“Per me uscire sconfitto dal campo è come una morte temporanea di due giorni. Fatico a parlare”. Accadeva da calciatore. Accadeva da tecnico di Arezzo o Bari ma accade ancora oggi da tecnico campione d’Italia. C’è quasi tutto l’Antonio Conte allenatore della Juventus in questa frase. Per l’Antonio Conte uomo non bastano invece le 216 pagine de “Testa, cuore e gambe”, accattivante autobiografia per Rizzoli raccolta da Antonio Di Rosa, direttore di “Gazzetta dello Sport” e “Secolo XIX
Raccontando i suoi primi 44 anni tra campo, spogliatoio e vita privata, Conte sovrappone il piano umano a quello sportivo. Lo fa con intelligenza e a cuore aperto, guidato da principi e istinto. Come accadde per l’addio alla Juve e, di conseguenza,
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venerdì, giugno 14, 2013
martedì, maggio 07, 2013
Conte, top player della Juve campione
Conte come nessuno maiSe qualche bianconero non l’ha ancora fatto potrebbe essere questo uno striscione da esporre l’anno prossimo allo Juventus Stadium. Nessun allenatore prima del 44enne leccese aveva mai vinto lo scudetto in un solo girone. La gioia più bella del mister bianconero è arrivata nell’anno più sofferto, quello che una giustizia sportiva a due velocità l’ha costretto a vedere metà campionato da dietro il buco di una serratura. Blindato a Torino, insultato e offeso quasi ovunque in trasferta.
Anno I dell’era post Del Piero - Conte è uscito dal tunnel (figurato e non solo) dell’omessa denuncia solo 18 partite fa, la sera di Palermo-Juve del 9 dicembre 2012 quando un gol di Lichtsteneir bastò per vincere. Ironia della sorte, oggi i siciliani sono stati spettatori non paganti dello scudetto numero 29 dei bianconeri. Un titolo meritato da giocatori, società ma soprattutto da Conte, confermatosi un Mister con la emme maiuscola.
Anno I dell’era post Del Piero - Conte è uscito dal tunnel (figurato e non solo) dell’omessa denuncia solo 18 partite fa, la sera di Palermo-Juve del 9 dicembre 2012 quando un gol di Lichtsteneir bastò per vincere. Ironia della sorte, oggi i siciliani sono stati spettatori non paganti dello scudetto numero 29 dei bianconeri. Un titolo meritato da giocatori, società ma soprattutto da Conte, confermatosi un Mister con la emme maiuscola.
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