Ci sono libri che fanno evadere dalla realtà. Altri la realtà la fanno conoscere così bene da restarne assuefatti. Quasi drogati. E’ il caso di “La Bamba”, Dalai Editore, lavoro a quattro mani di Paolo Berizzi, inviato de La Repubblica e Antonello Zappadu, di professione fotoreporter. Per chi vive a Milano è chiaro l’oggetto del volume: all’ombra della Madonnina e di corso Como la bamba è la cocaina, la più diffusa delle droghe in circolazione nel nostro Paese.
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lunedì, febbraio 04, 2013
Dieci storie solidali, dieci campioni
Chi pensa che non ci sia più spazio per solidarietà e amore per il prossimo si tenga libera una data del gennaio 2014, il giorno in cui i "City Angels" consegneranno il loro tredicesimo premio. Più che un trofeo, “Il campione” è un riconoscimento che Mario Furlan (fondatore degli angeli metropolitani), l’osservatorio Mediawatch e i direttori di 14 testate giornalistiche italiane (dall’Ansa a Tgcom24) assegnano a dieci persone da prendere a modello.
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Newtown, la strage degli innocenti
C’è qualcosa che non va in questo mondo. C’è qualcosa che ha bloccato l’ingranaggio di una vita non perfetta ma quantomeno dignitosa. Una vita magari “normale” ma anche la normalità ormai è soggettiva e - quindi - terra di scontro. C’è qualcosa che non va se un 20enne del Connecticut si compra un fucile come quello nella foto con uno scopo ben preciso: ripetere la strage degli innocenti...
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venerdì, novembre 23, 2012
Denis, due gol contro la Kirchner
Non di sole Veline e fuoriserie si nutre il calciatore professionista nel 2012. Non tutti sfilano nei privée dei locali alla moda o fanno coppia fissa con l’ultima amazzone di agenzia. Qualcuno, oltre ai piedi buoni e a una buona dose, ha sale in zucca e si guarda attorno. Molti si impegnano nel sociale, qualcuno ci mette la faccia anche in politica. L’ultimo, in ordine di tempo, è German Gustavo Denis, centravanti argentino dell’Atalanta nonché autore domenica sera di due gol che hanno steso l’Inter.
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venerdì, settembre 28, 2012
Ryder Cup, il golf unisce l'Europa
Ci sono un italiano, un tedesco e uno spagnolo. L’attacco della più classica delle barzellette nostrane non deve far ridere, bensì deve far vincere. L’italiano si chiama Francesco Molinari, il tedesco Martyn Kaimer e lo spagnolo Sergio Garcia: sono tre fra i golfisti più forti al mondo e tre dei dodici professionisti che da domani rappresenteranno l’Europa alla Ryder Cup 2012.
lunedì, settembre 24, 2012
Rollaball, giocare a calcio senza piedi
Per giocare a calcio una volta tanto non servono piedi buoni. Anzi, a voler esser pignoli, non servono proprio i piedi. Abdul, Tahiru e Aminu non possono prendere a calci a un pallone e nemmeno camminare in modo normale. Questi tre ragazzi di Accra sono vittime della poliomielite, una malattia che ha incrociato per sempre i loro arti inferiori. Abdul, Tahiru e Aminu vivono di elemosina in Ghana, uno Stato dove quasi otto milioni di persone sopravvivono con meno di 1,3 dollari al giorno. Tutti e tre però giocano a calcio nella stessa strada dove di giorno chiedono la carità e di notte dormono
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giovedì, luglio 26, 2012
Tregua olimpica? No, tregua dallo spread
Con il naso all’insù per il timore della pioggia e gli occhi ben spalancati nonostante siano i primi Giochi del dopo Bin Laden, Londra è pronta per la XXX Olimpiade. Il mondo invece dovrebbe essere pronto per la trentesima tregua olimpica come vuole una tradizione seppur romanzata. Quando la Grecia era una culla di civiltà e non uno scenario da scongiurare, i Giochi riguardavano solo gli elleni: per la loro durata (pochi giorni visto che le discipline si contavano sulle dita di una mano), non solo l’ascia di guerra doveva venire ben sepolta ma anche rancori più o meno personali dovevano far posto a gioia e partecipazione ai Giochi.
