venerdì, settembre 27, 2002

ASPETTANDO TOM CRUISE

Ma quali veline, noi vogliamo i veri divi. Tipo quelli che puoi incontrare a Roma in via del Babuino. Siamo davanti all'Hotel de Russie, due passi
da piazza del Popolo. Se chiedi che succede lo straniero di turno ti snocciola il carnet: "Stanno per uscire Tom Cruise, Mel Gibson e Gwyneth Paltrow". Tanto basta per decidere di appostarsi lì, confondendosi tra cameramen, fotografi e gente a caccia di autografi: i monumenti possono aspettare, anche noi vogliamo vedere le celebrità sbarcate da Hollywood.

Le limousine affollano la strada: gli autisti in divisa vanno e vengono, scambiano cenni di intesa con il portiere. Io tengo d'occhio l'ingresso principale, la mia socia il cancello sul retro, non si sa mai: anche se ci troviamo nella capitale come turiste, mica abbiamo smesso i panni delle
giornaliste-a-caccia-di-gossip. Peccato che il tempo passi e non succeda nulla. Quando tutto sembra che debba compiersi e il divo stia per
varcare sotto scorta la porta, ecco apparire Roberto Benigni sotto braccio alla moglie Nicoletta. Salutano con un mano il pubblico festante, si infilano in macchina e via, lasciando la folla convinta che il prossimo a sbucare dall'albergo sarà per forza Cruise.


Invece niente. Le Mercedes si allontanano, i fotografi spengono i flash. Tutto qui, viene da dire. Incerte chiediamo a un collega: ma che fine
ha fatto Tom??? La sua risposta suona beffarda: se n'è già andato, non l'avete visto, è uscito dall'ingresso laterale...


Ci ha fregato, l'abbiamo aspettato per un'ora ma inutilmente. Torniamo a consolarci con i monumenti. Il giorno dopo leggiamo sul Messaggero che
Cruise, Spielberg e la Paltrow hanno fatto festa fino a tardi proprio lì, aperitivo in piazza del Popolo incluso... Ci rifaremo con la prossima vacanza romana, quando arrampicandoci sulla salita del Pincio senza dubbio ci imbatteremo in Kevin Costner.

lc + Bibop, Roma

giovedì, settembre 26, 2002

CASTELLI FRENA UN GIUDICE A BERGAMO: ANCHE QUESTO E' LEGITTIMO SOSPETTO

Una promozione che non s'ha da fare quella del giudice Adriano Galizzi a capo della Procura di Bergamo. Una promozione in che fa da sfondo a uno scontro sotterraneo tra Consiglio Superiore della Magistratura e ministro di Giustizia, ingegner e onorevole Roberto Castelli. Il Guardasigilli si oppone alla promozione motivandola con "una questione di opportunità" vista la contemporanea presenza al palazzo di giustizia orobico di Paolo Maria Galizzi - fratello di Adriano - in qualità di capo della prima sezione civile. A Bergamo circola un'altra versione dei fatti: il ministro leghista non vorrebbe premiare proprio quel giudice (oggi alla guida dei gip orobici) che nel 1998 condannò Umberto Bossi per istigazione a delinquere quando il senatur, in un comizio elettorale, invitò i leghisti ad "andare a stanare i fascisti casa per casa". Ironia della sorte: a sporgere denuncia contro il leader del Carroccio fu Mirko Tremaglia, allora senatore di An, oggi collega di ministero di Bossi.

Un sospetto sul perchè la promozione non si sblocchi è legittimo


Il barista

martedì, settembre 24, 2002

NOBEL A BERLUSCONI, SI' DA DUE PRETI ORTODOSSI E UN EBREO

Due preti ortodossi e un rappresentante delle comunità ebraiche in Italia hanno scritto al comitato pro-Nobel per la Pace a Silvio Berlusconi, presieduto dal senatore Antonio Gentile, esprimendo la loro "adesione ai contenuti dell'iniziativa, che mette in risalto una politica estera italiana impegnata a ricercare la pace, senza ipocrisie e, soprattutto, senza dare alcuna tregua ai terroristi". Nella lettera inviata al giornalista Mario Campanella (che ha elaborato il documento sul Nobel insieme ai docenti universitari Alfonso Nastro e Franco Menichini) i rappresentanti di queste confessioni auspicano "una discussione seria sulla validità di una proposta che trova concordi diverse persone nel mondo" .



