BLOCCATA LA SLITTA DI BABBO NATALE
Time ha premiato l'utente Internet come persona dell'anno. Come dargli torto dopo aver visto questo sito e questo filmato?
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lunedì, dicembre 18, 2006
mercoledì, dicembre 13, 2006

D'AGUANNO, UNA PERSONA PERBENE
Oggi ultimo saluto a Monza a un bravo giornalista e a una persona perbene. Basta rivedere una sua fotografia per non credere di non sentirlo mai più a bordocampo a spiegarci una partita di pallone. La sua perdita rimarrà un pugno nello stomaco per chi ama questo mestiere. E' bello ricordarlo come ha fatto l'ufficio stampa Figc, con questa foto e senza un briciolo di retorica.
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giovedì, dicembre 07, 2006
MONTEZEMOLO E I FANNULLONI: CONTATTO!
LCM alias Luca Cordero di Montezemolo ha fatto sapere che un italiano su due è un fannullone. Avesse parlato il pronipote di Stakanov o il cugino primo di Cipputi potremmo dargli retta. Ma da LCM non possiamo accettare lezioni di nessun tipo, tantomeno sul lavoro, da uno che ha rovinato quasi tutto che gli hanno messo in mano (Juventus compresa).
Lo dice anche Beppe Grillo: guardate cosa spiegò a proposito del polo del lusso ideato dal LCM.
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LCM alias Luca Cordero di Montezemolo ha fatto sapere che un italiano su due è un fannullone. Avesse parlato il pronipote di Stakanov o il cugino primo di Cipputi potremmo dargli retta. Ma da LCM non possiamo accettare lezioni di nessun tipo, tantomeno sul lavoro, da uno che ha rovinato quasi tutto che gli hanno messo in mano (Juventus compresa).
Lo dice anche Beppe Grillo: guardate cosa spiegò a proposito del polo del lusso ideato dal LCM.
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mercoledì, novembre 29, 2006
OLOCAUSTO, TUTTO VERO
Una sera qualsiasi davanti alla tv. Uno zapping su e giù per il satellite fin quando per caso non si approda su Canale 5. Sono le 22. Passano le immagini di un campo di concentramento. Un campo senza nome. Un inferno maledetto come tanti ce ne sono stati durante la Seconda Guerra. Quel che resta di uomini nell'inconfondibile divisa a strisce verticale. Larve di donne ammucchiate nei giacigli di legno. E' una fiction sulla rampolla dei Savoia. Proprio loro, la Real Casa dei Savoia Quelli che col loro laissez faire hanno mandato a morte migliaia di italiani. Quelli che non crederanno ai loro occhi vedendo i successori alle prese con donnine, slot machine e risse dinastiche.
Chissenefotte dei Savoia. Il problema è un altro. Guardare la fiction riapre una ferita mai chiusa, quella che collega il nostro cervello al Passato. A quei fatti. A quella bestialità umana che è così reale da risultare difficile da spiegare a un ragazzo. Ma è successo veramente tutto questo? Hanno bruciato esseri umani davvero come fossero pezzi di legna da ardere? Hanno aperto davvero le scatole craniche per "esperimenti" disumani? Passano i minuti e la risposta è una sola. Per una volta la tentazione trionfa.
Cambio canale.
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Una sera qualsiasi davanti alla tv. Uno zapping su e giù per il satellite fin quando per caso non si approda su Canale 5. Sono le 22. Passano le immagini di un campo di concentramento. Un campo senza nome. Un inferno maledetto come tanti ce ne sono stati durante la Seconda Guerra. Quel che resta di uomini nell'inconfondibile divisa a strisce verticale. Larve di donne ammucchiate nei giacigli di legno. E' una fiction sulla rampolla dei Savoia. Proprio loro, la Real Casa dei Savoia Quelli che col loro laissez faire hanno mandato a morte migliaia di italiani. Quelli che non crederanno ai loro occhi vedendo i successori alle prese con donnine, slot machine e risse dinastiche.
