venerdì, settembre 28, 2012

Ryder Cup, il golf unisce l'Europa

Ci sono un italiano, un tedesco e uno spagnolo. L’attacco della più classica delle barzellette nostrane non deve far ridere, bensì deve far vincere. L’italiano si chiama Francesco Molinari, il tedesco Martyn Kaimer e lo spagnolo Sergio Garcia: sono tre fra i golfisti più forti al mondo e tre dei dodici professionisti che da domani rappresenteranno l’Europa alla Ryder Cup 2012.

lunedì, settembre 24, 2012

Rollaball, giocare a calcio senza piedi

Per giocare a calcio una volta tanto non servono piedi buoni. Anzi, a voler esser pignoli, non servono proprio i piedi. Abdul, Tahiru e Aminu non possono prendere a calci a un pallone e nemmeno camminare in modo normale. Questi tre ragazzi di Accra sono vittime della poliomielite, una malattia che ha incrociato per sempre i loro arti inferiori. Abdul, Tahiru e Aminu vivono di elemosina in Ghana, uno Stato dove quasi otto milioni di persone sopravvivono con meno di 1,3 dollari al giorno. Tutti e tre però giocano a calcio nella stessa strada dove di giorno chiedono la carità e di notte dormono

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giovedì, luglio 26, 2012

Tregua olimpica? No, tregua dallo spread

Con il naso all’insù per il timore della pioggia e gli occhi ben spalancati nonostante siano i primi Giochi del dopo Bin Laden, Londra è pronta per la XXX Olimpiade. Il mondo invece dovrebbe essere pronto per la trentesima tregua olimpica come vuole una tradizione seppur romanzata. Quando la Grecia era una culla di civiltà e non uno scenario da scongiurare, i Giochi riguardavano solo gli elleni: per la loro durata (pochi giorni visto che le discipline si contavano sulle dita di una mano), non solo l’ascia di guerra doveva venire ben sepolta ma anche rancori più o meno personali dovevano far posto a gioia e partecipazione ai Giochi.

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giovedì, luglio 12, 2012

Zoff, Gentile, Cabrini... 30 anni dopo

Zoff, Gentile, Cabrini, Bergomi, Collovati, Scirea, Bruno Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani. Più Causio e Altobelli. Se questi tredici cognomi in rapida successione (è ammesso invertire Bergomi con Gentile o Graziani con Rossi) non scardinano qualche cassetto della vostra memoria allora significa che quell’11 luglio 1982 è stata una domenica sera come tante sia che l’abbiate vissuta sia che ve l’abbiano raccontata...

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lunedì, luglio 09, 2012

Londra 2012, l'Olimpiade in pugno

Tutta l’Olimpiade in un pugno. Il motto-simbolo l’importante è partecipare, i Giochi che interrompono anche le guerre, le medaglie, anni di sacrifici per una gara che magari dura una manciata di secondi, l’idea di un Husain Bolt a gomito a gomito con il carneade più anonimo che gli chiederà foto-ricordo e autografo
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lunedì, gennaio 23, 2012

Forconi democratici

Abbiamo finalmente capito a cosa servono i "forconi". A bucare democraticamente le gomme di chi non vuole aderire al blocco democratico dei tir.

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venerdì, ottobre 07, 2011

AVANTI JOBS - DOPO JOBS

Avanti Jobs. Dopo Jobs. Vanno divise così le due ere della nostra vita, intesa non solo come esistenza digitale. I media martellanti di ieri sulla morte di Steve Jobs hanno autorizzato l'accesso a una parte di memoria quasi preistorica. Erano gli anni in cui il pc si chiamava ancora personalcomputer e circolavano dischetti di carta con un buco nel centro e parole strane come Windows. Poi Apple. Quella mela strana che ha rotto ogni schema anche per noi adolescenti smaniosi di scrivere, impaginare e smanettare.

Chissà chi si ricorda le domeniche di non so quale anno a cavallo tra le due era before Jobs e after Jobs: all'ora di pranzo su Rete4 Sandro Piccinini commentava una partita di calcio inglese (magari giocata anche tre giorni prima, ndr) e su Canale 5 Luciano De Crescenzo indottrinava gli italiani su quel personalcomputer che si guidava con un "topolino" e poteva fare miracoli. I miracoli li scoprimmo di lì a poco quando, per la prima volta, usammo un Macintosh SE/30 in tipografia. La velocità, la grafica e la semplicità emanate da quella scatola biancastra erano fenomenali.

