediamento come è stato mostrato decine di volte in queste due settimane: stessa statura, stessa chioma bianca e stesso portamento. "Sono un lavoratore nelle vigne del Signore" ha detto emozionato. Grande frase.
Anche il blog dei Ratzingerboys è in festa.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Alle 17.51 di martedì 19 aprile la Chiesa ha un nuovo Papa: Joseph Ratzinger sale al Soglio Pontificio dopo Karol Wojtyla. Benedetto XVI dopo Giovanni Paolo II. Per la prima ho seguito il Conclave.
Tanta commozione quando in San Pietro si è affacciato il nuovo Papa. A prima vista è parso rivedere Giovanni Paolo II nel giorno del suo insediamento come è stato mostrato decine di volte in queste due settimane: stessa statura, stessa chioma bianca e stesso portamento. "Sono un lavoratore nelle vigne del Signore" ha detto emozionato. Grande frase.
Anche il blog dei Ratzingerboys è in festa.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
giovedì, aprile 14, 2005
LETTERA A UN INTERISTA MAI VINCENTE
Caro interista, oggi mi sento un po' come te. Io juventino capisco i tuo dolori eterni per una squadra incolore, senza capo nè coda, incapace di ritrovare l'anima nella partita che può valere una stagione intera.
Caro interista, tu mi puoi comprendere: tu ormai vaccinato a figuracce come quelle vista in diretta ieri sera, tu incline a pareggi abulici e sciatti capirai quanta rabbia si prova a venire eliminati da undici scarponi britannici.
Capisco cosa provi quando vedi in campo uno a scelta tra Kily-VanDerMeyde-Gamarra-Burdisso: l'ho sentito sulla mia pelle ogni volto che Olivera toccava palla, meritandosi a fondo quel soprannome che si porta dietro. Avverto la tua rabbia con un allenatore che sbaglia formazione iniziale e rincorre errori su errori a partita iniziata.
Concordo con te nel criticare una società non lungimirante: Moratti compra tutto il comprabile, la triade piazza tutto il piazzabile.
Caro interista, tu sai bene cosa significa vedere gli altri vincere. Spero che il mio sentirmi interista si fermi qua.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Caro interista, oggi mi sento un po' come te. Io juventino capisco i tuo dolori eterni per una squadra incolore, senza capo nè coda, incapace di ritrovare l'anima nella partita che può valere una stagione intera.
Caro interista, tu mi puoi comprendere: tu ormai vaccinato a figuracce come quelle vista in diretta ieri sera, tu incline a pareggi abulici e sciatti capirai quanta rabbia si prova a venire eliminati da undici scarponi britannici.
Capisco cosa provi quando vedi in campo uno a scelta tra Kily-VanDerMeyde-Gamarra-Burdisso: l'ho sentito sulla mia pelle ogni volto che Olivera toccava palla, meritandosi a fondo quel soprannome che si porta dietro. Avverto la tua rabbia con un allenatore che sbaglia formazione iniziale e rincorre errori su errori a partita iniziata.
Concordo con te nel criticare una società non lungimirante: Moratti compra tutto il comprabile, la triade piazza tutto il piazzabile.
Caro interista, tu sai bene cosa significa vedere gli altri vincere. Spero che il mio sentirmi interista si fermi qua.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
mercoledì, aprile 13, 2005
BESTIALE

Hope è nata l’8 marzo 2005 nel Golfo di San Lorenzo, in Canada, uno dei luoghi in cui si concentrerà l’attività di caccia alle foche: 319.000 cuccioli che, come Hope, in questi giorni stanno muovendo i primi incerti passi sui ghiacciai, saranno uccisi.
La morte a cui vanno incontro è violenta e crudele: colpiti ripetutamente con un bastone, trascinati sul ghiaccio con uncini di acciaio e, in molti casi, scuoiati vivi. Tutto questo per ricavare pelli e pellicce, destinati in parte al mercato italiano.
You can stop it
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Hope è nata l’8 marzo 2005 nel Golfo di San Lorenzo, in Canada, uno dei luoghi in cui si concentrerà l’attività di caccia alle foche: 319.000 cuccioli che, come Hope, in questi giorni stanno muovendo i primi incerti passi sui ghiacciai, saranno uccisi.
La morte a cui vanno incontro è violenta e crudele: colpiti ripetutamente con un bastone, trascinati sul ghiaccio con uncini di acciaio e, in molti casi, scuoiati vivi. Tutto questo per ricavare pelli e pellicce, destinati in parte al mercato italiano.
You can stop it
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
domenica, aprile 10, 2005
BLOG FOR FREEDOM
Sempre più dura la vita in Iran. Nonostante il mondo intero abbia salutato come epocale la stretta di mano (vera o presunta) tra Khatami, Katsav e Assad in occasione dei funerali del Papa, nello Stato islamico la libertà è ben lungi dal mettere radici. Così può capitare che finiscano dietro le sbarre iraniane moglie e marito,la seconda per aver difeso il primo accusato di diffondere - tramite il blog - idee personali. Lei è Najmeh Oumidparvar, lui Mohamad Reza Nasab Abdolahi. Lei, incinta di quattro mesi, è stata rilasciata dopo 24 giorni di detenzione e presto tornerà ad aggiornare il blog. Lui da due mesi è in cella.
La mattina del suo arresto Najmeh ha rilasciato un'intervista alla radio tedesca Deutsche Welle. Qualche giorno prima aveva messo in Rete un post scritto dal marito ancora libero dove rivendicava il diritto di esprimersi liberamente. "Anche se sto aspettando la polizia che mi ammanetti" scriveva l'iraniano.