Chissenefotte dei Savoia. Il problema è un altro. Guardare la fiction riapre una ferita mai chiusa, quella che collega il nostro cervello al Passato. A quei fatti. A quella bestialità umana che è così reale da risultare difficile da spiegare a un ragazzo. Ma è successo veramente tutto questo? Hanno bruciato esseri umani davvero come fossero pezzi di legna da ardere? Hanno aperto davvero le scatole craniche per "esperimenti" disumani? Passano i minuti e la risposta è una sola. Per una volta la tentazione trionfa.
Cambio canale.
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giovedì, novembre 02, 2006
COGNE IN LIBRERIA
Puntuale come sempre arriva in libreria l'ennesimo libro inutile. Anna Maria Franzoni,. condannata in primo grado a 30 anni di reclusione per l'omicidio di suo figlio. ha dato alle stampe "La mia verità", ossia l'ennesima sua versione di quanto accaduto in quella villetta di Cogne. Chi se lo comprerà un volume simile? Gli italiani un'idea sul caso di Samuele se la sono fatta da tempo e forse gli acquirenti saranno gli "innocentisti". Infausta la data di pubblicazione del testo: oggi, il giorno dei morti.
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Puntuale come sempre arriva in libreria l'ennesimo libro inutile. Anna Maria Franzoni,. condannata in primo grado a 30 anni di reclusione per l'omicidio di suo figlio. ha dato alle stampe "La mia verità", ossia l'ennesima sua versione di quanto accaduto in quella villetta di Cogne. Chi se lo comprerà un volume simile? Gli italiani un'idea sul caso di Samuele se la sono fatta da tempo e forse gli acquirenti saranno gli "innocentisti". Infausta la data di pubblicazione del testo: oggi, il giorno dei morti.
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mercoledì, ottobre 11, 2006

ONOREVOLE IGNORANZA
Beatles o Rolling Stones ? Bartali o Coppi? Totti o Del Piero? Da 24 ore ormai questi sono dualismi che non reggono più. Robe vecchia. Da Prima Repubblica per non dire preistoria. Adesso è ben altro l'interrogativo che arrovella il popolino italiano (la parte migliore del nostro Paese, ndr): sono più ignoranti i calciatori o i deputati?
E dire che sino a qualche mese fa i primi vincevano a mani basse, in un mondo fatto di intercettazioni, suv e occhiali da deficienti. Invece i so called "onorevoli" hanno bruciato le tappe. Per un Bobo Vieri star di Novella 2000 e vecchia gloria per la Gazzetta dello Sport spunta una Elisabetta Gardini che alle Iene non ha saputo spiegare cosa sia la Consob. Per non dire di quei dementi che non sanno chi sia Mandela o chi scambia il Darfur per il fast-food. Ad aggravare le orecchie da asino di lor signori sta il fatto che le domande non implicavano chissà quale complessità: mica hanno chiesto "cosa ne pensa della situazione in Darfur" o "secondo lei la Consob chiude troppo gli occhi sulla nefandezze di Borsa".
E guai chi si azzarda a dire che il popolino ha i deputati che si merita.
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venerdì, ottobre 06, 2006
INDULTO E INDULGENTI
Prima del black out informativo di questi giorni ha suscitato la giusta eco l'ennesimo caso di presunta malagiustizia all'italiana, ossia l'indulto riconosciuto a Luigi Chiatti, il cosiddetto "mostro di Foligno". Il pretesto di Chiatti è servito per rilanciare le accuse a Prodi e al suo governo. Valanghe di dichiarazioni e prese di posizione da più parti politiche che, come al solito, peccano di memoria corta, per non dire cortissima.
Gli unici "legittimati" a criticare quel provvedimento sono infatti i parlamentari di Lega Nord, Italia dei Valori (eccezion fatta per Rossi e Gasparrini alla Camera) e - in parte - AN (non hanno votato alla Camera), gli unici che non hanno votato quel disegno di legge in Aula. Gli altri - e anche chi strumentalizza la polemica per qualsiasi scopo - devono solamente tacere: l'indulto è passato in Aula con la maggioranza bipartizan.
