mercoledì, maggio 19, 2004

IMMAGINI RACCAPRICCIANTI (BERG) E IMMAGINI NON RACCAPRICCIANTI (RAFAH)

Ho appena rivisto in tv quanto accaduto ieri a Rafah. Scena dopo scena mi sono venute in mente tutte le polemiche di questi giorni legate alla trasmissione della decapitazione di Berg. Chi ha mosso denunce e rilanciato la questione "morale" nel giornalismo ha visto quei palestinesi fuggire dalle bombe con i figli feriti e sanguinanti? Quelli hanno tirato bombe (dall'alto o dal pian terreno poco importa) addosso ad una manifestazione di protesta. C'erano uomini di Hamas? Probabile ma ciò non giustifica una carneficina.
Eppure nessuno griderà allo scandalo per quelle immagini. Perchè ci sono morti e raccappricci di serie A e di serie B. Quelli palestinesi spesso addirittura di C.



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martedì, maggio 18, 2004

VIDEO + BERG, IL PIU' CLICCATO

In una settimana, le parole "video" e "berg" hanno sbaragliato la Rete. Secondo le ricerche di Lycos, quei due vocaboli sono i più cliccati sui motori di ricerca, sbaragliando "war in iraq" e il sito estremista "Muntada el Ansar". Lo stesso picco si registrò poco dopo la notizia dell'esecuzione di Daniel Pearl.

Il resto dei più cliccati è qua

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RETTIFICA

Secondo lei, RAWA.ORG è un sito vicino al terrorismo islamico?

“RAWA is the oldest political/social organization of Afghan women struggling for peace, freedom, democracy and women's rights in fundamentalism-blighted Afghanistan”. Per sua informazione, RAWA ha condotto una fortissima opposizione al regime talebano, non con bombardieri a 10.000 metri di quota e non godendo dell’accesso ai media. Si informi, se non capisce l’inglese si faccia tradurre quanto scritto sul sito.
Cordiali saluti

GT

E il barista si becca pure dell'ignorante. E GT ha ragione: il sito in questione è al-ansar.biz, oggi oscurato.




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venerdì, maggio 14, 2004

AL QAEDA PARLA E DECAPITA SOLO VIA WEB, NIENTE AL JAZEERA

Della disumana decapitazione del libero cittadino statunitense Nicholas Berg, c'è un aspetto che non tutti hanno ancora messo in evidenza. Diversamente da altre volte, Al Qaeda (o qualunque gruppo si sia macchiato di una mostruosità simile, ndr) ha scelto una linea nuova di comunicazione. Chi si riempie la bocca di paroloni la definirebbe un mutamento di strategia comunicativa. Stavolta infatti il terrore non si è materializzato in una videocassetta inviata a una tv araba. Sino a prova contraria, Al Jazeera o Al Arabiya non hanno ricevuto il nastro dell'esecuzione. La scelta si presta a due diverse interpretazioni, una più inquietante dell'altra

NIENTE TV, SOLO WEB
Il video è stato messo in rete su al-ansar.biz, un sito vicino al terrorismo islamico. Chi ha pensato di puntare tutto sulla Rete ha colto nel segno. Internet non consente nessuna forma di censura: accade per blog e blogger, figuriamoci per un sito di propaganda terroristica. Il che significa che Al Qaeda ha aggirato le possibili censure preventive (il caso Quattrocchi insegna): giustiziare un americano e rischiare che qualcuno si rifiuti di mandare in onda il filmato suonerebbe come una beffa se di mezzo non ci fosse la vita di un povero innocente. Bypassando la tv, Al Qaeda ha centrato il suo obiettivo, ossia la massima copertura dell'esecuzione. Che Canale 5 o la BBC trasmettano integralmente il filmato non importa.

E SE LA CENSURA C'E' STATA?
Al Arabiya e Al Jazeera, mi pare, abbiano taciuto. Non hanno detto se erano in possesso o meno della videocassetta incriminata. Personalmente ritengo che non abbiano ricevuto il nastro (per quanto sopra). Altrimenti. Altrimenti la faccenda mi sembrerebbe ancora più grave in virtù di quanto accaduto al nostro Quattrocchi. E qui, ahimè, mi trovo d'accordo (prima e spero ultima volta) con Renato Farina (Libero) il quale scrisse che non avrebbe giovato alla stessa causa islamica l'eventuale trasmissione dell'esecuzione di Quattrocchi. Troppa violenza gratuita, troppa brutalità, troppo poca umanità nello sparare ad un inerme incappucciato. Morale: se Al Jazeera o Al Arabiya avessero censurato anche stavolta la cassetta proprio per non remare contro l'Islam?