Quasi quasi aderisco anch'io

Il barista

sabato, settembre 21, 2002

BANANE O VELINE? BANANE

Vediamo la merda che vogliamo e siamo così contenti di averla che il propinatore della merda che vediamo in tv ce lo siamo votato pure e ora
ci governa. Viviamo per andare in tv a sorridere e a fare la figura dei cazzoni. Sentimenti (veri?) messi in piazza, lacrime e abbracci tutto per il
gusto del signor Rossiauditel. E' il declino dell'occidente, altro che, troppo grasso e stupido (non instupidito perché la tv si può anche spegnerla
se si vuole) per sopravvivere. Considerato che con l'inquinamento che avanza, l'ossigeno diventa una risorsa scarsa, tutto sommato meglio così.


Saremo spazzati via da altre razze giovani e forti che hanno degli iman che gli proibiscono di assecondare il proprio rincoglionimento con la tv e li
indottrinano a forza con il Corano.


La differenza? Che per lo meno quello, perdio, è un libro!
Kurtz


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venerdì, settembre 20, 2002

BANANE O VELINE, SIAMO PIEGATI ALLA TV

La nostra e' stata anche in passato una Repubblica delle Banane, in ciò in realtà non c'e' molto di nuovo, se non la dimostrazione che al peggio non c'e' mai fine. Oggi siamo "anche" una Repubblica delle Veline. In parte, ma solo in parte, ciò e' dovuto al naturale abbassamento di livello dei fenomeni che si massificano. Per la maggior parte e' dovuto alla funzione di formazione del gusto che un media invadente come la Tv ha. Non e' vero che le trasmissioni di qualità non hanno audience, come non e' vero che il pubblico "vuole" certe trasmissioni: e' stato accortamente, da anni, "educato" a volerle. Sono più facili, meno costose, non richiedono grandi autori, bravi programmisti, bravi interpreti: in una parola la Tv abbassa il suo pubblico a se stessa. E un sistema "bloccato" di Tv come il nostro non fa che amplificare l'effetto, perché se e' vero che queste trasmissioni sono prodotte in tutti i paesi occidentali, in altri paesi le reti e i programmi di qualità fra i quali scegliere, esistono eccome.

In più oggi questa operazione è pure congeniale al potere, che spaccia fantasie virtuali per verità, con la ragionevole certezza che un
elettorato cosi' "educato" se le beva.

Melba

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mercoledì, settembre 18, 2002

ERAVAMO BANANE, SIAMO VELINE

Io credo che eravamo una repubblica di banane .. e stiamo diventando sempre più una repubblica di veline ... di male in peggio direi !!
C'è chi sogna di diventare una velina per sposarsi un calciatore? C'è chi sogna di diventare calciatore per sposarsi una velina? Non ci stupiamo se il mondo sta andando a rotoli.

Maè

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martedì, settembre 17, 2002

BANANE O VELINE: TUTTO IL MONDO E' PAESE

Cos'è una Repubblica delle banane? Forse uno Stato in cui conta di più il commercio del sì tanto cantato e decantato frutto "esotico" che la Politica e il senso dello Stato? Credo proprio che tale idioma sia stato mutuato da un concetto simile. E sia stato poi innalzato a simbolo delle dittature "povere" (di idee, contenuti e civiltà) del Terzo mondo. Non umiliamoci sempre. Diamo a noi stessi un sussulto di italianità: siamo solo più "onesti", più sinceri, più veri.... ovvio più italiani.

In quale Stato ormai non conta più l'economia della politica? In quale non è mai contata di più? Forse nei tanto liberi e liberali States? Ma non ridiamoci addosso. E Kennedy? E Desert Storm? E Cheney, ed Enron?