Basta leggersi i due post sul sito di Antonio Di Pietro. (Camera - Senato)
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Prima del black out informativo di questi giorni ha suscitato la giusta eco l'ennesimo caso di presunta malagiustizia all'italiana, ossia l'indulto riconosciuto a Luigi Chiatti, il cosiddetto "mostro di Foligno". Il pretesto di Chiatti è servito per rilanciare le accuse a Prodi e al suo governo. Valanghe di dichiarazioni e prese di posizione da più parti politiche che, come al solito, peccano di memoria corta, per non dire cortissima.
Gli unici "legittimati" a criticare quel provvedimento sono infatti i parlamentari di Lega Nord, Italia dei Valori (eccezion fatta per Rossi e Gasparrini alla Camera) e - in parte - AN (non hanno votato alla Camera), gli unici che non hanno votato quel disegno di legge in Aula. Gli altri - e anche chi strumentalizza la polemica per qualsiasi scopo - devono solamente tacere: l'indulto è passato in Aula con la maggioranza bipartizan.
Basta leggersi i due post sul sito di Antonio Di Pietro. (Camera - Senato)
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giovedì, settembre 14, 2006

O LA BARBA O BIN LADEN
Se fosse per lui la Gillette potrebbe chiudere i battenti anche domani. Schiuma da barba e lamette per radersi infatti sono diventati soprammobili simbolici nell'abitazione di un professore americano che non si taglia la barba da cinque anni. Anzi: cinque anni e tre giorni. Esatto: non si rade da quel martedì pomeriggio che ha cambiato la Storia del mondo, quel maledetto nine eleven. Gary Weddle, insegnante 46enne alla Middle School di Ephrata, ha deciso di non tagliarsi più la barba fin quando non verrà catturato Osama Bin Laden. "Non conosco nessuna delle vittime degli attentati - ha detto in occasione del quinto anniversario dell'attacco all'America - ma capisco quanto sia stato devastante perdere un caro in quel modo".
Quando prese la decisione di non radersi, Weddle non pensava certamente di dover pazientare anni prima che cadesse la condizione sine qua non del suo "voto". L'uomo ha infatti dichiarato all'epoca che sarebbe stata questione di uno o due mesi. Povero illuso: di mesi ne son trascorsi sessanta e chi non conosce la sua storia comincia a guardare con circospezione quest'uomo dalla lunga barba. Infatti assomiglia a un certo terrorista...
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lunedì, settembre 04, 2006
LA PENSIONE EVA
Finalmente la vacanza per leggermi un altro libro di Camilleri. Questo me l'ero tenuto da parte apposta per la spiaggia e il suo dolce far niente: così facendo ho gustato i dettagli di ciò che accade dentro e fuori la Pensione Eva, un bordello al tempo della guerra. Scritto bene, col classico piglio di Camilleri, a tratti scanzonato, a tratti drammaticamente reale.
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Finalmente la vacanza per leggermi un altro libro di Camilleri. Questo me l'ero tenuto da parte apposta per la spiaggia e il suo dolce far niente: così facendo ho gustato i dettagli di ciò che accade dentro e fuori la Pensione Eva, un bordello al tempo della guerra. Scritto bene, col classico piglio di Camilleri, a tratti scanzonato, a tratti drammaticamente reale.