Fonte: Reporters Sans Frontières
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Sempre più dura la vita in Iran. Nonostante il mondo intero abbia salutato come epocale la stretta di mano (vera o presunta) tra Khatami, Katsav e Assad in occasione dei funerali del Papa, nello Stato islamico la libertà è ben lungi dal mettere radici. Così può capitare che finiscano dietro le sbarre iraniane moglie e marito,la seconda per aver difeso il primo accusato di diffondere - tramite il blog - idee personali. Lei è Najmeh Oumidparvar, lui Mohamad Reza Nasab Abdolahi. Lei, incinta di quattro mesi, è stata rilasciata dopo 24 giorni di detenzione e presto tornerà ad aggiornare il blog. Lui da due mesi è in cella.
La mattina del suo arresto Najmeh ha rilasciato un'intervista alla radio tedesca Deutsche Welle. Qualche giorno prima aveva messo in Rete un post scritto dal marito ancora libero dove rivendicava il diritto di esprimersi liberamente. "Anche se sto aspettando la polizia che mi ammanetti" scriveva l'iraniano.
Fonte: Reporters Sans Frontières
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martedì, aprile 05, 2005
REGIONALI
L'Unione ha vinto le elezioni in undici regioni su tredici, strappanadone ben sei al centrodestra. Nessun terremoto istituzionale stavolta. Cinque anni fa invece il presidente del Consiglio D'Alema si dimise dopo una sconfitta pesante ma non catastrofica (finì 9 a 6). Altri tempi.
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L'Unione ha vinto le elezioni in undici regioni su tredici, strappanadone ben sei al centrodestra. Nessun terremoto istituzionale stavolta. Cinque anni fa invece il presidente del Consiglio D'Alema si dimise dopo una sconfitta pesante ma non catastrofica (finì 9 a 6). Altri tempi.
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lunedì, marzo 14, 2005
BLOGGO DALL'IRAQ E MI ARRICCHISCO
Tra un checkpoint e un dittatore scovato in chissà quale buco del terreno, i soldati americani di stanza in Iraq bloggano. E si arricchiscono. A detta di Armytimes.com ci sarebbe una specie di business dietro i blog dei soldati americani, fatto di t-shirt vendute online e di donazioni di beneficenza. I blog, si sa, sono diventati un bocconcino prelibato per le agenzie pubblicitarie, a caccia di utenti fidelizzati e con una buona dose di tempo da spendere spulciando i post. Quindi una semplice ricerca di mercato ha spinto gli addetti ai lavori a contattare i blogger embedded per offrire loro banner pubblicitari mirati.
L'American pride ha fatto il resto. Qualcuno tra i marines-blogger ha messo in Rete la lista di ciò che gli manca, qualcun'altro ha espressamente richiesto soldi (e i dollari sono veramente arrivati). Qualcun'altro ancora invece ha indirizzato i propri lettori su fondi da destinare alle famiglie di commilitoni caduti in guerra.
Molto meno idealista il blogger American Soldier che ha elencato una serie di oggetti che avrebbero reso la sua permanenza in Iraq meno pesante. A dicembre ha ricevuto donazioni per oltre mille dollari. Ora vende online gadget con il logo American Soldier.
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Tra un checkpoint e un dittatore scovato in chissà quale buco del terreno, i soldati americani di stanza in Iraq bloggano. E si arricchiscono. A detta di Armytimes.com ci sarebbe una specie di business dietro i blog dei soldati americani, fatto di t-shirt vendute online e di donazioni di beneficenza. I blog, si sa, sono diventati un bocconcino prelibato per le agenzie pubblicitarie, a caccia di utenti fidelizzati e con una buona dose di tempo da spendere spulciando i post. Quindi una semplice ricerca di mercato ha spinto gli addetti ai lavori a contattare i blogger embedded per offrire loro banner pubblicitari mirati.
L'American pride ha fatto il resto. Qualcuno tra i marines-blogger ha messo in Rete la lista di ciò che gli manca, qualcun'altro ha espressamente richiesto soldi (e i dollari sono veramente arrivati). Qualcun'altro ancora invece ha indirizzato i propri lettori su fondi da destinare alle famiglie di commilitoni caduti in guerra.
Molto meno idealista il blogger American Soldier che ha elencato una serie di oggetti che avrebbero reso la sua permanenza in Iraq meno pesante. A dicembre ha ricevuto donazioni per oltre mille dollari. Ora vende online gadget con il logo American Soldier.
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lunedì, marzo 07, 2005
SHAME ON ITALIANS
Sgrena liberata, Calipari ucciso. La notizia fa il giro della blogosfera. Qualche iracheno storce il naso per la nostra indignazione davanti alla morte di un innocente. E' il caso di questo famoso blogger che invita gli italiani a non piangersi addosso: "If you, Italians, had one man (killed by the US army) to pay your respect to, Iraqis are having tens of thousands of civilians that are being killed because of the war Italy is supporting"
Ogni commento è superfluo.
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Sgrena liberata, Calipari ucciso. La notizia fa il giro della blogosfera. Qualche iracheno storce il naso per la nostra indignazione davanti alla morte di un innocente. E' il caso di questo famoso blogger che invita gli italiani a non piangersi addosso: "If you, Italians, had one man (killed by the US army) to pay your respect to, Iraqis are having tens of thousands of civilians that are being killed because of the war Italy is supporting"
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