Non scherziamo. Tutto il mondo è paese. Altrove, di sicuro, si è più garbati, più circospetti, più attenti alla forma. Si parla meno, insomma.
Da noi tutto è per strada, quasi sotto gli occhi di tutti. Quindi le Banche d'affari, gli operatori di Tlc, i crediti d'imposta, le rottamazioni.........fanno il bello e il cattivo tempo delle decisioni che contano... e fermiamoci qui va'. Che è meglio!

Shakespeare pensieroso

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BANANE O VELINE: TUTTE E DUE

Direi che siamo una Repubblica di banane che si alzano quando vedono le veline...

Luca B.

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lunedì, settembre 16, 2002

ITALIA, REPUBBLICA DELLE BANANE O DELLE VELINE?

Se Woody Allen vivesse a Roma o Milano piuttosto che a Manhattan, non resisterebbe dal girare il remake del suo celebre film "Il dittatore dello stato libero di Bananas". Gli resterebbe però un dubbio: proseguire nel filone botanico o darsi al corso new age di Veline, Miss, Letterine e prezzemoline (ancora ortaggi...mai fidarsi degli ortolani diceva Johnny Stecchino).

La scelta è difficile. Da un lato, il nostro futuro è affidato ad un premier narciso che diserta appuntamenti ufficiali per imparare a memoria in una lingua a lui sconosciuta (l'inglese) il discorso da leggere all'Onu, salvo poi inventare in conferenza stampa lo slogan anti-girotondi ("... la sinistra tutta giù per terra"). Dall'altro televisioni, giornali e dovunque ti giri non fai altro che vedere aspiranti modelle, la coscialunga di turno, la bellona da far ballare trenta secondi senza mai farla parlare. Le Veline, in particolar modo, hanno rovinato il caffè dopocena di milioni di italiani per tutta l'estate. Credo che le aspirazioni dei giovani d'oggi siano due: per lui il sogno di diventare calciatore ricco e famoso, per lei diventare velina ricca e famosa.

Il mio voto: prima dei girotondi di sabato avrei detto il contrario. Oggi siamo la repubblica delle Veline.

Il barista

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sabato, settembre 14, 2002

IRAQ: TERZANI, SIAMO SU ORLO ABISSO

"Siamo sull'orlo dell'abisso. Dobbiamo prendere in considerazione l'ipotesi della fine dell'umanita"'. Tiziano Terzani, nel giorno del suo sessantaquattresimo compleanno, condanna con forza l'ipotesi di un attacco occidentale all'Iraq. Lo scrittore fiorentino, che da anni vive sull'Himalaya aggiunge: "Dobbiamo agire su due livelli: di legalità e di morale. La nostra Costituzione e la Carta dell'Onu rigettano la guerra. Non bastano le parole di Bush o Berlusconi a cambiare questa situazione. Le nazioni occidentali non devono trasformarsi nelle mosche cocchiere degli Stati Uniti e della loro strategia di morte"

CHE NE PENSI?
14 SETTEMBRE 2002 - GIROTONDO A ROMA


FATTO L'INGANNO, TROVATA LA LEGGE

11.9.2001- CHI SI RICORDA DEL NEW JERSEY?

Casualmente quel pomeriggio (in Italia) ero a casa e casualmente avevo la Tv accesa quando sono iniziate le edizioni straordinarie di tutti i Tg.
Per poco, per pochissimo, ho sperato nell'incidente: troppo presto il secondo aereo ha colpito la seconda torre, e poi le immagini, ripetute infinite
volte, le notizie frammentarie sul pentagono e sugli altri aerei (si diceva altri 5, in quei momenti), poi il crollo, in diretta. La spaventosa sensazione d'impotenza e fascinazione (e relativa vergogna). Il pomeriggio e' scorso cosi', fra Tv e telefonate ai familiari, agli amici, i commenti sgomenti. Qel giorno, alle 18,00, avevo da molto tempo fissato una visita dalla mia ginecologa: sono andata, con la radio accesa in macchina, sono entrata nel suo studio, dove la radio era accesa e dove ci siamo guardate negli occhi, e insieme abbiamo convenuto che lei poteva buttare quella mezz'ora, e io il mio viaggio, e siamo rimaste li', insieme, ad ascoltare, come se l'essere in due aiutasse, e forse l'ha fatto.