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lunedì, maggio 10, 2004

DANIEL PEARL RIFIUTO' DI ESSERE SEDATO

Il giornalista americano Daniel Pearl ha rifiutato di essere sedato prima di venire barbaramente giustiziato. E' un'indiscrezione che arriva direttamente dal Pakistan ed è uno dei passaggi che non si vedono nel macabro video in circolazione sul Web da mesi. Pearl, rapito a Karachi nel gennaio 2002, aveva conosciuto il suo destino qualche ora prima ma non ha accettato di essere "calmato". Poi gli hanno tagliato la gola. E quindi decapitato.



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REGISTRI UN FILM? 42 GIORNI DI CARCERE

Pirati cinematografici addio: una corte della California ha condannato un tale Ruben Moreno per aver violato la nuova legge antipirateria. Moreno aveva pagato il biglietto d'ingresso al Pacific Winnetka Theater di Los Angeles per assistere a "The Alamo". Una volta iniziata la proiezione, Moreno ha accesso la sua telecamera digitale, cominciando a registrare il film. Esemplare la condanna: 42 giorni di carcere. E l'industria cinematografica ringrazia.


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martedì, maggio 04, 2004

SILENZIO - 1 -

Credo che il silenzio sia una scelta giusta. Speriamo che sia stata tempestiva.

Stefania


CHE NE PENSI? DEL SILENZIO GOVERNATIVO? SCRIVILO AL BARSAURO
SILENZIO, IL NEMICO TI ASCOLTA... SEMPRE

Sugli ostaggi in Iraq scende la cortina governativa del silenzio. Brutto, bruttissimo segno per la sorte dei nostri connazionali. Solo una decina di giorni fa la liberazione di Agliana, Cupertino e Stefio sembrava cosa fatta al punto che l'ottimismo sprizzava addirittura da Mosca. Tutti sul carro del vincitore della trattativa a buon fine, tutti a rilasciare dichiarazioni di ottimismo sull'imminente rilascio. Fregandosene di rispettare chi è morto perchè la trattativa non si apriva. Fregandonsene della più scontata delle ovvietà: chi ha in mano gli ostaggi ha solide basi in Italia, sensibili a ogni sussurro governativo. Quindi perchè imporre ora la sordina a radio e televisione ?


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giovedì, aprile 29, 2004

CITARISTI FA LA MORALE A SEGNI: DOVE PRENDI I SOLDI PER IL PATTO?

Vi ricordate Mani Pulite? Domanda retorica fino ad un certo punto, credetemi. Uno che finì alla ribalta di tutte le cronache e di tutti i tg fu un portaborse e portaassegni della Balena Bianca. Si chiamava (e si chiama ancora) Severino Citaristi, ultimo segretario amministrativo della Democrazia Cristiana e recordman di avvisi di garanzia per aver incassato TANGENTI. Lontano della politica ufficiale, Citaristi sino a qualche tempo fa si limitava a apparire in pubblico alle partite casalinghe dell'Atalanta. Ora invece si è ritagliato una rubrica su "L'Eco di Bergamo", prestigioso quotidiano della Curia orobica. Il suo pseudonimo è La Cetra e in uno dei suoi strali domenicali ha attaccatto l'ex compagno di partito, Mariotto Segni. Nel mirino della sua filippica il quotidiano IL PATTO lanciato da Segni per sostenere la sua ennesima iniziativa politica. Per farla breve: Citaristi-La Cetra si è chiesto dove mai Segni prenderà i soldi per finanziare un giornale. Sì, avete letto bene: una persona con un centinaio di avvisi di garanzia per aver chiuso occhi e orecchie mentre nel suo partito entravano soldi sporchi a frotte, oggi fa la morale a Segni. Ma dove siamo arrivati?. Citaristi e morale, due concetti paralleli ma che non s'incontrano mai