Poi quel SE/30 divenne nostro, comprato di seconda mano. Quindi un Macintosh II sempre usato che ci sembrava la macchina più potente del mondo. Poi non ci siamo più fermati fino all'iPod, tonnellate della nostra musica sempre con noi.  E ora non ci resta che "stay hungry stay foolish"



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martedì, ottobre 04, 2011

IN VIAGGIO A MAURITIUS

Verde e azzurro. Azzurro e verde. Ancora verde. Poi azzurro. Nella tavolozza dei colori a disposizione dell’Artista che ha disegnato Mauritius evidentemente non c’erano altro che queste due tinte. Ma lui è stato all’altezza perché le ha stese benissimo, modulandone intensità e toni. Il risultato è quest’isola vulcanica dell’Oceano Indiano, considerata - a ragione - uno degli ultimi paradisi terrestri. Il resto è scritto qua
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lunedì, settembre 12, 2011

"NOI NATI L'11 SETTEMBRE"

Quello di domenica sarà il primo 11 settembre senza Osama Bin Laden. Ma per loro probabilmente non cambierà molto. Per loro il dolore avrà sempre la meglio. E sarà cosi per generazioni intere, perché quel nine eleven da giorno di festa in famiglia è diventato un sinonimo di morte e distruzione in tutto il mondo. Loro sono i nati l’11 settembre, migliaia di americani che alle 8,45 di dieci anni fa pensavano al loro compleanno e alle 8,46 sono entrati nel peggiore degli incubi della nostro secolo.  Una di loro, Dahlia Gruen, quel maledetto martedì compiva dieci anni e, di ritorno da scuola, era convinta di trovare una festicciola organizzata da papà e mamma. I genitori c’erano, la voglia di far festa invece era sepolta in diretta tv sotto le Torri Gemelle. Dahlia oggi gestisce un sito dedicato a tutti quelli come lei, i “born on September, 11th”.
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sabato, agosto 06, 2011

EDOARDO MOLINARI - LA VITA IN 18 BUCHE


Edoardo Molinari - 18 buche
 In principio fu Costantino Rocca. Per anni in Italia il golf ha fatto rima con il roccioso campione bergamasco. Ora non più. Chicco ed Edoardo Molinari prima e Matteo Manassero poi hanno vinto e convinto, guadagnandosi rispetto in giro per il mondo e dimostrando in Italia che questo sport non è roba da ricchi. Edoardo Molinari ha deciso di mettere nero su bianco pensieri e parole dei suoi primi 25 anni sul green. Lo ha fatto con Add Editore dando alle stampe la biografia “18 buche - La mia vita sul campo da golf”, scritta in collaborazione con Carlo Bordone.

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martedì, giugno 14, 2011

UN LIBRO PER CAMBIARE IL MONDO

Ricette per cambiare il mondo: esportare la democrazia con armi o soldi (oppure con entrambi, ndr), dichiarare guerra al buco dell'ozono oppure scommettere su un libro illustrato intitolato Luna. Delle tre opzioni la più affascinante è la terza ed è - manco a dirlo - un italian job. La sfida arriva da PlainInk.org, un’associazione non profit che parte dalla Brianza ad alta densità di "fabbrichette di famiglia" e partite Iva. La sfidante si chiama Selene Biffi, 28 anni, una laurea alla Bocconi che ha preceduto svariati master nel sociale tra Harvard, Francia, Spagna, Irlanda e dintorni. Un’invidiabile fede nel prossimo (e nei giovani in particolare) ha spinto Selene in giro per il mondo, prima per la sua associazione “Youth Action for Change” (decine di ragazzi e ragazze ormai attivi in 130 Paesi) poi su incarico delle Nazioni Unite. Un andirivieni per il mondo che le ha fatto vincere più di trenta premi e riconoscimenti ovunque (solo un paio in Italia). La ciliegina sulla torta è stata l'invito come "Young Global Leader" dal World Economic Forum di Davos, nel 2009. IL RESTO E' SCRITTO QUA

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