Oggi, un anno dopo, vorrei ricordare anche coloro dei quali nessuno parla piu': i passeggeri di quell'aereo schiantatosi nel New Jersey senza
raggiungere il proprio obiettivo, forse per un atto di eroismo dei passeggeri, o forse no. Che importa? Comunque vittime innocenti.

Melba e il suo sito

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venerdì, settembre 13, 2002

11.9.2001- UNA VERTIGINE

Un cartone animato interrotto. Sembra quasi una metafora, ma l'11 settembre 2001 è stato proprio questo, nella realtà. Una trasmissione per bambini che stavo guardando coi miei figli, prima di andare al lavoro, venne interrotta da un'edizione straordinaria del Tg. E nel mondo dell'innocenza e della fratellanza dei bambini irrompe la realtà stupida dell'odio e della morte di noi adulti.

L'odio che apre gli occhi sul "cartone animato" di un mondo in pace che sognavamo dopo la caduta del Muro, e che dopo 12 anni invece ci ributtava dentro un altro incubo, quello della nuova guerra contro un nemico invisibile e nascosto, quell'"odio dei poveri" strumentalizzato da folli fanatici.

Fu un senso di vertigine a prendermi, la vertigine di chi si vede spinto dentro un baratro. Quando mia moglie arrivò a darmi il cambio feci solo
in tempo a dire "Stanno facendo un merdaio" e corsi in redazione. La tragedia stava consumandosi con il crollo delle Torri, e la vertigine lasciò il
posto alla ricerca di un senso, al faticoso rimanere lucidi di fronte alla morte di migliaia in diretta.

Vertigine e smarrimento che ogni tanto tornano, quando sento abbaiare opinionisti e politici che si rimpallano colpe l'un l'altro, come pugili che colpiscono alla cieca, o continuano a fare i propri interessi, con il ghigno di coloro ai quali, in realtà, del mondo non importa niente.

Andrea Buoso, Venezia

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11.9.2001- ANNIVERSARI: TORRI GEMELLE E CILE

11 settembre 2001
Una giornata tragica per molte persone che stavano vivendo normalmente nel loro paese, gli Stati Uniti.
Un pensiero va a tutte quelle vite spezzate e ai loro cari.


11 settembre 1973
Una giornata tragica per molte persone che volevano solo vivere normalmente nel loro paese, il Cile.
E invece il golpe inaugurò un periodo nero di violenze e sopraffazioni, con decine di migliaia di persone sequestrate, torturate, assassinate,
cancellate. Un pensiero va a tutte quelle vite calpestate e violentate, ai loro cari e a chi non ne fa svanire il ricordo.

Giulio Pianese e il suo sito

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giovedì, settembre 12, 2002

EMERGENCY: FUORI L'ITALIA DALLA GUERRA

Vogliamo un mondo basato sulla giustizia e sulla solidarietà. Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per
risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Chiediamo che l'Italia, di fronte alla minaccia di un attacco militare contro l'Iraq, non partecipi ad alcun atto di guerra, nel rispetto della Costituzione. Non vogliamo essere corresponsabili di nuovi lutti, né vogliamo alimentare la spirale del terrore. Basta guerre, basta morti, basta vittime.
per aderire: www.emergency.it