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martedì, agosto 08, 2006
MATARRESE ALLA LEGA CALCIO, IL "NUOVO CHE... E' DI TROPPO"
Il nuovo che avanza nel calcio da oggi ha un significato diverso. L'adagio nuovo che avanza non rappresenta più l'ondata di rinnovamento che prende piede nel mondo della pedata italica. Il "nuovo che avanza" sta lì a dimostrare una "novità che è di troppo", quasi puzza, manco fosse pesce. Non si riesce a definire altrimenti l'elezione di Antonio Mataresse alla presidenza della Lega Calcio. Avete presente chi è Matarrese? Il più doroteo della Prima Repubblica Pallonara, l'emblema di quanto più superato ci sia nel calcio italiano (a braccetto con Franco Carraro). Eppure la Confindustria del sport più importante di casa nostra ha deciso che sarà lui il dopo-Galliani. Sentendo puzza di commissariamento, i presidenti dei club di A e B hanno fatto spallucce e votato un personaggio francamente imbarazzante.
E adesso ai bar avremo di che parlare, dando ragione a quel vecchio solone chiamato Candido Cannavò. A chi storceva il naso sull'operato di Guido Rossi Cannavò ha risposto per le rime: Rossi ha cambiato il capo degli arbitri (Agnolin) e un designatore immacolato (Tedeschi), ha messo al suo fianco un manager di caratura (Gamberale) e un ex calciatore (Albertini) per le questione strettamente tecniche, un magistrato (Borrelli) al capo dell'Ufficio Indagini ha operato scelte coraggiose in sede tecnica (Donadoni e Casiraghi sulla panchina di Nazionale e Under 21). Ha rinnovato tutto quello che poteva rinnovare.
Un solo il settore dove non aveva i titoli per intervenire. Quello dove è stato eletto il "nuovo che avanza".
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Il nuovo che avanza nel calcio da oggi ha un significato diverso. L'adagio nuovo che avanza non rappresenta più l'ondata di rinnovamento che prende piede nel mondo della pedata italica. Il "nuovo che avanza" sta lì a dimostrare una "novità che è di troppo", quasi puzza, manco fosse pesce. Non si riesce a definire altrimenti l'elezione di Antonio Mataresse alla presidenza della Lega Calcio. Avete presente chi è Matarrese? Il più doroteo della Prima Repubblica Pallonara, l'emblema di quanto più superato ci sia nel calcio italiano (a braccetto con Franco Carraro). Eppure la Confindustria del sport più importante di casa nostra ha deciso che sarà lui il dopo-Galliani. Sentendo puzza di commissariamento, i presidenti dei club di A e B hanno fatto spallucce e votato un personaggio francamente imbarazzante.
E adesso ai bar avremo di che parlare, dando ragione a quel vecchio solone chiamato Candido Cannavò. A chi storceva il naso sull'operato di Guido Rossi Cannavò ha risposto per le rime: Rossi ha cambiato il capo degli arbitri (Agnolin) e un designatore immacolato (Tedeschi), ha messo al suo fianco un manager di caratura (Gamberale) e un ex calciatore (Albertini) per le questione strettamente tecniche, un magistrato (Borrelli) al capo dell'Ufficio Indagini ha operato scelte coraggiose in sede tecnica (Donadoni e Casiraghi sulla panchina di Nazionale e Under 21). Ha rinnovato tutto quello che poteva rinnovare.
Un solo il settore dove non aveva i titoli per intervenire. Quello dove è stato eletto il "nuovo che avanza".
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lunedì, luglio 31, 2006
INDULTO E DINTORNI: ALZI LA MANO CHI HA VISTO IL CARCERE DA DENTRO
L'indulto e la conta di chi uscirà di cella presto è l'argomento che caratterizza la politica di mezz'estate. Fuori Jucker e Previti, fuori la Marchi prima ancora che ci finisca dentro, fuori Erika e Omar (chi l'ha detto poi?): è come sfogliar la margherita del ce l'ho-mi manca-ce l'ho. Dipietristi e compagnia cantanti (che vergogna uno così a sinistra e, in generale, in Italia) hanno giurato vendetta. Eppure non tutti sanno che l'indulto funzionerà da deterrente per i futuri reati: se chi gode ora dell'indulto dovesse commettere un reato nei prossimi cinque anni non solo pagherà per quel reato ma si smazzerà anche la pena oggetto di indulto. Cornuto e mazziato. Ma è troppo facile stracciarsi le vesti. E poi mi domando: chi grida allo scandalo è mai stato fisicamente dentro un carcere italiano? Sa come si vive e come si sopravvive? Una sola volta nella vita bisognerebbe starci, un paio d'ore nel cortile, qualche minuto negli androni, nei laboratori o nelle aree comuni... Va da sè che il gabbio non debba essere un hotel a cinque stelle ma nemmeno la topaia della nostra società.