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martedì, aprile 27, 2004

"LA GENTE DI BAGHDAD? MENTE"

Lo ammetto. La realtà vista con gli occhi iracheni mi colpisce. "Ieri il corrispondente della Cnn è venuto nel mio quartiere a Baghdad. Mi sono proposta per farlo parlare con donne e bambini che sono fuggiti da Falluja. Mi ha risposto di no, Mi ha detto che non poteva incontrarli. "La gente non mi crederà. Mi dicono che la gente in strada mente". La risposta è deprimente. In che mondo viviamo? Chi dice la verità è messo sotto accusa. Media e politica sono mischiati. Le voci dei bugiardi sono sempre più forti. Ma la nostra fede in dio non vacilla"

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venerdì, aprile 23, 2004

I MORTI AMERICANI NON VANNO IN TV

"Esporteremo la democrazia in Iraq. Anche con l'uso della forza". Parole e pensieri di George Buish che ha così motivato a suo tempo l'offensiva militare sul suolo iracheno. Peccato che la democrazia da esportare sia quella americana e superflua. Della serie: da noi la democrazia non serve e ve la piazzamo a Baghdad. Non si spiegherebbe altrimenti la disperata censura delle immagini dei caduti americani in Iraq. Mr Bush infatti non gradisce che la tv inquadri le bare di ritorno dal Middle East con i corpi dei marines caduti in battaglia. Perchè? Perchè sono tanti, troppi. Non c'è un soldato Ryan da celebrare stavolta, non ci sono soldatesse da salvare e dare in pasto alla propaganda. Bensì solo, lunghe, drammatiche e significative colonne di bare con il drappo a stelle e strisce. E a pochi mesi dalle elezioni queste immagini non servono alla causa di George W.



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mercoledì, aprile 21, 2004

BAGHDAD BLOG


Appena un anno fa solo una ristrettissima cerchia di iracheni aveva accesso ad un computer. Ancora meno erano quelli che, attraverso un pc, comunicavano con il mondo intero. Adesso spuntano Internet corner in ogni quartiere . E con la Rete spunta un nuovo fenomeno per quelle latitudini: i blogger.

Blog e Iraq. Due parole che hanno un sinonimo in Salam Pax, l'autore del blog dove si raccontava la guerra del Golfo numero due da un altro punto di vista. Quello di chi le bombe se le vedeva arrivare in testa. Nato nel 2002 per raccontare ad un amico siriano la vita quotidiana a Baghdad, Salam Pax è presto diventato un simbolo e ora anche un successo in libreria. Il tutto senza snaturare la sua funzione.

Dopo di lui altri iraqi-blog crescono. Omar Fadhill, 24 anni, dentista, ha messo in Rete iraqthemodel, un blog realizzato a sei mani con i suoi due fratelli medici. "Lo abbiamo fatto non solo per colmare la voragine tra Usa e Iraq - dicono - ma anche per avvicinare l'Iraq al resto del mondo arabo. I media danno un'idea distorta della realtà irachena, esistono oggi numerosi aspetti positivi che noi vogliamo valorizzare". Il taglio del blog è filoamericano, gli autori sono sunniti. "Riceviamo e-mail da palestinesi o arabi-americani che ci minacciano di morte, accusandoci di essere spie al servizio della Cia. Io sono amico dell'America e d'Israele - dice uno dei fratelli - ma alcuni miei colleghi in ospedale mi danno dell'infedele".

Per quel che si sa, sono trenta i blogger di grido a Baghdad. La caratteristica è la formazione familiare: Faisa Jarrar, metà sunnita e metà sciita, ha lanciato il suo blog critico nel dicembre scorso e adesso tutti i suoi tre figli hanno un blog per conto loro

Fonte Usa Today

BAGHDAD BLOG: FENOMENO PASSEGGERO O DURATURO? SCRIVILO AL BARSAURO

martedì, aprile 13, 2004

11/9: IL MEMO GIUSTO FU IGNORATO
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Tempi duri per Bush. Dopo aver sottovalutato l'allarme per l'11/9 lanciato per tempo da 007 e simili, la Casa Bianca fece orecchie da mercante a un memo compilato da un agente dell'Fbi di Phoenix che parlava di un possibile tentativo coordinato di Osama Bin Laden per mettere i suoi discepoli nelle scuole di volo americane. Le parole di Kenneth Williams, l'agente in questione, furono ignorate dai vertici del Bureau. Williams scrisse addirittura che i terroristi erano pronti a colpirea obiettivi militari Usa.