Hanno sottoscritto l'appello: Aldo, Giovanni e Giacomo, Diego Abbatantuono, Daniele Adani, Giuliana Berlinguer, Enrico Bertolino, Enzo Biagi, Irene Bignardi, Claudio Bisio, Giorgio Bocca, Clarissa Burt, Fabio Cannavaro, Candido Cannavò, Maurizio Chierici, Giulietto Chiesa, Luigi Ciotti, Sergio Cofferati, Virginio Colmegna, Nico Colonna, Paolo Conte, Lella Costa, Maurizio Costanzo,
Roberto Denti, Teresa De Sio, ElleKappa, Fabio Fazio, Carlo e Inge Feltrinelli, Eugenio Finardi, Carla Fracci, Carlo Garbagnati, Dori Ghezzi, Ricky Gianco, Daniela Grazioli, Beppe Grillo, Monica Guerritore, Francesco Guccini, Riccardo Iacona, Enzo Iacchetti, Lorenzo Jovanotti, Luciano Ligabue, Gianfranco Manfredi, Maurizio Maggiani, Alessia Marcuzzi, Marco Materazzi, Marco Melandri, Beppe Menegatti, Rita Levi Montalcini, Milly e Massimo Moratti, Michele Mozzati, Paola e Gianni Mura, Maso Notarianni, Carlo
Ossola, Moni Ovadia, Mauro Pagani, Gino Paoli, Marco Paolini, Piero Pelù, Fernanda Pivano, Alessandro Portelli, Ennio Remondino, Guido Rossi, Paolo Rossi, Sandro Ruotolo, Claudio Sabattini, Gabriele Salvatores, Michele Santoro, Teresa Sarti, Piero Scaramucci, Vauro Senesi, Michele Serra, Bebo Storti, Gino Strada, Tiziano Terzani, Francesco Toldo, Massimo Toschi, Lucia
Vasini, Christian Vieri, Gino Vignali , Gianna Vitali, Roberto Zaccaria, JavierZanetti, Alex Zanotelli.


Emergency in Afghanistan: un film e un libro

Venerdì 13 settembre 2002 alle ore 23,30 circa su Rai3 andra' in onda "Afghanistan: effetti collaterali?". Il documentario, di Fabrizio
Lazzaretti e Alberto Vendemmiati, riprende le attivita' di Emergency in Afganistan dal settembre al dicembre 2001, dai drammatici episodi della "vita quotidiana" nel Panshir, le vittime delle bombe sui villaggi e delle mine antiuomo, eredita' di una lunga serie di guerre durate quasi 25anni, fino al viaggio del team di Emergency a Kabul e alla riapertura l'ospedale. I due registi hanno seguito il personale di Emergency durante il viaggio, nelle corsie dell'ospedale, nelle sale operatorie, nelle carceri dove Emergency
presta assistenza sanitaria ai prigionieri, nei programmi sociali di aiuto alle donne.

Una testimonianza in presa diretta di una guerra che ha fatto molte piu' vittime tra i civili di quanto i media non ci abbiano raccontato.
Molti dei fatti che il film ci mostra sono raccontati da Gino Strada nel suo libro "Buskashi'-Viaggio dentro la guerra" (Feltrinelli), in tutte le librerie da alcuni giorni

11.9.2001: UN ANNO E UN GIORNO DOPO

Il mondo si è fermato per le tremila vittime delle Torri Gemelle, del Pentagono e di Pittsburgh. Mi sono commosso per quel silenzio non umano che ha circondato Ground Zero alle 8.46 ora locale. Ho pensato "Mai più". E subito dopo ho aggiunto: "E' impossibile che non accada mai più una cosa simile, visto come si stanno incanalando gli scenari internazionali". Ne sono convinto: non è con la guerra a Osama e Saddam che l'America e l'Occidente si pone al sicuro. Osama e Saddam diventeranno simboli agli occhi dei musulmani e nasceranno frotte di Mohammed Atta. Prendete Israele e Palestina, sostituite Bush a Sharon e un qualsiasi leader islamico integralista ad Arafat e siete proiettati nel futuro. Da una parte guerrafondai, dall'altra integralisti che nulla hanno da perdere, nemmeno la loro stessa vita. Anzi...

Cosa fare? Eliminare le radici del terrorismo. Evitare che un bimbo di cinque o sei anni di Jalalabad, Quetta o Gaza trovi l'unica ragione di vita nell'intepretazione letterale del Corano in una madrassa. Altrimenti la guerra all'Afghanistan partorirà la guerra all'Iraq che partorirà la guerra al Sudan che partorirà la guerra nelle Filippine che partorirà la guerra in Cecenia che partorirà ... sempre più kamikaze.
Che avranno l'imbarazzo della scelta in quale parte del mondo farsi esplodere.