Provate a vivere da dentro le carceri prima di riempirvi la bocca di ideali come certezza della pena. E la certezza del diritto?
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L'indulto e la conta di chi uscirà di cella presto è l'argomento che caratterizza la politica di mezz'estate. Fuori Jucker e Previti, fuori la Marchi prima ancora che ci finisca dentro, fuori Erika e Omar (chi l'ha detto poi?): è come sfogliar la margherita del ce l'ho-mi manca-ce l'ho. Dipietristi e compagnia cantanti (che vergogna uno così a sinistra e, in generale, in Italia) hanno giurato vendetta. Eppure non tutti sanno che l'indulto funzionerà da deterrente per i futuri reati: se chi gode ora dell'indulto dovesse commettere un reato nei prossimi cinque anni non solo pagherà per quel reato ma si smazzerà anche la pena oggetto di indulto. Cornuto e mazziato. Ma è troppo facile stracciarsi le vesti. E poi mi domando: chi grida allo scandalo è mai stato fisicamente dentro un carcere italiano? Sa come si vive e come si sopravvive? Una sola volta nella vita bisognerebbe starci, un paio d'ore nel cortile, qualche minuto negli androni, nei laboratori o nelle aree comuni... Va da sè che il gabbio non debba essere un hotel a cinque stelle ma nemmeno la topaia della nostra società.
Provate a vivere da dentro le carceri prima di riempirvi la bocca di ideali come certezza della pena. E la certezza del diritto?
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lunedì, luglio 17, 2006

DA ZIDANE-MATERAZZI A LADY D: IL MONDO VA ALLA ROVESCIA
Il mondo sta proprio andando alla rovescia. Senza scomodare argomenti seriosi come politica e scenari internazionali, prendiamo due episodi da bar o - quando va bene - da anticamera di uno studio medico o di un parrucchiere. Ossia Zidane-Materazzi e le foto di Lady D morente pubblicate da "Chi". Sul primo caso è inutile dilungarsi troppo: il francese ha tirato una testata all'interista, un gesto violento e brutale che non si spiega con nessun tipo di giustificazione. Morale della favola: dietro la lavagna ci è finito Materazzi.
Il caso Lady D. Non entro nel merito perché in Italia e in Europa si è pubblicato di peggio in questi anni di incattivimento delle anime. La cosa che lascia perplessi è il fatto che i giornali inglesi come "The Sun" gridino allo scandalo per quanto pubblicato in Italia. Avete mai letto un tabloid inglese?
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martedì, luglio 11, 2006
ITALIANI SOPRAVVISSUTI A CIVOLI-MAZZOLA
Italia campione del mondo di calcio e italiani campioni del mondo di sopportazione. Gli azzurri hanno vinto il titolo in finale e tanto di cappello ma lo stesso trattamento andrebbe riservato a noi, poveri connazionali che, per vedere la partita in vero-tempo-reale, siamo stati costretti a sorbirci sette partite sette con la Premiata Ditta Cloroformio Civoli-Mazzola. Che pizza, ragazzi... Il primo non perdeva occasione per aggiornarci sul numero di gare stagionali disputate da Pirlo (un classico nelle sue telecronache, come il "thè caldo nello spogliatoio all'intervallo" anche d'estate, ndr), insinuando il dubbio che gente come Cannavaro e Perrotta ne avessero nelle gambe solo quattro o cinque di partite. L'altro invece non faceva altro che criticare i lanci di Materazzi (detto una volta è più che sufficiente,ndr) e individuare nella stanchezza la differenza tra azzurri e bleus in finale.