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giovedì, luglio 12, 2012
Zoff, Gentile, Cabrini... 30 anni dopo
Zoff, Gentile, Cabrini, Bergomi, Collovati, Scirea, Bruno Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani. Più Causio e Altobelli. Se questi tredici cognomi in rapida successione (è ammesso invertire Bergomi con Gentile o Graziani con Rossi) non scardinano qualche cassetto della vostra memoria allora significa che quell’11 luglio 1982 è stata una domenica sera come tante sia che l’abbiate vissuta sia che ve l’abbiano raccontata...
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lunedì, luglio 09, 2012
Londra 2012, l'Olimpiade in pugno
Tutta l’Olimpiade in un pugno. Il motto-simbolo l’importante è partecipare, i Giochi che interrompono anche le guerre, le medaglie, anni di sacrifici per una gara che magari dura una manciata di secondi, l’idea di un Husain Bolt a gomito a gomito con il carneade più anonimo che gli chiederà foto-ricordo e autografo
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giovedì, marzo 08, 2012
mercoledì, marzo 07, 2012
venerdì, febbraio 10, 2012
lunedì, gennaio 23, 2012
Forconi democratici
Abbiamo finalmente capito a cosa servono i "forconi". A bucare democraticamente le gomme di chi non vuole aderire al blocco democratico dei tir.
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mercoledì, gennaio 04, 2012
domenica, dicembre 18, 2011
martedì, novembre 22, 2011
venerdì, ottobre 21, 2011
venerdì, ottobre 07, 2011
AVANTI JOBS - DOPO JOBS
Avanti Jobs. Dopo Jobs. Vanno divise così le due ere della nostra vita, intesa non solo come esistenza digitale. I media martellanti di ieri sulla morte di Steve Jobs hanno autorizzato l'accesso a una parte di memoria quasi preistorica. Erano gli anni in cui il pc si chiamava ancora personalcomputer e circolavano dischetti di carta con un buco nel centro e parole strane come Windows. Poi Apple. Quella mela strana che ha rotto ogni schema anche per noi adolescenti smaniosi di scrivere, impaginare e smanettare.
Chissà chi si ricorda le domeniche di non so quale anno a cavallo tra le due era before Jobs e after Jobs: all'ora di pranzo su Rete4 Sandro Piccinini commentava una partita di calcio inglese (magari giocata anche tre giorni prima, ndr) e su Canale 5 Luciano De Crescenzo indottrinava gli italiani su quel personalcomputer che si guidava con un "topolino" e poteva fare miracoli. I miracoli li scoprimmo di lì a poco quando, per la prima volta, usammo un Macintosh SE/30 in tipografia. La velocità, la grafica e la semplicità emanate da quella scatola biancastra erano fenomenali.
Poi quel SE/30 divenne nostro, comprato di seconda mano. Quindi un Macintosh II sempre usato che ci sembrava la macchina più potente del mondo. Poi non ci siamo più fermati fino all'iPod, tonnellate della nostra musica sempre con noi. E ora non ci resta che "stay hungry stay foolish"
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Chissà chi si ricorda le domeniche di non so quale anno a cavallo tra le due era before Jobs e after Jobs: all'ora di pranzo su Rete4 Sandro Piccinini commentava una partita di calcio inglese (magari giocata anche tre giorni prima, ndr) e su Canale 5 Luciano De Crescenzo indottrinava gli italiani su quel personalcomputer che si guidava con un "topolino" e poteva fare miracoli. I miracoli li scoprimmo di lì a poco quando, per la prima volta, usammo un Macintosh SE/30 in tipografia. La velocità, la grafica e la semplicità emanate da quella scatola biancastra erano fenomenali.
Poi quel SE/30 divenne nostro, comprato di seconda mano. Quindi un Macintosh II sempre usato che ci sembrava la macchina più potente del mondo. Poi non ci siamo più fermati fino all'iPod, tonnellate della nostra musica sempre con noi. E ora non ci resta che "stay hungry stay foolish"
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