Il barista


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martedì, settembre 10, 2002

11.9.2002: NY, IO LA RICORDO COSI'


Un anno dopo l'attacco all'America, io voglio ricordare la Grande Mela con questa canzone degli U2.


In New York freedom looks like
Too many choices
In New York I found a friend
To drown out the other voices

Voices on a cell phone
Voices from home
Voices of the hard sell
Voices down a stairwell
In New York
Just got a place in New York

In New York summers get hot
Well into the hundreds
You can't walk around the block
Without a change of clothing

Hot as a hair dryer in your face
Hot as handbag and a can of mace
New York
I just got a place in New York

New York New York

In New York you can forget
Forget how to sit still
Tell yourself you will stay in
But it's down to Alphaville

New York
New York, New York

New York, New York
New York

The Irish been coming here for years
Feel like they own the place
They got the airport, city hall
Asphalt, asphalt
They even got the police

Irish, Italians, Jews and Hispanics
Religious nuts, political fanatics in the stew
Happily not like me and you
That's where I lost you

New York
New York, New York
New York
New York, New York

New York
New York

In New York I lost it all
To you and your vices
Still I'm staying on to figure out
My midlife crisis

I hit an iceberg in my life
You know I'm still afloat
You lose your balance, lose your wife
In the queue for the lifeboat

You got to put the women and children first
But you've got an unquenchable thirst for New York

New York
New York
New York, New York

In the stillness of the evening
When the sun has had its day
I heard your voice whispering
Come away now

New, New York
New...
New York

New York.


Il barista
11.9.2002: COME VOLEVASI DIMOSTRARE


Tutto come previsto: Fallaci in prima pagina sul Corriere con "Remember"

Eccone un breve estratto

Il barista
11.9.2002: TORNA NOSTRA SIGNORA ORIANA


Qui lo dico e qui lo nego. Possibile che Nostra Signora Fallaci non distribuirà il suo Verbo un anno dopo l'attacco all'America? Secondo me Il Corriere domani sbatte in prima pagina un fondo di colei che vive reclusa in un attico della Grande Mela e racconta a tutti quanto sia razzista l'Italia e quanto siano bravi gli americani.

Il barista
11.9.2001: E I MORTI CHE SON VENUTI DOPO?


Non vado mai fuori per la pausa pranzo.Preferisco gustarmi due yogurt che mi porto da casa e solo così me li gusto in santa pace. Anche quel giorno ero in ufficio e lavoravo, all'epoca, per un Internet service provider, per cui la connessione ad Internet non fallì mai. Fu un mio collega ad avvisarmi di quanto accaduto, ma non gli credetti. Anzi: pensai ad uno scherzo. Aprimmo "soleventiquattroretv" e vedemmo on line il tele24.
Tutto. Le riprese, le foto, le urla... tutto. Mano mano che il tempo passava e le notizie arrivavano sugli schermi dei nostri pc, la mia espressione passava dal frastornato all'incredulo. Sembrava un film...uno dei soliti film americani... Catastrofi, scatastamenti, morti ammazzati e suicidati...

Come dimenticare le immagini di "Inferno di cristallo"?

Steve chissà che avrebbe fatto... Steve chi? ma Steve McQueen... il protagonista..
Oppure la saga che ha consacrato Bruce Willis: " Trappola di cristallo "! Invece era tutto vero... e non si sapeva niente sul chi fosse stato...solo supposizioni, dubbi...
Non era un film... Gli incidenti continuavano : prima una torre, poi l'altra, poi il Pentagono...
Adesso quando vedo un film cerco sempre le torri... e chi è che non lo fa? Solo una cosa mi auguro: che le persone ricordino che l'11 settembre
2001 sono morte molte persone in America, ma che nei giorni successivi, sino ad oggi e chissà fino a quando, sono morte, muoiono e moriranno molte persone del Medio Oriente...Speriamo che quest'incubo finisca presto!

Margherita


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