E basta per piacere! Pensate che l'italiano medio, senza il gap delle immagini rimandate in Italia con due-tre secondi di ritardo da Sky, avrebbe guardato il Mondiale - e l'onnipresente pubblicità - sulla Rai? Per piacere, siamo seri: scegliamo tutta la vita Caressa e Bergomi, per niente anglosassoni nella telecronaca ma viscerali come gran parte dei tifosi.
Speriamo che cominci un nuovo ciclo...
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Italia campione del mondo di calcio e italiani campioni del mondo di sopportazione. Gli azzurri hanno vinto il titolo in finale e tanto di cappello ma lo stesso trattamento andrebbe riservato a noi, poveri connazionali che, per vedere la partita in vero-tempo-reale, siamo stati costretti a sorbirci sette partite sette con la Premiata Ditta Cloroformio Civoli-Mazzola. Che pizza, ragazzi... Il primo non perdeva occasione per aggiornarci sul numero di gare stagionali disputate da Pirlo (un classico nelle sue telecronache, come il "thè caldo nello spogliatoio all'intervallo" anche d'estate, ndr), insinuando il dubbio che gente come Cannavaro e Perrotta ne avessero nelle gambe solo quattro o cinque di partite. L'altro invece non faceva altro che criticare i lanci di Materazzi (detto una volta è più che sufficiente,ndr) e individuare nella stanchezza la differenza tra azzurri e bleus in finale.
E basta per piacere! Pensate che l'italiano medio, senza il gap delle immagini rimandate in Italia con due-tre secondi di ritardo da Sky, avrebbe guardato il Mondiale - e l'onnipresente pubblicità - sulla Rai? Per piacere, siamo seri: scegliamo tutta la vita Caressa e Bergomi, per niente anglosassoni nella telecronaca ma viscerali come gran parte dei tifosi.
Speriamo che cominci un nuovo ciclo...
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mercoledì, luglio 05, 2006
GROSSO COME TARDELLI
Commoventi gli azzurri ieri sera. Hanno lottato e creduto fino in fondo di potercela fare. Strappalacrime la corsa di Fabio Grosso dopo aver infilato quel pallone strepitoso e imparabile: immediatamente la mente è corsa a Marco Tardelli, al suo gol nella finalissima di Spagna '82 quando ebbro di gioia comincia a correre e urlare. Tardelli divenne l'immagine simbolo di quel Mondiale. Per ora la faccia più bella di questo è Grosso che urla "non ci credo" dopo aver segnato.
Vorrei vedere dove sono tutti quelli che tifavano Ghana alla vigilia del debutto mondiale degli azzurri
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Commoventi gli azzurri ieri sera. Hanno lottato e creduto fino in fondo di potercela fare. Strappalacrime la corsa di Fabio Grosso dopo aver infilato quel pallone strepitoso e imparabile: immediatamente la mente è corsa a Marco Tardelli, al suo gol nella finalissima di Spagna '82 quando ebbro di gioia comincia a correre e urlare. Tardelli divenne l'immagine simbolo di quel Mondiale. Per ora la faccia più bella di questo è Grosso che urla "non ci credo" dopo aver segnato.
Vorrei vedere dove sono tutti quelli che tifavano Ghana alla vigilia del debutto mondiale degli azzurri
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martedì, luglio 04, 2006
CALCIOPOLI AD OROLOGERIA
Nessuno parla più di giustizia ad orologeria. Quantomeno non oggi, con l'epica semifinale Italia-Germania ancora alle porte. Da domani, fatti i debiti scongiuri, forse il concetto di giustizia ad orologeria tornerà alla ribalta. Le richieste del procuratore federale per lo scandalo di Calciopoli sono infatti arrivate a sette ore dalla partita dell'anno, quella che tutti noi abbiamo vissuto l'11 luglio del 1982 e che aspettiamo sin dalla sconfitta ai rigori col Brasile del 1994. Possibile tanta tempestività? Possibile che i deferimenti siano stati spostati di ventiquattr'ore (aspettando addirittura la chiusura della Borsa) per non turbare la Nazionale in campo con la modesta Repubblica Ceca e oggi il mostro venga sbattuto in prima pagina come se nulla fosse?