Ecco la versione originale del memo


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venerdì, aprile 02, 2004

NUOTIAMO TRA I PESCI D'APRILE TUTTO L'ANNO

Petrolio su Marte
2 aprile 2004


Petrolio su Marte, ha titolato ieri il Tg2 delle 13, con corredo di immagini suggestive e citazioni della Nasa. Dopo l'acqua salata in superficie e il metano nell'atmosfera, un distributore di «super» sotto la crosta. Non sarà stato facile convincere Bush che si trattava di un pesce d'aprile: lui era già prontissimo a esportare la democrazia anche lì. Noi telespettatori non ce ne saremmo stupiti più di tanto. C'è forse qualcosa che può ancora sorprenderci, in questo tritacarne mediatico che banalizza la realtà, rappresentandola in moduli preconfezionati? Se Gesù si reincarnasse per far prendere uno spavento a Mel Gibson, in conferenza stampa l'inviata di Cucuzza gli chiederebbe come mai nell'edizione precedente dei Vangeli era finito in «nomination» con Barabba.

Nuotiamo fra i pesci d'aprile tutto l'anno. Davvero quattro ultras hanno fermato una partita e quattro leghisti un Parlamento? Davvero l'economia riprenderà il mese prossimo, come anticipato il mese scorso? Davvero il numero 2 di Al Qaeda è in trappola da settimane dentro una grotta? Davvero è il numero 2? Ha la targhetta con scritto «vice» sul bavero della giacca? Marte era l'ultima fuga da tutto questo: dentro quel futuro di cui non parla e a cui non crede più nessuno. Ma l'urgenza di sfruttarlo ancor prima di esplorarlo, intontendoci le orecchie con una novità al giorno, lo ha già ridotto ad argomento da bar. Fra un po' un petroliere marziano andrà da Vespa e la nostra unica curiosità sarà sapere quando compra la Roma.


Massimo Gramellini (LA STAMPA)


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venerdì, marzo 26, 2004

SALVACALCIO SALVASOLDI SALVAPRINCIPI

Quella vergogna chiamata "decreto salvacalcio" è stata frettolosamente ritirata dopo che i sondaggisti hanno riscontrato un favore pari a zero tra gli italiani. Qualcuno si ostina a dire che le casse italiane, se fallissero i club di calcio attuali, perderebbero 500 milioni di euro. E allora? Lo Stato, fino a prova contraria, non è una spa con scopo di lucro. Prima dei denari vengono (ancora) i principi e la giustizia. Perchè tutti i soldi che vengono evasi e solo parzialmente recuperati non sono un rosso per lo Stato? Ma il condono porta voti pesanti...



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mercoledì, marzo 24, 2004

ANCHE IL "CORRIERE" SBAGLIA

Costretti a zigzagare tra refusi, ripetizioni e ossimori improbabili anche noi poveri Cipputi del giornalismo tiriamo un sospiro di sollievo. Sbagliare è umano, soprattutto se l'errore è del Corriere della Sera in prima pagina. Ebbene sì via Solferino ha sbagliato una frase nel sommario dell'apertura. Niente di clamoroso sia ben chiaro, ma la leggerezza fa sembrare la corazzata Rcs più umana. Sotto il titolo di apertura, oggi compare: "il governo ha reso note le condizioni del governo in cambio..."
E il prossimo refuso sarà più dolce.


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venerdì, marzo 19, 2004

KOSOVO NEL CAOS PER UNA BUFALA?

Sembra di essere tornati indietro di anni leggendo online di quanto accade in Kosovo. Pulizia etnica. Una vergogna che ha un andamento carsico e che, purtroppo, non finisce mai. Stavolta la scintilla degli sconti sarebbe stata la morte di tre ragazzi albanesi morti annegati mentre erano inseguiti dai poliziotti. Il condizionale è d'obbligo perchè uno dei tre ragazzi... racconta come sono andate le cose
"La notizia sarebbe stata falsa. Nella confusione degli avvenimenti, ieri notte il portavoce dell’Unmik, Derek Chappell, ha riportato le dichiarazioni di un terzo bambino albanese, sopravvissuto alle acque dell’Ibar. Il bambino ha raccontato ai genitori che lui e i tre amici erano entrati da soli nel fiume, ed erano stati travolti dalle correnti. Lui era riuscito a raggiungere la riva, mentre gli altri venivano trascinati via. Una tragedia. Tuttavia, non ci sarebbe stato alcun inseguimento."
IL RESTO E' SCRITTO QUI



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giovedì, marzo 18, 2004

POSSIBILE CHE BISOGNA PROPRIO AVERE IL CANCRO PER GODERE DELLA VITA?


Un estratto dal nuovo libro di Tiziano Terzani in pubblicazione il 25 marzo

SI SA, capita a tanta gente, ma non si pensa mai che potrebbe capitare a noi. Questo era sempre stato anche il mio atteggiamento. 110
Così`, quando capito` a me, ero impreparato come tutti e in un primo momento fu come se davvero succedesse a qualcun altro. « Signor Terzani, lei ha il cancro », disse il medico, ma era come non parlasse a me, tanto e` vero – e me ne accorsi subito, meravigliandomi – che non mi disperai, non mi commossi: come se in fondo la cosa non mi riguardasse. Forse quella prima indifferenza fu solo un’istintiva forma di difesa, un modo per mantenere un contegno, per prendere le distanze, ma mi aiuto` . Riuscire a guardarsi con gli occhi di un sé fuori da sé serve sempre.

Ed è un esercizio, questo, che si può imparare.

Tiziano Terzani

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mercoledì, marzo 17, 2004

BLOG FA RIMA CON FLOP?

"Esploso sulla rete come vera rivoluzione della comunicazione, il fenomeno blog è stato immediatamente oggetto di studi e riflessioni, serissimi o presunti tali, finiti sulle pagine di magazine e scaffali delle librerie. Gli autori, tutti fratelli di post, hanno dipinto i navigatori web come "tutti pazzi per i blog". Ma li avranno contati bene? Il dubbio nasce negli Stati Uniti e si insinua anche nella nostra amata terra di santi, poeti, navigatori e blogger."
IL RESTO E' SCRITTO QUI


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martedì, marzo 16, 2004

PUBBLICITA' PROGRESSO: LE NOTIZIE PIU' CENSURATE NEL 2003

Il piano di Rumsfeld per provocare i terroristi
Fonte: CounterPunch, www.counterpunch.org/floyd101.html. Titolo: "Into the Dark". Autore: Chris Floyd. Docenti valutatori: Catherine Nelson e Meri Storino. Studente ricercatore: Jennifer Scanlan. Copertura da parte dei grandi mezzi d'informazione: William Arkin, "The Secret War", Los Angeles Times, 27 ottobre 2002. ?110

"Secondo il documento riservato "Operazioni Speciali e Forze Congiunte nella lotta al terrorismo", preparato per il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld dal suo Ufficio di Scienza della Difesa, e' stata creata una nuova organizzazione per contrastare potenziali attacchi terroristici negli Stati Uniti.

Questo gruppo operativo antiterrorismo, il Gruppo per le Operazioni Preventive Attive (P2OG), richiedera' l'impiego di 100 persone e almeno 100 milioni di dollari l'anno. La squadra di agenti per il controspionaggio sara' responsabile delle missioni segrete che hanno come obiettivo i leader terroristi. Tali missioni segrete sono concepite per "stimolare reazioni" tra i gruppi terroristici, provocandoli a compiere atti violenti che poi li esporrebbero a "contrattacchi" da parte delle forze statunitensi. Cio' significa che il governo degli Usa sta pianificando l'utilizzo di operazioni militari segrete in modo da causare attacchi terroristici omicidi contro degli innocenti.

Per uno strano paradosso, sembra che il piano debba in qualche modo combattere il terrorismo, causandolo. Secondo il documento, altre strategie prevedono il furto di denaro a cellule terroristiche o il loro depistaggio attraverso comunicazioni false. Il Dipartimento della Difesa mantiene inoltre un gruppo operativo contro terroristico occulto noto come Delta Force, che viene chiamato se si verifica una crisi."

arrivato in posta elettronica e tratto dal libro CENSURA



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