Siamo pronti a scommetterlo: la condanna definitiva arriverà sabato pomeriggio, con una finale ancora da giocare.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Nessuno parla più di giustizia ad orologeria. Quantomeno non oggi, con l'epica semifinale Italia-Germania ancora alle porte. Da domani, fatti i debiti scongiuri, forse il concetto di giustizia ad orologeria tornerà alla ribalta. Le richieste del procuratore federale per lo scandalo di Calciopoli sono infatti arrivate a sette ore dalla partita dell'anno, quella che tutti noi abbiamo vissuto l'11 luglio del 1982 e che aspettiamo sin dalla sconfitta ai rigori col Brasile del 1994. Possibile tanta tempestività? Possibile che i deferimenti siano stati spostati di ventiquattr'ore (aspettando addirittura la chiusura della Borsa) per non turbare la Nazionale in campo con la modesta Repubblica Ceca e oggi il mostro venga sbattuto in prima pagina come se nulla fosse?
Siamo pronti a scommetterlo: la condanna definitiva arriverà sabato pomeriggio, con una finale ancora da giocare.
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giovedì, giugno 29, 2006
MELANDRI COME D'ALEMA
A volte la simbiosi non è solo a livello intellettuale. Ci sono persone che la pensano alla stessa identica maniera di altre, al punto da diventarne una fedele copia. Crediamo sia successo anche al ministro Giovanna Melandri, da sempre politicamente vicina a Massimo D'Alema. L'altra sera a "Ballarò" guardavo il ministro parlare e mi sembrava di vedere il presidente diessino muoversi. La Meladri si muove e parla come D'Alema. Fateci caso. E' impressionante: stessa cadenza, stessa gestualità e stessa sagacia nell'affondare le stilettate agli avversari
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
A volte la simbiosi non è solo a livello intellettuale. Ci sono persone che la pensano alla stessa identica maniera di altre, al punto da diventarne una fedele copia. Crediamo sia successo anche al ministro Giovanna Melandri, da sempre politicamente vicina a Massimo D'Alema. L'altra sera a "Ballarò" guardavo il ministro parlare e mi sembrava di vedere il presidente diessino muoversi. La Meladri si muove e parla come D'Alema. Fateci caso. E' impressionante: stessa cadenza, stessa gestualità e stessa sagacia nell'affondare le stilettate agli avversari
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lunedì, giugno 12, 2006

W LA RAI
E' proprio il caso di dirlo. La televisione di Stato fa schifo da qualsiasi lato la si guardi (tg, cultura, spettacoli e intrattenimento) eppure ho scoperto in lei una dote fondamentale: la tempestività. Per quale diavolo di spiegazione tecnologica non lo so e non mi interessa ma le immagini delle dirette di calcio sulla Rai arrivano prima che su Sky. Quindi staserà mi sorbirò le stronzate di nonno-abelardo-Mazzola pur di vedere in tempo reale cosa accade in Italia-Ghana. Voglio essere il primo a gioire per un gol, il primo a 'fanculizzare Totti per un passaggio sbagliato o a dare del bastardo all'arbitro. Voglio essere il primo alla pari di tutti i miei vicini: nessuno ha il diritto-dovere di urlare prima di me. Se non sarò il primo in assoluto sarò almeno alla pari con tutti loro.
Il dubbio che le partite di Sky arrivassero leggermente in ritardo ce l'ho sempre avuto facendo zapping dal canale 206 del 16:9 ma ora ne ho trovato conferma anche online. E del resto la mia bella incazzatura me la son beccata anche ieri sera mentre assistevo - ahimè - alla promozione del Torino in serie A. Una iattura quando qualcuno nel palazzo urlava già MUZZI-GOL per il 2-0 e sul mio monitor c'era ancora crapa-pelata Brevi che batteva l'angolo. Grazie al digitale terreste, grazie al satellite...
Quando è troppo è troppo
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lunedì, maggio 29, 2006

TWO CHINESE BLOGGER
Un po' smaniosi di mettersi virtualmente in mostra, un po' bacati realmente. Al punto di ricordare quella sottospecie di "Giochi senza frontiere" con gli occhi a mandorla portata al successo dalla Gialappa's negli Anni Novanta e passata alla storia come "mai dire banzai". Due ragazzi cinesi stanno spopolando sul Web, facendo dell'ironia l'ingrediente del loro blog. Per farsi quattro ghignate basta cliccare qua e ammettere che il loro slogan non fa una grinza: "Life is short, make fools of yourselves while you can".
Tanto per cominciare guardatevi questo filmato oppure questo.
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giovedì, maggio 11, 2006
MOGGI-OPOLI
Si sono sciolti come neve al sole gli amici di Luciano Moggi. Da una settimana a questa parte tutti i soloni a scrivere "io l'avevo detto che il calcio era truccato", "hanno trovato le prove di quello che si sapeva" e luoghi ancora più comuni. Non uno che si sia prodigato a dire che si tratta di un'inchiesta, un'inchiesta pesantissima ma non di una condanna. Moggi è lo sporco del calcio italiano ma se cade lui e con lui la Juve ad esultare ci sarà molto più di metà Italia calcistica. Chi non ha fede bianconera scenderà in piazza, al grido di "giustizia è fatta" e via di questo passo. Massì, noi gobbi facciamoci un anno di serie B, rinunciamo a tre-quattro scudetti e poi ritorniamo a mischiarci con le anime buone del calcio... Nella fattispecie con l'altra metà del cielo, ossia chi inventava passaporti falsi per tesserare stranieri; chi ha fabbricato fidejussioni ad hoc per potersi iscrivere al campionato a danno di chi ha sempre pagato giocatori e tasse (i "coglioni" d'Italia, li conoscete bene no? ndr); chi ha cambiato le regole degli stranieri in corsa; chi è presidente dell'organismo collegiale di un club e allo stesso tempo di un club di primo piano; chi paga giocatori con fondi esteri; chi ha costruito squadre rubando i soldi ai poveri risparmiatori...
Appunto: l'altra metà del cielo, la mezz'Italia non bianconera.
CHE NE PENSI? SCRIVILO AL BARSAURO
Si sono sciolti come neve al sole gli amici di Luciano Moggi. Da una settimana a questa parte tutti i soloni a scrivere "io l'avevo detto che il calcio era truccato", "hanno trovato le prove di quello che si sapeva" e luoghi ancora più comuni. Non uno che si sia prodigato a dire che si tratta di un'inchiesta, un'inchiesta pesantissima ma non di una condanna. Moggi è lo sporco del calcio italiano ma se cade lui e con lui la Juve ad esultare ci sarà molto più di metà Italia calcistica. Chi non ha fede bianconera scenderà in piazza, al grido di "giustizia è fatta" e via di questo passo. Massì, noi gobbi facciamoci un anno di serie B, rinunciamo a tre-quattro scudetti e poi ritorniamo a mischiarci con le anime buone del calcio... Nella fattispecie con l'altra metà del cielo, ossia chi inventava passaporti falsi per tesserare stranieri; chi ha fabbricato fidejussioni ad hoc per potersi iscrivere al campionato a danno di chi ha sempre pagato giocatori e tasse (i "coglioni" d'Italia, li conoscete bene no? ndr); chi ha cambiato le regole degli stranieri in corsa; chi è presidente dell'organismo collegiale di un club e allo stesso tempo di un club di primo piano; chi paga giocatori con fondi esteri; chi ha costruito squadre rubando i soldi ai poveri risparmiatori...
Appunto: l'altra metà del cielo, la mezz'Italia non bianconera.
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